LEGGE 22 dicembre 1999, n. 512

Istituzione del Fondo di rotazione per la solidarieta' alle vittime dei reati di tipo mafioso.

note: Entrata in vigore della legge: 25/1/2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 01/02/2018)
Testo in vigore dal: 19-11-2017
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                               Art. 4. 
                         (Accesso al Fondo) 
 
  1. Hanno  diritto  di  accesso  al  Fondo,  entro  i  limiti  delle
disponibilita' finanziarie annuali dello stesso, le  persone  fisiche
costituite parte civile nelle forme previste dal codice di  procedura
penale, a cui favore e' stata emessa, successivamente alla  data  del
30 settembre 1982, sentenza definitiva di  condanna  al  risarcimento
dei danni, patrimoniali e non patrimoniali,  nonche'  alla  rifusione
delle spese e degli onorari di costituzione e di difesa, a carico  di
soggetti imputati, anche in concorso, dei seguenti reati: 
    a) del delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale; 
    b) dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal
medesimo articolo 416-bis; 
    c) dei delitti commessi al fine di  agevolare  l'attivita'  delle
associazioni di tipo mafioso. 
  1-bis. Gli enti costituiti parte civile nelle  forme  previste  dal
codice di procedura penale hanno diritto di accesso al Fondo, entro i
limiti  delle  disponibilita'  finanziarie  annuali   dello   stesso,
limitatamente al rimborso delle spese processuali. 
  2. Hanno altresi' diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle
disponibilita' finanziarie annuali dello stesso, le  persone  fisiche
costituite in un giudizio civile, nelle forme previste dal codice  di
procedura  civile,  per  il  risarcimento  dei  danni  causati  dalla
consumazione dei reati di cui  al  comma  1,  accertati  in  giudizio
penale, nonche' i successori a titolo universale delle persone a  cui
favore e' stata emessa la sentenza di condanna  di  cui  al  presente
articolo. 
  2-bis. Gli enti costituiti  in  un  giudizio  civile,  nelle  forme
previste dal codice di procedura civile, hanno diritto di accesso  al
Fondo, entro i limiti delle disponibilita' finanziarie annuali  dello
stesso, limitatamente al rimborso delle spese processuali. 
  ((2-ter. Gli enti di cui ai commi 1-bis e 2-bis, ad eccezione delle
associazioni iscritte nell'elenco prefettizio di cui all'articolo 13,
comma 2, della legge 23 febbraio 1999, n. 44, ai  fini  del  rimborso
delle  spese  processuali  accedono  al  Fondo   a   condizione   che
l'affidabilita' e la capacita' operativa in favore delle vittime  dei
reati di tipo mafioso siano dimostrate: 
    a) dall'atto  costitutivo  dell'ente,  in  cui  la  finalita'  di
assistenza e solidarieta' alle vittime  dei  reati  di  tipo  mafioso
risulti chiaramente enunciata; 
    b) dalla partecipazione, nell'ultimo biennio, ad almeno  uno  dei
giudizi di cui ai predetti commi 1-bis e 2-bis; 
    c) dalla effettiva e non occasionale partecipazione a  iniziative
di  diffusione  della  cultura  della  legalita'  e  dei  valori   di
solidarieta' promossi dalla presente legge; 
    d)  dall'insussistenza  nei  confronti  del  presidente   o   del
rappresentante legale dell'ente delle condizioni ostative di  cui  ai
commi 3 e 4)). 
  3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, l'obbligazione del Fondo  non
sussiste quando nei confronti delle  persone  indicate  nei  medesimi
commi e' stata pronunciata sentenza definitiva di  condanna  per  uno
dei reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di
procedura penale, o e' applicata in  via  definitiva  una  misura  di
prevenzione,  ai  sensi  della  legge  31  maggio  1965,  n.  575,  e
successive  modificazioni,  ovvero  quando   risultano   escluse   le
condizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 20
ottobre 1990, n. 302. (6) 
  4. Il diritto di accesso al Fondo non  puo'  essere  esercitato  da
coloro che, alla data di presentazione della domanda, sono sottoposti
a procedimento penale per uno dei  reati  di  cui  all'articolo  407,
comma 2, lettera  a),  del  codice  di  procedura  penale,  o  ad  un
procedimento per l'applicazione di  una  misura  di  prevenzione,  ai
sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni. 
  4-bis. Le disposizioni di cui ai commi 3 e  4  si  applicano  anche
quando la sentenza di  condanna  o  la  misura  di  prevenzione  o  i
relativi procedimenti in corso si riferiscono al soggetto deceduto in
conseguenza della consumazione dei reati indicati al comma  1,  salvo
che lo stesso abbia assunto, precedentemente all'evento lesivo che ne
ha cagionato la morte, la qualita' di collaboratore di  giustizia  ai
sensi delle vigenti disposizioni  di  legge  e  non  sia  intervenuta
revoca del provvedimento di ammissione ai programmi di protezione per
cause imputabili al soggetto medesimo. 
 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  La L. 7 luglio 2016, n. 122, ha disposto (con l'art. 15,  comma  3)
che "La disposizione di cui al comma 1, lettera c), si  applica  alle
istanze non ancora definite alla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge".