DECRETO-LEGGE 22 ottobre 1992, n. 415

((Modifiche alla legge 1 marzo 1986, n. 64, in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno)).

note: Entrata in vigore del decreto: 22-10-1992.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 19 dicembre 1992, n. 488 (in G.U. 21/12/1992, n.299).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 26/06/2012)
Testo in vigore dal: 22-10-1992
al: 21-12-1992
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                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di rifinanziare  la
legge 1 marzo 1986, n. 64, sugli interventi nel Mezzogiorno, anche al
fine  del  pieno  utilizzo  dei  fondi  strutturali  della  Comunita'
europea; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 19 ottobre 1992; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro del bilancio e della  programmazione  economica  e  per  gli
interventi straordinari nel Mezzogiorno, di concerto con  i  Ministri
del tesoro, dell'ambiente e per i problemi delle aree urbane; 
                              E M A N A 
                     il seguente decreto-legge: 
                               Art. 1. 
  1. In attesa  della  trasformazione  dell'intervento  straordinario
attraverso un graduale passaggio  ad  una  gestione  ordinaria  degli
interventi per le aree depresse del territorio nazionale,  garantendo
la continuita' di sviluppo dei territori meridionali, e'  autorizzata
la spesa di 14.000 miliardi per il finanziamento degli incentivi alle
attivita' produttive di cui alla  legge  1  marzo  1986,  n.  64,  in
ragione di lire 2.125 miliardi per l'anno 1992, lire  2.350  miliardi
per  l'anno  1993  e  lire  3.275  miliardi  per  l'anno  1994.  Alla
ripartizione del residuo importo di lire 6.250 miliardi per gli  anni
successivi si provvede con legge finanziaria. Gli  impegni  di  spesa
possono  essere  assunti  anche  in  eccedenza  alle  predette  quote
annuali. 
  2. Il CIPE e il CIPI, nell'ambito delle rispettive competenze, pre-
via  determinazione  di  indirizzo  del   Consiglio   dei   Ministri,
definiscono le disposizioni per la  concessione  delle  agevolazioni,
compresa la riduzione delle stesse, sulla base dei seguenti criteri: 
    a) le agevolazioni sono  calcolate  in  "equivalente  sovvenzione
netto"  sulla  base  dei  corrispondenti  criteri  utilizzati   dalla
Commissione CEE e non possono superare i tetti massimi concordati con
la stessa Commissione; 
    b)  la  graduazione  dei  livelli  di  sovvenzione  deve   essere
effettuata secondo un'articolazione territoriale  e  settoriale,  che
concentri l'intervento straordinario nelle aree con maggiore  ritardo
di sviluppo e nei  settori  a  maggiore  redditivita'  anche  sociale
identificati nella stessa delibera; 
    c) l'utilizzo dei meccanismi automatici di  corresponsione  delle
agevolazioni deve essere attuato assicurando tempi  certi  sia  nella
fase di approvazione che in quella di erogazione. 
  3. Restano ferme le disposizioni della legge 1 marzo 1986,  n.  64,
per gli interventi di agevolazione alle attivita' produttive che alla
data di entrata in vigore del decreto-legge 14 agosto 1992,  n.  363,
risultavano: 
    a) inseriti nei contratti di programma gia' approvati dal CIPI; 
    b) deliberati in linea tecnica  dall'Agenzia  per  la  promozione
dello sviluppo del Mezzogiorno; 
    c) relativi a Centri  di  ricerca  e  Progetti  di  ricerca,  non
inclusi nei contratti di programma, per i quali e' stato  emanato  il
provvedimento di ammissibilita'; 
    d) deliberati dalle regioni meridionali, ai  sensi  dell'articolo
9, comma 14, della legge 1 marzo 1986, n. 64, fino  alla  concorrenza
massima di lire 200 miliardi dello stanziamento previsto dal comma  1
del presente decreto; 
    e) richiesti  con  domanda  acquisita  dagli  istituti  abilitati
anteriormente alla data di entrata in  vigore  del  decreto-legge  14
agosto 1992, n. 363, purche' abbiano conseguito alla stessa  data  la
realizzazione,  accertata  dall'Agenzia,  di  almeno  il  30%   degli
investimenti fissi previsti nel piano progettuale; tra  questi  hanno
priorita' gli interventi per i quali risulta stipulato  il  contratto
di locazione finanziaria  con  le  societa'  convenzionate  e  quelli
deliberati od approvati dagli istituti di credito abilitati. 
