DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267

Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

note: Entrata in vigore del decreto: 13-10-2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 07/05/2021)
Testo in vigore dal: 18-3-2021
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                            Art. 243-bis. 
         (Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale) 
 
  1. I comuni e le province per  i  quali,  anche  in  considerazione
delle pronunce delle competenti sezioni  regionali  della  Corte  dei
conti sui bilanci degli enti, sussistano  squilibri  strutturali  del
bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel  caso  in
cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti  a
superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con
deliberazione consiliare alla procedura di  riequilibrio  finanziario
pluriennale prevista dal presente articolo. La predetta procedura non
puo' essere iniziata qualora sia decorso  il  termine  assegnato  dal
prefetto, con lettera  notificata  ai  singoli  consiglieri,  per  la
deliberazione del dissesto, di  cui  all'articolo  6,  comma  2,  del
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. 
  2. La deliberazione  di  ricorso  alla  procedura  di  riequilibrio
finanziario pluriennale e' trasmessa, entro 5 giorni  dalla  data  di
esecutivita', alla competente sezione regionale della Corte dei conti
e al Ministero dell'interno. 
  3. Il ricorso alla procedura di cui al presente  articolo  sospende
temporaneamente la possibilita' per la Corte dei Conti di  assegnare,
ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  2,  del  decreto  legislativo  6
settembre 2011, n.  149,  il  termine  per  l'adozione  delle  misure
correttive di cui al comma 6, lettera a), del presente articolo. 
  4. Le procedure esecutive intraprese nei confronti  dell'ente  sono
sospese dalla data di deliberazione  di  ricorso  alla  procedura  di
riequilibrio finanziario pluriennale fino alla data di approvazione o
di diniego di approvazione del piano di riequilibrio  pluriennale  di
cui all'articolo 243-quater, commi 1 e 3. 
  5. Il consiglio dell'ente locale, entro il  termine  perentorio  di
novanta giorni dalla data di esecutivita' della delibera  di  cui  al
comma 1, delibera un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di
durata compresa tra quattro e venti anni, compreso quello  in  corso,
corredato del parere dell'organo di revisione  economico-finanziario.
Qualora, in caso di inizio mandato, la delibera di  cui  al  presente
comma  risulti  gia'  presentata  dalla  precedente  amministrazione,
ordinaria o  commissariale,  e  non  risulti  ancora  intervenuta  la
delibera della Corte dei conti di approvazione o di  diniego  di  cui
all'articolo 243-quater, comma  3,  l'amministrazione  in  carica  ha
facolta' di rimodulare  il  piano  di  riequilibrio,  presentando  la
relativa delibera nei sessanta giorni successivi alla  sottoscrizione
della relazione di cui  all'articolo  4-bis,  comma  2,  del  decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 149. (112) ((119)) 
  5-bis. La durata massima  del  piano  di  riequilibrio  finanziario
pluriennale, di cui al primo periodo  del  comma  5,  e'  determinata
sulla base del rapporto tra le passivita' da ripianare nel medesimo e
l'ammontare degli  impegni  di  cui  al  titolo  I  della  spesa  del
rendiconto dell'anno precedente a quello di deliberazione del ricorso
alla procedura di riequilibrio o  dell'ultimo  rendiconto  approvato,
secondo la seguente tabella: 
    

  |===============================|===============================|
  |   Rapporto passivita'/impegni |    Durata massima del piano   |
  |      di cui al titolo I       |  di riequilibrio finanziario  |
  |                               |          pluriennale          |
  |===============================|===============================|
  | Fino al 20 per cento          |             4 anni            |
  |-------------------------------|-------------------------------|
  | Superiore al 20 per cento     |            10 anni            |
  | e fino al 60 per cento        |                               |
