LEGGE 29 dicembre 1990, n. 408

Disposizioni tributarie in materia di rivalutazione di beni delle imprese e di smobilizzo di riserve e fondi in sospensione di imposta, nonche' disposizioni di razionalizzazione e semplificazione. Deleghe al Governo per la revisione del trattamento tributario della famiglia e delle rendite finanziarie e per la revisione delle agevolazioni tributarie.

note: Entrata in vigore della legge: 1/01/1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/03/1998)
Testo in vigore dal: 1-1-1992
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                               Art. 17 
  1. Il Governo e' delegato  ad  adottare,  entro  il  ((31  dicembre
1992)) uno o piu' decreti legislativi concernenti la revisione  e  la
modifica  delle  disposizioni  di  legge  esistenti  in  materia   di
esenzioni, di agevolazioni tributarie e di regimi sostitutivi  aventi
carattere  agevolativo,  ((ivi  comprese  le   disposizioni   recanti
agevolazioni o regimi  agevolativi  riconducibili  a  caratteristiche
strutturali dei  tributi,))  che  costituiscono  comunque  deroga  ai
principi di generalita', di uniformita' e  di  progressivita',  delle
imposizione secondo i seguenti principi e criteri direttivi. 
    a) le esenzioni, le agevolazioni ed i  regimi  sostituiti  aventi
carattere agevolativo dovranno essere sostituiti  con  autorizzazioni
di spesa al fine di consentire, entro il  limite  dello  stanziamento
autorizzato, la concessione di un credito o di buoni di  imposta,  da
far valere ai fini del pagamento di  imposte,  da  determinare  sulla
base di parimetri, legati  alla  dimensione  economica  dei  soggetti
destinatari delle agevolazioni; 
    b) le esenzioni, le agevolazioni ed i regimi  sostitutivi  aventi
carattere agevolativo attualmente esistenti ((anche se  riconducibili
a caratteristiche strutturali dei tributi)) potranno essere in  tutto
in parte mantenuti solo le finalita' per le  quali  essi  sono  stati
previsti dalla legislazione risultano, alla data di entrata in vigore
della presente legge  tuttora  sussistenti  e  conformi  a  specifici
indirizzi  di  natura  costituzionale  o  a  specifici  obiettivi  di
politica economica, sociale o culturale compatibili con gli indirizzi
della Comunita' economica europea;  in  relazione  a  tali  obiettivi
verra' tenuto particolarmente conto  della  effettiva  necessita'  di
incentivazione  di  particolari  settori   economici   o   specifiche
attivita' anche in relazione delle dimensioni dell'attivita', nonche'
delle aree territoriali nelle quali  i  benefici  sono  destinati  ad
essere applicati, con particolare riferimento al Mezzogiorno; 
    c) le esenzioni, le agevolazioni ed i regimi sostitutivi  di  cui
alle lettere a) e b) dovranno essere  applicati  per  un  periodo  di
tempo  limitato  che  vera'  determinato  in  correlazione  al  tempo
necessario  per  il  raggiungimento  degli  obiettivi   di   politica
economica nazionale, fatti salvi quelli conformi a specifi  indirizzi
costituzionali; 
    d)  l'ammontare  degli  stanziamenti  previsti   per   consentire
l'applicazione dei benefici conseguenti al riordino del regime  delle
esenzioni, delle agevolazioni dei regimi sostitutivi in  applicazione
dei principi e dei criteri direttivi indicati nelle lettere a)  b)  e
c) non potra' superare l'importo del 50 per cento dell'onere  che  le
vigenti agevolazioni comportano, rilevato sulla base di stime redatte
con riferimento al 31 dicembre 1990. 
