LEGGE 26 luglio 1975, n. 354

Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta'.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/8/1975. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2020)
Testo in vigore dal: 14-11-2019
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                           Art. 58-quater 
                (Divieto di concessione di benefici). 
 
  1.  L'assegnazione  al  lavoro  all'esterno,  i  permessi   premio,
l'affidamento  in  prova  al  servizio  sociale,  nei  casi  previsti
dall'articolo 47, la detenzione domiciliare  e  la  semiliberta'  non
possono essere concessi al  condannato  che  sia  stato  riconosciuto
colpevole di una condotta punibile  a  norma  dell'articolo  385  del
codice penale. (62)(97) 
  2. La disposizione del comma 1 si applica anche al  condannato  nei
cui confronti e' stata disposta la revoca di una  misura  alternativa
ai sensi dell'articolo 47, comma 11, dell'articolo 47- ter, comma  6,
o dell'articolo 51, primo comma. (39 A) (97) 
  3. Il divieto di concessione dei benefici opera per un  periodo  di
tre anni dal momento in cui e' ripresa l'esecuzione della custodia  o
della pena o e' stato emesso il provvedimento di revoca indicato  nel
comma 2. (97) 
  4. I condannati per i delitti di cui agli articoli 289- bis  e  630
del codice penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato  non
sono  ammessi  ad  alcuno  dei  benefici   indicati   nel   comma   1
dell'articolo 4- bis se non abbiano effettivamente espiato  almeno  i
due terzi della pena irrogata  o,  nel  caso  dell'ergastolo,  almeno
ventisei anni. (88) ((99)) 
  5. Oltre a quanto previsto dai  commi  1  e  3,  l'assegnazione  al
lavoro all'esterno, i permessi premio e le  misure  alternative  alla
detenzione previste dal capo VI non possono  essere  concessi,  o  se
gia' concessi sono revocati, ai condannati  per  taluni  dei  delitti
indicati nei commi 1, 1-ter e 1quater dell'articolo  4-bis,  nei  cui
confronti si pro- cede o  e'  pronunciata  condanna  per  un  delitto
doloso punito con la pena della reclusione non inferiore nel  massimo
a tre anni, commesso da chi ha posto in essere una condotta  punibile
a norma dell'articolo 385 del codice penale ovvero durante il  lavoro
all'esterno o la fruizione di un permesso  premio  o  di  una  misura
alternativa alla detenzione. 
  6. Ai fini dell'applicazione della disposizione di cui al comma  5,
l'autorita' che procede per il nuovo delitto ne da' comunicazione  al
magistrato  di  sorveglianza   del   luogo   di   ultima   detenzione
dell'imputato. 
  7. Il divieto di concessione dei benefici di cui al comma  5  opera
per un  periodo  di  cinque  anni  dal  momento  in  cui  e'  ripresa
l'esecuzione della custodia  o  della  pena  o  e'  stato  emesso  il
provvedimento di revoca della misura. 
  7-bis. L'affidamento in prova al servizio sociale nei casi previsti
dall'articolo 47, la detenzione domiciliare  e  la  semiliberta'  non
possono essere concessi piu' di una volta al condannato al quale  sia
stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto  comma,
del codice penale. (62) 
 
