LEGGE 19 ottobre 1999, n. 370

Disposizioni in materia di universita' e di ricerca scientifica e tecnologica.

note: Entrata in vigore della legge: 27-10-1999 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2014)
Testo in vigore dal: 27-10-1999
al: 11-4-2002
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6
               Disposizioni per l'autonomia didattica

  1. Il comma 6 dell'articolo 1 della legge 3 luglio 1998, n. 210, e'
sostituito dal seguente:
"6.  Le  nomine in ruolo e i trasferimenti di cui alla presente legge
sono  disposti  con  decreto  rettorale  e  decorrono di norma dal 1o
novembre  successivo,  ovvero  da  una  data  anteriore,  in  caso di
attivita'  didattiche  da  svolgere  nella  parte  residua  dell'anno
accademico. Nel caso in cui l'interessato provenga dai ruoli di altre
universita',  l'anticipo  della  decorrenza puo' essere disposto solo
sulla  base  di  un accordo tra le universita' interessate, approvato
dagli  organi accademici competenti, previo nulla osta della facolta'
di provenienza".
  2.  Nell'ambito  di  procedure  di  valutazione  comparativa per il
reclutamento di professori e ricercatori universitari bandite dopo la
data  di  entrata  in  vigore della presente legge, il divieto di cui
all'articolo  2,  comma  1, lettera i), della legge 3 luglio 1998, n.
210,  e'  esteso anche ai professori nominati dalle facolta' ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, lettera b), della predetta legge.
  3. All'articolo 2, comma 1, lettera e), numeri 2) e 3), della legge
3  luglio  1998,  n.  210,  dopo  le parole: "in campo clinico", sono
inserite  le seguenti: "ovvero, con riferimento alle scienze motorie,
in campo tecnico-addestrativo".
  4.  All'articolo 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, le
parole  da: "sono istituite" fino alla fine del comma sono sostituite
dalle   seguenti:   "con   esclusivo   riferimento   alle   attivita'
professionali  per il cui esercizio la normativa vigente gia' prevede
l'obbligo  di  superamento  di  un  esame  di  Stato, e' modificata e
integrata  la disciplina del relativo ordinamento, dei connessi albi,
ordini o collegi, nonche' dei requisiti per l'ammissione all'esame di
Stato  e  delle  relative  prove,  in conformita' ai seguenti criteri
direttivi:
a) determinazione  dell'ambito  consentito di attivita' professionale
   ai  titolari  di  diploma universitario e ai possessori dei titoli
   istituiti  in applicazione dell'articolo 17, comma 95, della legge
   15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni;
b) eventuale  istituzione  di  apposite  sezioni degli albi, ordini o
   collegi in relazione agli ambiti di cui alla lettera a), indicando
   i  necessari  raccordi  con  la  piu'  generale organizzazione dei
   predetti albi, ordini o collegi;
c) coerenza  dei requisiti di ammissione e delle prove degli esami di
   Stato con quanto disposto ai sensi della lettera a)".
  5.   Gli   statuti   degli  atenei  disciplinano  l'istituzione  di
commissioni  per l'esame dei problemi relativi allo svolgimento delle
attivita'   didattiche   presso   le  competenti  strutture  composte
pariteticamente  da  rappresentanti  dei docenti e degli studenti. Le
commissioni  esprimono  parere  circa la compatibilita' tra i crediti
assegnati   alle   attivita'  formative  e  gli  obiettivi  formativi
programmati  dalle  strutture  didattiche,  ai  sensi dei decreti che
saranno emanati in attuazione dell'articolo 17, comma 95, della legge
15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni.
  6.  Le  universita' adeguano gli ordinamenti didattici dei corsi di
studio  ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 17, comma 95,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni, entro
diciotto  mesi  dalla  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del
decreto  ministeriale  contenente  i criteri specifici per i predetti
corsi.  Decorso  infruttuosamente  tale  termine,  non possono essere
erogati  alla  universita'  i  finanziamenti  previsti  da accordi di
programma  o  dai  provvedimenti  di  attuazione della programmazione
universitaria   fino   alla   data   di   trasmissione  al  Ministero
dell'universita'  e  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica  dei
regolamenti didattici contenenti gli adeguamenti predetti.
