DECRETO-LEGGE 4 luglio 2006, n. 223

Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.

note: Entrata in vigore del decreto: 4-7-2006.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248 (in SO n.183, relativo alla G.U. 11/08/2006, n.186).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2008
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 36 
                     Recupero di base imponibile 
 
  1. Nella Tabella A, Parte III, allegata al decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  concernente  i  beni  e
servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento, e' soppressa la  voce
di cui al numero 123-bis. 
  2. Ai fini  dell'applicazione  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  del   testo   unico   delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, del  testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 504, un'area  e'  da  considerare  fabbricabile  se
utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento  urbanistico
generale adottato  dal  comune,  indipendentemente  dall'approvazione
della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo. 
  3. All'articolo 47, comma 4, del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre  1986,  n.  917,  le  parole:  "gli  utili   relativi   alla
partecipazione  al  capitale  o  al  patrimonio,  ai  titoli  e  agli
strumenti finanziari di cui all'articolo 44,  comma  2,  lettera  a),
corrisposti" sono sostituite dalle seguenti: "gli utili provenienti". 
  4. Le disposizioni del comma 3 si applicano a decorrere dal periodo
di imposta in corso alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto. 
  4-bis. All'articolo 89, comma 3, del testo unico delle imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole:  "utili
relativi alla partecipazione al capitale o al patrimonio, ai titoli e
agli strumenti finanziari di cui all'articolo 44,  comma  2,  lettera
a), corrisposti" sono sostituite dalle seguenti: "utili provenienti". 
  5. All'articolo 102, comma 3, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, le  parole:  "La  misura  stessa  puo'  essere
elevata fino a due volte, per ammortamento anticipato  nell'esercizio
in cui i beni sono entrati in funzione per la prima volta e  nei  due
successivi;" sono sostituite dalle seguenti: "Fatta eccezione  per  i
beni di cui all'articolo 164, comma 1, lettera b), la  misura  stessa
puo' essere elevata fino a  due  volte  per  ammortamento  anticipato
nell'esercizio in cui i beni sono  entrati  in  funzione  e  nei  due
successivi;". 
  6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto anche per i beni di cui all'articolo 164,  comma  1,
lettera b), del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 917 del 1986, acquistati nel corso di  precedenti
periodi di imposta. 
  6-bis. Nell'articolo 102, comma 7, del testo  unico  delle  imposte
sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: 
"Per i beni  di  cui  all'articolo  164,  comma  1,  lettera  b),  la
deducibilita' dei  canoni  di  locazione  finanziaria  e'  ammessa  a
condizione che la durata del contratto non sia inferiore  al  periodo
di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito a norma  del
comma 2". 
  6-ter. La disposizione del comma 6-bis si applica  con  riferimento
ai canoni relativi a contratti di locazione finanziaria  stipulati  a
decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione
del presente decreto. 
  7. Ai fini del calcolo delle quote di  ammortamento  deducibili  il
costo complessivo dei fabbricati strumentali e' assunto al netto  del
costo delle aree occupate  dalla  costruzione  e  di  quelle  che  ne
costituiscono pertinenza. Il costo da attribuire alle predette  aree,
ove non autonomamente acquistate in precedenza,  e'  quantificato  in
misura  pari  al  maggior  valore  tra  quello  esposto  in  bilancio
nell'anno di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento e,  per
i fabbricati industriali, al  30  per  cento  del  costo  complessivo
stesso. Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla
produzione o trasformazione di beni. 
  7-bis. Le disposizioni del comma 7 si applicano, con riguardo  alla
quota  capitale  dei  canoni,  anche  ai  fabbricati  strumentali  in
locazione finanziaria. Per la determinazione dell'acconto  dovuto  ai
sensi del comma 34 non si tiene conto della disposizione del  periodo
precedente. 
