LEGGE 9 marzo 1989, n. 88

Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/05/2022)
Testo in vigore dal: 31-12-1991
aggiornamenti all'articolo
                               ART. 52 
                       (Prestazioni indebite). 
 
1. Le pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria  per
l'invalidita',  la  vecchiaia  ed   i   superstiti   dei   lavoratori
dipendenti, delle  gestioni  obbligatorie  sostitutive  o,  comunque,
integrative della medesima, della gestione speciale  minatori,  delle
gestioni speciali per i commercianti, gli  artigiani,  i  coltivatori
diretti, mezzadri e  coloni  nonche'  la  pensione  sociale,  di  cui
all'articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153 possono essere  in
ogni momento rettificate dagli enti o fondi  erogatori,  in  caso  di
errore  di  qualsiasi  natura  commesso  in  sede  di   attribuzione,
erogazione o riliquidazione della prestazione. 
2. Nel caso in cui,  in  conseguenza  del  provvedimento  modificato,
siano state riscosse rate di pensione risultanti non dovute,  non  si
fa luogo a recupero delle somme  corrisposte,  salvo  che  l'indebita
percezione sia dovuta a dolo dell'interessato.  Il  mancato  recupero
delle  somme  predette  puo'   essere   addebitato   al   funzionario
responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave. ((3)) 
    
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AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 30 dicembre 1991, n. 412 ha disposto (con l'art. 13, comma 1)
che " Le disposizioni di cui all'articolo 52, comma 2, della legge  9
marzo 1989, n. 88, si interpretano nel senso  che  la  sanatoria  ivi
prevista opera in relazione alle somme corrisposte in base a formale,
definitivo provvedimento del quale sia  data  espressa  comunicazione
all'interessato e che risulti viziato da errore di  qualsiasi  natura
imputabile all'ente erogatore, salvo che  l'indebita  percezione  sia
dovuta a dolo dell'interessato. L'omessa od  incompleta  segnalazione
da parte del pensionato di fatti incidenti sul diritto o sulla misura
della pensione  goduta,  che  non  siano  gia'  conosciuti  dall'ente
competente,  consente  la  ripetibilita'  delle  somme  indebitamente
percepite. " 
  Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 28 gennaio -7
febbraio 1993, n. 39 (in G.U. 1a s.s. 17/2/1993, n. 8) ha  dichiarato
l'illegittimita' costituzionale dell'art. 13, comma  1  della  L.  30
dicembre 1991, n. 412 (che ha modificato  il  comma  2  del  presente
articolo) "nella parte in cui e' applicabile anche ai rapporti  sorti
precedentemente alla data della sua  entrata  in  vigore  o  comunque
pendenti alla stessa data."