LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 17-9-2011
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2 
      Riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche 
 
  1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, relativo alla base imponibile,  nel  comma  1,
dopo  le  parole:  "al  netto   degli   oneri   deducibili   indicati
nell'articolo  10"  sono  aggiunte  le  seguenti:  ",  nonche'  della
deduzione spettante ai sensi dell'articolo 10-bis"; 
    b)  dopo  l'articolo  10,  relativo  agli  oneri  deducibili,  e'
inserito il seguente: 
"Art.   10-bis.   (Deduzione   per   assicurare   la   progressivita'
dell'imposizione) - 1. Dal reddito complessivo, aumentato del credito
d'imposta di cui all'articolo 14 e al netto degli oneri deducibili di
cui all'articolo 10, si deduce l'importo di 3.000 euro. 
  2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi di cui agli articoli 46, con esclusione  di  quelli  indicati
nel comma 2, lettera a), e 47, comma 1, lettere a), b),  c),  c-bis),
d), h-bis) e l), la deduzione di cui al comma 1 e'  aumentata  di  un
importo pari a 4.500 euro, non cumulabile  con  quello  previsto  dai
commi 3 e 4, rapportato al periodo di lavoro nell'anno. 
  3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi di cui all'articolo 46, comma 2, lettera a), la deduzione  di
cui al comma 1 e' aumentata di un importo  pari  a  4.000  euro,  non
cumulabile con quello previsto dai commi 2 e 4, rapportato al periodo
di pensione nell'anno. 
  4. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell'articolo  49  o  di
impresa di cui all'articolo 79, la deduzione di cui  al  comma  1  e'
aumentata di un importo pari a 1.500 euro, non cumulabile con  quello
previsto dai commi 2 e 3. 
  5. La deduzione di cui ai commi  precedenti  spetta  per  la  parte
corrispondente al rapporto tra l'ammontare di 26.000 euro,  aumentato
delle deduzioni indicate nei commi da 1 a 4 e degli oneri  deducibili
di cui all'articolo 10 e diminuito  del  reddito  complessivo  e  del
credito d'imposta di cui all'articolo 14, e l'importo di 26.000 euro. 
Se il predetto rapporto e'  maggiore  o  uguale  a  1,  la  deduzione
compete per intero; se lo stesso ezero o minore di zero, la deduzione
non compete; negli altri casi, ai  fini  del  predetto  rapporto,  si
computano le prime quattro cifre decimali."; 
    c) all'articolo 11, relativo alla determinazione dell'imposta: 
      1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
"1. L'imposta lorda e' determinata applicando al reddito complessivo,
al netto degli oneri deducibili indicati  nell'articolo  10  e  della
deduzione per assicurare la progressivita'  dell'imposizione  di  cui
all'articolo 10-bis, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito: 
    a) fino a 15.000 euro, 23 per cento; 
    b) oltre 15.000 euro e fino a 29.000 euro, 29 per cento; 
    c) oltre 29.000 euro e fino a 32.600 euro, 31 per cento; 
    d) oltre 32.600 euro e fino a 70.000 euro, 39 per cento; 
    e) oltre 70.000 euro, 45 per cento"; 
2) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
"1-bis.  Se  alla  formazione  del  reddito  complessivo   concorrono
soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro,  redditi  di
terreni  per  un  importo  non  superiore  a  185,92  euro  e  quello
dell'unita' immobiliare adibita  ad  abitazione  principale  e  delle
relative pertinenze  l'imposta  non  e'  dovuta.  Se,  alle  medesime
condizioni previste nel periodo precedente,  i  redditi  di  pensione
sono superiori a 7.500 euro ma non a 7.800 euro,  non  e'  dovuta  la
parte d'imposta netta eventualmente eccedente la  differenza  tra  il
reddito complessivo e 7.500 euro"; 
    d) l'articolo 13, relativo alle altre detrazioni,  e'  sostituito
dal seguente: 
"Art. 13. (Altre detrazioni) - 1.  Se  alla  formazione  del  reddito
concorrono uno o piu' redditi di cui agli articoli 46, con esclusione
di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 47,  comma  1,  lettere
a),  b),  c),  c-bis),  d),  h-bis)  e  l),  spetta  una   detrazione
dall'imposta lorda pari a: 
    a) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000  euro
ma non a 29.500 euro; 
    b) 235 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.500  euro
ma non a 36.500 euro; 
    c) 180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500  euro
ma non a 41.500 euro; 
    d) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500  euro
ma non a 46.700 euro; 
    e) 25 euro se il reddito complessivo e' superiore a  46.700  euro
ma non a 52.000 euro. 
