LEGGE 27 maggio 1929, n. 847

Disposizioni per l'applicazione del Concordato dell'1l febbraio 1929 tra la Santa Sede e l'Italia, nella parte relativa al matrimonio. (029U0847)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/08/1929 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 10/02/1982)
Testo in vigore dal: 11-2-1982
aggiornamenti all'articolo
 
                              Art. 17. 
 
  La sentenza del tribunale ecclesiastico, che pronuncia la  nullita'
del matrimonio,  o  il  provvedimento,  col  quale  e'  accordata  la
dispensa  dal  matrimonio  rato  e  non  consumato,  dopo   che   sia
intervenuto  il  decreto  del  Supremo  Tribunale  della   Segnatura,
preveduto dall'art. 34 del  Concordato  dell'11  febbraio  1929,  fra
l'Italia e la Santa Sede, sono presentati  in  forma  autentica  alla
Corte di appello della circoscrizione a  cui  appartiene  il  Comune,
presso il quale fu trascritto l'atto di celebrazione del matrimonio. 
 
  La Corte  di  appello,  con  ordinanza  pronunciata  in  camera  di
consiglio, rende esecutiva la sentenza o il provvedimento di dispensa
dal matrimonio celebrato davanti un ministro del  culto  cattolico  e
trascritto nel registro dello stato civile e ne ordina  l'annotazione
a margine dell'atto di matrimonio. ((5)) 
                                                                ((5)) 
 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 22 gennaio - 2 febbraio  1982,
n.  18  (in  G.U.  1ª  s.s.  10/2/1982,  n.  40)  ha  dichiarato  "la
illegittimita' costituzionale  [...]  dell'art.  17,  comma  secondo,
della legge 27 maggio 1929, n. 847 [...] ,  nella  parte  in  cui  le
norme suddette non prevedono che alla Corte  d'appello,  all'atto  di
rendere  esecutiva  la  sentenza  del  tribunale  ecclesiastico,  che
pronuncia la  nullita'  del  matrimonio,  spetta  accertare  che  nel
procedimento innanzi ai tribunali ecclesiastici sia stato  assicurato
alle parti il diritto di agire e resistere in giudizio a  difesa  dei
propri diritti, e che la sentenza medesima non contenga  disposizioni
contrarie all'ordine pubblico italiano [...]  e  dell'art.  17  della
legge 27 maggio 1929, n. 847 [...], nella parte in  cui  le  suddette
norme prevedono che la Corte d'appello possa rendere  esecutivo  agli
effetti civili il provvedimento ecclesiastico, col quale e' accordata
la  dispensa  dal  matrimonio  rato  e  non  consumato,  e   ordinare
l'annotazione nei registri dello stato civile a margine dell'atto  di
matrimonio".