DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83

Misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0109)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/06/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (in SO n. 171, relativo alla G.U. 11/08/2012, n. 187).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/05/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 19-4-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 33 
 
Revisione  della  legge  fallimentare  per  favorire  la  continuita'
                              aziendale 
 
  1. Al regio decreto  16  marzo  1942,  n.  267  sono  apportate  le
seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 67,  terzo  comma,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
      01) alla lettera c), dopo le parole:  "entro  il  terzo  grado"
sono aggiunte le seguenti: ", ovvero immobili ad  uso  non  abitativo
destinati a costituire la sede  principale  dell'attivita'  d'impresa
dell'acquirente, purche' alla data  di  dichiarazione  di  fallimento
tale attivita'  sia  effettivamente  esercitata  ovvero  siano  stati
compiuti investimenti per darvi inizio"; 
      1) la lettera d) e' sostituita dalla seguente: 
      «d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse  su  beni  del
debitore purche' posti in essere in esecuzione di un piano che appaia
idoneo  a  consentire  il  risanamento  della  esposizione  debitoria
dell'impresa e ad assicurare il  riequilibrio  della  sua  situazione
finanziaria; un professionista indipendente designato  dal  debitore,
iscritto  nel  registro  dei  revisori  legali  ed  in  possesso  dei
requisiti previsti dall'articolo 28, lettere a) e b)  deve  attestare
la veridicita' dei dati aziendali e la  fattibilita'  del  piano;  il
professionista e' indipendente quando non e' legato all'impresa  e  a
coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento da  rapporti
di  natura  personale  o   professionale   tali   da   comprometterne
l'indipendenza di giudizio; in  ogni  caso,  il  professionista  deve
essere in possesso dei  requisiti  previsti  dall'articolo  2399  del
codice civile e non deve, neanche per il tramite di  soggetti  con  i
quali e' unito in associazione professionale,  avere  prestato  negli
ultimi cinque anni attivita' di  lavoro  subordinato  o  autonomo  in
favore del debitore ovvero partecipato agli organi di amministrazione
o di controllo; il piano puo' essere pubblicato  nel  registro  delle
imprese su richiesta del debitore;»; 
      2) alla lettera e): dopo le parole «dell'articolo 182-bis» sono
aggiunte le seguenti: «, nonche' gli atti, i pagamenti e le  garanzie
legalmente posti in essere  dopo  il  deposito  del  ricorso  di  cui
all'articolo 161;»; 
    a-bis)   all'articolo   69-bis   sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
      1)  la  rubrica  e'  sostituita  dalla   seguente:   "Decadenza
dall'azione e computo dei termini"; 
      2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
      "Nel caso in cui alla domanda di concordato preventivo segua la
dichiarazione di fallimento, i termini di cui agli articoli  64,  65,
67, primo e secondo comma, e 69 decorrono dalla data di pubblicazione
della domanda di concordato nel registro delle imprese"; 
    a-ter) all'articolo 72, ottavo comma, sono aggiunte, in fine,  le
seguenti parole: "ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a
costituire   la   sede   principale   dell'attivita'    di    impresa
dell'acquirente"; 
    b) all'articolo 161 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) al secondo  comma,  dopo  la  lettera  d),  e'  aggiunta  la
seguente: 
      «e)  un  piano  contenente  la  descrizione   analitica   delle
modalita' e dei tempi di adempimento della proposta.»; 
      2) al terzo comma sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) dopo la parola «professionista» sono aggiunte  le  seguenti:
«,designato dal debitore,»; 
      b) dopo il primo periodo e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente:
«Analoga relazione deve  essere  presentata  nel  caso  di  modifiche
sostanziali della proposta o del piano.»; 
      3) al quinto comma, dopo le parole  «pubblico  ministero»  sono
aggiunte le seguenti: «ed e' pubblicata, a cura del cancelliere,  nel
registro delle imprese entro il  giorno  successivo  al  deposito  in
cancelleria»; 
      4) dopo il quinto comma sono aggiunti i seguenti: 
      "L'imprenditore  puo'  depositare  il  ricorso  contenente   la
domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi  tre
esercizi, riservandosi di presentare  la  proposta,  il  piano  e  la
documentazione di cui ai commi  secondo  e  terzo  entro  un  termine
fissato dal giudice, compreso fra  sessanta  e  centoventi  giorni  e
prorogabile,  in  presenza  di  giustificati  motivi,  di  non  oltre
sessanta  giorni.  Nello  stesso  termine,  in  alternativa   e   con
conservazione  sino  all'omologazione  degli  effetti  prodotti   dal
ricorso, il debitore puo' depositare domanda ai  sensi  dell'articolo
182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l'articolo  162,  commi
secondo e terzo. 