  |-------------------------------|-------------------------------|
  | Superiore al 60 per cento     |            15 anni            |
  | e fino al 100 per cento per i |                               |
  | comuni fino a 60.000 abitanti |                               |
  |-------------------------------|-------------------------------|
  | Oltre il 60 per cento per i   |            20 anni            |
  | comuni con popolazione        |                               |
  | superiore a 60.000 abitanti   |                               |
  | e oltre il 100 per cento per  |                               |
  | tutti gli altri comuni        |                               |
  |===============================|===============================|
    
  6. Il piano di riequilibrio  finanziario  pluriennale  deve  tenere
conto di tutte le misure  necessarie  a  superare  le  condizioni  di
squilibrio rilevate e deve, comunque, contenere: 
    a) le eventuali misure correttive adottate  dall'ente  locale  in
considerazione  dei  comportamenti  difformi  dalla   sana   gestione
finanziaria e del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto
di stabilita' interno accertati dalla  competente  sezione  regionale
della Corte dei conti; 
    b) la puntuale ricognizione, con  relativa  quantificazione,  dei
fattori  di  squilibrio   rilevati,   dell'eventuale   disavanzo   di
amministrazione risultante  dall'ultimo  rendiconto  approvato  e  di
eventuali debiti fuori bilancio; 
    c) l'individuazione, con relative  quantificazione  e  previsione
dell'anno di effettivo realizzo, di tutte le  misure  necessarie  per
ripristinare l'equilibrio strutturale del bilancio,  per  l'integrale
ripiano  del  disavanzo  di  amministrazione  accertato  e   per   il
finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo  massimo  di
dieci anni, a partire da quello in corso alla  data  di  accettazione
del piano; 
    d)  l'indicazione,  per  ciascuno  degli  anni   del   piano   di
riequilibrio,  della  percentuale  di  ripiano   del   disavanzo   di
amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere
nei bilanci annuali e pluriennali per  il  finanziamento  dei  debiti
fuori bilancio. 
  7. Ai fini della predisposizione del piano,  l'ente  e'  tenuto  ad
effettuare  una  ricognizione  di  tutti  i  debiti  fuori   bilancio
riconoscibili ai sensi dell'articolo 194. Per  il  finanziamento  dei
debiti fuori bilancio l'ente puo' provvedere anche mediante un  piano
di rateizzazione, della durata massima pari agli anni  del  piano  di
riequilibrio, compreso quello in corso, convenuto con i creditori. 
  7-bis. Al fine di pianificare la rateizzazione dei pagamenti di cui
al comma 7, l'ente  locale  interessato  puo'  richiedere  all'agente
della riscossione una dilazione dei carichi  affidati  dalle  agenzie
fiscali  e  relativi  alle  annualita'  ricomprese   nel   piano   di
riequilibrio pluriennale dell'ente. Le  rateizzazioni  possono  avere
una durata temporale massima di  dieci  anni  con  pagamenti  rateali
mensili. Alle rateizzazioni concesse si applica la disciplina di  cui
all'articolo  19,  commi  1-quater,  3  e  3-bis,  del  decreto   del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  602.  Sono  dovuti
gli interessi di dilazione di cui all'articolo 21 del citato  decreto
del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973. 
  7-ter. Le disposizioni  del  comma  7-bis  si  applicano  anche  ai
carichi  affidati  dagli  enti  gestori  di  forme  di  previdenza  e
assistenza obbligatoria. 
  7-quater. Le modalita' di applicazione delle disposizioni dei commi
7-bis e 7-ter sono definite con decreto del Ministero dell'economia e
delle finanze, di concerto  con  il  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, da adottare entro  trenta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente disposizione. 
  7-quinquies.  L'ente  locale  e'  tenuto  a   rilasciare   apposita
delegazione di pagamento ai sensi dell'articolo  206  quale  garanzia
del pagamento delle rate relative ai carichi delle agenzie fiscali  e
degli enti gestori di forme di previdenza e  assistenza  obbligatoria
di cui ai commi 7-bis e 7-ter. 