  4. Gli stanziamenti gia' individuati dal CIPI per la  realizzazione
dei singoli contratti di programma e gli impegni assunti dall'Agenzia
per le agevolazioni industriali,  con  provvedimento  di  concessione
provvisoria, non potranno essere aumentati in relazione  ai  maggiori
importi dell'intervento finanziato risultanti in sede di consuntivo. 
  5.  Ai  programmi  cofinanziati  con  i  fondi  strutturali   della
Comunita' europea sono assicurate le risorse  di  cassa  disponibili,
necessarie per far fronte al finanziamento delle quote di  competenza
nazionale. A tal fine l'Agenzia per la promozione dello sviluppo  del
Mezzogiorno provvede alle relative erogazioni con priorita'  rispetto
ad  ogni   altra   destinazione.   Per   agevolare   l'utilizzo   dei
finanziamenti   diretti   alla   realizzazione    degli    interventi
cofinanziati dalla CEE, il CIPE, entro la  data  del  31  gennaio  di
ciascun anno, individua le risorse della legge 1 marzo 1986,  n.  64,
destinate  dalle  regioni  ai  medesimi  interventi.  Dette   risorse
affluiscono al Fondo di rotazione di cui all'articolo 5  della  legge
16 aprile 1987, n. 183, per il successivo trasferimento alle  regioni
secondo le norme in vigore. 
  6. La somma di lire 1.200 miliardi destinata con delibera CIPE  del
3 agosto 1988 al conseguimento delle finalita' di cui all'articolo 13
della legge 1 marzo 1986, n. 64, fa carico  sulla  autorizzazione  di
spesa di cui al comma 1 ed e'  inscritta,  in  ragione  di  lire  300
miliardi per l'anno 1992 e di lire 450 miliardi  per  ciascuno  degli
anni 1993-1994, sul capitolo 8816 dello  stato  di  previ  sione  del
Ministero  del  tesoro  per  gli  anni  suddetti.  La  disponibilita'
riveniente per  effetto  di  quanto  precede  e'  corrispondentemente
portata ad integrazione  delle  risorse  destinate  al  finanziamento
degli incentivi alle attivita' produttive di cui alla citata legge n. 
64 del 1986. 
  7. Le risorse dei fondi strutturali comunitari programmate per  gli
esercizi 1989, 1990, 1991  e  1992  e  non  ancora  impegnate  al  31
dicembre 1992, sono proposte dalle competenti  amministrazioni  dello
Stato, sentite le regioni interessate, per la revoca da  parte  della
Commissione CEE per essere  destinate  al  cofinanziamento  di  altri
interventi nell'ambito del territorio delle regioni del  Mezzogiorno.
Le risorse impegnate al 31 dicembre 1991 in  relazione  ai  programmi
approvati che non abbiano dato luogo all'assunzione  di  obbligazioni
giuridicamente vincolanti, e non spese almeno nella  misura  del  40%
entro il 31 dicembre  1992,  sono  proposte  alla  Commissione  delle
Comunita' europee per essere revocate e successivamente riprogrammate
per   la   parte   corrispondente   alla   percentuale   non   spesa;
conseguentemente si procede alla rimodulazione delle  relative  quote
di cofinanziamento nazionale. 
  8.  Per  la  realizzazione  di  progetti  strategici  di  interesse
nazionale di infrastrutturazione del territorio del  Mezzogiorno  nei
settori dell'acqua, della  ricerca  scientifica,  dell'ambiente,  dei
sistemi   territoriali,   del   turismo,   dei   beni   culturali   e
dell'agroalimentare, nonche' per la concessione, entro i limiti delle
risorse destinate dal CIPE, delle agevolazioni previste dal comma  2,
l'Agenzia  per  la  promozione  dello  sviluppo  del  Mezzogiorno  e'
autorizzata a contrarre mutui tramite  primari  istituti  di  credito
identificati dal Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro del
bilancio e della programmazione economica, in deroga all'articolo 17,
comma 4, della legge 1 marzo 1986, n. 64, per il complessivo  importo
di lire 10.000 miliardi,  in  ragione  di  lire  3.000  miliardi  per
ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994 e di lire  1.000  miliardi  per
l'anno 1995. I  prestiti  sono  contratti  nel  secondo  semestre  di
ciascun anno anche per la quota non impegnata per l'anno  precedente.