      Dopo  il  deposito  del  ricorso  e  fino  al  decreto  di  cui
all'articolo 163 il  debitore  puo'  compiere  gli  atti  urgenti  di
straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il
quale puo' assumere sommarie informazioni. Nello stesso periodo  e  a
decorrere dallo stesso termine il debitore puo' altresi' compiere gli
atti di ordinaria amministrazione. I crediti di  terzi  eventualmente
sorti per effetto degli atti legalmente compiuti  dal  debitore  sono
prededucibili ai sensi dell'articolo 111. 
      Con il decreto  di  cui  al  sesto  comma,  primo  periodo,  il
tribunale dispone gli obblighi informativi periodici, anche  relativi
alla  gestione  finanziaria  dell'impresa,  che  il   debitore   deve
assolvere  sino  alla  scadenza  del  termine  fissato.  In  caso  di
violazione di tali obblighi, si applica l'articolo 162, commi secondo
e terzo. 
      La domanda di cui al sesto comma  e'  inammissibile  quando  il
debitore, nei due anni precedenti, ha  presentato  altra  domanda  ai
sensi  del  medesimo  comma  alla  quale  non  abbia  fatto   seguito
l'ammissione alla procedura di concordato preventivo o l'omologazione
dell'accordo di ristrutturazione dei debiti. 
      Fermo restando quanto disposto dall'articolo 22,  primo  comma,
quando pende il procedimento per la dichiarazione  di  fallimento  il
termine di cui al sesto comma del presente articolo  e'  di  sessanta
giorni, prorogabili, in presenza di giustificati motivi, di non oltre
sessanta giorni"; 
      c) all'articolo 168 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1) al primo comma sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) le parole «presentazione del ricorso» sono sostituite  dalle
seguenti: «pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese»; 
      b) dopo la parola «esecutive» sono  aggiunte  le  seguenti:  «e
cautelari»; 
      c) dopo le parole «creditori per titolo o causa  anteriore»  le
parole: "al decreto" sono soppresse; 
      2) al terzo comma e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: 
      «Le  ipoteche  giudiziali  iscritte  nei  novanta  giorni   che
precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro  delle
imprese  sono  inefficaci  rispetto   ai   creditori   anteriori   al
concordato.»; 
      d) nel titolo III, capo II, dopo l'articolo 169 e' aggiunto  il
seguente articolo: 
      «Articolo 169-bis (Contratti in  corso  di  esecuzione).  -  Il
debitore nel ricorso di cui all'articolo 161  puo'  chiedere  che  il
Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il  giudice  delegato  lo
autorizzi a sciogliersi dai contratti in  corso  di  esecuzione  alla
data della presentazione del ricorso. Su richiesta del debitore  puo'
essere autorizzata la sospensione  del  contratto  per  non  piu'  di
sessanta giorni, prorogabili una sola volta. 
      In tali  casi,  il  contraente  ha  diritto  ad  un  indennizzo
equivalente  al  risarcimento  del  danno  conseguente   al   mancato
adempimento. Tale credito e' soddisfatto come  credito  anteriore  al
concordato. 
      Lo scioglimento del contratto  non  si  estende  alla  clausola
compromissoria in esso contenuta. 
      Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai rapporti
di lavoro subordinato nonche' ai contratti di cui agli  articoli  72,
ottavo comma, 72-ter e 80 primo comma.»; 
      d-bis)   all'articolo   178   sono   apportate   le    seguenti
modificazioni: 
      1) al primo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: 
      "E' altresi' inserita l'indicazione  nominativa  dei  creditori
che non hanno esercitato il voto e dell'ammontare dei loro crediti"; 
      2) al terzo comma, le parole: "senza bisogno  di  avviso"  sono
sostituite dalle seguenti: "dandone comunicazione"; 
      3) il quarto comma e' sostituito dal seguente: 
      "I creditori che non  hanno  esercitato  il  voto  possono  far
pervenire il proprio dissenso per telegramma  o  per  lettera  o  per
telefax o per posta elettronica  nei  venti  giorni  successivi  alla
chiusura del verbale. In mancanza, si ritengono consenzienti  e  come
tali sono considerati ai  fini  del  computo  della  maggioranza  dei
crediti. Le manifestazioni di dissenso e gli assensi, anche  presunti
a norma del presente comma, sono annotati dal cancelliere in calce al
verbale"; 
      d-ter) all'articolo 179  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
comma: 
      "Quando il commissario giudiziale rileva,  dopo  l'approvazione
del concordato, che sono mutate le  condizioni  di  fattibilita'  del
piano, ne da' avviso ai creditori, i quali  possono  costituirsi  nel
giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per
modificare il voto"; 
      d-quater) all'articolo 180, quarto comma, la parola: "contesta"
e'  sostituita  dalle  seguenti:  "ovvero,  nell'ipotesi  di  mancata
formazione delle classi, i creditori dissenzienti  che  rappresentano
il 20 per cento dei crediti ammessi al voto, contestano"; 
      e)   all'articolo   182-bis   sono   apportate   le    seguenti
modificazioni: 
      1) il primo comma e' sostituito dal seguente: 
      «L'imprenditore in stato di crisi puo'  domandare,  depositando
la documentazione di cui all'  articolo  161,  l'omologazione  di  un
accordo di ristrutturazione dei  debiti  stipulato  con  i  creditori
rappresentanti almeno il sessanta per cento dei  crediti,  unitamente
ad  una  relazione  redatta  da  un  professionista,  designato   dal
debitore, in possesso dei requisiti di  cui  all'articolo  67,  terzo
comma,  lettera  d)  sulla   veridicita'   dei   dati   aziendali   e
sull'attuabilita' dell'accordo  stesso  con  particolare  riferimento
alla sua idoneita' ad assicurare l'integrale pagamento dei  creditori
estranei nel rispetto dei seguenti termini: 
      a)  entro  centoventi  giorni  dall'omologazione,  in  caso  di
crediti gia' scaduti a quella data; 
      b) entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso  di  crediti
non ancora scaduti alla data dell'omologazione.»; 
      2) al terzo comma, primo periodo, dopo  la  parole  «patrimonio
del debitore», sono aggiunte le seguenti: «, ne' acquisire titoli  di
prelazione se non concordati»; 
      3) al sesto comma, primo periodo, sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
      a) dopo le parole «all'articolo 161,  primo  e  secondo  comma»
sono aggiunte le seguenti: «lettere a), b), c) e d)»; 
      b) le parole «il  regolare»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«l'integrale»; 
      4) al settimo comma, secondo periodo, le parole  «il  regolare»
sono sostituite dalle seguenti: «l'integrale»; 
      5) l'ottavo comma e' sostituito dal seguente: 
      «A seguito del deposito di un accordo di  ristrutturazione  dei
debiti nei termini assegnati dal tribunale  trovano  applicazione  le
disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. Se  nel
medesimo termine e' depositata una domanda di concordato  preventivo,
si conservano gli effetti di cui ai commi sesto e settimo.»; 
      e-bis)  all'articolo  182-quater  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
      1) al  primo  comma,  le  parole:  "da  banche  e  intermediari
finanziari iscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 e 107  del
decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385," sono soppresse; 
      2) il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
      "Sono parificati ai crediti di cui al  primo  comma  i  crediti
derivanti da finanziamenti erogati in  funzione  della  presentazione
della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo o
della domanda di omologazione dell'accordo  di  ristrutturazione  dei
debiti, qualora i finanziamenti  siano  previsti  dal  piano  di  cui
all'articolo 160 o dall'accordo  di  ristrutturazione  e  purche'  la
prededuzione sia espressamente disposta nel provvedimento con cui  il
tribunale accoglie la domanda di ammissione al concordato  preventivo
ovvero l'accordo sia omologato"; 
      3) il terzo comma e' sostituito dal seguente: 
      "In deroga agli  articoli  2467  e  2497-quinquies  del  codice
civile, il  primo  e  il  secondo  comma  del  presente  articolo  si
applicano anche  ai  finanziamenti  effettuati  dai  soci  fino  alla
concorrenza dell'80 per cento del  loro  ammontare.  Si  applicano  i
commi primo e secondo quando il finanziatore ha acquisito la qualita'
di socio in esecuzione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti  o
del concordato preventivo"; 
      4) il quarto comma e' abrogato; 
      5) al quinto comma, le  parole:  "ai  commi  secondo,  terzo  e
quarto, i creditori" sono  sostituite  dalle  seguenti:  "al  secondo
comma, i creditori, anche se soci,"; 
      f)  dopo  l'articolo  182-quater  sono  aggiunti   i   seguenti
articoli: 
      «Articolo 182-quinquies (Disposizioni in tema di  finanziamento
e di continuita' aziendale nel concordato preventivo e negli  accordi
di ristrutturazione dei debiti). - Il debitore che presenta, anche ai
sensi dell'articolo 161 sesto comma, una  domanda  di  ammissione  al
concordato preventivo o una domanda di omologazione di un accordo  di
ristrutturazione dei debiti ai sensi  dell'articolo  182  bis,  primo
comma, o una proposta di accordo  ai  sensi  dell'articolo  182  bis,
sesto comma,  puo'  chiedere  al  tribunale  di  essere  autorizzato,
assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti,
prededucibili  ai  sensi  dell'articolo  111,  se  un  professionista
designato dal debitore in possesso dei requisiti di cui  all'articolo
67, terzo comma, lettera d),  verificato  il  complessivo  fabbisogno
finanziario dell'impresa  sino  all'omologazione,  attesta  che  tali
finanziamenti  sono  funzionali  alla  migliore   soddisfazione   dei
creditori. 
