LEGGE 26 febbraio 1992, n. 212

Collaborazione con i Paesi dell'Europa centrale ed orientale.

note: Entrata in vigore della legge: 21/03/1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/11/2019)
Testo in vigore dal: 21-3-1992
                               Art. 2.
  1.  Le iniziative di collaborazione con i Paesi di cui all'articolo
1 sono realizzate attraverso:
    a) cofinanziamenti, finanziamenti paralleli e contributi relativi
ad interventi della Comunita' economica europea, della Banca  europea
per la ricostruzione e lo sviluppo e di altri organismi e istituzioni
finanziari  internazionali di cui l'Italia sia parte e che realizzino
le finalita' della presente legge;
    b) la concessione di contributi su crediti  finanziari,  relativi
ad  una  capitalizzazione  massima  di  30  miliardi di lire per ogni
iniziativa su cui concedere il contributo, per interventi  realizzati
da  imprese italiane o comunitarie o dei Paesi di cui all'articolo 1,
in  materia  di  riconversione  industriale  e   agricola;   per   il
risanamento  ambientale,  igienico  e sanitario; in campo energetico;
per la modernizzazione del turismo nonche'  in  materia  di  restauro
artistico ed urbano.
  2.  Il  CIPES,  nelle  riunioni  di cui all'articolo 1, comma 3, su
proposta del Ministro degli affari esteri e del Ministro del  tesoro,
nonche',  per  quanto  di  competenza, del Ministro del commercio con
l'estero, puo' stabilire, previo parere favorevole delle  commissioni
parlamentari  competenti,  che,  tenuto  conto  dello  sviluppo della
collaborazione nell'area interessata e  con  particolare  riferimento
alla  cooperazione  in  sede  multilaterale,  le  iniziative  di  cui
all'articolo 1, comma 2, possano essere effettuate anche  in  settori
diversi  da  quelli  indicati  al  comma  1, lettera b), del presente
articolo ed all'articolo 3.
  3. In conformita' ai criteri di ripartizione stabiliti  dal  CIPES,
il  Ministro  degli  affari  esteri,  di concerto con il Ministro del
tesoro, determina le quote destinate alle iniziative di cui al  comma
1.
  4.  Le  quote  destinate alle iniziative di cui al comma 1, lettera
a), affluiscono ad apposito capitolo  da  istituire  nello  stato  di
previsione della spesa del Ministero del tesoro.
  5.  La quota stabilita dal CIPES per gli interventi di cui al comma
1, lettera b), e' conferita ad  apposito  fondo  istituito  ai  sensi
della presente legge presso il Mediocredito centrale. Il Ministro del
tesoro,  su  proposta  del Ministro degli affari esteri, autorizza il
Mediocredito centrale a concedere un contributo  sugli  interessi  in
favore  degli  istituti  e  delle  aziende di credito di cui al regio
decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375, convertito,  con  modificazioni,
dalla  legge  7 marzo 1938, n. 141, e successive modificazioni, per i
crediti di cui al comma 1, lettera b).
  6.  Una  quota  delle  disponibilita'  finanziarie  destinate  alle
iniziative di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo ed al
comma  3,  lettere  a),  b)  ed  e) dell'articolo 3, e' attribuita al
Ministero del commercio con l'estero per le  iniziative  di  supporto
agli  interventi  effettuati  ai sensi della legge 24 aprile 1990, n.
100, e ad altre iniziative di  propria  competenza  rispondenti  alle
finalita' della presente legge, nonche' dell'articolo 2 della legge 9
gennaio 1991, n. 19.
  7.  Una  quota  non  superiore all'8 per cento delle disponibilita'
finanziarie   previste   dalla   presente   legge   e'    attribuita,
relativamente  agli  aspetti  di  propria  competenza,  al  Ministero
dell'interno per l'attuazione, d'intesa con i Ministeri degli  affari
esteri  e  del  tesoro,  di  forme  di  collaborazione  con gli Stati
interessati previste dalle norme vigenti.
  8.   Una   ulteriore  quota  delle  disponibilita'  destinate  alle
iniziative di cui all'articolo 3, comma 3, lettere a), b) ed  e),  e'
attribuita  per  i  programmi di collaborazione interregionale di cui
all'articolo  1,  secondo  le  disposizioni  della  presente   legge,
nonche', in particolare tramite l'Istituto nazionale per il commercio
estero,  per  attivita'  e  iniziative  di  assistenza  in materia di
commercio estero, per favorire lo sviluppo di strutture e strumenti a
sostegno delle esportazioni dei Paesi di cui all'articolo 1.
  9. In casi di  necessita'  accertati  dal  Ministero  degli  affari
esteri  e  su  richiesta  dei Paesi destinatari delle misure previste
dalla presente legge, possono essere  disposte  dal  Ministero  degli
affari  esteri,  d'intesa  con  il Ministero dell'agricoltura e delle
foreste,  forniture  di  prodotti  aventi  finalita'  umanitarie.  La
fornitura   dei   prodotti  agricolo-alimentari  e'  effettuata  alle
migliori condizioni di mercato interno e internazionale.
  10. I progetti, gli  interventi  e  le  opere  finanziati  con  gli
stanziamenti previsti dalla presente legge devono essere accompagnati
da un'apposita valutazione di impatto ambientale, come definita dalla
normativa comunitaria e dall'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n.
