DECRETO-LEGGE 30 gennaio 1998, n. 6

Ulteriori interventi urgenti in favore delle zone terremotate delle regioni Marche e Umbria e di altre zone colpite da eventi calamitosi.

note: Entrata in vigore del decreto: 31-1-1998.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 30 marzo 1998, n. 61 (in G.U. 31/03/1998, n.75).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2018)
Testo in vigore dal: 1-1-2019
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 14. 
         Norme di accelerazione e controllo degli interventi 
  1. Per tutte le attivita' previste dagli articoli precedenti per le
quali  sono  richiesti   pareri,   intese,   concessioni,   concerti,
autorizzazioni, licenze, nullaosta e  assensi,  comunque  denominati,
l'amministrazione competente indice una conferenza di  servizi  entro
sette giorni dalla disponibilita' degli atti da esaminare,  che  deve
comunque concludersi  nei  successivi  trenta  giorni.  Qualora  alla
conferenza  di  servizi  il  rappresentante   di   un'amministrazione
invitata sia risultato assente o  comunque  non  dotato  di  adeguato
potere di rappresentanza, la conferenza delibera  prescindendo  dalla
presenza della  totalita'  delle  amministrazioni  invitate  e  dalla
adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il
dissenso manifestato in sede di conferenza  di  servizi  deve  essere
motivato  e  recare,  a  pena  di  inammissibilita',  le   specifiche
indicazioni  delle   modifiche   progettuali   necessarie   ai   fini
dell'assenso. L'amministrazione procedente puo' comunque assumere  la
determinazione di conclusione positiva del procedimento. Nel caso  di
motivato dissenso  espresso  da  una  amministrazione  preposta  alla
tutela ambientale, paesaggisticoterritoriale, del patrimonio storico-
artistico o alla tutela della salute dei cittadini, la determinazione
dell'amministrazione procedente e' subordinata all'espletamento della
procedura di cui all'articolo 14, comma 4, della legge 7 agosto 1990,
n. 241, come sostituito dall'articolo 17, comma  3,  della  legge  15
maggio 1997, n. 127. 
  2. La redazione dei progetti e le attivita' di consulenza  relative
agli interventi previsti dal  presente  decreto,  di  competenza  dei
soggetti pubblici, possono  essere  affidati  direttamente  a  liberi
professionisti singoli, associati o  raggruppati  temporaneamente,  a
cooperative  di  produzione  e   lavoro,   ovvero   a   societa'   di
progettazione o a societa' di  ingegneria  di  loro  fiducia,  aventi
documentata esperienza professionale nel settore, in  relazione  alle
caratteristiche  tecniche   dell'incarico   da   espletare,   qualora
l'importo stimato dell'incarico non ecceda 200 mila ECU, IVA esclusa. 
  3. Al  fine  di  accelerare  l'iter  progettuale  degli  interventi
previsti  dal  presente   decreto,   la   progettazione,   ai   sensi
dell'articolo 16, comma 2, secondo periodo, della legge  11  febbraio
1994,  n.  109,  e  successive  modificazioni  e   integrazioni,   e'
articolata nei progetti di cui ai commi 4 e 5 del  medesimo  articolo
ovvero, qualora la tipologia e la dimensione dei lavori lo  consenta,
nel progetto di cui al comma 5 del suddetto articolo. 
  4. Per tutti gli interventi di ricostruzione, ripristino o restauro
di opere pubbliche distrutte o  danneggiate,  previsti  dal  presente
decreto, si puo'  procedere  ai  sensi  dell'articolo  24,  comma  1,
lettera b), della legge  11  febbraio  1994,  n.  109,  e  successive
modificazioni e integrazioni, fino all'importo di due milioni di ECU,
IVA esclusa. L'affidamento di appalti a trattativa privata, ai  sensi
del comma 1 dell'articolo 24 della legge 11 febbraio  1994,  n.  109,
avviene mediante gara informale alla quale  debbono  essere  invitati
almeno 15 soggetti concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti
qualificati ai sensi della citata legge n. 109 del 1994 per i  lavori
oggetto dell'appalto. 