  7. All'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  all'alinea, le parole: "di diploma universitario, di laurea e
di  specializzazione  di  cui  agli  articoli 2, 3 e 4 della legge 19
novembre 1990, n. 341" sono sostituite dalle seguenti:
"universitari, con esclusione del dottorato di ricerca"; e le parole:
"della predetta legge" sono sostituite dalle seguenti:
"della legge 19 novembre 1990, n. 341";
    b) alla lettera a), le parole: "anche in deroga a quanto previsto
dagli  articoli  2,  3  e  4  della legge 19 novembre 1990, n. 341, e
successive modificazioni, ed" sono soppresse; e le parole da:
"nonche'  la  previsione"  fino  a: "della legge 19 novembre 1990, n.
341"  sono sostituite dalle seguenti: "nonche' la previsione di nuove
tipologie  di  corsi  e  di  titoli  universitari,  in  aggiunta o in
sostituzione  a  quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3, comma 1 e
4,  comma  1, della legge 19 novembre 1990, n. 341, anche modificando
gli ordinamenti e la durata di quelli di cui al decreto legislativo 8
maggio 1998, n. 178".
  8.  All'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 1998,
n.  178,  la  parola: "cinque" e' sostituita dalla seguente: "sei"; e
dopo   la  parola:  "esperti",  sono  inserite  le  seguenti:  "anche
stranieri".
  9.  All'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 8 maggio 1998,
n.  178,  le  parole: "due anni" sono sostituite dalle seguenti: "tre
anni".
          Nota all'articolo 6:
          -  Si  riporta in corsivo il testo dell'articolo 1, comma 6
          della  legge  3  luglio  1998,  n.  210   (Norme   per   il
          reclutamento  dei ricercatori e dei professori universitari
          di ruolo) sostituito dalla presente legge:
          "Art. 1. 1. Omissis;
          2.          Omissis:
          3.          Omissis;
          4.          Omissis:
          5.          Omissis;
          6. - Le nomine in ruolo  e  i  trasferimenti  di  cui  alla
          presente legge decorrono dal 1 novembre di ciascun anno."
          -  Il  testo dell'articolo 2, comma 1. della legge 3 luglio
          1998, n.    210  e'  il  seguente  (le  parole  in  corsivo
          evidenziano le modificazioni);
          "Art.  2.1.  I  regolamenti di cui all'articolo 1, comma 1,
          relativamente alle procedure per la nomina in ruolo, devono
          in ogni caso prevedere:
          a)  l'indizione  da  parte  delle  singole  universita'  di
          specifici  bandi  per  posti  di ricercatore. di professore
          associato, di professore ordinario,  distinti  per  settore
          scientifico-disciplinare;
          b)  la valutazione comparativa dei candidati, da effettuare
          da parte di commissioni composte da un professore di  ruolo
          nominato   dalla   facolta'  che  ha  richiesto  il  bando,
          inquadrato nel settore scientifico-disciplinare oggetto del
          bando, ovvero, se necessario, in settori affini, nonche':
          1)  nel  caso  di  procedure  per  la copertura di posti di
          ricercatore, da un professore ordinario se la facolta'  che
          ha  richiesto il bando ha nominato un professore associato,
          ovvero da un professore associato se la  medesima  facolta'
          ha   nominato   un  professore  ordinario,  nonche'  da  un
          ricercatore confermato. I predetti componenti,  scelti  tra
          professori  e  ricercatori  non in servizio presso l'ateneo
          che ha emanato il bando, sono eletti  dalla  corrispondente
          fascia  di professori di ruolo e dai ricercatori confermati
          appartenenti al  settore  scientifico-disciplinare  oggetto
          del bando, ovvero se necessario, a settori affini;
          2)  nel  caso  di  procedure  per  la copertura di posti di
          professore associato, da due professori associati e da  due
          professori  ordinari non in servizio presso l'ateneo che ha
          emanato il bando,  rispettivamente  eletti  dai  professori
          associati e dai professori ordinari appartenenti al settore
          scientifico-disciplinare  oggetto  del  bando,  ovvero,  se
          necessario, a settori affini;
          3) nel caso di procedure  per  la  copertura  di  posti  di
