LEGGE 29 dicembre 1988, n. 544

Elevazione dei livelli dei trattamenti sociali e miglioramenti delle pensioni.

note: Entrata in vigore della legge: 31/12/1988
Testo in vigore dal: 31-12-1988
                               Art. 2.
                   (Aumento della pensione sociale)
 
  1.  Con  effetto  dal  1›  luglio  1988, la pensione sociale di cui
all'articolo 26 della legge 30 aprile  1969,  n.  153,  e  successive
modificazioni  ed integrazioni, e' aumentata secondo quanto stabilito
dai  commi  successivi  con  riferimento  ai  redditi  delle  persone
ultrasessantacinquenni in stato di bisogno.
  2.  La  misura  dell'aumento  e'  pari  a  lire 1.625.000 annue, da
ripartire in tredici mensilita' di lire 125.000 ciascuna.  La  misura
dell'aumento  stesso,  alle  condizioni  di  seguito stabilite, fermi
restando gli  altri  requisiti  previsti  per  la  concessione  della
pensione  sociale, spetta anche ai soggetti esclusi in relazione alle
condizioni di redditto di cui all'articolo 26 della legge  30  aprile
1969, n. 153, e successive modificazioni ed integrazioni.
  3.  L'aumento  e'  corrisposto,  su  domanda,  a  condizione che la
persona:
   a)  non  possieda  redditi  propri per un importo pari o superiore
all'ammontare annuo complessivo della pensione sociale e dell'aumento
di cui al presente articolo;
   b)  non possieda, se coniugata, redditi propri per un importo pari
o superiore a quello di cui alla lettera a) ne' redditi, cumulati con
quelli  del  coniuge,  per  un  importo  pari  o  superiore al limite
costituito dalla somma dell'ammontare annuo  della  pensione  sociale
comprensiva dell'aumento di cui al presente articolo e dell'ammontare
annuo del trattamento  minimo  delle  pensioni  a  carico  del  Fondo
pensioni  lavoratori dipendenti. Non si procede al cumulo dei redditi
con quelli del coniuge legalmente ed effettivamente separato.
  4. Qualora i redditi posseduti risultino inferiori ai limiti di cui
alle lettere a) e b) del comma 3, l'aumento e' corrisposto in  misura
tale da non comportare il superamento dei limiti stessi.
  5.  Agli effetti dell'aumento di cui al presente articolo, si tiene
conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi  esenti  da
imposta  e  quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta
sostitutiva, eccetto quelli  derivanti  dall'assegno  per  il  nucleo
familiare ovvero dagli assegni familiari.
  6. L'aumento e' posto a carico del Fondo sociale ed e' corrisposto,
con le stesse modalita' previste  per  l'erogazione  delle  pensioni,
dall'INPS,  al  quale  compete l'accertamento delle condizioni per la
concessione.
  7.  La domanda per ottenere l'aumento, corredata dal certificato di
stato di famiglia, nonche' da una dichiarazione resa dal  richiedente
su  apposito modulo, attestante l'esistenza dei prescritti requisiti,
e' presentata alla sede dell'INPS territorialmente  competente.  Alla
dichiarazione  si  applicano  le  disposizioni di cui all'articolo 26
della legge 4 gennaio 1968, n. 15, ed il dichiarante e' tenuto, oltre
alla restituzione di quanto percepito, anche al pagamento di una pena
pecuniaria pari a cinque volte l'importo  delle  somme  indebitamente
percepite,  a  favore  del  Fondo sociale. Tale sanzione e' comminata
dall'INPS attraverso le proprie sedi territorialmente competenti.
  8.   In   sede   di   prima   applicazione  l'INPS  e'  legittimato
all'erogazione  di  un  acconto  dell'aumento  di  cui  al   presente
articolo,  sulla  base  di  dichiarazione  relativa all'esistenza dei
requisiti prescritti, sottoscritta  dagli  interessati,  in  sede  di
riscossione, su apposito modulo predisposto dall'Istituto medesimo.
  9.  L'aumento decorre dal primo giorno del mese successivo a quello
di presentazione della domanda e non e' cedibile, ne'  sequestrabile,
ne'  pignorabile.  Per  coloro che, potendo far valere i requisiti di
cui ai commi precedenti, presentino la domanda entro il primo anno di
applicazione  della  presente  legge, l'aumento decorre dal 1› luglio
1988, ovvero dal primo giorno del mese successivo a quello in cui  si
sono verificati i requisiti stessi.
  10.  Il  presente  articolo sostituisce l'articolo 2 della legge 15
aprile 1985, n. 140.
          Nota all'art. 2, comma 1:
             La   legge  n.  153/1969  concerne  la  revisione  degli
          ordinamenti pensionistici e norme in materia  di  sicurezza
          sociale. Il testo dell'art. 26 e' il seguente:
             "Art.   26.  -  Ai  cittadini  italiani,  residenti  nel
          territorio nazionale, che abbiano  compiuto  l'eta'  di  65
          anni,   che   posseggano   redditi   propri  assoggettabili
          all'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche  per  un
          ammontare non superiore a L. 336.050 annue e, se coniugati,
          un reddito, cumulato con quello del coniuge, non  superiore
          a  L.  1.320.000  annue  e'  corrisposta,  a  domanda,  una
          pensione sociale non riversibile di  L.  336.050  annue  da
          ripartirsi  in 13 rate mensili di L. 25.850 annue ciascuna.
          La tredicesima rata e' corrisposta con quella  di  dicembre
          ed  e'  frazionabile.  Non si procede al cumulo del reddito
          con quello del coniuge nel caso di separazione legale.