  2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi di cui all'articolo 46,  comma  2,  lettera  a),  spetta  una
detrazione dall'imposta lorda pari a: 
    a) 70 euro se il reddito complessivo e' superiore a  24.500  euro
ma non a 27.000 euro; 
    b) 170 euro se il reddito complessivo e' superiore a 27.000  euro
ma non a 29.000 euro; 
    c) 290 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.000  euro
ma non a 31.000 euro; 
    d) 230 euro se il reddito complessivo e' superiore a 31.000  euro
ma non a 36.500 euro; 
    e) 180 euro se il reddito complessivo e' superiore a 36.500  euro
ma non a 41.500 euro; 
    f) 130 euro se il reddito complessivo e' superiore a 41.500  euro
ma non a 46.700 euro; 
    g) 25 euro se il reddito complessivo e' superiore a  46.700  euro
ma non a 52.000 euro. 
  3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu'
redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell'articolo  49  o  di
impresa di cui all'articolo 79, spetta una detrazione  dall'  imposta
lorda pari a: 
    a) 80 euro se il reddito complessivo e' superiore a  25.500  euro
ma non a 29.400 euro; 
    b) 126 euro se il reddito complessivo e' superiore a 29.400  euro
ma non a 31.000 euro; 
    c) 80 euro se il reddito complessivo e' superiore a  31.000  euro
ma non a 32.000 euro. 
  4. Le detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 non sono  cumulabili  tra
loro". 
  2. All'articolo 23, comma 2, lettera a), del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  600,  dopo  le  parole:  "i
corrispondenti scaglioni annui di reddito" sono inserite le seguenti: 
" , al netto della deduzione di cui all'articolo 10-bis del  medesimo
testo unico,". 
  3. Ai fini della  determinazione  dell'imposta  sui  redditi  delle
persone fisiche dovuta sul reddito complessivo per l'anno 2003 e  per
l'anno 2004, i contribuenti, in sede di  dichiarazione  dei  redditi,
possono applicare le disposizioni del testo unico delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, in  vigore  al  31
dicembre 2002, se piu' favorevoli. 
  4. La deduzione di cui all'articolo 10-bis del  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  introdotto  dal  comma  1  del
presente articolo, non rileva ai fini della determinazione della base
imponibile delle addizionali all'imposta sul  reddito  delle  persone
fisiche, fermo restando, comunque, quanto previsto dall'articolo  50,
comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 15  dicembre  1997,
n. 446, e dall'articolo  1,  comma  4,  del  decreto  legislativo  28
settembre 1998, n. 360. 