  8. Al  fine  di  assicurare  il  prefissato  graduale  riequilibrio
finanziario, per tutto il periodo di durata del piano, l'ente: 
    a) puo' deliberare le aliquote o tariffe dei tributi locali nella
misura massima consentita, anche in deroga ad  eventuali  limitazioni
disposte dalla legislazione vigente; 
    b) e' soggetto ai controlli centrali in materia di  copertura  di
costo di alcuni servizi, di cui all'articolo  243,  comma  2,  ed  e'
tenuto ad assicurare  la  copertura  dei  costi  della  gestione  dei
servizi a domanda individuale prevista dalla lettera a) del  medesimo
articolo 243, comma 2; 
    c) e'  tenuto  ad  assicurare,  con  i  proventi  della  relativa
tariffa, la copertura integrale dei costi della gestione del servizio
di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto; 
    d) e' soggetto al controllo sulle  dotazioni  organiche  e  sulle
assunzioni di personale previsto dall'articolo 243, comma 1; 
    e) e' tenuto ad effettuare una revisione straordinaria di tutti i
residui attivi  e  passivi  conservati  in  bilancio,  stralciando  i
residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilita' da  inserire  nel
conto del patrimonio fino al compimento dei termini di  prescrizione,
nonche' una sistematica attivita'  di  accertamento  delle  posizioni
debitorie aperte con il sistema  creditizio  e  dei  procedimenti  di
realizzazione delle  opere  pubbliche  ad  esse  sottostanti  ed  una
verifica della consistenza ed integrale ripristino  dei  fondi  delle
entrate con vincolo di destinazione; 
    f) e' tenuto ad effettuare una rigorosa revisione della spesa con
indicazione di precisi obiettivi di riduzione della  stessa,  nonche'
una verifica e relativa valutazione dei  costi  di  tutti  i  servizi
erogati dall'ente e della situazione di tutti gli organismi  e  delle
societa' partecipati e dei relativi costi e oneri comunque  a  carico
del bilancio dell'ente; 
    g) puo' procedere all'assunzione di mutui  per  la  copertura  di
debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in  deroga  ai
limiti di cui all'articolo 204, comma 1, previsti dalla  legislazione
vigente, nonche' accedere al Fondo di  rotazione  per  assicurare  la
stabilita' finanziaria degli enti locali di cui all'articolo 243-ter,
a condizione che si sia  avvalso  della  facolta'  di  deliberare  le
aliquote o tariffe nella misura massima prevista  dalla  lettera  a),
che  abbia  previsto  l'impegno  ad  alienare  i  beni   patrimoniali
disponibili non indispensabili per i fini istituzionali  dell'ente  e
che abbia provveduto alla rideterminazione della  dotazione  organica
ai sensi dell'articolo 259, comma 6, fermo restando che la stessa non
puo'  essere  variata  in  aumento  per  la  durata  del   piano   di
riequilibrio. 
  9. In caso di accesso al Fondo di  rotazione  di  cui  all'articolo
243-ter,  l'Ente  deve  adottare  entro  il  termine   dell'esercizio
finanziario le seguenti misure di riequilibrio della  parte  corrente
del bilancio: 
    a) a decorrere dall'esercizio finanziario  successivo,  riduzione
delle spese di personale, da  realizzare  in  particolare  attraverso
l'eliminazione dai fondi  per  il  finanziamento  della  retribuzione
accessoria del personale dirigente e di quello  del  comparto,  delle
risorse di cui agli  articoli  15,  comma  5,  e  26,  comma  3,  dei
Contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro  del  1°   aprile   1999
(comparto) e del 23 dicembre  1999  (dirigenza),  per  la  quota  non
connessa all'effettivo incremento delle dotazioni organiche; 
    b) entro il termine di un quinquennio, riduzione  almeno  del  10
per cento delle spese per acquisti di beni e prestazioni  di  servizi
di  cui  al  macroaggregato  03  della  spesa  corrente,   finanziate
attraverso risorse proprie. Ai fini del computo della percentuale  di
riduzione, dalla  base  di  calcolo  sono  esclusi  gli  stanziamenti
destinati: 
    1)  alla  copertura  dei  costi  di  gestione  del  servizio   di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani; 
    2)  alla  copertura  dei  costi  di  gestione  del  servizio   di
acquedotto; 
    3) al servizio di trasporto pubblico locale; 
    4) al servizio di illuminazione pubblica; 
    5) al finanziamento  delle  spese  relative  all'accoglienza,  su
disposizione della competente autorita'  giudiziaria,  di  minori  in
strutture protette in regime di convitto e semiconvitto; 
    c) entro il termine di un quinquennio, riduzione  almeno  del  25
per cento delle spese per trasferimenti di cui al  macroaggregato  04
della spesa corrente, finanziate attraverso risorse proprie. Ai  fini
del computo della percentuale di riduzione,  dalla  base  di  calcolo
sono escluse le somme relative a  trasferimenti  destinati  ad  altri
livelli    istituzionali,    a    enti,    agenzie    o    fondazioni
lirico-sinfoniche; 
    c-bis) ferma restando l'obbligatorieta' delle riduzioni  indicate
nelle lettere b) e c), l'ente  locale  ha  facolta'  di  procedere  a
compensazioni, in valore assoluto e mantenendo la  piena  equivalenza
delle somme, tra importi di spesa corrente, ad eccezione della  spesa
per il personale e ferme restando le esclusioni di cui alle  medesime
lettere  b)  e  c)  del  presente  comma.  Tali  compensazioni   sono
puntualmente evidenziate nel piano di riequilibrio approvato; 
    d) blocco dell'indebitamento, fatto  salvo  quanto  previsto  dal
primo periodo del comma 8, lettera g), per i soli mutui connessi alla
copertura di debiti fuori bilancio pregressi. 