             Dal  computo  del  reddito  suindicato  sono esclusi gli
          assegni familiari ed il reddito della casa di abitazione.
             Non hanno diritto alla pensione sociale:
              1)  coloro  che  hanno  titolo  a rendite o prestazioni
          economiche previdenziali ed assistenziali, fatta  eccezione
          per   gli  assegni  familiari,  erogate  con  carattere  di
          continuita' dallo Stato o da altri enti pubblici o da Stati
          esteri;
              2)  coloro  che  percepiscono pensioni di guerra, fatta
          eccezione dell'assegno vitalizio annuo agli ex  combattenti
          della guerra 1915-18 e precedenti.
             La  esclusione  di  cui  al  precedente  comma non opera
          qualora l'importo dei redditi ivi considerati non superi L.
          336.050 annue.
             Coloro  che percepiscono le rendite o le prestazioni o i
          redditi  previsti  nei  precedenti  commi,  ma  di  importo
          inferiore  a  L. 336.050 annue, hanno diritto alla pensione
          sociale ridotta in misura corrispondente all'importo  delle
          rendite, prestazioni e redditi percepiti.
             L'importo  della  pensione sociale di cui al primo comma
          e' comprensivo, per il 1974, degli aumenti derivanti  dalla
          perequazione automatica della pensione di cui al precedente
          articolo 19 (27/a).
             I  limiti  di  L.  336.050  previsti nel primo, quarto e
          quinto comma  del  presente  articolo  sono  elevati  dalla
          perequazione automatica di cui al precedente art. 19.
             Qualora,  a  seguito  della riduzione prevista dal comma
          precedente,  la  pensione  sociale   risulti   di   importo
          inferiore  a  L.  3.500 mensili, l'Istituto nazionale della
          previdenza sociale ha facolta' di  porla  in  pagamento  in
          rate semestrali anticipate.
             La pensione e' posta a carico del Fondo sociale, nel cui
          seno  e'  costituita  apposita  gestione  autonoma,  ed  e'
          corrisposta,   con   le   stesse   modalita'  previste  per
          l'erogazione delle pensioni, dall'Istituto nazionale  della
          previdenza  sociale,  al quale compete l'accertamento delle
          condizioni   per   la   concessione   sulla   base    della
          documentazione indicata nel comma successivo.
             La  domanda  per ottenere la pensione e' presentata alla
          sede dell'I.N.P.S. nella cui circoscrizione territoriale e'
          compreso il comune di residenza dell'interessato.
             La  domanda stessa deve essere corredata dal certificato
          di nascita e dalla  certificazione  da  rilasciarsi,  senza
          spese,  dagli uffici finanziari sulla dichiarazine resa dal
          richiedente su  modulo  conforme  a  quello  approvato  con
          decreto  del  Ministero delle finanze, da emanarsi entro il
          mese di ottobre 1974, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale,
          da cui risulti l'esistenza dei prescritti requisiti.
             La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo
          a quello di presentazione della domanda e non e'  cedibile,
          ne' sequestrabile, ne' pignorabile. Per coloro che, potendo
          far valere i requisiti di cui al primo comma, presentino la
          domanda  entro il primo anno di applicazione della presente
          legge, la pensione decorre dal 1› maggio 1969  o  dal  mese
          successivo   a  quello  di  compimento  dell'eta',  qualora
          quest'ultima ipotesi si  verifichi  in  data  successiva  a
          quella di entrata in vigore della legge.
             Chiunque  compia  dolosamente atti diretti a procurare a
          se' o ad altri la liquidazione della pensione non spettante
          e'  tenuto  a  versare  una  somma pari al doppio di quella
          indebitamente percepita, il cui  provento  e'  devoluto  al
          Fondo   sociale.   La   suddetta   sanzione   e'  comminata
          dall'Istituto nazionale della previdenza sociale attraverso
          le proprie sedi provinciali.
             Per  i  ricorsi  amministrativi  contro  i provvedimenti
          dell'I.N.P.S.  concernenti la concessione  della  pensione,
          nonche'  per  la  comminazione delle sanzioni pecuniarie di
          cui al comma precedente e per le  conseguenti  controversie
          in   sede   giurisdizionale,  si  applicano  le  norme  che
          disciplinano il contenzioso in materia di pensioni a carico
          dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
          la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori  dipendenti  di
          cui  al  regio  decreto-legge  4  ottobre  1935,  n. 1827 e
          successive modificazioni e integrazioni".
          Nota all'art. 2, comma 7:
             Per  il  testo  dell'art.  26 della legge n. 15/1968 (v.
          nota all'art.  1, comma 8).
           Nota all'art. 2, comma 10:
             La  legge  n. 140/1985 reca miglioramento e perequazione
          di  trattamenti  pensionistici  e  aumento  della  pensione
          sociale.  Il  relativo  art.  2  concerneva l'aumento della
          pensione sociale.