  8. In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27  luglio  2000,
n. 212, recante disposizioni in materia di statuto  dei  diritti  del
contribuente, le norme di cui  ai  precedenti  commi  7  e  7-bis  si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta in  corso  alla  data  di
entrata in  vigore  del  presente  decreto  anche  per  le  quote  di
ammortamento e i canoni di leasing relativi ai fabbricati  acquistati
o acquisiti a partire da periodi d'imposta precedenti. In  tal  caso,
ai fini della individuazione del maggior valore indicato al comma  7,
si tiene conto del valore delle  aree  esposto  nell'ultimo  bilancio
approvato prima della entrata in vigore della presente disposizione e
del valore risultante applicando le percentuali di cui al comma 7  al
costo complessivo del fabbricato, risultante dal  medesimo  bilancio,
assunto al netto  dei  costi  incrementativi  capitalizzati  e  delle
rivalutazioni effettuate. Per ciascun fabbricato  il  residuo  valore
ammortizzabile e' pari alla quota di costo riferibile allo stesso  al
netto delle quote  di  ammortamento  dedotte  nei  periodi  d'imposta
precedenti calcolate sul costo complessivo".((12)) 
  9. All'articolo 115, comma 3, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le
perdite fiscali dei soci relative agli esercizi anteriori  all'inizio
della tassazione per trasparenza non possono  essere  utilizzate  per
compensare i redditi imputati dalle societa' partecipate.". 
  10. All'articolo 116, comma 2, del citato testo  unico  di  cui  al
decreto n. 917 del 1986, dopo le parole: "del terzo" sono inserite le
seguenti: "e del quarto". 
  11. Le disposizioni di cui ai  commi  9  e  10  hanno  effetto  con
riferimento ai redditi delle societa' partecipate relativi a  periodi
d'imposta che iniziano successivamente alla data di entrata in vigore
del presente  decreto.  Per  i  redditi  delle  societa'  partecipate
relativi a periodi d'imposta  precedenti  alla  predetta  data  resta
ferma l'applicazione delle disposizioni di  cui  all'articolo  37-bis
del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.
600. 
  12. All'articolo 84 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2: 
      1) dopo le parole "primi tre periodi d'imposta"  sono  inserite
le seguenti "dalla data di costituzione"; 
      2) in fine, sono aggiunte le seguenti parole: "a condizione che
si riferiscano ad una nuova attivita' produttiva"; 
    b) al comma 3, la lettera a) e' abrogata. 
  13. Le disposizioni della lettera a) del comma 12 si applicano alle
perdite relative ai primi tre periodi d'imposta formatesi a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. Per  le  perdite  relative  ai  primi  tre  periodi
d'imposta formatesi in periodi anteriori  alla  predetta  data  resta
ferma l'applicazione dell'art.  37-bis  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 
  14. Le disposizioni della lettera b) del comma 12 si  applicano  ai
soggetti le cui partecipazioni sono acquisite da  terzi  a  decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 
  15. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 24 DICEMBRE 2007, N. 244)). 
  16. All'articolo 116 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) il secondo periodo del comma 1 e' soppresso; 
    b) al comma 2 e' aggiunto il seguente periodo: "Le plusvalenze di
cui all'articolo 87 e gli utili di cui all'articolo 89, commi 2 e  3,
concorrono a formare il reddito  imponibile  nella  misura  indicata,
rispettivamente, nell'articolo 58, comma 2, e nell'articolo 59.". 
  17. Le disposizioni del comma  16  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  18. All'articolo 101, comma 1, del testo unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917,  le  parole:  "lettere  a),  b)  e  c),"  sono
sostituite dalle seguenti: "lettere a) e b),". 
  19. Le disposizioni del comma  18  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  20. All'articolo 93 del testo unico delle imposte  sui  redditi  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, il comma 3 e' abrogato. 
  21. Le disposizioni del comma  21  si  applicano  a  decorrere  dal
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto. 
  22. Nel testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, il comma 1 e'  sostituito  dal  seguente:  "1.
L'imposta si applica sul reddito complessivo  del  soggetto,  formato
per i residenti da tutti i redditi posseduti  al  netto  degli  oneri
deducibili  indicati  nell'articolo  10,  nonche'   delle   deduzioni
effettivamente spettanti ai sensi degli articoli 11 e 12, e per i non
residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato."; 
    b) nell'articolo 24, comma 3, e' soppresso l'ultimo periodo. 
  23. Nell'articolo 19 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, il comma 4-bis e' abrogato. La disciplina  di  cui  al  predetto
comma  4-bis  continua  ad  applicarsi  con  riferimento  alle  somme
corrisposte in relazione a rapporti di  lavoro  cessati  prima  della
data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  nonche'   con
riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di  lavoro
cessati in attuazione di atti o accordi, aventi data certa, anteriori
alla data di entrata in vigore del presente decreto. 
