DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2003, n. 66

Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro.

note: Entrata in vigore del decreto: 29-4-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2018)
Testo in vigore dal: 22-8-2008
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                               Art. 9
                         Riposi settimanali

  1.  Il  lavoratore  ha  diritto  ogni  sette giorni a un periodo di
riposo   di   almeno  ventiquattro  ore  consecutive,  di  regola  in
coincidenza  con  la  domenica,  da  cumulare  con  le  ore di riposo
giornaliero  di  cui  all'articolo 7. ((Il suddetto periodo di riposo
consecutivo  e'  calcolato  come  media in un periodo non superiore a
quattordici giorni)).
  2. Fanno eccezione alla disposizione di cui al comma 1:
    ((a)  attivita'  di  lavoro  a turni ogni volta che il lavoratore
cambi turno o squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio
di un turno o di una squadra e l'inizio del successivo, di periodi di
riposo giornaliero o settimanale));
    b)  le  attivita'  caratterizzate da periodi di lavoro frazionati
durante la giornata;
    c)  per  il  personale  che  lavora  nel  settore  dei  trasporti
ferroviari:  le  attivita'  discontinue; il servizio prestato a bordo
dei  treni;  le  attivita'  connesse  con  gli  orari  del  trasporto
ferroviario  che  assicurano  la  continuita'  e  la  regolarita' del
traffico ferroviario;
    d)  i  contratti collettivi possono stabilire previsioni diverse,
nel rispetto delle condizioni previste dall'articolo 17, comma 4.
  3. Il riposo di ventiquattro ore consecutive puo' essere fissato in
un giorno diverso dalla domenica e puo' essere attuato mediante turni
per  il  personale  interessato  a  modelli  tecnico-organizzativi di
turnazione  particolare  ovvero  addetto  alle  attivita'  aventi  le
seguenti caratteristiche:
    a)  operazioni industriali per le quali si abbia l'uso di forni a
combustione  o  a  energia  elettrica  per  l'esercizio  di  processi
caratterizzati  dalla  continuita'  della  combustione  ed operazioni
collegate,  nonche'  attivita'  industriali  ad  alto assorbimento di
energia elettrica ed operazioni collegate;
    b)  attivita' industriali il cui processo richieda, in tutto o in
parte, lo svolgimento continuativo per ragioni tecniche;
    c)  industrie  stagionali  per  le  quali  si  abbiano ragioni di
urgenza  riguardo alla materia prima o al prodotto dal punto di vista
del  loro  deterioramento  e  della  loro  utilizzazione, comprese le
industrie  che trattano materie prime di facile deperimento ed il cui
periodo  di  lavorazione  si  svolge  in non piu' di 3 mesi all'anno,
ovvero  quando  nella  stessa  azienda  e  con lo stesso personale si
compiano  alcune  delle suddette attivita' con un decorso complessivo
di lavorazione superiore a 3 mesi;
    d)  i  servizi  ed  attivita'  il  cui  funzionamento  domenicale
corrisponda  ed esigenze tecniche ovvero soddisfi interessi rilevanti
della collettivita' ovvero sia di pubblica utilita';
    e) attivita' che richiedano l'impiego di impianti e macchinari ad
alta intensita' di capitali o ad alta tecnologia;
    f)  attivita' di cui all'articolo 7 della legge 22 febbraio 1934,
n. 370;
    g)  attivita'  indicate  agli  articoli  11,  12 e 13 del decreto
legislativo  31  marzo  1998,  n.  114, e di cui all'articolo 3 della
legge 24 ottobre 2000, n. 323.
  4.  Sono  fatte  salve  le  disposizioni speciali che consentono la
fruizione  del  riposo  settimanale in giorno diverso dalla domenica,
nonche' le deroghe previste dalla legge 22 febbraio 1934, n. 370.
  5.  Con  decreto  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
ovvero,  per  i  pubblici dipendenti, con decreto del Ministro per la
funzione  pubblica,  di  concerto  con il Ministro del lavoro e delle
politiche  sociali,  adottato  sentite  le  organizzazioni  sindacali
nazionali di categoria comparativamente piu' rappresentative, nonche'
le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro, saranno individuate
le  attivita'  aventi  le  caratteristiche di cui al comma 3, che non
siano  gia'  ricomprese  nel  decreto  ministeriale 22 giugno 1935, e
successive   modifiche  e  integrazioni,  pubblicato  nella  Gazzetta
ufficiale  n.  161 del 12 luglio 1935, nonche' quelle di cui al comma
2,  lettera  d),  salve le eccezioni di cui alle lettere a), b) e c).
Con  le  stesse  modalita'  il  Ministro del lavoro e delle politiche
sociali  ovvero per i pubblici dipendenti il Ministro per la funzione
pubblica,  di  concerto  con il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali,   provvede   all'aggiornamento  e  alla  integrazione  delle
predette  attivita'. Nel caso di cui al comma 2, lett. d), e salve le
eccezioni  di  cui  alle  lettere  a),  b), e c) l'integrazione avra'
senz'altro  luogo  decorsi  trenta  giorni  dal deposito dell'accordo
presso il Ministero stesso.