MINISTERO DELL'INTERNO

DECRETO 4 giugno 2002, n. 144

Regolamento recante la disciplina del concorso pubblico di accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia.

note: Entrata in vigore del decreto: 7-8-2002 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/06/2017)
Testo in vigore dal: 7-8-2002
al: 14-4-2007
aggiornamenti all'articolo
                      IL MINISTRO DELL'INTERNO

                           di concerto con

                IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA

  Visto  l'articolo  4,  comma  2,  del decreto legislativo 19 maggio
2000,  n.  139, che demanda ad apposito regolamento la disciplina del
concorso  pubblico  di accesso alla qualifica iniziale della carriera
prefettizia;
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito il parere del Consiglio di Stato - Sezione consultiva per gli
atti normativi, reso nell'adunanza del 6 maggio 2002;
  Effettuata   la  comunicazione  al  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri,  ai  sensi  dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400;
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1
                  Accesso alla carriera prefettizia

  1.  Alla  qualifica  iniziale  della carriera prefettizia si accede
mediante  concorso  pubblico  a  carattere  nazionale,  per titoli ed
esami.
  2.  Il  bando  di  concorso  e'  emanato  con  decreto del Capo del
Dipartimento per gli affari interni e territoriali e pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica italiana. Il decreto indica le
modalita'  di svolgimento del concorso, i requisiti di ammissione, il
diario  e  le  sedi  della  prova preselettiva e delle prove d'esame,
scritte  ed orali, i titoli valutabili ai fini della formazione della
graduatoria,  le  modalita'  della loro presentazione, le percentuali
dei posti riservati.
  3.  La  determinazione  del  numero dei posti messi a concorso puo'
essere  effettuata  anche  sulla  base  dei  posti  che si renderanno
disponibili  entro l'anno in cui e' indetto il concorso e nel biennio
successivo.
          Note alle premesse:

              -   Il   testo   dell'art.  4,  comma  2,  del  decreto
          legislativo 19 maggio 2000, n. 139 "Disposizioni in materia
          di   rapporto  di  impiego  del  personale  della  carriera
          prefettizia,  a  norma  dell'art.  10 della legge 28 luglio
          1999, n. 266" e' il seguente:
              "2. Al concorso sono ammessi i candidati in possesso di
          laurea   specialistica.  Con  regolamento  da  emanare  con
          decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto  con il
          Ministro  per  la  funzione  pubblica, entro sei mesi dalla
          data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto, sono
          indicati  la  classe di appartenenza dei corsi di studio ad
          indirizzo giuridico, economico e storico-sociologico per il
          conseguimento  della  laurea  specialistica  prescritta per
          l'ammissione  al  concorso,  nonche'  i  diplomi di laurea,
          utili  ai  medesimi  fini, rilasciati secondo l'ordinamento
          didattico  vigente  prima  del  suo  adeguamento  ai  sensi
          dell'art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
          e   delle   sue   disposizioni  attuative.  Con  lo  stesso
          regolamento   sono,   altresi',   stabilite   le  forme  di
          preselezione  per  la  partecipazione al concorso, le prove
          d'esame,  scritte e orali, le prime in numero non inferiore
          a  quattro,  le  modalita'  di svolgimento del concorso, di
          composizione della commissione giudicatrice e di formazione
          della   graduatoria,   e  sono  individuati  i  diplomi  di
          specializzazione  ed  i  titoli  di  dottorato  di  ricerca
          valutabili ai fini della formazione della graduatoria.".
              -  Il testo dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
          400  "Disciplina  dell'attivita'  di  Governo e ordinamento
          della   Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri"  e'  il
          seguente:
              "Art.   17.   (Regolamenti).   -  1.  Con  decreto  del
          Presidente   della  Repubblica,  previa  deliberazione  del
          Consiglio  dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di
          Stato  che  deve  pronunziarsi  entro  novanta giorni dalla
          richiesta,   possono   essere   emanati   regolamenti   per
          disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d) l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge.
              2.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.
              3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale".
              4-bis.  L'organizzazione  e  la disciplina degli uffici
          dei  Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
          sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
          d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
          il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,  con  i  contenuti  e  con  l'osservanza dei
          criteri che seguono:
                a) riordino  degli  uffici  di diretta collaborazione
          con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
          tali   uffici   hanno   esclusive  competenze  di  supporto
          dell'organo  di direzione politica e di raccordo tra questo
          e l'amministrazione;
                b) individuazione    degli    uffici    di    livello
          dirigenziale  generale,  centrali  e  periferici,  mediante
          diversificazione  tra  strutture  con funzioni finali e con
          funzioni  strumentali  e  loro  organizzazione per funzioni
          omogenee  e  secondo criteri di flessibilita' eliminando le
          duplicazioni funzionali;
                c) previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
          dell'organizzazione e dei risultati;
                d) indicazione    e    revisione    periodica   della
          consistenza delle piante organiche;
                e) previsione  di  decreti ministeriali di natura non
          regolamentare  per  la definizione dei compiti delle unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali.".