  24. All'articolo 25, primo comma, primo periodo,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  dopo  le
parole: "o nell'interesse di terzi" sono inserite le seguenti: "o per
l'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere". 
  25. All'articolo 51, comma 2-bis, del testo unico delle imposte sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre  1986,  n.  917,  sono  aggiunti  i  seguenti  periodi:  "La
disposizione di  cui  alla  lettera  g-bis)  del  comma  2  si  rende
applicabile a condizione che le azioni  offerte  non  siano  comunque
cedute ne' costituite in garanzia prima che  siano  trascorsi  cinque
anni dalla data  dell'assegnazione  e  che  il  valore  delle  azioni
assegnate non sia superiore complessivamente  nel  periodo  d'imposta
alla retribuzione lorda annua  del  dipendente  relativa  al  periodo
d'imposta precedente. Qualora  le  azioni  siano  cedute  o  date  in
garanzia prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso  a
formare il reddito al momento dell'assegnazione concorre a formare il
reddito ed e' assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta in  cui
avviene la cessione ovvero la  costituzione  della  garanzia.  Se  il
valore delle azioni assegnate e' superiore  al  predetto  limite,  la
differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione  e
l'ammontare  corrisposto  dal  dipendente  concorre  a   formare   il
reddito". 
  25-bis. Il reddito derivante dall'applicazione del comma 25  rileva
anche  ai  fini   contributivi   con   esclusivo   riferimento   alle
assegnazioni  effettuate  in  virtu'  di  piani   di   incentivazione
deliberati  successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto e con esclusivo riferimento,  ai  fini  del  calcolo
delle prestazioni, alle anzianita' maturate in data  successiva  alla
data di entrata in vigore del presente decreto. 
  26. La disposizione di cui al comma 25 si applica  alle  azioni  la
cui assegnazione ai dipendenti si effettua successivamente alla  data
di entrata in vigore del presente decreto. 
  27. L'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,
e' sostituito dal seguente: 
    "Art. 8 (Determinazione del reddito complessivo). - 
1. Il reddito complessivo si determina sommando  i  redditi  di  ogni
categoria che concorrono a formarlo.  Non  concorrono  a  formare  il
reddito  complessivo  dei  percipienti  i  compensi  non  ammessi  in
deduzione ai sensi dell'articolo 60. 
2. Le perdite delle societa' in nome  collettivo  ed  in  accomandita
semplice  di  cui  all'articolo  5,  nonche'  quelle  delle  societa'
semplici e delle associazioni di cui allo stesso  articolo  derivanti
dall'esercizio di arti e professioni, si imputano a ciascun  socio  o
associato nella proporzione stabilita dall'articolo 5. Per le perdite
della societa' in accomandita semplice che eccedono  l'ammontare  del
capitale  sociale  la  presente  disposizione  si  applica  nei  soli
confronti dei soci accomandatari. 
3. Le perdite  derivanti  dall'esercizio  di  imprese  commerciali  e
quelle derivanti dalla partecipazione in societa' in nome  collettivo
e in accomandita semplice nonche' quelle derivanti dall'esercizio  di
arti e professioni, anche esercitate attraverso societa'  semplici  e
associazioni di cui all'articolo 5, sono computate in diminuzione dai
relativi  redditi  conseguiti  nei  periodi  di  imposta  e  per   la
differenza nei successivi, ma  non  oltre  il  quinto,  per  l'intero
importo che trova capienza in essi. Si applicano le disposizioni  del
comma 2 dell'articolo 84  e,  limitatamente  alle  societa'  in  nome
collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma  3  del
citato articolo 84.". 
  28. Le disposizioni del comma 27 si applicano  ai  redditi  e  alle
perdite realizzati dal periodo di  imposta  in  corso  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto. 
  29. Nel testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto
del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) nell'articolo 54: 
      1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
        "1-bis. Concorrono a formare il reddito le plusvalenze  e  le
minusvalenze dei beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti
d'arte, di antiquariato o da collezione, se: 
          a) sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso; 
          b) sono realizzate mediante il risarcimento, anche in forma 
assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni; 
                   c) i beni vengono destinati al consumo personale o 
familiare dell'esercente  l'arte  o  la  professione  o  a  finalita'
estranee all'arte o professione. 
