LEGGE 3 aprile 2001, n. 142

Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore.

note: Entrata in vigore della legge: 8-5-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/06/2013)
Testo in vigore dal: 10-1-2002
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                               Art. 7
                Vigilanza in materia di cooperazione

  1.  Il Governo e' delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di
entrata   in   vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti
legislativi per l'ammodernamento e il riordino delle norme in materia
di   controlli  sulle  societa'  cooperative  e  loro  consorzi,  con
particolare riferimento agli oggetti di cui alle lettere da a) a q) e
sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:
    a)   revisione  della  disciplina  dei  collegi  sindacali  delle
societa'  cooperative,  tenuto conto di quanto previsto dalla legge 7
agosto  1997,  n.  266,  e  successive  modificazioni, per la piccola
societa'  cooperativa, e dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58;
    b) esercizio ordinario della vigilanza in materia di cooperazione
mediante la revisione cooperativa, finalizzata:
      1)  a  fornire  agli  amministratori  e  agli  impiegati  delle
societa'  cooperative  suggerimenti  e  consigli  per  migliorare  la
gestione ed elevare la democrazia cooperativa;
      2)   a   verificare   la  natura  mutualistica  delle  societa'
cooperative, con particolare riferimento alla effettivita' della base
sociale  e  dello  scambio  mutualistico  tra socio e cooperativa, ai
sensi  e nel rispetto delle norme in materia di cooperazione, nonche'
ad  accertare  la  consistenza dello stato patrimoniale attraverso la
acquisizione  del  bilancio  consuntivo d'esercizio e delle relazioni
del  consiglio  di amministrazione e del collegio sindacale, nonche',
ove prevista, della certificazione di bilancio;
    c)  esercizio  della  vigilanza  finalizzato  alla  verifica  dei
regolamenti  adottati  dalle  cooperative  e  della  correttezza  dei
rapporti instaurati con i soci lavoratori;
    d)  effettuazione  della  vigilanza,  fermi  restando  i  compiti
attribuiti  dalla  legge  al  Ministero del lavoro e della previdenza
sociale  ed  agli  uffici periferici competenti, anche da parte delle
associazioni  nazionali  di  rappresentanza,  assistenza e tutela del
movimento  cooperativo  di  cui  all'articolo  5  del  citato decreto
legislativo  del  Capo  provvisorio  dello Stato 14 dicembre 1947, n.
1577, secondo i principi e i criteri direttivi della presente legge e
con  finalita'  di  sostegno,  autotutela e autogoverno del movimento
cooperativo;
    e)  svolgimento della vigilanza nei termini e nel contesto di cui
alla lettera d), anche mediante revisioni cooperative per le societa'
cooperative    non    aderenti   alle   associazioni   nazionali   di
rappresentanza,   assistenza  e  tutela  del  movimento  cooperativo,
riconosciute  ai  sensi  del  citato  decreto  legislativo  del  Capo
provvisorio  dello  Stato  14  dicembre  1947,  n. 1577, e successive
modificazioni,  con le stesse finalita' di quelle di cui alle lettere
b)  e d), a cura del Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
che  puo' affidarne l'esecuzione, sulla base di apposite convenzioni,
alle  stesse  associazioni  nazionali riconosciute, nell'ambito di un
piano  operativo  biennale predisposto dalla Direzione generale della
cooperazione  del  medesimo  Ministero,  d'intesa con le associazioni
medesime, fermi restando gli attuali meccanismi di finanziamento;
    f)  facolta'  del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
di   disporre   e   far   eseguire  da  propri  funzionari  ispezioni
straordinarie,  per  accertamenti a campione o sulla base di esigenze
di approfondimento derivanti dalle revisioni cooperative e qualora se
ne ravvisi l'opportunita', finalizzate ad accertare principalmente:
      1)  l'esatta  osservanza  delle  norme di legge, regolamentari,
statutarie e mutualistiche;
      2)  la  sussistenza dei requisiti richiesti da leggi generali e
speciali  per  il  godimento  di  agevolazioni  tributarie o di altra
natura;
      3)   il   regolare  funzionamento  contabile  e  amministrativo
dell'ente;
    4) l'esatta impostazione tecnica ed il regolare svolgimento delle
attivita' specifiche promosse o assunte dall'ente;
      5)  la  consistenza  patrimoniale  dell'ente  e  lo stato delle
attivita' e delle passivita';
      6) la correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori
e l'effettiva rispondenza di tali rapporti rispetto al regolamento ed
alla contrattazione collettiva di settore;
    g)  adeguamento  dei  parametri  previsti  dall'articolo 15 della
legge  31 gennaio 1992, n. 59, per la certificazione obbligatoria del