          professore ordinario, da quattro professori ordinari non in
          servizio  presso  l'ateneo  che ha emanato il bando, eletti
          dai   professori   ordinari   appartenenti    al    settore
          scientifico-disciplinare  oggetto  del  bando,  ovvero,  se
          necessario, a settori affini;
          c) lo svolgimento delle elezioni di cui alla lettera b)  da
          parte  degli atenei con modalita' che consentano una rapida
          costituzione   della   commissione    e    che    prevedano
          l'indicazione di una sola preferenza;
          d)  la  possibilita'  che  nei bandi per la nomina in ruolo
          siano introdotte limitazioni al numero delle  pubblicazioni
          scientifiche da presentare per la valutazione comparativa;
          e)  i criteri generali, preventivi e resi pubblici, in base
          ai quali deve essere effettuata la valutazione comparativa,
          anche  prevedendone   forme   differenziate,   nonche'   le
          modalita'  di  individuazione e di valutazione dei titoli e
          delle  pubblicazioni,  ivi  compresa  l'utilizzazione,  ove
          possibile,  di parametri riconosciuti in ambito scientifico
          internazionale. Per le valutazioni relative a:
          1) posti di ricercatore, sono effettuate  anche  due  prove
          scritte,   una  delle  quali  sostituibile  con  una  prova
          pratica, ed una orale;
          2) posti di professore associato, sono effettuate anche una
          prova didattica e la discussione  dei  titoli  scientifici;
          sono  altresi' valutati le attivita' didattiche e i servizi
          prestati nelle universita' e negli enti di ricerca italiani
          e stranieri, nonche', nelle materie in  cui  sia  richiesta
          una specifica competenza in campo clinico
          ovvero,  con  riferimento  alle  scienze  motorie, in campo
          tecnico addestrativo l'attivita' svolta in detto campo;
          3) posti di professore ordinario, e' effettuata  una  prova
          didattica  per  i candidati non appartenenti alla fascia di
          professore associato, sono  altresi'  valutati  l'attivita'
          didattica  e  i  servizi prestati nelle universita' e negli
          enti  di  ricerca  italiani  e  stranieri,  nonche',  nelle
          materie  in  cui  sia richiesta una specifica competenza in
          campo clinico
          ovvero,  con  riferimento  alle  scienze  motorie, in campo
          tecnico addestrativo l'attivita' svolta in detto campo;
          f) l'accertamento, con decreto rettorale, della regolarita'
          formale degli atti delle commissioni contenenti,  nel  caso
          di  procedure  relative  a  ricercatori,  l'indicazione del
          vincitore, e la proposta di non piu' di due idonei per ogni
          posto bandito nel caso di procedure relative  a  professori
          associati  od  ordinari.    L'universita' che ha emanato il
          bando per  la  copertura  del  posto  nomina  in  ruolo  il
          vincitore  nel  caso  di procedure relative a ricercatori e
          puo', nel caso di procedure relative a professori associati
          e  ordinari,  entro   sessanta   giorni   dalla   data   di
          accentramento della regolarita' formale degli atti da parte
          del rettore:
          1)  nominare in ruolo, previa delibera motivata assunta dal
          consiglio di facolta' che ha richiesto il  bando,  uno  dei
          due  idonei  il quale, in caso di rinuncia, perde il titolo
          alla nomina in ruolo anche da parte  di  altri  atenei.  La
          motivazione    fa   riferimento   a   specifiche   esigenze
          scientifiche e didattiche;
          2) non nominare in ruolo, previa delibera motivata  assunta
          dal  consiglio  di  facolta'  che  ha richiesto il bando, a
          maggioranza degli aventi diritto al voto, nessuno  dei  due
          idonei. La motivazione fa riferimento a specifiche esigenze
          scientifiche  e  didattiche.  In  tal  caso  l'universita',
          decorso il periodo di sessanta giorni di cui alla  presente
          lettera,  puo'  procedere  secondo quanto previsto ai sensi
          della lettera g) ovvero puo' indire una nuova procedura  di
