DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34

Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. (19G00043)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/05/2019
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58 (in S.O. n. 26, relativo alla G.U. 29/06/2019, n. 151).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/10/2021)
Testo in vigore dal: 22-6-2021
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                               Art. 44 
 
Semplificazione ed efficientamento dei  processi  di  programmazione,
  vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal  Fondo  per
  lo sviluppo e la coesione 
 
  1. Al fine di migliorare il coordinamento unitario  e  la  qualita'
degli investimenti finanziati con le risorse nazionali destinate alle
politiche  di  coesione  dei  cicli  di   programmazione   2000/2006,
2007/2013 e 2014/2020, nonche' di accelerarne la spesa, per  ciascuna
Amministrazione centrale, Regione o Citta' metropolitana titolare  di
risorse a valere  sul  Fondo  per  lo  sviluppo  e  coesione  di  cui
all'articolo 4, del decreto legislativo 31 maggio  2011,  n.  88,  in
sostituzione della pluralita' degli attuali  documenti  programmatori
variamente denominati e tenendo conto degli interventi  ivi  inclusi,
l'Agenzia  per  la  coesione   territoriale   procede,   sentite   le
amministrazioni  interessate,  ad  una  riclassificazione   di   tali
strumenti  al  fine  di  sottoporre  all'approvazione  del  CIPE,  su
proposta del Ministro per il Sud e la  coesione  territoriale,  entro
quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un
unico Piano operativo  per  ogni  amministrazione  denominato  «Piano
sviluppo  e  coesione»,  con  modalita'  unitarie   di   gestione   e
monitoraggio. 
  2. Al fine di rafforzare il carattere unitario delle  politiche  di
coesione  e  della  relativa  programmazione  e  di  valorizzarne  la
simmetria  con  i  Programmi  Operativi  Europei,  ciascun  Piano  e'
articolato per aree tematiche, in analogia  agli  obiettivi  tematici
dell'Accordo di Partenariato,  con  conseguente  trasferimento  delle
funzioni attribuite ai rispettivi strumenti di governance,  istituiti
con  delibere  del  CIPE  o  comunque  previsti  dai   documenti   di
programmazione oggetto di riclassificazione, ad appositi Comitati  di
Sorveglianza, costituiti dalle  Amministrazioni  titolari  dei  Piani
operativi, ai quali partecipano rappresentanti del  Dipartimento  per
le politiche di coesione, dell'Agenzia per la coesione  territoriale,
del Dipartimento per  la  programmazione  e  il  coordinamento  della
politica economica  e  rappresentanti,  per  i  Piani  di  competenza
regionale, dei Ministeri competenti per area tematica, ovvero, per  i
Piani  di  competenza  ministeriale,  rappresentanti  delle  regioni,
nonche' del partenariato  economico  e  sociale,  relativamente  agli
ambiti  di  cui  alle  lettere  d)  ed  e)  del  comma  3.   Per   la
partecipazione ai Comitati di sorveglianza non sono dovuti gettoni di
presenza,  compensi,  rimborsi  spese  o  altri  emolumenti  comunque
denominati. 
  2-bis. I sistemi di gestione e controllo dei Piani  di  sviluppo  e
coesione di cui al comma 1, sono  improntati,  sulla  base  di  linee
guida definite dall'Agenzia per la coesione territoriale,  a  criteri
di proporzionalita' e semplificazione, fermi restando i controlli  di
regolarita' amministrativo contabile degli  atti  di  spesa  previsti
dalla legislazione vigente. 
  3. I Comitati di sorveglianza di cui al comma 2, ferme restando  le
competenze specifiche normativamente attribuite alle  amministrazioni
centrali, regionali e alle Agenzie nazionali: 
    a) approvano la metodologia e i criteri usati  per  la  selezione
delle operazioni; 
    b) approvano le relazioni di attuazione e finali; 
    c) esaminano eventuali proposte di modifiche al Piano  operativo,
ovvero  esprimono  il  parere  ai  fini  della  sottoposizione  delle
modifiche stesse al CIPE; 
    d) esaminano ogni aspetto che incida sui risultati,  comprese  le
verifiche sull'attuazione; 
    e) esaminano i risultati delle valutazioni. 