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AGGIORNAMENTO (39 A) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 22 novembre-1  dicembre  1999,
n.  436  (in  G.U.  1a   s.s.09/12/1999,   n.   49)   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale dell'art. dell'art. 58-quater,  comma
2, della  legge  26  luglio  1975,  n.  354  (Norme  sull'ordinamento
penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative  e  limitative
della liberta'), nella parte in cui si riferisce ai minorenni. 
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AGGIORNAMENTO (62) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 5-16  marzo  2007,  n.79  (in
G.U. 1a s.s. 21/03/2007, n. 12) come modificata dal  Comunicato  5-16
marzo 2007, n. 79 (in G.U. 1a s.s. 28/03/2007, n. 13)  ha  dichiarato
l'illegittimita'  costituzionale  dei  commi  1  e  7-bis   dell'art.
58-quater della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme  sull'ordinamento
penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative  e  limitative
della liberta), introdotti dall'art. 7, commi 6 e 7,  della  legge  5
dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale  e  alla  legge  26
luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva,
di  giudizio  di  comparazione  delle  circostanze  di  reato  per  i
recidivi, di usura  e  di  prescrizione),  nella  parte  in  cui  non
prevedono che i benefici in essi indicati  possano  essere  concessi,
sulla base della normativa previgente, nei confronti  dei  condannati
che, prima della entrata in vigore della  citata  legge  n.  251  del
2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato ai benefici
richiesti. 
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AGGIORNAMENTO (88) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 21 giugno - 11 luglio 2018  n.
149  (in   G.U.   1ª   s.s.   18/07/2018   n.   29)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 58-quater, comma 4,  della
legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario  e
sull'esecuzione delle misure privative e limitative della  liberta'),
nella parte in cui si applica  ai  condannati  all'ergastolo  per  il
delitto di cui all'art. 630 del codice penale che  abbiano  cagionato
la  morte  del  sequestrato"  e  "in  via  consequenziale,  ai  sensi
dell'art.  27  della  legge  11  marzo  1953,  n.  87  (Norme   sulla
costituzione  e  sul  funzionamento  della   Corte   costituzionale),
l'illegittimita' costituzionale dell'art. 58-quater, comma  4,  della
legge n. 354 del 1975, nella parte in cui si  applica  ai  condannati
all'ergastolo per il delitto  di  cui  all'art.  289-bis  del  codice
penale che abbiano cagionato la morte del sequestrato". 
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AGGIORNAMENTO (97) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 22 maggio - 18  luglio  2019,
n.  187  (in  G.U.  1ª  s.s.  24/07/2019,  n.   30)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 58-quater, commi 1, 2 e 3,
della  legge  26  luglio  1975,  n.   354   (Norme   sull'ordinamento
penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e  limitative
della liberta'), nella parte in cui detti commi, nel  loro  combinato
disposto, prevedono che non possa essere concessa, per la  durata  di
tre anni, la  detenzione  domiciliare  speciale,  prevista  dall'art.
47-quinquies della stessa legge n. 354 del 1975,  al  condannato  nei
cui confronti e'  stata  disposta  la  revoca  di  una  delle  misure
indicate nel comma 2 dello stesso art. 58-quater; 
  [...] dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27  della
legge  11  marzo  1953,  n.  87  (Norme  sulla  costituzione  e   sul
funzionamento   della   Corte    costituzionale),    l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 58-quater, commi 1, 2 e 3,  della  legge  n.
354 del 1975, nella parte in cui  detti  commi,  nel  loro  combinato
disposto, prevedono che non possa essere concessa, per la  durata  di
tre anni, la detenzione domiciliare, prevista dall'art. 47-ter, comma
1, lettere a) e b), della stessa legge n. 354 del 1975, al condannato
nei cui confronti e' stata disposta la revoca  di  una  delle  misure
indicate al comma 2 dello  stesso  art.  58-quater,  sempre  che  non
sussista un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti". 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9 ottobre - 8 novembre  2019,
n.  229  (in  G.U.  1ª  s.s.  13/11/2019,  n.   46)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 58-quater, comma 4,  della
legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario  e
sull'esecuzione delle misure privative e limitative della  liberta'),
nella parte  in  cui  si  applica  ai  condannati  a  pena  detentiva
temporanea per il delitto di cui all'art. 630 del codice  penale  che
abbiano cagionato la morte del sequestrato" e "in via consequenziale,
ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87  (Norme  sulla
costituzione  e  sul  funzionamento  della   Corte   costituzionale),
l'illegittimita' costituzionale dell'art. 58-quater, comma 4,  ordin.
penit., nella parte in cui si applica ai condannati a pena  detentiva
temporanea per il delitto di  cui  all'art.  289-bis  cod.  pen.  che
abbiano cagionato la morte del sequestrato".