          valutazione   comparativa.   Qualora   la   facolta'  lasci
          decorrere  il  periodo  di  sessanta  giorni  di  cui  alla
          presente lettera senza deliberare sulla copertura del posto
          ai  sensi  del numero 1) o del presente numero, essa potra'
          avvalersi della possibilita' prevista dalla  lettera  g)  o
          indire  una  nuova  procedura di valutazione comparativa in
          entrambi  i  casi  dopo  che  siano  trascorsi   due   anni
          dall'accertamento  della  regolarita'  formale  degli  atti
          relativi alla valutazione comparativa non utilizzata  dalla
          facolta' per coprire il posto;
          g)  la  possibilita',  nel  caso  di  procedure  relative a
          professori associati e ordinari, per le universita' che non
          hanno emanato il bando per la copertura  del  posto  ovvero
          che,  pur avendolo emanato, non hanno nominato in ruolo gli
          idonei di cui alla lettera f), di  nominare  in  ruolo  per
          chiamata   i   candidati  risultati  idonei  a  seguito  di
          valutazioni   comparative   svoltesi    in    altre    sedi
          universitarie       per       lo       stesso       settore
          scientifico-disciplinare, dopo il  decorso  nelle  medesime
          sedi  del termine di cui alla lettera f).  Gli idonei nelle
          procedure di valutazione comparativa relative a  professori
          associati  e  ordinari,  salvo il caso di rinuncia ai sensi
          della lettera f), n. 1), hanno titolo alla nomina in  ruolo
          da  parte  delle  universita' entro il termine di tre anni,
          decorrente dalla data  del  provvedimento  di  accertamento
          della  regolarita' formale degli atti della commissione che
          li ha proposti;
          h)  i  termini  per  l'espletamento  della   procedura   di
          valutazione   e  le  relative  forme  di  pubblicita',  che
          comprendono comunque i giudizi motivati espressi su ciascun
          candidato  da  ciascun  componente  la  commissione.   Tali
          giudizi,  in  ogni  caso, dovranno essere resi pubblici per
          via  telematica  e  tramite  il  Bollettino  ufficiale  del
          Ministero  dell'universita'  e  della ricerca scientifica e
          tecnologica;
          i)  il  divieto  per  i  professori  eletti  in  una  delle
          commissioni  di  cui alla lettera b), di far parte di altre
          commissioni per un  periodo  di  un  anno,  per  lo  stesso
          settore  scientifico-disciplinare e per la stessa tipologia
          di procedure di valutazione comparativa;
          l) il numero massimo di domande di partecipazione da  parte
          di  un  candidato a procedure di valutazione comparativa in
          un periodo determinato;
          m) il divieto, per i professori ordinari associati e per  i
          ricercatori,  di  partecipare  in  qualita'  di candidati a
          valutazioni comparative per posti del medesimo livello."
          - Il testo dell'articolo 1, comma 18 della legge 14 gennaio
          1999,n.      4   (Disposizioni   riguardanti   il   settore
          universitario  e  della  ricerca  scientifica,  nonche'  il
          servizio di mensa nelle scuole) e' il seguente  (le  parole
          in  corsivo  evidenziano  le  sostituzioni  apportate dalla
          seguente legge):
          "18.  Con  uno  o  piu'  regolamenti  adottati,   a   norma
          dell'articolo 17 comma 2, della legge 23 agosto 1988 n. 400
          su  proposta  del Ministro dell'universita' e della ricerca
          scientifica e tecnologica di concerto con  il  Ministro  di
          grazia  e  giustizia,  sentiti  gli  organi direttivi degli
          ordini professionali,
          sono istituite apposite sezioni degli albi, degli ordini  o
          dei  collegi previsti dalla normativa vigente in materia di
          accesso  alle  professioni,  in  conformita'  ai   seguenti
          criteri   direttivi   riserva  dell'accesso  alle  predette
          sezioni ai titolari di  diploma  universitario  e  connessa
          determinazione    dell'ambito   consentito   di   attivita'
          professionale.
