DECRETO LEGISLATIVO 17 agosto 1999, n. 368

((Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CEE)).

note: Entrata in vigore del decreto: 7-11-1999 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/05/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-3-2020
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 24 
 
  1. Il diploma di cui all'articolo 21 si consegue a  seguito  di  un
corso di formazione specifica in medicina generale  della  durata  di
tre anni ed  e'  riservato  ai  laureati  in  medicina  e  chirurgia,
abilitati all'esercizio professionale. I primi diplomi  rilasciati  a
seguito di una formazione della durata di tre  anni  sono  rilasciati
entro il 1° gennaio 2006. 
  2. Il corso di cui al comma 1, comporta un impegno dei partecipanti
a tempo pieno con obbligo della frequenza alle  attivita'  didattiche
teoriche e pratiche, da svolgersi sotto il controllo delle regioni  e
province autonome e degli enti competenti. Il corso si  conclude  con
il rilascio di un diploma di formazione in medicina generale da parte
delle  regioni  e  delle  province  autonome,  conforme  al   modello
predisposto con decreto del Ministro della salute. 
  2-bis. La durata del corso di cui al comma 1, puo'  essere  ridotta
per un periodo massimo di un anno e  comunque  pari  a  quello  della
formazione pratica di cui all'articolo  18,  se  tale  formazione  e'
impartita o in ambiente ospedaliero riconosciuto e  che  disponga  di
attrezzature e di servizi adeguati di medicina generale o nell'ambito
di uno studio di  medicina  generale  riconosciuto  o  in  un  centro
riconosciuto in cui i medici dispensano cure primarie. Le Universita'
notificano l'attivazione di tali periodi di formazione  al  Ministero
della salute e al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca. 
  2-ter. Per il primo corso di formazione della durata triennale,  il
cui avvio e' previsto entro il  31  dicembre  2003,  la  durata  puo'
essere ridotta per un periodo massimo  di  un  anno  riconducibile  a
periodi  di   tirocinio   teorico-pratico   precedenti   l'esame   di
abilitazione  che  rispettino  le  caratteristiche  e  le  condizioni
previste  al   comma   2-bis.   Il   rimanente   percorso   formativo
teorico-pratico e', per  questo  primo  corso,  quello  previsto  dal
presente decreto legislativo in attesa dei principi di riferimento di
cui all'articolo 25, comma 2. 
  3. La formazione a tempo  pieno,  implica  la  partecipazione  alla
totalita' delle attivita' mediche del servizio nel quale si  effettua
la formazione,  comprese  le  guardie,  in  modo  che  il  medico  in
formazione dedichi a tale formazione pratica e teorica tutta  la  sua
attivita' professionale per l'intera durata della  normale  settimana
lavorativa e per tutta la durata dell'anno. La  frequenza  del  corso
non comporta l'instaurazione di un rapporto di  dipendenza  o  lavoro
convenzionale ne' con il Servizio  sanitario  nazionale,  ne'  con  i
medici tutori. Le regioni e le province autonome possono  organizzare
corsi  a  tempo  parziale  purche'  siano  soddisfatte  le   seguenti
condizioni: 
   a) il livello  della  formazione  corrisponda  qualitativamente  a
quello della formazione a tempo pieno; 
   b) la durata  complessiva  della  formazione  non  sia  abbreviata
rispetto quella a tempo pieno; 
   c) l'orario settimanale della formazione non sia inferiore al  50%
dell'orario settimanale a tempo pieno; 
   d) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 30 APRILE 2019, N. 35; 
   e) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 30 APRILE 2019, N. 35. 
  4. Il medico iscritto ai corsi di cui al comma l, ove  sussista  un
rapporto di pubblico impiego, e' collocato,  compatibilmente  con  le
esigenze di servizio,  in  posizione  di  aspettativa  senza  assegni
secondo le disposizioni legislative contrattuali vigenti. Il  periodo
di aspettativa e' utile ai fini della progressione di carriera e  del
trattamento di quiescenza e di previdenza. 
  5.  Gli  impedimenti  temporanei  superiori  ai   quaranta   giorni
lavorativi consecutivi per servizio militare, gravidanza e  malattia,
sospendono il periodo di formazione, fermo restando che l'intera  sua
durata non e' ridotta a causa  delle  suddette  sospensioni.  Restano
ferme le disposizioni in materia di tutela della  gravidanza  di  cui
alla legge 30 dicembre 1971, n.  1204,  e  successive  modificazioni,
nonche' quelle sull'adempimento del servizio  militare  di  cui  alla
legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni. 
  6. Non determinano interruzione  della  formazione,  e  non  devono
essere recuperate, le assenze per motivi  personali,  preventivamente
autorizzate salvo causa di forza maggiore, che  non  superino  trenta
giorni complessivi nell'anno di formazione  e  non  pregiudichino  il
raggiungimento degli obiettivi formativi. In  tali  casi  non  vi  e'
sospensione della borsa di studio. 
                                                          (18) ((19)) 
 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 22-29 maggio 2002, n. 219 (in
G.U.  1a  s.s.  5/6/2002,  n.  22)  ha  dichiarato   l'illegittimita'
costituzionale del comma 1 del presente articolo "nella parte in  cui
esclude dall'accesso al corso di  formazione  specifica  in  medicina
generale i possessori di diploma di specializzazione di cui  all'art.
20 del presente decreto, o di dottorato di ricerca". 
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AGGIORNAMENTO (18) 
  L'ordinanza 25 gennaio 2020 (in G.U. 27/01/2020, n. 21) ha disposto
(con l'art. 1, comma 1) che "Ai fini di cui alla presente ordinanza e
per i conseguenti accresciuti compiti, il Ministero della  salute  e'
autorizzato, in deroga alle disposizioni di  cui  all'art.  7,  commi
5-bis e 6-bis, del decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165  e
all'art. 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30  luglio  2010,  n.  122,  e  successive
modifiche, a  conferire  incarichi  di  collaborazione  coordinata  e
continuativa, della durata massima di novanta giorni,  a  settantasei
medici, anche in deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto
1999,  n.  368,  e  successive   modifiche,   e   alle   disposizioni
dell'Accordo  collettivo  nazionale  23  marzo  2005   e   successive
modifiche, a quattro psicologi,  a  trenta  infermieri  e  a  quattro
mediatori culturali". 
  Ha inoltre disposto (con  l'art.  3,  comma  1)  che  "La  presente
ordinanza ha validita' di novanta  giorni,  a  decorrere  dalla  data
odierna". 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  L'ordinanza 21  febbraio  2020  (in  G.U.  26/02/2020,  n.  48)  ha
disposto (con l'art. 2, comma  1)  che  "Il  soggetto  attuatore  del
Ministero della salute e' autorizzato a prorogare  i  contratti  gia'
autorizzati  ai  sensi  dell'art.  1,  comma  2  dell'ordinanza   del
Ministero della salute del 25 gennaio 2020 ed a  conferire  ulteriori
incarichi di collaborazione coordinata e  continuativa,  a  personale
medico, nel numero massimo di settantasette unita', della durata  non
superiore al termine di vigenza dello stato  di  emegenza,  anche  in
deroga all'art. 24 del decreto legislativo 17 agosto  1999,  n.  368,
all'art. 7, commi 5-bis, 6 e 6-bis del decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165 e all'Accordo collettivo nazionale 23 marzo 2005".