      L'autorizzazione di cui al primo comma  puo'  riguardare  anche
finanziamenti individuati soltanto per tipologia ed  entita',  e  non
ancora oggetto di trattative. 
      Il tribunale puo' autorizzare il debitore a concedere  pegno  o
ipoteca a garanzia dei medesimi finanziamenti. 
      Il debitore che presenta domanda di  ammissione  al  concordato
preventivo con continuita' aziendale, anche  ai  sensi  dell'articolo
161 sesto comma, puo' chiedere al tribunale  di  essere  autorizzato,
assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori
per prestazioni di beni o servizi, se un professionista  in  possesso
dei requisiti di  cui  all'articolo  67,  terzo  comma,  lettera  d),
attesta che tali prestazioni  sono  essenziali  per  la  prosecuzione
della attivita' di impresa e funzionali  ad  assicurare  la  migliore
soddisfazione dei creditori. L'attestazione del professionista non e'
necessaria per pagamenti effettuati fino a concorrenza dell'ammontare
di nuove risorse finanziarie che vengano apportate al debitore  senza
obbligo di restituzione o con obbligo di restituzione postergato alla
soddisfazione dei creditori. 
      Il debitore che presenta una  domanda  di  omologazione  di  un
accordo  di  ristrutturazione  dei  debiti  ai  sensi   dell'articolo
182-bis,  primo  comma,  o  una  proposta   di   accordo   ai   sensi
dell'articolo 182-bis, sesto comma, puo'  chiedere  al  Tribunale  di
essere autorizzato, in presenza dei  presupposti  di  cui  al  quarto
comma, a pagare crediti anche anteriori per  prestazioni  di  beni  o
servizi. In  tal  caso  i  pagamenti  effettuati  non  sono  soggetti
all'azione revocatoria di cui all'articolo 67. 
      Articolo 182-sexies (Riduzione o  perdita  del  capitale  della
societa' in crisi). - Dalla  data  del  deposito  della  domanda  per
l'ammissione al concordato preventivo, anche  a  norma  dell'articolo
161, sesto comma, della domanda per  l'omologazione  dell'accordo  di
ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis ovvero della proposta di
accordo a  norma  del  sesto  comma  dello  stesso  articolo  e  sino
all'omologazione non si applicano gli articoli 2446, commi secondo  e
terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e  2482-ter  del
codice  civile.  Per  lo  stesso  periodo  non  opera  la  causa   di
scioglimento della societa' per  riduzione  o  perdita  del  capitale
sociale di cui agli articoli 2484, n. 4, e 2545-duodecies del  codice
civile. 
      Resta ferma, per il periodo anteriore al deposito delle domande
e della proposta di cui al primo comma, l'applicazione  dell'articolo
2486 del codice civile.»; 
      g) all'articolo 184, primo comma, primo periodo, le parole  «al
decreto di apertura della procedura di  concordato»  sono  sostituite
dalle seguenti: «alla pubblicazione nel registro  delle  imprese  del
ricorso di cui all'articolo 161»; 
      h) nel titolo III, capo VI, dopo l'articolo 186 e' aggiunto  il
seguente articolo: 
      «Articolo 186-bis (Concordato  con  continuita'  aziendale).  -
Quando il piano di concordato di cui all'articolo 161, secondo comma,
lettera e) prevede la prosecuzione dell'attivita' di impresa da parte
del  debitore,la  cessione  dell'azienda  in  esercizio   ovvero   il
conferimento dell'azienda in esercizio in una o piu' societa',  anche
di nuova costituzione, si  applicano  le  disposizioni  del  presente
articolo. Il piano puo' prevedere anche la liquidazione di  beni  non
funzionali all'esercizio dell'impresa. 