  4-bis. Per i territori dell'Umbria e delle Marche interessati dalla
crisi sismica il CIPE,  in  sede  di  esame,  di  approvazione  e  di
finanziamento dei patti territoriali e dei contratti di area previsti
dalla legge 28 dicembre 1996, n. 662, e dalla delibera  CIPE  del  21
marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8  maggio
1997, assicura agli stessi un iter amministrativo preferenziale. 
  5. Per i lavori previsti dal presente decreto di importo da  due  a
cinque milioni di ECU , IVA esclusa, si puo' procedere con il sistema
di cui al comma 1,  lettera  b),  dell'articolo  19  della  legge  11
febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni e integrazioni, per
tutte le tipologie di opere previste nei piani di ricostruzione.  Nel
caso di non approvazione del progetto l'impresa appaltatrice  decade.
Ove i lavori vengano affidati con le modalita' sopraindicate, in sede
di  progettazione  esecutiva  possono  effettuarsi   adeguamenti   al
progetto definitivo, posto a base  dell'affidamento,  nei  limiti  di
quanto previsto all'articolo 25, comma 3,  della  legge  11  febbraio
1994, n. 109, come sostituito dall'articolo 8-ter del decreto-legge 3
aprile 1995, n. 101, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  2
giugno 1995, n. 216, e non sono ammesse varianti  di  alcun  tipo  in
corso d'opera. In tutti i casi di cui al presente articolo in  cui  i
lavori non  vengano  affidati  con  le  modalita'  sopraindicate,  le
varianti in corso d'opera  sono  ammesse  con  le  modalita'  di  cui
all'articolo 25 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come sostituito
dall'articolo  8-ter  del  decretolegge  3  aprile  1995,   n.   101,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 giugno 1995, n. 216;  in
tali casi il limite indicato nell'ultimo  periodo  del  comma  3  del
medesimo articolo e' aumentato al 15 per cento. Le varianti  che  non
comportano modifiche sostanziali sono approvate  dall'ingegnere  capo
dei lavori; tutte le altre varianti sono sottoposte ad un nuovo esame
da parte  dello  stesso  organo  che  si  e'  espresso  sul  progetto
originario. 
  6. Per i lavori di cui ai commi 4 e 5 i corrispettivi sono previsti
a corpo, a corpo e a misura ed a misura. Le  regioni  determinano  in
via preventiva i criteri tecnicoeconomici per la scelta dei  soggetti
da invitare fra quelli richiedenti,  sentiti  i  provveditorati  alle
opere pubbliche che si pronunciano entro quindici giorni. 
  7. L'amministrazione aggiudicatrice, per  gli  interventi  previsti
dal presente decreto, puo' prevedere nel bando di gara  la  facolta',
in caso di morte o di fallimento dell'appaltatore o di risoluzione di
un  contratto  d'appalto  per  grave  inadempimento   dell'originario
appaltatore, di interpellare il  soggetto  secondo  classificato,  al
fine di stipulare un nuovo contratto per  completare  i  lavori  alle
medesime condizioni economiche gia' proposte in sede d'offerta. 
  8. Per l'espletamento delle procedure relative alle gare  d'appalto
degli interventi di cui al presente decreto tutti i termini  previsti
dalla legislazione vigente vengono sempre ridotti della meta'. 
  9. Gli interventi di ricostruzione o ripristino  con  miglioramento
sismico eseguiti dai privati singoli o riuniti in consorzio ai  sensi
dell'articolo 3, comma 5, non sono assoggettati agli  obblighi  della
legge  11  febbraio  1994,  n.  109,  e  successive  modificazioni  e
integrazioni. 
  10. Per la ricostruzione degli edifici  distrutti  le  regioni,  in
sede di approvazione dei programmi di recupero  di  cui  al  presente
decreto, possono  disporre,  acquisito  il  parere  obbligatorio  dei
comitati tecnico-scientifici di cui all'articolo 2, comma 5,  deroghe
alle limitazioni di cui ai paragrafi C2 e C3 del decreto del Ministro
dei lavori  pubblici  in  data  16  gennaio  1996,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.  29  del  5  febbraio
1996. 
