LEGGE 31 dicembre 2009, n. 196

Legge di contabilita' e finanza pubblica. (09G0201)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 6-10-2010
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2.

                (Delega al Governo per l'adeguamento
                       dei sistemi contabili)

  1.   Per   consentire  il  perseguimento  degli  obiettivi  di  cui
all'articolo  1,  il  Governo  e' delegato ad adottare, entro ((il 31
maggio  2011)),  uno  o piu' decreti legislativi per l'armonizzazione
dei   sistemi   contabili   e   degli   schemi   di   bilancio  delle
amministrazioni  pubbliche,  ad esclusione delle regioni e degli enti
locali,  e  dei  relativi termini di presentazione e approvazione, in
funzione delle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione
della  finanza  pubblica.  I  sistemi  e  gli  schemi di cui al primo
periodo  sono  raccordabili  con quelli adottati in ambito europeo ai
fini della procedura per i disavanzi eccessivi.
  2.  I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1 sono emanati nel
rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a) adozione di regole contabili uniformi e di un comune piano dei
conti  integrato  al  fine  di  consentire  il  consolidamento  e  il
monitoraggio  in  fase  di previsione, gestione e rendicontazione dei
conti delle amministrazioni pubbliche;
    b)  definizione  di  una  tassonomia per la riclassificazione dei
dati  contabili e di bilancio per le amministrazioni pubbliche tenute
al  regime  di  contabilita' civilistica, ai fini del raccordo con le
regole contabili uniformi di cui alla lettera a);
    c) adozione di comuni schemi di bilancio articolati in missioni e
programmi  coerenti  con  la  classificazione  economica e funzionale
individuata  dagli  appositi  regolamenti  comunitari  in  materia di
contabilita' nazionale e relativi conti satellite, al fine di rendere
piu'   trasparenti  e  significative  le  voci  di  bilancio  dirette
all'attuazione  delle  politiche  pubbliche, e adozione di un sistema
unico  di  codifica dei singoli provvedimenti di spesa correlati alle
voci di spesa riportate nei bilanci;
    d) affiancamento, ai fini conoscitivi, al sistema di contabilita'
finanziaria   di   un   sistema   e   di   schemi   di   contabilita'
economico-patrimoniale   che   si   ispirino   a  comuni  criteri  di
contabilizzazione;
    e)  adozione  di  un  bilancio  consolidato delle amministrazioni
pubbliche   con  le  proprie  aziende,  societa'  o  altri  organismi
controllati,   secondo   uno   schema   tipo  definito  dal  Ministro
dell'economia e delle finanze d'intesa con i Ministri interessati;
    f) definizione di un sistema di indicatori di risultato semplici,
misurabili  e  riferiti  ai programmi del bilancio, costruiti secondo
criteri e metodologie comuni alle diverse amministrazioni individuati
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
  3.  Ai  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  e' allegato un
nomenclatore  che  illustra le definizioni degli istituti contabili e
le  procedure finanziarie per ciascun comparto o tipologia di enti, a
cui si conformano i relativi regolamenti di contabilita'.
  4.  Gli  schemi  dei  decreti  legislativi  di  cui al comma 1 sono
trasmessi  alla  Camera  dei  deputati  e  al Senato della Repubblica
affinche'  su  di  essi  sia  espresso  il  parere  delle Commissioni
parlamentari  competenti  entro  sessanta  giorni dalla trasmissione.
Decorso  tale termine per l'espressione dei pareri, i decreti possono
essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi
ai  pareri  parlamentari,  ritrasmette  i  testi  alle  Camere con le
proprie   osservazioni   e   con   eventuali  modificazioni  e  rende
comunicazioni  davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla
data  della  nuova  trasmissione,  i  decreti possono comunque essere
adottati  in  via  definitiva  dal Governo. I decreti legislativi che
comportino  riflessi  di  ordine  finanziario devono essere corredati
della relazione tecnica di cui all'articolo 17, comma 3.
  5.  Ai fini della predisposizione dei decreti legislativi di cui al
comma  1  e'  istituito, entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  senza  oneri  a  carico  della  finanza pubblica, il
comitato  per  i  principi contabili delle amministrazioni pubbliche,
composto da ventitre' componenti, cosi' suddivisi:
    a)  quattro  rappresentanti  del  Ministero dell'economia e delle
finanze,   uno   dei   quali   con   funzioni  di  presidente,  e  un
rappresentante per ciascuno dei Ministeri dell'interno, della difesa,
dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca, del lavoro, della
salute  e  delle  politiche  sociali, nonche' un rappresentante della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
    b)  un  rappresentante  tecnico dell'amministrazione della Camera
dei  deputati e uno dell'amministrazione del Senato della Repubblica,
designati  dai  rispettivi Presidenti, come invitati permanenti, e un
rappresentante della Corte dei conti;
    c) un rappresentante dell'ISTAT;
    d)  sette  rappresentanti  degli  enti  territoriali,  di cui tre