          - L'articolo 17, comma 95 della legge 15  maggio  1997,  n.
          127  (Misure  urgenti  per  lo  snellimento  dell'attivita'
          amministrativa  e  dei  procedimenti  di  decisione  e   di
          controllo)  recita  (le  parole  in  corsivo evidenziano le
          modificazioni e le sostituzioni  apportate  dalla  seguente
          legge):
          "95. L'ordinamento degli studi dei corsi
          di  diploma  universitario, di laurea e di specializzazione
          di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 19 novembre  1990
          n. 341
          e'  disciplinato  dagli  atenei,  con  le  modalita' di cui
          all'articolo 11, commi 1 e 2,
          della predetta legge,
          in  conformita'  a  criteri generali definiti, nel rispetto
          della normativa comunitaria vigente in materia, sentiti  il
          Consiglio   universitario   nazionale   e   le  Commissioni
          parlamentari  competenti,  con  uno  o  piu'  decreti   del
          Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca scientifica e
          tecnologica, di concerto con  altri  Ministri  interessati,
          limitatamente  ai  criteri  relativi agli ordinamenti per i
          quali il medesimo concerto e' previsto alla data di entrata
          in vigore della presente legge, ovvero da disposizioni  dei
          commi  da  96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui
          al presente comma determinano altresi':
          a) con riferimento ai  corsi  di  cui  al  presente  comma,
          accorpati per aree omogenee, la durata,
          anche  in  deroga a quanto previsto dagli articoli 2, 3 e 4
          della legge 19 novembre 1990, n. 341,
          e  successive   modificazioni,   ed   anche   eventualmente
          comprensiva del percorso formativo gia' svolto, l'eventuale
          serialita'  dei  predetti  corsi e dei relativi titoli, gli
          obiettivi  formativi  qualificanti,  tenendo  conto   degli
          sbocchi  occupazionali  e  della  spendibilita'  a  livello
          internazionale,
          nonche'  la  previsione  di  nuove  tipologie   di   titoli
          rilasciati dalle universita', in aggiunta o in sostituzione
          a   quelli  determinati  dall'articolo  1  della  legge  19
          novembre 1990, n. 341,
          in  corrispondenza  di  attivita'   didattiche   di   base,
          specialistiche,  di  perfezionamento  scientifico,  di alta
          formazione permanente e ricorrente;
          b) modalita' e strumenti per l'orientamento e per  favorire
          la   mobilita'   degli  studenti,  nonche'  la  piu'  ampia
          informazione   sugli   ordinamenti   degli   studi,   anche
          attraverso    l'utilizzo   di   strumenti   informatici   e
          telematici;
          c)  modalita'  di  attivazione  da  parte  di   universita'
          italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi
          universitari di cui al presente comma, nonche' di dottorati
          di  ricerca,  anche  in  deroga alle disposizioni di cui al
          Capo II del Titolo III del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382
          -  Si  riporta,  in  ordine  di  citazione,  il testo degli
          articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 19 novembre 1990,  n.  341
          (Riforma degli ordinamenti didattici universitari):
          "Art. 1. 1. Le universita' rilasciano i seguenti titoli:
          a) diploma universitario (DU);
          b) diploma di laurea (DL);
          c) diploma di specializzazione (DS);
          d) dottorato di ricerca (DR)."