      Nei casi previsti dal presente articolo: 
      a) il piano di cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e),
deve contenere anche un'analitica indicazione dei costi e dei  ricavi
attesi dalla prosecuzione dell'attivita' d'impresa prevista dal piano
di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle  relative
modalita' di copertura; 
      b) la relazione del professionista  di  cui  all'articolo  161,
terzo  comma,  deve  attestare  che  la  prosecuzione  dell'attivita'
d'impresa prevista dal piano di concordato e' funzionale  al  miglior
soddisfacimento dei creditori; 
      c) il piano puo' prevedere, fermo quanto disposto dall'articolo
160, secondo comma, una moratoria fino a  un  anno  dall'omologazione
per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca,
salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti  sui  quali
sussiste la causa di prelazione. In tal caso, i creditori  muniti  di
cause di prelazione di cui al periodo precedente non hanno diritto al
voto. 
      Fermo quanto previsto nell'articolo  169-bis,  i  contratti  in
corso  di  esecuzione  alla  data  di  deposito  del  ricorso,  anche
stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto
dell'apertura  della  procedura.  Sono  inefficaci  eventuali   patti
contrari. L'ammissione al  concordato  preventivo  non  impedisce  la
continuazione di contratti pubblici se  il  professionista  designato
dal debitore di cui all'articolo 67 ha attestato  la  conformita'  al
piano  e  la  ragionevole   capacita'   di   adempimento.   Di   tale
continuazione puo' beneficiare, in presenza dei requisiti  di  legge,
anche la societa' cessionaria o  conferitaria  d'azienda  o  di  rami
d'azienda cui i contratti  siano  trasferiti.  Il  giudice  delegato,
all'atto della cessione o del conferimento, dispone la  cancellazione
delle iscrizioni e trascrizioni. 
      L'ammissione  al  concordato  preventivo   non   impedisce   la
partecipazione a procedure di  assegnazione  di  contratti  pubblici,
quando l'impresa presenta in gara: 
      a) una relazione di un professionista in possesso dei requisiti
di cui all'articolo 67, terzo  comma,  lettera  d),  che  attesta  la
conformita' al piano e la ragionevole capacita'  di  adempimento  del
contratto; 
      b)  la  dichiarazione  di  altro  operatore  in  possesso   dei
requisiti di carattere generale, di capacita'  finanziaria,  tecnica,
economica nonche'  di  certificazione,  richiesti  per  l'affidamento
dell'appalto, il quale si e' impegnato nei confronti del  concorrente
e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per  la  durata
del contratto, le risorse necessarie all'esecuzione dell'appalto e  a
subentrare all'impresa ausiliata nel caso in cui questa fallisca  nel
corso della gara ovvero dopo la stipulazione  del  contratto,  ovvero
non sia  per  qualsiasi  ragione  piu'  in  grado  di  dare  regolare
esecuzione  all'appalto.  Si  applica  l'articolo  49   del   decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
      Fermo  quanto  previsto  dal  comma  precedente,  l'impresa  in
concordato puo' concorrere anche riunita in raggruppamento temporaneo
di imprese, purche' non rivesta la qualita' di  mandataria  e  sempre
che  le  altre  imprese  aderenti   al   raggruppamento   non   siano
assoggettate  ad  una  procedura  concorsuale.   In   tal   caso   la
dichiarazione di cui al quarto  comma,  lettera  b),  puo'  provenire
anche da un operatore facente parte del raggruppamento. 
      Se nel corso di una procedura iniziata ai  sensi  del  presente
articolo  l'esercizio  dell'attivita'  d'impresa  cessa   o   risulta
manifestamente dannoso per i  creditori,  il  tribunale  provvede  ai
sensi dell'articolo 173. Resta salva  la  facolta'  del  debitore  di
modificare la proposta di concordato.»; 
      i) la rubrica del capo terzo del  titolo  sesto  e'  sostituita
dalla seguente: 
      «Capo III. - Disposizioni applicabili nel  caso  di  concordato
preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani attestati e
liquidazione coatta amministrativa»; 
      l) dopo l'articolo 236 e' inserito il seguente: 
      «Articolo 236-bis (Falso in attestazioni  e  relazioni).  -  Il
professionista  che  nelle  relazioni  o  attestazioni  di  cui  agli
articoli 67, terzo comma, lettera  d),  161,  terzo  comma,  182-bis,
182-quinquies e 186-bis espone informazioni false  ovvero  omette  di
riferire informazioni rilevanti, e' punito con la reclusione da due a
cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. 