designati  dalla  Conferenza  dei  presidenti  delle  regioni e delle
province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  uno dei quali per le
autonomie speciali, uno designato dall'Unione delle province d'Italia
(UPI),  uno designato dall'Associazione nazionale dei comuni italiani
(ANCI),  uno  designato dall'Unione nazionale comuni, comunita', enti
montani (UNCEM) e uno designato dalle Assemblee legislative regionali
e  delle  province  autonome,  d'intesa tra di loro nell'ambito della
Conferenza  dei  presidenti  dell'Assemblea, dei Consigli regionali e
delle  province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4
febbraio 2005, n. 11;
    e) tre esperti in materia giuridico-contabile-economica.
  6.  Alla  legge  5  maggio  2009, n. 42, sono apportate le seguenti
modificazioni:
    a)  all'articolo  2, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole:  "nonche'  al  fine  di armonizzare i sistemi contabili e gli
schemi  di  bilancio  dei  medesimi  enti  e  i  relativi  termini di
presentazione   e   approvazione,   in  funzione  delle  esigenze  di
programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica";
    b)  all'articolo  2,  comma  2, la lettera h) e' sostituita dalla
seguente:
"h)  adozione  di  regole contabili uniformi e di un comune piano dei
conti  integrato; adozione di comuni schemi di bilancio articolati in
missioni  e  programmi  coerenti  con  la classificazione economica e
funzionale  individuata  dagli  appositi  regolamenti  comunitari  in
materia   di  contabilita'  nazionale  e  relativi  conti  satellite;
adozione  di un bilancio consolidato con le proprie aziende, societa'
o   altri   organismi   controllati,   secondo   uno  schema  comune;
affrancamento,   a  fini  conoscitivi,  al  sistema  di  contabilita'
finanziaria   di   un   sistema   e   di   schemi   di   contabilita'
economico-patrimoniale     ispirati     a     comuni    criteri    di
contabilizzazione;  raccordabilita'  dei  sistemi  contabili  e degli
schemi  di  bilancio  degli  enti territoriali con quelli adottati in
ambito  europeo  ai  fini  della procedura per i disavanzi eccessivi;
definizione  di  una  tassonomia  per  la  riclassificazione dei dati
contabili  e di bilancio per le amministrazioni pubbliche di cui alla
presente  legge tenute al regime di contabilita' civilistica, ai fini
del  raccordo  con  le  regole  contabili uniformi; definizione di un
sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai
programmi  del  bilancio,  costruiti  secondo  criteri  e metodologie
comuni  ai diversi enti territoriali; al fine di dare attuazione agli
articoli 9 e 13, individuazione del termine entro il quale regioni ed
enti  locali devono comunicare al Governo i propri bilanci preventivi
e  consuntivi,  come  approvati,  e  previsione  di sanzioni ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, lettera e), in caso di mancato rispetto di
tale termine";
    c) all'articolo 2, il comma 6 e' sostituito dal seguente:
"6.  Almeno uno dei decreti legislativi di cui al comma 1 e' adottato
entro  dodici  mesi  dalla  data  di entrata in vigore della presente
legge.  Un decreto legislativo, da adottare entro il termine previsto
al  comma  1  del presente articolo, disciplina la determinazione dei
costi  e  dei  fabbisogni  standard sulla base dei livelli essenziali
delle  prestazioni  di  cui  al  comma 2 dell'articolo 20. Il Governo
trasmette  alle  Camere,  entro  il  30  giugno  2010,  una relazione
concernente   il   quadro   generale   di  finanziamento  degli  enti
territoriali  e  ipotesi  di  definizione  su base quantitativa della
struttura  fondamentale  dei  rapporti  finanziari  tra  lo Stato, le
regioni,  le  province  autonome  di  Trento  e di Bolzano e gli enti
locali,   con   l'indicazione  delle  possibili  distribuzioni  delle
risorse. Tale relazione e' comunque trasmessa alle Camere prima degli
schemi   di   decreto   legislativo   concernenti   i   tributi,   le
compartecipazioni e la perequazione degli enti territoriali";
    d)  all'articolo  3,  comma  6,  terzo  periodo,  dopo le parole:
"l'esercizio   della   delega"   sono   inserite   le   seguenti:  "o
successivamente";
    e)  all'articolo  4,  comma  1, primo periodo, le parole: "trenta
componenti  e" sono sostituite dalle seguenti: "trentadue componenti,
due  dei  quali  rappresentanti  dell'ISTAT, e, per i restanti trenta
componenti,".
  7.  Il  comitato  per  i  principi  contabili  agisce  in reciproco
raccordo  con  la  Commissione  tecnica paritetica per il federalismo
fiscale  di  cui all'articolo 4 della legge 5 maggio 2009, n. 42, per
le  attivita'  di  cui  all'articolo  2,  comma  2, lettera h), della
medesima  legge  con  lo scambio di tutte le risultanze relative alla
armonizzazione dei bilanci pubblici.
  8.  Disposizioni  correttive ed integrative dei decreti legislativi
di  cui  al comma 1 possono essere adottate entro tre anni dalla data
di  entrata  in  vigore dei decreti medesimi, tenendo anche conto dei
decreti  legislativi da adottare ai sensi degli articoli 40 e 42, nel
rispetto  dei  principi e criteri direttivi e con le stesse modalita'
previsti dal presente articolo.