    ((d-bis)  non  costituisce  comunque  deroga   ai   principi   di
generalita', di uniformita' e di progressivita' della imposizione, la
non  concorrenza  a  formare  reddito  delle  somme  vincolate   alla
destinazione a riserve indivisibili, da  parte  delle  cooperative  e
loro  consorzi  disciplinati  dal  decreto   legislativo   del   Capo
provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n.  1577,  ratificato,  con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n. 302,  a  condizione  che
sia  esclusa  la  possibilita'  di  distribuirle  tra  i  soci  sotto
qualsiasi forma, sia durante la vita dell'ente, che all'atto del  suo
scioglimento, ai sensi dell'articolo 12 della legge 16 dicembre 1977,
n. 904)) 
  1-bis. Con i decreti legislativi di cui al comma  1,  e  secondo  i
medesimi princi'pi e criteri direttivi, potra' essere previsto che il
credito o il  buono  di  imposta  possa  essere  concesso  anche  per
l'acquisto o la sottoscrizione di azioni od obbligazioni convertibili
ammesse alla borsa o al mercato ristretto, di societa' costituite per
effetto della privatizzazione di imprese pubbliche. Il credito  o  il
buono di imposta sara' commisurato anche all'ammontare  dell'acquisto
o sottoscrizione e non  potra'  superare,  per  ciascuna  annualita',
l'importo di un milione di lire. 
  1-ter. Con i decreti legislativi di cui al comma  1,  e  secondo  i
medesimi princi'pi e criteri  direttivi,  saranno  introdotte  misure
volte a favorire le erogazioni liberali  in  denaro  a  favore  delle
organizzazioni di volontariato costituite esclusivamente ai  fini  di
solidarieta', purche' le attivita' siano  destinate  a  finalita'  di
volontariato, riconosciute idonee in base alla normativa  vigente  in
materia e che risultano iscritte senza  interruzione  da  almeno  due
anni negli appositi registri. A tal fine, in deroga alla disposizione
di cui alla lettera  a)  del  comma  1,  dovra'  essere  prevista  la
deducibilita' delle predette erogazioni, ai sensi degli articoli  10,
65 e 110 del testo unico delle imposte  sui  redditi,  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive  modificazioni  e  integrazioni,  per  un  ammontare   non
superiore a lire 2 milioni ovvero, ai fini del  reddito  di  impresa,
nella misura del 50 per cento della somma erogata entro il limite del
2 per cento degli utili dichiarati e fino ad un massimo di  lire  100
milioni. 
  2. Entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge il Governo invia per il parere,  anche  per  le  singole  parti
omogenee, il testo delle nuove disposizioni,  nonche'  una  relazione
analitica che  dia  conto  delle  agevolazioni,  esenzioni  e  regimi
sostitutivi esistenti nel campo delle imposte dirette e  dell'IVA,  e
dell'entita'  di  benefici  fiscali  da  ciascuno  derivanti,   dalla
Commissione parlamentare di cui all'articolo 17, terzo  comma,  della
legge  9  ottobre  1971,  n.  825,   nella   composizione   stabilita
dall'articolo 1, comma 4, della legge 29 dicembre 1987,  n.  550.  La
Commissione esprime il proprio parere  entro  sessanta  giorni  dalla
ricezione, indicando specificamente le eventuali disposizioni che non
ritiene rispondenti ai principi e ai criteri direttivi della legge di
delegazione ((nonche' indicando quali  delle  agevolazioni  o  regimi
agevolativi riconducibili a caratteristiche strutturali  dei  tributi
potranno essere inserite nei decreti legislativi)).  Il  Governo  nei
trenta giorni successivi esaminato il  parere  trasmette  nuovamente,
con le osservazioni e  le  eventuali  modificazioni,  i  testi  della
Commissione per il parere definitivo che deve essere  espresso  entro
trenta giorni  dall'ultimo  invio.  I  decreti  legislativi,  le  cui
disposizioni avranno effetto dal 1° gennaio 1992 ((ovvero  dal  primo
giorno secondo  mese  successivo  a  quello  di  pubblicazione  nella
Gazzetta Ufficiale)), saranno  emanati  con  decreto  del  Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri  su
proposta del Ministro delle Finanze, di concerto con i  Ministri  del
Tesoro,   del   bilancio   e    della    programmazione    economica,
dell'industria, del commercio e dell'artigianato e  dell'agricoltura,
e delle foreste, entro il termine indicato nel comma 1.