          "Art. 2. 1. Il corso di diploma si svolge nelle facolta' ha
          una  durata non inferiore a due anni e non superiore a tre,
          e comunque corrispondente a quella eventualmente  stabilita
          dalle norme della Comunita' economica europea per i diplomi
          universitari di primo livello ed ha il fine di fornire agli
          studenti   adeguata   conoscenza   di  metodi  e  contenuti
          culturali e  scientifici  orientata  al  conseguimento  del
          livello    formativo    richiesto    da   specifiche   aree
          professionali.
          2. Le facolta' riconoscono totalmente  o  parzialmente  gli
          studi compiuti nello svolgimento dei curricula previsti per
          i  corsi di diploma universitario e per quelli di laurea ai
          fini del proseguimento degli studi  per  il  conseguimento,
          rispettivamente,  delle  lauree  e dei diplomi universitari
          affini, secondo criteri e modalita' dettati con  i  decreti
          di  cui all'articolo 9. comma 1 fermo restando in ogni caso
          l'obbligo di tale riconoscimento."
          "Art. 3.1. Il corso di laurea si svolge nelle facolta',  ha
          una  durata  non inferiore a quattro anni e non superiore a
          sei ed  ha  il  fine  di  fornire  agli  studenti  adeguate
          conoscenze  di  metodi e contenuti culturali, scientifici e
          professionali di livello superiore.
          2.  Uno  specifico  corso  di  laurea,  articolato  in  due
          indirizzi,  e'  preordinato  alla  formazione  culturale  e
          professionale  degli  insegnanti,  rispettivamente,   della
          scuola materna e della scuola elementare, in relazione alle
          norme  del  relativo stato giuridico.  Il diploma di laurea
          costituisce titolo  necessario,  a  seconda  dell'indirizzo
          seguito,  ai  fini  dell'ammissione  ai concorsi a posti di
          insegnamento  nella   scuola   materna   e   nella   scuola
          elementare.  Il  diploma  di  laurea  dell'indirizzo per la
          formazione culturale e professionale degli insegnanti della
          scuola elementare costituisce altresi' titolo necessario ai
          fini dell'ammissione ai concorsi per l'accesso a  posti  di
          istitutore  o  istitutrice nelle istruzioni educative dello
          Stato.  I  concorsi  hanno  funzione  abilitante.  Ai   due
          indirizzi del corso di laurea contribuiscono i dipartimenti
          interessati;  per  il funzionamento dei predetti corsi sono
          utilizzati  le  strutture  e,  con  il  loro  consenso,   i
          professori ed i ricercatori di tutte le facolta' presso cui
          le necessarie competenze sono disponibili.
          3.  ŒEntro  due  anni dalla data di entrata in vigore della
          presente  legge,   con   decreto   del   Presidente   della
          Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri
          su  proposta  del Ministro dell'universita' e della ricerca
          scientifica e tecnologica, su parere conforme del Consiglio
          universitario nazionale (CUN), di concerto con il  Ministro
          della  pubblica  istruzione, sentito il Consiglio nazionale
          della pubblica istruzione (CNPI), acquisito il  parere  del
          Consiglio  di Stato, viene definita la tabella del corso di
          laurea e ne sono precisati modalita' e contenuti,  comprese
          le   attivita'   di   tirocinio   didattico.   I   Ministri
          dell'universita' e della ricerca scientifica e  tecnologica
          e  della pubblica istruzione si avvalgono della commissione
          di cui all'articolo 4, comma 5, della legge 9 maggio  1989,
          n.   168,   integrata,   a   tal  fine,  da  esperti  nelle
          problematiche del corso di laurea stesso e della scuola  di
          secializzazione  di  cui  all'articolo  4,  comma  2, della
          presente leggee'.
          4.  ŒIl  decreto  del Presidente della Repubblica di cui al
          comma 3 contiene altresi' norme  per  la  formazione  degli
          insegnanti della regione Valle d'Aosta ai fini di adeguarla
          alle  particolari  situazioni  di  bilinguismo  di cui agli
          articoli 38, 39  e  40  dello  statuto  speciale.  Apposite
          convenzioni  possono  essere  stipulate dalla regione Valle
          d'Aosta, d'intesa con i Ministeri dell'universita' e  della
          ricerca   scientifica   e   tecnologica  e  della  pubblica
          istruzione, con le universita' italiane e  con  quelle  dei
          Paesi dell'area linguistica francesee'.