  5. La detrazione fiscale spettante per gli interventi  di  recupero
del patrimonio edilizio di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, ivi compresi gli interventi
di bonifica dall'amianto, compete, per le spese sostenute fino al  31
dicembre 2003, per un ammontare complessivo non  superiore  a  48.000
euro, per una quota pari al 36 per  cento  degli  importi  rimasti  a
carico del contribuente, da ripartire in dieci quote annuali di  pari
importo. Nel caso in cui gli interventi di  recupero  del  patrimonio
edilizio realizzati fino al 31 dicembre 2003  consistano  nella  mera
prosecuzione di interventi  iniziati  successivamente  al  1  gennaio
1998, ai fini del computo del limite massimo delle  spese  ammesse  a
fruire della detrazione si tiene conto anche  delle  spese  sostenute
negli stessi anni. Resta fermo, in caso di trasferimento per atto tra
vivi dell'unita' immobiliare oggetto degli interventi di recupero del
patrimonio edilizio di cui all'articolo 1  della  legge  27  dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni, che ((le detrazioni possono
essere   utilizzate   dal   venditore   oppure   essere    trasferite
all'acquirente persona  fisica)).  In  caso  di  decesso  dell'avente
diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero,
esclusivamente all'erede  che  conservi  la  detenzione  materiale  e
diretta del bene. Per  i  soggetti,  proprietari  o  titolari  di  un
diritto reale sull'immobile oggetto dell'intervento edilizio, di eta'
non inferiore a 75 e a 80 anni, la detrazione puo' essere  ripartita,
rispettivamente, in cinque e  tre  quote  annuali  costanti  di  pari
importo. (12) (35) (41) (45) (50a) (53) 
  6. All'articolo 9, comma 2, della legge 28 dicembre 2001,  n.  448,
le parole: "31 dicembre 2002" e: "30  giugno  2003"  sono  sostituite
rispettivamente dalle seguenti: "31  dicembre  2003"  e:  "30  giugno
2004"; all'alinea del comma 1 dell'articolo 7 della legge 23 dicembre
1999, n. 488, e successive modificazioni,  le  parole:  "31  dicembre
2002" sono sostituite dalle seguenti: "30 settembre 2003". (8) 
  7.  Con  decreto  di  natura   non   regolamentare   del   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto   con   il   Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono determinati i
criteri per l'attribuzione alle persone  fisiche  di  un  contributo,
finalizzato alla  riduzione  degli  oneri  effettivamente  rimasti  a
carico per l'attivita' educativa di  altri  componenti  del  medesimo
nucleo familiare presso  scuole  paritarie,  nel  limite  complessivo
massimo di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni  2003,  2004  e
2005. . 
  7-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 14 MARZO 2005,  N.  35,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 14 MAGGIO 2005, N. 80. 
  7-ter. In  attesa  della  regolamentazione  del  diritto-dovere  di
istruzione e formazione, da attuare con i decreti legislativi di  cui
all'articolo 1, comma 1, della legge 28 marzo 2003, n. 53, gli alunni
iscritti alla prima classe delle scuole secondarie superiori  statali
continuano ad essere esentati dal pagamento delle tasse scolastiche. 
  8. Dopo il comma 4 dell'articolo 14 della legge 24  dicembre  1993,
n. 537, e' inserito il seguente: 
"4-bis. Nella determinazione dei redditi di cui all'articolo 6, comma
1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  non  sono
ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o
attivita'  qualificabili  come  reato,  fatto  salvo  l'esercizio  di
diritti costituzionalmente riconosciuti". 
  9. Sono indeducibili ai sensi dell'articolo  75  del  citato  testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  n.  917  del
1986, e successive modificazioni, i costi sostenuti per l'acquisto di
beni o servizi destinati, anche indirettamente, a medici,  veterinari
o  farmacisti,  allo  scopo  di  agevolare,  in  qualsiasi  modo,  la
diffusione di specialita' medicinali o di ogni altro prodotto ad  uso
farmaceutico. 
  10. La revisione  delle  aliquote  e  degli  scaglioni  di  reddito
prevista nel comma 1, lettera c), del presente articolo,  ha  effetto
per i periodi di imposta che hanno inizio dopo il  31  dicembre  2004
per gli emolumenti arretrati di cui all'articolo 16, comma 1, lettera
b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni. 
  11. Per gli anni 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007 i redditi  derivanti
da lavoro dipendente prestato, in via  continuativa  e  come  oggetto
esclusivo del rapporto, all'estero in zone di frontiera ed  in  altri
Paesi limitrofi da soggetti  residenti  nel  territorio  dello  Stato
concorrono a formare il reddito complessivo per  l'importo  eccedente
8.000 euro. 
  12. Il primo periodo  del  sesto  comma  dell'articolo  25-bis  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e'
sostituito dal seguente: "Per le prestazioni  rese  dagli  incaricati
alle  vendite  a  domicilio  di  cui  all'articolo  19  del   decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114, la ritenuta e' applicata a  titolo
d'imposta ed e' commisurata all'ammontare delle provvigioni percepite
ridotto del 22 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese
di produzione del reddito". 