bilancio  in  relazione  all'esigenza  di  una  effettiva  congruita'
dell'obbligo  di certificazione rispetto alla consistenza economica e
patrimoniale della societa' cooperativa;
    h)  definizione  delle funzioni dell'addetto alle revisioni delle
cooperative, nominato dalle associazioni nazionali di rappresentanza,
assistenza  e  tutela  del movimento cooperativo, quale incaricato di
pubblico  servizio  e  definizione  dei  requisiti  per l'inserimento
nell'elenco  di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577;
    i)  distinzione di finalita', compiti e funzioni tra le revisioni
cooperative,  le  ispezioni  straordinarie  e  la  certificazione  di
bilancio,   evitando   la   sovrapposizione   e  la  duplicazione  di
adempimenti  tra  le varie tipologie di controllo, nonche' tra esse e
la  vigilanza  prevista  da  altre  norme  per  la  generalita' delle
imprese;
    l)  corrispondenza,  in  coerenza con l'articolo 45, primo comma,
della  Costituzione,  tra l'intensita' e l'onerosita' dei controlli e
l'entita'   delle   agevolazioni   assegnate   alle  cooperative  per
promuoverne lo sviluppo;
    m)   adeguamento   dei  requisiti  per  il  riconoscimento  delle
associazioni  nazionali  di  rappresentanza,  assistenza e tutela del
movimento  cooperativo,  allo  scopo  di  assicurare  maggiormente le
condizioni  per  l'efficiente  ed efficace esecuzione delle revisioni
cooperative,  tenuto  conto  anche di quanto previsto alla lettera e)
circa  i  compiti  di  vigilanza  che  possono  essere  affidati alle
associazioni  nazionali  di  cui  all'articolo  5  del citato decreto
legislativo  del  Capo  provvisorio  dello Stato 14 dicembre 1947, n.
1577;
    n)  istituzione  dell'Albo  nazionale delle societa' cooperative,
articolato  per  provincia  e situato presso le Direzioni provinciali
del  lavoro,  ai  fini  della fruizione dei benefici, anche di natura
fiscale, raccordando ruolo e modalita' di tenuta di detto Albo con le
competenze   specifiche   delle   camere   di  commercio,  industria,
artigianato   e  agricoltura.  L'Albo  va  tenuto  distintamente  per
sezioni,  definite  sulla  base del rapporto mutualistico di cui alla
lettera b);
    o)  unificazione  di  tutti i codici identificativi delle singole
societa' cooperative;
    p)  cancellazione dall'Albo nazionale delle societa' cooperative,
e  conseguente  perdita  dei  benefici connessi all'iscrizione, delle
cooperative  che  si sottraggono all'attivita' di vigilanza o che non
rispettano   le   finalita'   mutualistiche,   nonche'   applicazione
dell'articolo  2543  del  codice  civile in caso di reiterate e gravi
violazioni  del  regolamento  di  cui  all'articolo  6 della presente
legge;
    q)  abrogazione  del  Capo  II del citato decreto legislativo del
Capo  provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive
modificazioni,  e  individuazione  delle  altre  norme da abrogare in
quanto  incompatibili  con  le  innovazioni  introdotte con i decreti
legislativi di cui al presente comma. ((1))
  2.  Gli  schemi  di  decreti  legislativi  di  cui  al comma 1 sono
trasmessi  alla  Camera  dei  deputati  e  al Senato della Repubblica
almeno  sessanta giorni prima della scadenza prevista per l'esercizio
della  delega.  Le  Commissioni  parlamentari competenti si esprimono
entro  quaranta  giorni  dalla  data  della  trasmissione. Qualora il
termine  previsto  per  il  parere della Commissione scada nei trenta
giorni  che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 per
l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo e' prorogato
di sessanta giorni.
  3. Entro tre mesi dal termine del primo biennio di attuazione della
nuova  normativa,  il  Governo  puo'  emanare  eventuali disposizioni
modificative  e  correttive  dei  decreti  legislativi sulla base dei
medesimi  principi  e  criteri  direttivi  di cui al comma 1 e con le
medesime modalita' di cui al comma 2.
  4.  L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non deve
comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
      Data a Roma, addi' 3 aprile 2001
                               CIAMPI
                              Amato,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Salvi,  Ministro  del  lavoro  e  della
                              previdenza sociale
Visto, il Guardasigilli: Fassino
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AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.L.  23  novembre  2001,  n. 411, convertito con modificazioni
dalla  L.  31  dicembre  2001, n. 463, ha disposto (con l'art. 8-ter,
comma   1)  che  "I  termini  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,  e
all'articolo  7,  comma  1,  della  legge 3 aprile 2001, n. 142, sono
prorogati al 30 giugno 2002.".