LEGGE 30 dicembre 2010, n. 240

Norme in materia di organizzazione delle universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario. (11G0009)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/01/2011 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/04/2022)
Testo in vigore dal: 15-9-2020
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 22. 
 
                        (Assegni di ricerca) 
 
  1. Le universita', le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca  e
sperimentazione,  l'Agenzia  nazionale  per  le   nuove   tecnologie,
l'energia e lo sviluppo  economico  sostenibile  (ENEA)  e  l'Agenzia
spaziale italiana (ASI), nonche' le istituzioni  il  cui  diploma  di
perfezionamento scientifico e'  stato  riconosciuto  equipollente  al
titolo di dottore di ricerca ai sensi dell'articolo 74, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,  n.  382,
nell'ambito  delle  relative  disponibilita'  di  bilancio,   possono
conferire assegni per lo  svolgimento  di  attivita'  di  ricerca.  I
bandi, resi pubblici anche per via telematica sui  siti  dell'ateneo,
ente o istituzione, del Ministero e dell'Unione  europea,  contengono
informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti  e  i
doveri  relativi  alla  posizione  e  sul  trattamento  economico   e
previdenziale spettante. 
  2. Possono essere destinatari degli assegni studiosi in possesso di
curriculum  scientifico  professionale  idoneo  allo  svolgimento  di
attivita' di ricerca, con  esclusione  del  personale  di  ruolo  dei
soggetti di cui al comma 1. I medesimi soggetti possono stabilire che
il dottorato di ricerca o titolo  equivalente  conseguito  all'estero
ovvero, per i settori interessati, il titolo di  specializzazione  di
area  medica  corredato  di  una  adeguata  produzione   scientifica,
costituiscono requisito obbligatorio per l'ammissione  al  bando;  in
assenza di tale disposizione, i suddetti titoli costituiscono  titolo
preferenziale ai fini dell'attribuzione degli assegni. 
  3. Gli assegni possono avere una durata  compresa  tra  uno  e  tre
anni, sono rinnovabili  e  non  cumulabili  con  borse  di  studio  a
qualsiasi titolo  conferite,  ad  eccezione  di  quelle  concesse  da
istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare,  con  soggiorni
all'estero, l'attivita' di ricerca dei titolari. I soggetti di cui al
comma 1, possono ((rinnovare assegni di durata anche inferiore  a  un
anno)) e, in ogni caso, non inferiore a sei mesi, esclusivamente  per
lo svolgimento di progetti di ricerca, la cui scadenza  non  consente
di conferire assegni di durata annuale.  La  durata  complessiva  dei
rapporti instaurati ai sensi  del  presente  articolo,  compresi  gli
eventuali rinnovi, non puo' comunque essere superiore a quattro anni,
ad esclusione del  periodo  in  cui  l'assegno  e'  stato  fruito  in
coincidenza con il dottorato di ricerca,  nel  limite  massimo  della
durata legale del relativo corso. La titolarita' dell'assegno non  e'
compatibile  con  la  partecipazione  a  corsi  di   laurea,   laurea
specialistica  o  magistrale,  dottorato  di  ricerca  con  borsa   o
specializzazione medica,  in  Italia  o  all'estero,  e  comporta  il
collocamento in  aspettativa  senza  assegni  per  il  dipendente  in
servizio presso amministrazioni pubbliche. (11) 
  4. I soggetti di cui  al  comma  1  disciplinano  le  modalita'  di
conferimento degli assegni con apposito  regolamento,  prevedendo  la
possibilita' di attribuire gli stessi mediante le seguenti procedure: 
    a)  pubblicazione  di  un  unico   bando   relativo   alle   aree
scientifiche di interesse del soggetto che intende conferire  assegni
per attivita' di ricerca, seguito  dalla  presentazione  direttamente
dai candidati dei progetti di ricerca, corredati dei titoli  e  delle
pubblicazioni e valutati da parte di un'unica commissione,  che  puo'
avvalersi, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, di
esperti revisori  di  elevata  qualificazione  italiani  o  stranieri
esterni al soggetto medesimo e che formula, sulla base  dei  punteggi
attribuiti, una graduatoria per ciascuna delle aree interessate; 
    b) pubblicazione di  bandi  relativi  a  specifici  programmi  di
ricerca dotati di propri finanziamenti, secondo  procedure  stabilite
dal soggetto che intende conferire assegni per attivita' di ricerca. 
  5. I soggetti di cui al comma 1, con proprio  regolamento,  possono
riservare una quota di assegni  di  ricerca  a  studiosi  italiani  o
stranieri che hanno conseguito il  dottorato  di  ricerca,  o  titolo
equivalente,  all'estero  ovvero  a  studiosi  stranieri  che   hanno
conseguito il dottorato di ricerca in Italia. 
  6. A decorrere dall'anno 2011, agli  assegni  di  cui  al  presente
articolo si applicano, in materia fiscale,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 4 della legge  13  agosto  1984,  n.  476,  nonche',  in
materia previdenziale, quelle di  cui  all'articolo  2,  commi  26  e
seguenti,  della  legge  8  agosto  1995,  n.   335,   e   successive
modificazioni, in materia di astensione obbligatoria per  maternita',
le disposizioni di cui al decreto del Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza  sociale  12  luglio  2007,  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2007, e, in materia  di  congedo  per
malattia, l'articolo 1, comma 788, della legge 27 dicembre  2006,  n.
296,  e  successive  modificazioni.   Nel   periodo   di   astensione
obbligatoria per maternita', l'indennita'  corrisposta  dall'INPS  ai
sensi dell'articolo 5 del citato decreto 12 luglio 2007 e'  integrata
dall'universita' fino a concorrenza dell'intero importo  dell'assegno
di ricerca. 
  7.  L'importo  degli  assegni  di  cui  al  presente  articolo   e'
determinato dal soggetto che intende conferire gli assegni  medesimi,
sulla base di un importo minimo stabilito con decreto del Ministro. 
  8. Gli assegni non danno luogo a diritti in ordine  all'accesso  ai
ruoli dei soggetti di cui al comma 1. 
  9. La durata complessiva dei rapporti  instaurati  con  i  titolari
degli assegni di cui al presente articolo  e  dei  contratti  di  cui
all'articolo 24, intercorsi anche con atenei  diversi,  statali,  non
statali o telematici, nonche' con gli enti di  cui  al  comma  1  del
presente articolo, con il medesimo soggetto, non puo'  in  ogni  caso
superare i dodici anni, anche non continuativi. Ai fini della  durata
dei predetti rapporti non rilevano i periodi trascorsi in aspettativa
per maternita' o per motivi di salute secondo la normativa vigente. 
 
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AGGIORNAMENTO (11) 
  Il D.L. 31 dicembre 2014,  n.  192,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2015, n. 11, ha disposto (con  l'art.  6,  comma
2-bis) che "La durata complessiva dei rapporti  instaurati  ai  sensi
dell'articolo 22, comma 3, della legge 30 dicembre 2010, n.  240,  e'
prorogata di due anni".