      Se il fatto e' commesso  al  fine  di  conseguire  un  ingiusto
profitto per se' o per altri, la pena  e'  aumentata.  Se  dal  fatto
consegue un danno per i creditori la  pena  e'  aumentata  fino  alla
meta'». 
      l-bis) all'articolo 217-bis, comma 1, sono aggiunte,  in  fine,
le seguenti parole: ", nonche' ai  pagamenti  e  alle  operazioni  di
finanziamento  autorizzati  dal   giudice   a   norma   dell'articolo
182-quinquies". 
      2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 APRILE 2016, N. 50)). 
      3. Le disposizioni di cui ai  commi  1  e  2  si  applicano  ai
procedimenti di concordato preventivo e per l'omologazione di accordi
di ristrutturazione  dei  debiti  introdotti  dal  trentesimo  giorno
successivo a quello di entrata in vigore della legge  di  conversione
del presente decreto, nonche' ai piani di cui al comma 1, lettera a),
n. 1) elaborati successivamente al predetto termine. 
      4. Il comma 4 dell'articolo 88 del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e' sostituito dal seguente: 
      «4. Non si considerano sopravvenienze attive  i  versamenti  in
denaro o in natura fatti a fondo perduto o  in  conto  capitale  alle
societa' e agli enti di cui all'articolo 73, comma 1,  lettere  a)  e
b), dai propri soci e la  rinuncia  dei  soci  ai  crediti,  ne'  gli
apporti effettuati dai possessori di strumenti similari alle  azioni,
ne' la riduzione  dei  debiti  dell'impresa  in  sede  di  concordato
fallimentare o preventivo o per effetto  della  partecipazione  delle
perdite da parte dell'associato in partecipazione. In caso di accordo
di ristrutturazione  dei  debiti  omologato  ai  sensi  dell'articolo
182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di  un  piano
attestato ai sensi dell'articolo 67, terzo  comma,  lettera  d),  del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, pubblicato  nel  registro  delle
imprese,  la  riduzione  dei  debiti  dell'impresa  non   costituisce
sopravvenienza attiva per la parte che eccede le perdite, pregresse e
di periodo, di cui all'articolo 84.». 
      5. Il comma 5 dell'articolo  101  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e' sostituito dal seguente: 
      «5. Le perdite di beni di cui al comma 1, commisurate al  costo
non ammortizzato di essi, e le perdite su crediti sono deducibili  se
risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le  perdite
su crediti, se il debitore e' assoggettato a procedure concorsuali  o
ha concluso un accordo di ristrutturazione dei  debiti  omologato  ai
sensi dell'articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n.  267.
Ai fini del presente comma, il debitore si considera  assoggettato  a
procedura concorsuale dalla  data  della  sentenza  dichiarativa  del
fallimento o del provvedimento  che  ordina  la  liquidazione  coatta
amministrativa  o  del  decreto  di  ammissione  alla  procedura   di
concordato preventivo o del decreto di omologazione  dell'accordo  di
ristrutturazione  o  del  decreto  che  dispone   la   procedura   di
amministrazione straordinaria delle  grandi  imprese  in  crisi.  Gli
elementi certi e precisi sussistono in ogni caso  quando  il  credito
sia di modesta entita' e sia decorso un periodo  di  sei  mesi  dalla
scadenza di pagamento del credito stesso. Il credito si considera  di
modesta entita' quando ammonta ad un importo non  superiore  a  5.000
euro per le imprese di piu' rilevante dimensione di cui  all'articolo
27, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e non superiore
a 2.500 euro per le altre  imprese.  Gli  elementi  certi  e  precisi
sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito  e'
prescritto. Per i soggetti  che  redigono  il  bilancio  in  base  ai
principi contabili internazionali  di  cui  al  regolamento  (CE)  n.
1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002,
gli  elementi  certi  e  precisi  sussistono  inoltre  in   caso   di
cancellazione dei crediti  dal  bilancio  operata  in  dipendenza  di
eventi estintivi.».