          5.  ŒConvenzioni  per gli insegnanti delle scuole in lingua
          tedesca, delle scuole in lingua slovena e di  quelle  delle
          localita'  ladine  possono  essere stipulate dalle province
          autonome  di  Trento  e  di   Bolzano   e   dalla   regione
          Friuli-Venezia    Giulia,    d'intesa   con   i   Ministeri
          dell'universita' e della ricerca scientifica e  tecnologica
          e  della  pubblica istruzione, con le universita' italiane,
          con quelle dei Paesi dell'area linguistica  tedesca  e  con
          quelle slovenee'.
          6. Con lo stesso decreto del Presidente della Repubblica di
          cui al comma 3 o con altro decreto adottato con le medesime
          modalita',  di concerto altresi' con i Ministri di grazia e
          giustizia e per  la  funzione  pubblica  e  con  gli  altri
          Ministri    interessati,   sono   individuati   i   profili
          professionali per i quali, salvo le eventuali  e  opportune
          integrazioni,  il  diploma  di  laurea di cui al comma 2 e'
          titolo  valido   per   l'esercizio   delle   corrispondenti
          attivita',  nonche'  le  qualifiche funzionali del pubblico
          impiego per le  quali  il  diploma  di  laurea  costituisce
          titolo per l'accesso.
          7.  ŒI  corsi  di  laurea di cui al comma 2 sono attivati a
          partire  dall'anno  accademico  successivo  a   quello   di
          emanazione  del  decreto del Presidente della Repubblica di
          cui al comma 3e'.
          8. Con decreto  del  Ministro  della  pubblica  istruzione,
          emanato di concerto con i Ministri per la funzione pubblica
          e  del tesoro entro un anno dalla data di entrata in vigore
          della presente legge, sono stabiliti i tempi e le modalita'
          per il graduale passaggio al nuovo ordinamento,  anche  con
          riferimento  ai  diritti degli insegnanti di scuola materna
          ed elementare in servizio".
          "Art. 4.1. Il  diploma  di  specializzazione  si  consegue,
          successivamente  alla  laurea,  al  termine  di un corso di
          studi di durata non inferiore a due anni  finalizzato  alla
          formazione   di   specialisti   in   settori  professionali
          determinati, presso le scuole di specializzazione di cui al
          D.P.R. 10 marzo 1982, n. 162.
          2. Con una specifica scuola di specializzazione  articolata
          in   indirizzi,   cui   contribuiscono  le  facolta'  ed  i
          dipartimenti interessati,  ed  in  particolare  le  attuali
          facolta'  di  magistero,  le  universita'  provvedono  alla
          formazione,  anche  attraverso   attivita'   di   tirocinio
          didattico,   degli   insegnanti  delle  scuole  secondarie,
          prevista dalle norme del relativo stato giuridico.  L'esame
          finale per il conseguimento del diploma ha valore di  esame
          di   Stato   ed   abilita   all'insegnamento  per  le  aree
          disciplinari cui  si  riferiscono  i  relativi  diplomi  di
          laurea.    I    diplomi    rilasciati   dalla   scuola   di
          specializzazione  costituiscono  titolo  di  ammissione  ai
          corrispondenti  concorsi  a  posti  di  insegnamento  nelle
          scuole secondarie.
          2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo  3,
          comma 8.