  4. I Comitati di sorveglianza dei programmi attuativi regionali FSC
2007-2013  gia'  istituiti  integrano  la  propria   composizione   e
disciplina secondo quanto previsto dai commi 2 e 3. 
  5. Le  Amministrazioni  titolari  dei  Piani  sviluppo  e  coesione
monitorano gli interventi sul proprio sistema  gestionale  e  rendono
disponibili, con  periodicita'  bimestrale,  i  dati  di  avanzamento
finanziario, fisico  e  procedurale  alla  Banca  dati  Unitaria  del
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
ragioneria generale dello Stato secondo le disposizioni dell'articolo
1, comma 703, lettera 1), della legge 23 dicembre 2014, n.  190.  Gli
interventi, pena esclusione dal finanziamento, sono identificati  con
il Codice Unico di Progetto (CUP). 
  6. Fatto salvo quanto previsto dal comma 7, restano  in  ogni  caso
fermi le dotazioni  finanziarie  degli  strumenti  di  programmazione
oggetto di riclassificazione, come determinate alla data  di  entrata
in vigore del presente  decreto,  gli  interventi  individuati  e  il
relativo  finanziamento,  la  titolarita'  dei  programmi   o   delle
assegnazioni  deliberate  dal  CIPE  e  i  soggetti  attuatori,   ove
individuati anche nei documenti attuativi. 
  7. In sede di prima approvazione, il Piano sviluppo e  coesione  di
cui al comma 1 puo' contenere: 
    a)  gli  interventi  dotati  di  progettazione  esecutiva  o  con
procedura di aggiudicazione avviata, individuati sulla base dei  dati
di monitoraggio presenti, alla data del 31 dicembre 2019, nel sistema
di monitoraggio unitario di cui  all'articolo  1,  comma  245,  della
legge 27 dicembre 2013, n. 147; 
    b) gli interventi che, pur non rientrando nella casistica di  cui
alla  lettera  a),  siano  valutati  favorevolmente  da   parte   del
Dipartimento per  le  politiche  di  coesione  della  Presidenza  del
Consiglio dei ministri e dell'Agenzia per la  coesione  territoriale,
sentite le amministrazioni titolari delle risorse di cui al comma  1,
in ragione  della  coerenza  con  le  "missioni"  della  politica  di
coesione di cui alla Nota di aggiornamento del Documento di  economia
e finanza 2019 e con gli obiettivi  strategici  del  nuovo  ciclo  di
programmazione  dei  fondi  europei,  fermo  restando  l'obbligo   di
generare  obbligazioni  giuridicamente  vincolanti  entro   il   ((31
dicembre 2022)). 
  8. L'Amministrazione titolare del  Piano  operativo  oggetto  della
riclassificazione, prevista al comma  1,  resta  responsabile  della.
selezione degli interventi, in sostituzione di quelli che risultavano
gia' finanziati alla data di entrata in vigore del presente  decreto,
della   vigilanza   sulla   attuazione   dei   singoli    interventi,
dell'utilizzo   delle   risorse   per   fare   fronte   a    varianti
dell'intervento,  della  presentazione  degli  stati  di  avanzamento
nonche' delle richieste di erogazione delle risorse ai beneficiari. 
  9. Per gli interventi di cui al comma 7, lettera b), il  CIPE,  con
la medesima delibera di approvazione del Piano sviluppo  e  coesione,
stabilisce, al fine di accelerarne la realizzazione e  la  spesa,  le
misure di accompagnamento  alla  progettazione  e  all'attuazione  da
parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell'Agenzia per
la coesione territoriale e della Struttura per  la  progettazione  di
beni ed edifici pubblici di cui  all'articolo  1,  comma  162,  della
legge 30 dicembre 2018, n. 145. 
  10. Le risorse di cui al comma 1, eventualmente non rientranti  nel
Piano sviluppo e coesione, sono riprogrammate con delibera  del  CIPE
su proposta del Ministro per il Sud e la  coesione  territoriale,  al
fine di contribuire al finanziamento di un Piano sviluppo e  coesione
per ciascuna delle "missioni" di cui al comma 7, lettera b). 
  10-bis. Le risorse di cui al comma 10 possono finanziare: 
    a) i contratti istituzionali di sviluppo, di cui all'articolo  7,
comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2017,  n.  91,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123; 
    b) la progettazione degli investimenti infrastrutturali. 
