LEGGE 19 aprile 1990, n. 85

Modificazioni alla legge 2 agosto 1982, n. 528, sull'ordinamento del gioco del lotto.

note: Entrata in vigore della legge: 12/5/1990 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/01/2001)
Testo in vigore dal: 12-5-1990
                               Art. 2. 
  1. L'articolo 4 della legge 2 agosto 1982, n.  528,  e'  sostituito
dal seguente: 
  "Art. 4. - 1. Il gioco si articola, avvalendosi di  un  sistema  di
automazione, nelle fasi della raccolta delle giocate,  dell'emissione
dello scontrino, delle operazioni di controllo, del  riscontro  delle
giocate e della convalida delle vincite. 
  2. Le  giocate  sono  ricevute  presso  i  punti  di  raccolta  dai
raccoglitori  del  gioco  mediante   l'impiego   di   apparecchiature
automatizzate che assicurano il rilascio di uno scontrino concernente
l'avvenuta giocata. 
  3. Il premio massimo cui puo' dare luogo ogni bolletta  di  giocata
al lotto, comunque sia ripartito il  prezzo,  non  puo'  eccedere  la
somma di lire mille milioni. 
  4. Alla realizzazione del sistema di automazione di cui ai commi  1
e  2  si  provvede  a  cura  del  Ministero  delle  finanze,  sentita
l'Amministrazione autonoma dei monopoli di  Stato,  mediante  appalto
concorso da indire entro novanta giorni dalla data di  pubblicazione,
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,  del  regolamento
di applicazione ed esecuzione della presente legge. 
  5.  Il  compenso  da  attribuire  per  i  locali,   la   fornitura,
l'impianto,  la  manutenzione  ed  il   funzionamento   del   sistema
automatizzato, per la trasmissione dei dati e  quanto  altro  occorre
per  il  completo  esercizio  del  sistema  suddetto  e'  determinato
applicando, sull'incasso lordo derivante dalle giocate effettuate, le
aliquote per scaglioni di incasso, stabilite nel  capitolato  d'oneri
in base ai seguenti criteri: 
    a) per il  primo  scaglione,  fino  a  mille  miliardi  di  lire,
l'aliquota da applicare non puo' essere superiore al 10 per cento; 
    b) per gli scaglioni successivi, i primi due pari a 500  miliardi
di lire ciascuno  ed  i  restanti  pari  a  mille  miliardi  di  lire
ciascuno,  si  applicano,  per  ogni  scaglione,  aliquote   comunque
inferiori al 10 per cento e ad ogni aliquota precedente".