          3.   ŒCon  decreto  del  Presidente  della  Repubblica,  da
          adottare nel termine e con le modalita' di cui all'articolo
          3, comma  3  sono  definiti  la  tabella  della  scuola  di
          specializzazione  all'insegnamento  di  cui  al comma 2 del
          presente articolo, la durata dei corsi  da  fissare  in  un
          periodo  non  inferiore  ad  un anno ed i relativi piani di
          studio. Questi devono  comprendere  discipline  finalizzate
          alla   preparazione   professionale  con  riferimento  alle
          scienze dell'educazione e all'approfondimento  metodologico
          e  didattico  delle  aree  disciplinari interessate nonche'
          attivita' di tirocinio didattico obbligatorio. Con  decreto
          del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e
          tecnologica,  emanato  di  concerto  con  il Ministro della
          pubblica istruzione, sono stabiliti i criteri di ammissione
          alla  scuola  di  specializzazione  all'insegnamento  e  le
          modalita'  di  svolgimento dell'esame finale.  Si applicano
          altresi' le disposizioni di cui all'articolo 3, commi  7  e
          8e'.
          4. Con lo stesso decreto del Presidente della Repubblica di
          cui al comma 3 o con altro decreto adottato con le medesime
          modalita',  di concerto altresi' con i Ministri di grazia e
          giustizia e per la funzione pubblica,  sono  determinati  i
          diplomi  di  specializzazione  di  cui  al  comma  2 che in
          relazione a specifici profili  professionali  danno  titolo
          alla   partecipazione   agli   esami  di  abilitazione  per
          l'esercizio delle corrispondenti professioni  ovvero  danno
          titolo per l'accesso alla dirigenza nel pubblico impiego."
          -  L'articolo  4  del decreto legislativo 8 maggio 1998, n.
          178 (Trasformazione degli Istituti superiori di  educazione
          fisica  e istituzione di facolta' e di corsi di laurea e di
          diploma in scienze motorie, a norma dell'articolo 17, comma
          115, della L. 15 maggio 1997, n. 127) (le parole in corsivo
          evidenziano  le  sostituzioni  e  le  modificazioni)  cosi'
          recita:
          "Art.  4  -  1.  L'ISEF  di Roma e' trasformato in istituto
          universitario statale e assume la denominazione di Istituto
          universitario di scienze motorie. Allo stesso si  applicano
          le  disposizioni  vigenti  per  le  universita'  e  per gli
          istituti di istruzione universitaria statali. Il  corso  di
          laurea in scienze motorie e' attivato a decorrere dall'anno
          accademico 1999-2000. Per il passaggio dal vecchio al nuovo
          ordinamento   si   applicano   le   disposizioni   di   cui
          all'articolo 8.
          2. L'Istituto universitario di scienze motorie subentra  in
          tutti  i  rapporti  giuridici attivi e passivi facenti capo
          all'ISEF di Roma.
          3.  Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
          presente decreto il Ministro nomina un comitato tecnico  di
          sei componenti, scelti fra professori universitari od altri
          esperti    anche    stranieri   delle   aree   disciplinari
          interessate, assicurando anche una presenza  degli  attuali
          docenti   dell'ISEF   di   Roma.  Il  comitato  sovrintende
          all'organizzazione  del  nuovo  istituto,   provvede   agli
          adempimenti connessi all'avvio delle attivita' e predispone
          lo  statuto  e  il  regolamento  didattico  della facolta',
          nonche' quello  per  l'amministrazione,  la  finanza  e  la
          contabilita'.  Lo  statuto e i regolamenti sono soggetti ai
          controlli del Ministero ai sensi degli articoli 6 e 7 della
          legge 9 maggio 1989, n. 168.
          4. Il comitato dura in carica tre anni accademici e  assume
          le  funzioni  del  consiglio di amministrazione, nonche' le
          attribuzioni    del    consiglio    di    facolta'     fino
          all'assegnazione  all'Istituto  di  almeno  cinque  docenti
          universitari di ruolo, di cui tre di prima fascia e due  di
          seconda.  Il  presidente  del  comitato,  eletto tra i suoi
          componenti, assume  le  funzioni  temporanee  di  direttore
          dell'Istituto.
          5.  Il personale tecnico e amministrativo dell'ISEF di Roma
          resta  assegnato  all'Istituto  universitario  di   scienze
          motorie   e   viene   inquadrato   nei  ruoli  universitari
          mantenendo  la  qualifica,  l'anzianita'  maturata  ed   il
          trattamento economico complessivo in godimento."