  11.   Per   l'acceleramento   di   ulteriori   procedure   connesse
all'attuazione degli  interventi  di  cui  al  presente  decreto,  in
vigenza dello stato d'emergenza, possono essere emesse  ordinanze  ai
sensi dell'articolo 5 della legge  24  febbraio  1992,  n.  225,  nel
rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, sentite le
amministrazioni competenti. 
  12.  Le  regioni,  d'intesa  con  gli  ispettorati  provinciali   e
regionali del lavoro e l'Inps, esercitano attivita' di controllo  per
assicurare il rispetto delle norme sul trattamento dei  lavoratori  e
sulla sicurezza dei cantieri. A tal fine il Ministero  del  lavoro  e
della previdenza sociale puo' provvedere a  potenziare  le  dotazioni
organiche degli ispettorati del lavoro, nonche' degli ispettori Inps.
E' fatto obbligo alle amministrazioni comunali e ai soggetti privati,
anche consorziati, di cui all'articolo 3, nell'affidare i lavori  per
gli interventi di ricostruzione e di ripristino, di  richiedere  alle
imprese affidatarie copia dei versamenti contributivi,  previdenziali
ed assicurativi relativi ai lavoratori impiegati nelle  attivita'  di
ricostruzione. E'  altresi'  richiesta  attestazione  dei  versamenti
effettuati alla Cassa edile per i lavoratori impiegati. Tali obblighi
valgono  anche  per  le  imprese  subappaltatrici.  Le  regioni,  nel
disciplinare i meccanismi di erogazione dei  contributi  ai  privati,
stabiliscono una ritenuta di  garanzia,  che  sara'  applicata  dalle
regioni  medesime  e  sara'  liquidata  a  lavori  ultimati,   previa
presentazione di certificati liberatori  rilasciati  dagli  organi  o
soggetti competenti alla verifica della  regolarita'  dei  versamenti
contributivi, previdenziali ed assicurativi sopra indicati. 
  13. Per gli interventi relativi agli immobili privati,  oggetto  di
contributo pubblico, le regioni provvedono ad emettere direttive  per
l'approvazione dei progetti e  le  verifiche  in  corso  d'opera  dei
lavori eseguiti, che dovranno consentire anche: 
    a) la verifica della  corrispondenza  tecnica  ed  economica  dei
progetti alle prescrizioni e ai parametri di cui all'articolo 2; 
    b) la verifica della conformita' qualitativa e  quantitativa  dei
lavori eseguiti alle previsioni dei progetti approvati,  da  eseguire
avvalendosi di ingegneri civili e architetti iscritti nei  rispettivi
albi professionali da almeno dieci anni con comprovata esperienza nei
lavori da verificare. 