  11.  Resta  in  ogni  caso  fermo  il   vincolo   di   destinazione
territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27  dicembre
2013, n. 147. Restano, altresi', ferme le  norme  di  legge  relative
alle risorse di cui al comma 1, in quanto compatibili. 
  11-bis. Al fine di accelerare  la  realizzazione  degli  interventi
finanziati con le risorse del Fondo per lo sviluppo  e  la  coesione,
anche sulla base di atti di indirizzo della Presidenza del  Consiglio
dei ministri - Dipartimento per le politiche di  coesione,  l'Agenzia
per la coesione territoriale promuove, senza nuovi o  maggiori  oneri
per   la   finanza   pubblica,   azioni   di   accompagnamento   alle
amministrazioni responsabili della spesa, attraverso appositi accordi
di cooperazione con le medesime amministrazioni. 
  12. In relazione alle nuove risorse del Fondo sviluppo  e  coesione
attribuite con la legge  30  dicembre  2018,  n.  145  e  non  ancora
programmate alla data di entrata in vigore del presente  decreto,  le
proposte di assegnazione di risorse da  sottoporre  al  CIPE  per  il
finanziamento di interventi infrastrutturali devono essere  corredate
della positiva valutazione tecnica da parte del Dipartimento  per  le
politiche di coesione. Salvo  diversa  e  motivata  previsione  nella
delibera di assegnazione del CIPE, tali assegnazioni decadono ove non
diano luogo a obbligazioni giuridicamente vincolanti entro  tre  anni
dalla  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Repubblica
italiana della medesima delibera. Le  relative  risorse  non  possono
essere riassegnate alla medesima Amministrazione. 
  13. Al fine di supportare le Amministrazioni  di  cui  al  comma  2
nella progettazione e realizzazione di interventi infrastrutturali le
risorse destinate alla progettazione di cui al comma 10-bis,  lettera
b), finanziano i  costi  della  progettazione  tecnica  dei  progetti
infrastrutturali che abbiano avuto la valutazione positiva  da  parte
delle strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei ministri,
sulla base dell'effettiva rispondenza alle priorita' di sviluppo e ai
fabbisogni del territorio, dell'eventuale necessita' di  fronteggiare
situazioni emergenziali, da sostenere da parte delle  Amministrazioni
titolari dei Piani operativi di cui al comma 1, anche  attraverso  il
ricorso alla Struttura  per  la  progettazione  di  beni  ed  edifici
pubblici di cui all'articolo 1, comma 162, della  legge  30  dicembre
2018, n. 145. I progetti per i quali sia completata positivamente  la
progettazione esecutiva accedono  prioritariamente  ai  finanziamenti
che si renderanno disponibili per la realizzazione. Alle risorse  del
Fondo sviluppo e coesione assegnate alle finalita' specifiche di  cui
al  presente  comma  non  si  applica  il  vincolo  di   destinazione
territoriale di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27  dicembre
2013, n. 147. 
  14. Ai Piani operativi redatti a seguito della riclassificazione di
cui  al  comma  1  si  applicano  i  principi  gia'  vigenti  per  la
programmazione 2014-2020. Il CIPE, su proposta del  Ministro  per  il
Sud e la coesione territoriale, d'intesa  con  il  Ministro  per  gli
affari regionali e le autonomie,  previa  intesa  con  la  Conferenza
Stato-Regioni, adotta una apposita delibera per  assicurare  la  fase
transitoria della disciplina dei cicli di programmazione 2000-2006  e
2007- 2013 e per coordinare e armonizzare le  regole  vigenti  in  un
quadro  ordinamentale  unitario.  Nelle  more  dell'approvazione  dei
singoli Piani di sviluppo e  coesione,  si  applicano  le  regole  di
programmazione vigenti. 
  15. Il Ministro per il Sud e la coesione territoriale  presenta  al
CIPE: 
    a) entro il 31 marzo 2020  una  relazione  sull'attuazione  delle
disposizioni del presente articolo; 
    b) entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dall'anno 2020,  una
relazione annuale sull'andamento dei Piani operativi di cui al  comma
1 riferita all'anno precedente.