349,  e successivi decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei
Ministri.
          Note all'art. 2:
             - Il R.D.L.  n.  375/1936  reca:  "Disposizioni  per  la
          difesa  del  risparmio  e  per la disciplina della funzione
          creditizia".
             - Per il titolo della legge n. 100/1990 si veda in  nota
          all'art.  1.
             -  Per  il  testo  dell'art. 2 della legge n. 19/1991 si
          veda in nota all'art. 1.
             -  Il  testo  dell'art.  6  della  legge   n.   349/1986
          (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia
          di danno ambientale) e' il seguente:
             "Art.  6.  -  1.  Entro  sei mesi dall'entrata in vigore
          della presente legge il Governo presenta al  Parlamento  il
          disegno  di  legge  relativo all'attuazione delle direttive
          comunitarie in materia di impatto ambientale.
             2. In attesa dell'attuazione legislativa delle direttive
          comunitarie in materia  di  impatto  ambientale,  le  norme
          tecniche  e  le  categorie  di  opere  in grado di produrre
          rilevanti modificazioni  dell'ambiente  ed  alle  quali  si
          applicano le disposizioni di cui ai successivi commi 3, 4 e
          5,   sono   individuate  con  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del  Consiglio
          dei   Ministri,   adottata   su   proposta   del   Ministro
          dell'ambiente, sentito il Comitato scientifico  di  cui  al
          successivo   art.  11,  conformemente  alla  direttiva  del
          Consiglio delle Comunita' europee n. 85/337 del  27  giugno
          1985 (v. il D.P.C.M. 10 agosto 1988, n. 377, n.d.r.).
             3.  I  progetti delle opere di cui al precedente comma 2
          sono comunicati, prima della loro approvazione, al Ministro
          dell'ambiente,  al  Ministro  per  i   beni   culturali   e
          ambientali  e alla regione territorialmente interessata, ai
          fini  della  valutazione  dell'impatto  sull'ambiente.   La
          comunicazione  contiene  l'indicazione della localizzazione
          dell'intervento, la specializzazione dei rifiuti liquidi  e
          solidi,    delle   emissioni   ed   immissioni   inquinanti
          nell'atmosfera   e   delle   emissioni   sonore    prodotte
          dall'opera,  la descrizione dei dispositivi di eliminazione
          o recupero dei danni all'ambiente ed i piani di prevenzione
          dei  danni  all'ambiente  e  di  monitoraggio   ambientale.
          L'annuncio    dell'avvenuta   comunicazione   deve   essere
          pubblicato, a cura del  committente,  sul  quotidiano  piu'
          diffuso nella regione territorialmente interessata, nonche'
          su un quotidiano a diffusione nazionale.
             4.   Il  Ministro  dell'ambiente,  sentita,  la  regione
          interessata,  di  concerto  con  il  Ministro  per  i  beni
          culturali  e  ambientali, si pronuncia sulla compatibilita'
          ambientale nei successivi novanta giorni, decorsi  i  quali
          la  procedura  di approvazione del progetto riprende il suo
          corso, salvo proroga deliberata dal Consiglio dei  Ministri
          in casi di particolare rilevanza. Per le opere incidenti su
          aree   sottoposte   a   vincolo   di   tutela  culturale  o
          paesaggistica  il  Ministro   dell'ambiente   provvede   di
          concerto con il Ministro per i beni culturali e ambientali.
             5.   Ove   il  Ministro  competente  alla  realizzazione
          dell'opera non ritenga di uniformarsi alla valutazione  del
          Ministero   dell'ambiente,   la  questione  e'  rimessa  al
          Consiglio dei Ministri.
             6. Qualora, nell'esecuzione delle opere di cui al  comma
          3,   il   Ministro   dell'ambiente   ravvisi  comportamenti
          contrastanti con il parere sulla compatibilita'  ambientale
          espresso   ai  sensi  del  comma  4,  o  comunque  tali  da
          compromettere fondamentali esigenze di equilibrio ecologico
          e ambientale, ordina la sospensione dei lavori e rimette la
          questione al Consiglio dei Ministri.
             7. Restano ferme le attribuzioni del Ministro per i beni
          culturali e ambientali nelle materie di sua competenza.
             8. Il Ministro per i beni  culturali  e  ambientali  nel
          caso  previsto dall'art. 1- bis, comma 2, del decreto-legge
          27 giugno 1985,  n.  312,  convertito,  con  modificazioni,
          nella legge 8 agosto 1985, n. 431, esercita i poteri di cui
          agli  articoli  4  e  82  del  decreto del Presidente della
          Repubblica 24 luglio 1977,  n.  616,  di  concerto  con  il
          Ministro dell'ambiente.
             9.  Qualsiasi  cittadino,  in  conformita'  delle  leggi
          vigenti, puo' presentare, in forma  scritta,  al  Ministero
          dell'ambiente,   al   Ministero  per  i  beni  culturali  e
          ambientali e alla regione interessata istanze, osservazioni
          o pareri  sull'opera  soggetta  a  valutazione  di  impatto
          ambientale,  nel  termine  di  trenta  giorni dall'annuncio
          della comunicazione del progetto".