  14. Per le attivita' previste dal presente decreto le regioni e gli
enti locali provvedono, per un periodo  massimo  di  tre  anni  e  in
deroga alle vigenti  disposizioni  di  legge,  al  potenziamento  dei
propri uffici attraverso la dotazione di strumenti e di  attrezzature
e  assunzioni  di  personale  tecnico  e   amministrativo   a   tempo
determinato, a corrispondere al  personale  dipendente  compensi  per
ulteriore lavoro straordinario effettivamente prestato, nel limite di
cinquanta ore pro-capite mensili,  nonche'  ad  avvalersi  di  liberi
professionisti o dei soggetti di  cui  all'articolo  10  del  decreto
legislativo 1 dicembre 1997, n. 468,  o  di  universita'  e  di  enti
pubblici di ricerca, di societa' e di  cooperative  di  produzione  e
lavoro. Per le finalita' di cui al presente comma e' autorizzata  una
spesa nel limite del 2 per cento dei fondi assegnati alle regioni, ai
sensi dell'articolo 15, comma 1, che provvedono a ripartirli  secondo
un piano di fabbisogno all'uopo predisposto.  Alla  cessazione  dello
stato di emergenza, per il quinquennio 2008-2012, le spese necessarie
per le attivita' previste dal  presente  comma,  quantificate  in  17
milioni di euro, assumendo come base di calcolo  la  spesa  sostenuta
nel 2006 sono  erogate  annualmente  negli  importi  progressivamente
ridotti nella misura di un  quinto  per  ciascun  anno  del  suddetto
quinquennio. Al fine di prorogare per il ((quinquennio 2016-2020)) le
attivita' tecnico-amministrative volte  a  ultimare  il  processo  di
ricostruzione nelle zone terremotate dell'Umbria, la regione Umbria e
i relativi comuni coinvolti sono autorizzati a stipulare, con risorse
proprie e fermo restando il conseguimento degli obiettivi di  finanza
pubblica, per un periodo ((massimo di  cinque  anni)),  contratti  di
lavoro  a  tempo  determinato,  nei  limiti  di  quanto  strettamente
necessario   al   completamento   delle   predette    attivita'    di
ricostruzione, nel rispetto della normativa  vigente  in  materia  di
limitazioni assunzionali e finanziarie, nonche' dei limiti di  durata
dei contratti a tempo determinato di cui all'articolo 19 del  decreto
legislativo 15 giugno 2015, n. 81.(4) 
  14-bis. In deroga a quanto  disposto  dall'articolo  6,  comma  21,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, gli enti locali di cui al comma 1
dell'articolo 12 possono utilizzare le graduatorie concorsuali ancora
efficaci  per  la  copertura  di  posti   istituiti   o   trasformati
successivamente  alla  data  del  26  settembre  1997.  La   presente
disposizione ha effetto fino alla data del 31 dicembre 1998.  14-ter.
Le amministrazioni degli enti locali di cui al comma 1  dell'articolo
12 possono inoltre corrispondere ai dirigenti, cui siano  formalmente
affidati  specifici  compiti  per  attivita'  connesse  all'emergenza
sismica ed al processo  di  ricostruzione,  un  compenso  forfettario
rapportato alla retribuzione dello stipendio base, con onere a carico
dei propri bilanci. 
  15. Per accelerare la realizzazione dei  programmi  di  rilevamento
geologico necessari, anche al fine  della  ricostruzione  nelle  aree
interessate dalla crisi  sismica,  e  per  predisporre  il  piano  di
interventi di cui all'articolo 2, comma 3,  lettera  e),  le  regioni
sono autorizzate ad assumere geologi e tecnici nei settori  idraulico
e forestale a tempo determinato ai sensi delle  vigenti  disposizioni
legislative e contrattuali con oneri a carico dei progetti medesimi. 
  16.  Per  le  attivita'  di  competenza  del   Dipartimento   della
protezione civile connesse all'attuazione del  presente  decreto,  il
numero di esperti tecnicoamministrativi di cui all'articolo 2-bis del
decreto-legge 19 maggio 1997, n. 130, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 16 luglio 1997, n. 228, e' incrementato di  ulteriori  10
unita'. Al relativo onere, valutato complessivamente  in  lire  1.700
milioni  annui,  si  provvede,  a  decorrere   dal   1998,   mediante
corrispondente riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al
decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 luglio 1991,  n.  195,  cosi'  come  determinata  dalla
tabella C della legge 27 dicembre 1997, n. 450, volta  ad  assicurare
il finanziamento del Fondo di protezione civile. 
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AGGIORNAMENTO (4) 
Il D.L. 13 maggio 1999, n.132, convertito, con modificazioni dalla L.
13 luglio 1999 n. 226 ha disposto (con l'art. 3, comma 3-octies)  che
"Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  14  dell'articolo   14   del
decreto-legge n. 6 del 1998,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge n. 61 del 1998, e successive modificazioni, e'  autorizzata  la
spesa fino ad  un  massimo  del  4  per  cento  delle  disponibilita'
derivanti dai mutui di cui all'articolo  50,  comma  1,  lettera  d),
della   legge   23    dicembre    1998,    n.    448,    intendendosi
corrispondentemente ridotte le medesime disponibilita'."