  9-bis. In deroga al comma 8, lettera g), e al comma 9, lettera  d),
del presente articolo e all'articolo  243-ter,  i  comuni  che  fanno
ricorso  alla  procedura  di  riequilibrio  finanziario   pluriennale
prevista dal presente  articolo  possono  contrarre  mutui,  oltre  i
limiti di cui al comma 1 dell'articolo 204, necessari alla  copertura
di spese  di  investimento  relative  a  progetti  e  interventi  che
garantiscano l'ottenimento di  risparmi  di  gestione  funzionali  al
raggiungimento degli obiettivi  fissati  nel  piano  di  riequilibrio
finanziario pluriennale, per un importo non superiore alle  quote  di
capitale dei mutui  e  dei  prestiti  obbligazionari  precedentemente
contratti ed emessi, rimborsate  nell'esercizio  precedente,  nonche'
alla  copertura,  anche  a  titolo  di  anticipazione,  di  spese  di
investimento  strettamente  funzionali  all'ordinato  svolgimento  di
progetti  e  interventi  finanziati   in   prevalenza   con   risorse
provenienti  dall'Unione  europea  o  da  amministrazioni   ed   enti
nazionali, pubblici o privati. 
                                                                 (92) 
 
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AGGIORNAMENTO (92) 
  Il D.L. 30 dicembre 2016,  n.  244,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 27 febbraio 2017, n. 19, ha disposto  (con  l'art.  5,  comm
11-septies) che "Per gli enti locali che, alla  data  di  entrata  in
vigore della legge di conversione del presente  decreto,  pur  avendo
avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale  di  cui
all'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, non abbiano rispettato  il  termine  di  cui  al
primo periodo del comma 5 del medesimo articolo 243-bis ovvero quello
di cui articolo 2, comma 5-bis, del decreto-legge 19 giugno 2015,  n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
non conseguendo l'accoglimento del piano secondo le modalita' di  cui
all'articolo 243-quater, comma 3, del citato decreto  legislativo  18
agosto 2000, n. 267, il termine per poter deliberare un  nuovo  piano
di riequilibrio finanziario pluriennale, secondo la procedura di  cui
all'articolo 243-bis del medesimo decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, e' prorogato al 30  aprile  2017.  Non  si  applica  l'ultimo
periodo  del  medesimo  articolo  243-bis,  comma  1,   del   decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267". 
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AGGIORNAMENTO (112) 
  Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18, ha disposto (con l'art, 107, comma 7)
che "I termini di cui agli articoli 246 comma 2,  251  comma  1,  259
comma 1, 261 comma 4, 264 comma 1, 243-bis comma 5, 243-quater  comma
1, 243-quater comma 2, 243-quater comma 5 del decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267 sono rinviati al 30 giugno 2020". 
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AGGIORNAMENTO (119) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 9 febbraio - 11  marzo  2021,
n.  34  (in  G.U.  1ª  s.s.  17/03/2021,  n.   11),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale  dell'art.  243-bis,  comma  5,  del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico  delle  leggi
sull'ordinamento degli enti locali), nella parte in cui  non  prevede
che, in caso di inizio mandato in pendenza del termine perentorio  di
cui all'art. 243-bis, comma  5,  primo  periodo,  ove  non  vi  abbia
provveduto la precedente  amministrazione,  quella  in  carica  possa
deliberare  il  piano  di   riequilibrio   finanziario   pluriennale,
presentando la relativa delibera nei sessanta giorni successivi  alla
sottoscrizione della relazione di cui all'art. 4-bis,  comma  2,  del
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 (Meccanismi sanzionatori
e premiali relativi a regioni,  province  e  comuni,  a  norma  degli
articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42)".