  13. Al comma 4 dell'articolo 30 della legge 23  dicembre  2000,  n.
388, concernente l'indetraibilita' dell'IVA afferente  le  operazioni
aventi ad oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture ed  autoveicoli
di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis 1 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,  le  parole:
"31 dicembre 2002"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "31  dicembre
2003". 
    
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AGGIORNAMENTO (8)
Il D.L. 30 settembre 2003, n.  269,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, ha disposto (con l'art. 24,  comma
1)  che  la   riduzione   dell'aliquota   IVA   per   interventi   di
ristrutturazione edilizia, di cui al comma 6 del  presente  articolo,
e' prorogato fino al 31 dicembre 2003.
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AGGIORNAMENTO (12)
Il D.L. 24 dicembre 2003,  n.  355,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47, ha  disposto  (con  l'art.  23-bis,
comma 1, lettera a)) che sono prorogate per gli  anni  2004  e  2005,
nella  misura  e  alle  condizioni  ivi  previste,  le   agevolazioni
tributarie in materia di recupero del  patrimonio  edilizio  relative
agli interventi di cui al comma 5, del presente articolo per le spese
sostenute dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2005.
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AGGIORNAMENTO (35)
La L. 23 dicembre 2005, n. 266 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
121, lettera a)) che sono prorogate per l'anno 2006,  per  una  quota
pari al 41 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente,
fermi restando gli ammontari complessivi e le  altre  condizioni  ivi
previste, le agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del
patrimonio edilizio relative agli interventi di cui al comma  5,  del
presente articolo per le spese sostenute dal 1° gennaio  2006  al  31
dicembre 2006.
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AGGIORNAMENTO (41)
La L. 27 dicembre 2006, n. 296 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
387) che sono prorogate per l'anno 2007, per una quota pari al 36 per
cento delle spese sostenute, nel limite di  48.000  euro  per  unita'
immobiliare, ferme restando le  altre  condizioni  ivi  previste,  le
agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del   patrimonio
edilizio relative agli interventi di cui al  comma  5,  del  presente
articolo per le spese sostenute dal 1° gennaio 2007  al  31  dicembre
2007.
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AGGIORNAMENTO (45)
La L. 24 dicembre 2007, n. 244, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
17) che sono prorogate per gli anni 2008, 2009 e 2010, per una  quota
pari al 36 per cento delle spese sostenute, nei limiti di 48.000 euro
per unita'  immobiliare,  ferme  restando  le  altre  condizioni  ivi
previste, le agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del
patrimonio edilizio relative agli interventi di cui al comma  5,  del
presente articolo per le spese sostenute dal 1° gennaio  2008  al  31
dicembre 2010.
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AGGIORNAMENTO (50a)
La L. 24 dicembre 2007, n. 244 come modificata dalla L. 22 dicembre
2008, n. 203 ha disposto (con l'art. 1, comma 17) che sono  prorogate
per gli anni 2008, 2009 , 2010 e 2011, per una quota pari al  36  per
cento delle spese sostenute, nei limiti di  48.000  euro  per  unita'
immobiliare, ferme restando le  altre  condizioni  ivi  previste,  le
agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del   patrimonio
edilizio relative agli interventi di cui al  comma  5,  del  presente
articolo per le spese sostenute dal 1° gennaio 2008  al  31  dicembre
2011.
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AGGIORNAMENTO (53) 
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 come modificata dalla L. 23 dicembre
2009, n. 191 ha disposto (con l'art. 1, comma 17) che sono  prorogate
per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012, per una quota pari al  36
per cento delle spese sostenute, nei limiti di 48.000 euro per unita'
immobiliare, ferme restando le  altre  condizioni  ivi  previste,  le
agevolazioni  tributarie  in  materia  di  recupero  del   patrimonio
edilizio relative agli interventi di cui al  comma  5,  del  presente
articolo per le spese sostenute dal 1° gennaio 2008  al  31  dicembre
2012.