        1-ter.  Si  considerano   plusvalenza   o   minusvalenza   la
differenza, positiva o negativa, tra il corrispettivo o  l'indennita'
percepiti  e  il  costo  non  ammortizzato  ovvero,  in  assenza   di
corrispettivo, la differenza tra il valore  normale  del  bene  e  il
costo non ammortizzato. 
        1-quater. Concorrono a formare  il  reddito  i  corrispettivi
percepiti a  seguito  di  cessione  della  clientela  o  di  elementi
immateriali   comunque   riferibili   all'attivita'    artistica    o
professionale."; 
      2) nel comma 5, dopo il primo periodo, e' inserito l  seguente:
"Le predette spese sono integralmente  deducibili  se  sostenute  dal
committente per conto del professionista e da questi addebitate nella
fattura."; 
    b) nell'articolo 17, comma 1, dopo la lettera g-bis) e'  inserita
la seguente: "g-ter) corrispettivi  di  cui  all'articolo  54,  comma
1-quater, se percepiti in unica soluzione;". 
  30. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le
disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo  165  del  testo  unico
delle imposte sui redditi di cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono intendersi riferite anche
ai crediti d'imposta relativi  ai  redditi  di  cui  al  comma  8-bis
dell'articolo 51 del medesimo testo unico. 
  31. COMMA ABROGATO DAL D.L. 3 OTTOBRE 2006, N. 262 CONVERTITO CON 
MODIFICAZIONI DALLA L. 24 NOVEMBRE 2006, N. 286 
  32. Nei periodi di imposta  in  cui  i  termini  di  versamento  di
contributi deducibili dal reddito o che  non  concorrono  a  formarlo
sono sospesi in conseguenza di calamita' pubbliche,  resta  ferma  la
deducibilita' degli stessi, se prevista  da  disposizioni  di  legge;
detti contributi non sono ulteriormente dedotti o esclusi dal reddito
nel periodo di imposta in cui sono versati. In via transitoria  detti
contributi sono dedotti o esclusi dal reddito nei periodi di  imposta
in cui sono versati solo se la deduzione o esclusione dal reddito non
e' stata gia' effettuata nei periodi di imposta, antecedenti a quello
di entrata in vigore della presente norma, in cui il versamento degli
stessi e' stato sospeso in conseguenza di calamita' pubbliche. 
  33. Sono abrogati: l'articolo 13, comma 1, della legge 27  dicembre
1997, n. 449; l'articolo 11 della legge  18  febbraio  1999,  n.  28;
l'articolo 28 della legge 13 maggio 1999, n. 133; l'articolo 3, comma
2-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1985, n.  791,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 46. 
  34. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio  2000,  n.  212,
nella  determinazione  dell'acconto  dovuto  dai  soggetti   di   cui
all'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, ai  fini  dell'imposta  sul  reddito  delle
societa' e dell'imposta regionale sulle attivita' produttive  per  il
periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, si assume, quale imposta  del  periodo  precedente,
quella che si sarebbe  determinata  applicando  le  disposizioni  del
presente decreto;  eventuali  conguagli  sono  versati  insieme  alla
seconda ovvero unica rata dell'acconto. 
  34-bis. In deroga all'articolo 3 della legge  27  luglio  2000,  n.
212, la disposizione di cui al comma 4 dell'articolo 14  della  legge
24 dicembre 1993, n. 537, si interpreta  nel  senso  che  i  proventi
illeciti  ivi  indicati,  qualora  non  siano  classificabili   nelle
categorie di reddito di cui all'articolo 6, comma 1, del testo  unico
delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono comunque  considerati  come
redditi diversi. 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  La L. 24 dicembre 2007, n. 244 ha disposto (con l'art. 1, comma 81)
che  "La  disposizione  contenuta  nel  terzo  periodo  del  comma  8
dell'articolo 36 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito,
con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.  248,  e  successive
modificazioni, si interpreta  nel  senso  che  per  ciascun  immobile
strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi  di  imposta
precedenti al periodo di imposta in corso al 4 luglio 2006  calcolate
sul  costo  complessivo  sono  riferite  proporzionalmente  al  costo
dell'area e al costo del fabbricato".