LEGGE 17 maggio 1999, n. 144

Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonche' disposizioni per il riordino degli enti previdenziali.

note: Entrata in vigore della legge: 23-5-1999 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/07/2020)
Testo in vigore dal: 23-5-1999
                              ART. 57.
    (Riordino degli enti pubblici di previdenza e di assistenza)

  1.  Il  Governo  e'  delegato ad emanare, sentite le organizzazioni
sindacali  comparativamente piu' rappresentative dei datori di lavoro
e  dei  lavoratori, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore
della  presente  legge,  uno  o  piu'  decreti  legislativi diretti a
riordinare   gli   enti  pubblici  di  previdenza  e  di  assistenza,
perseguendo  l'obiettivo  di  una  complessiva  riduzione  dei  costi
amministrativi   ed   attenendosi,  oltreche'  ai  principi  generali
desumibili   dalla   legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  successive
modificazioni,  dal  decreto  legislativo  3  febbraio 1993, n. 29, e
successive  modificazioni,  e  dalla legge 14 gennaio 1994, n. 20, ai
seguenti principi e criteri direttivi:
    a)  fusione  per  incorporazione di enti con finalita' o funzioni
identiche,  omologhe o complementari, tendenzialmente in un solo ente
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali ed in due enti separati per le altre funzioni
previdenziali   ed   assistenziali   in   favore  dei  dipendenti  di
amministrazioni   pubbliche   e,   rispettivamente,   di  ogni  altro
beneficiario,  nonche' previsione di eventuale soppressione dei fondi
speciali  relativi  ai lavoratori dipendenti previsti pressl l'INPS e
loro   confluenza,   con   evidenza  contabile,  nel  Fondo  pensioni
lavoratori   dipendenti,   previa  predisposizione  di  un  piano  ti
risanamento dei fondi in deficit e con possibilita' di armonizzazione
al  regime  generale del complesso delle aliquote contributive dovute
al  relativo  settore  nel rispetto degli equilibri di bilancio della
finanza   pubblica;   rimodulazione,   nel  quadro  dei  principi  di
armonizzazione  riferiti  al  decreto  legislativo 24 aprile 1997, n.
164,  dei  contributi  e delle misure e modalita' di erogazione delle
prestazioni rivolte alla realizzazione di economie della contabilita'
separata di settore;
    b) trasformazione in associazioni o persone giuridiche di diritto
privato  degli  enti che non svolgono funzioni o servizi di rilevante
interesse pubblico nonche' degli enti, inclusi gli enti di previdenza
e  assistenza  dei  professionisti,  per  il cui funzionamento non e'
necessaria la personalita' di diritto pubblico;
    c)   distinzione   e   separazione  della  funzione  di  gestione
amministrativa  da quella di indirizzo e vigilanza, in coerenza con i
principi  di  cui  all'articolo  3 del decreto legislativo 3 febbraio
1993,  n.  29,  e  successive  modificazioni,  allo  scopo di evitare
sovrapposizioni  o  conflitti tra gli organi rispettivi nel rispetto,
comunque, dei poteri demandati alla dirigenza;
    d)  attribuzione  di  tutte  le  funzioni  di gestione ad un solo
organo  collegiale  ristretto,  nominato  dal  Governo  sulla base di
rigorosi  criteri  di professionalita', e previsione della nomina del
presidente,  in  coerenza  con  la normativa contenuta nella legge 24
gennaio  1978,  n.  14, e successive modificazioni, e nell'articolo 3
della legge 23 agosto 1988, n. 400;
    e)  adeguamento funzionale del numero di componenti degli attuali
organi di indirizzo e vigilanza;
    f)  omogeneita'  di  organizzazione per enti pubblici omologhi di
comparabile  rilevanza,  anche  sotto  il  profilo delle procedure di
nomina degli organi;
    g)  distinzione e separazione degli apparati serventi dell'organo
di  indirizzo  e  vigilanza  da  quelli  dell'organo  di gestione, in
analogia  a  quanto  previsto  dall'articolo  12,  comma  1,  lettera
o),della legge 15 marzo 1997, n. 59;
    h)  definizione  delle funzioni della dirigenza in coerenza con i
principi  di  cui  al  decreto  legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni;
    i)  decentramento  territoriale  degli  enti,  in sintonia con il
principio  di distinzione e separazione della funzione di indirizzo e
vigilanza  da  quella  di  gestione  amministrativa e di quest'ultima
dalla  gestione  operativa,  come  previsto  dall'articolo 27-bis del
decreto   legislativo   3   febbraio   1993,   n.  29,  e  successive
modificazioni;
    l)  razionalizzazione ed omogeneizzazione degli attuali poteri di
vigilanza ministeriali finalizzati anche alla verifica della coerenza
dell'attivita'  degli  enti  stessi  con  gli  indirizzi  di politica
generale e nuova disciplina del commissariamento degli enti;
    m)  razionalizzazione  del  controllo  della  Corte dei conti, in
coerenza con i principi di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20;
    n)   contenimento  delle  spese  di  funzionamento  e  dei  costi
organizzativi  e  gestionali,  anche attraverso il ricorso a forme di
concertazione  per  quanto  riguarda  l'acquisto  di beni e servizi e
l'utilizzo  in  comune  ti  contraenti  ovvero di strutture operative
specializzate nonche' di nuclei di valutazione;
    o)  promozione  delle  sinergie  tra  gli enti e, in particolare,
della    mobilita'   e   dell'utilizzo   ottimale   delle   strutture
impiantistiche.
  2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, deliberati
dal  Consiglio  dei  ministri  e corredati da una apposita relazione,
sono  trasmessi  alle  Camere  per  l'espressione del parere da parte
delle   competenti   Commissioni  parlamentari  permanenti  entro  il
sessantesimo  giorno antecedente la scadenza del termine previsto per
l'esercizio  della  relativa  delega. In caso di mancato rispetto del
termine  per  la trasmissione, il Governo decade dall'esercizio della
delega.  Le  competenti  Commissioni parlamentari esprimono il parere
entro  trenta  giorni  dalla data di trasmissione. Qualora il termine
per   l'espressione   del   parere  decorra  inutilmente,  i  decreti
legilativi possono essere comunque emanati. Disposizioni correttive e
integrative  dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere
emanate,  con il rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi e
con  le  stesse  procedure,  entro  un  anno dalla data di entrata in
vigore dei decreti legislativi medesimi.
  3.  L'attuazione delle deleghe di cui al presente articolo non deve
comportare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.