All'attuazione dei progetti  strategici  si  provvede  a  seguito  di
programma approvato dal CIPE, all'uopo integrato dal Ministro  per  i
problemi  delle  aree  urbane,  con  priorita'  per  gli   interventi
cofinanziati da adeguate risorse  private  sulla  base  di  un  piano
economico    e    finanziario.    I    programmi    relativi     alle
infrastrutturazioni delle aree urbane sono proposti dal Ministro  per
i problemi delle aree urbane, d'intesa con i Ministri competenti  per
settore, all'uopo promuovendo, ove necessario,  le  opportune  intese
con le amministrazioni regionali e locali interessate.  Qualora  alla
realizzazione dei progetti  intervengano  altre  amministrazioni  con
risorse proprie, si provvede con intese di programma  ed  accordi  di
programma, ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 64 del 1986. 
  9. Entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto, il CIPE provvede, su proposta del Ministro per  gli
interventi  straordinari  nel   Mezzogiorno,   sentite   le   regioni
interessate, alla revoca dei finanziamenti relativi  agli  interventi
finanziati sui piani annuali di attuazione,  rientranti  anche  nella
competenza regionale, che  non  risultino  avviati  entro  i  termini
previsti nei rispettivi atti programmatico-convenzionali. Le  risorse
oggetto delle revoche vengono acquisite alla  programmazione  per  il
finanziamento  di  interventi  previsti  dal  presente  decreto,  con
priorita'  per  gli  interventi  localizzati  nei  territori  in  cui
ricadono i finanziamenti revocati. 
  10. Fino  all'entrata  in  vigore  della  normativa  che  attua  il
passaggio  dall'intervento  straordinario   nel   Mezzogiorno   verso
l'intervento ordinario e comunque non oltre il 31 gennaio 1993,  sono
prorogati gli  organi  amministrativi  scaduti  dell'Agenzia  per  la
promozione dello sviluppo del  Mezzogiorno,  nonche'  degli  enti  di
promozione per lo sviluppo del  Mezzogiorno  di  cui  all'articolo  6
della legge n. 64 del 1986. 
  11. Entro tre mesi dalla data di entrata  in  vigore  del  presente
decreto, l'Agenzia per la promozione dello sviluppo  del  Mezzogiorno
presenta al Ministro per gli interventi straordinari nel  Mezzogiorno
un dettagliato rapporto sullo stato  di  attuazione  delle  attivita'
istituzionali svolte e sui risultati conseguiti. 
  12. Nell'ambito degli interventi previsti  dal  presente  articolo,
con esclusione di quelli di  cui  al  comma  3,  i  progetti  rivolti
all'esecuzione di opere o  all'inizio  di  attivita'  compresi  nelle
categorie individuate nell'allegato II della direttiva n.  85/337/CEE
sono sottoposti,  ad  istanza  dell'interessato,  alla  procedura  di
valutazione di impatto ambientale  ai  sensi  dell'articolo  6  della
legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive disposizioni di attuazione. 
Il Ministro dell'ambiente, sentita la commissione di cui all'articolo
18, comma 5, della legge 11 marzo 1988, n. 67,  valuta  la  rilevanza
ambientale degli interventi e si pronuncia sull'eventuale  esclusione
della procedura  con  parere  motivato  entro  novanta  giorni  dalla
comunicazione del progetto ai sensi dell'articolo 6, comma  3,  della
legge 8 luglio 1986, n. 349. Decorso il termine predetto il  progetto
si intende  escluso  dalla  procedura.  Nel  caso  di  interventi  di
rilevanza  infraregionale,  l'istanza  e'  presentata  alla   regione
competente,  che  ne  da'   immediata   comunicazione   al   Ministro
dell'ambiente e verifica la compatibilita' ambientale ai sensi  delle
disposizioni regionali vigenti nei successivi novanta giorni. Decorso
tale termine il progetto  si  intende  escluso  dalla  procedura.  Il
Ministro dell'ambiente, ove non esista una disciplina regionale, puo'
disporre che la procedura sia effettuata con  le  modalita'  previste
dall'articolo 6 della legge 8  luglio  1986,  n.  349,  e  successive
disposizioni di attuazione. 
  13. All'onere derivante dall'applicazione  del  presente  articolo,
valutato in lire 2.125 miliardi per l'anno 1992, lire 2.800  miliardi
per l'anno 1993 e lire 4.175 miliardi per l'anno 1994,  ivi  compreso
quello valutato in lire 450 miliardi  per  l'anno  1993  e  lire  900
miliardi per l'anno 1994, relativo ai prestiti di cui al comma 8,  si
provvede  mediante  corrispondente   riduzione   dello   stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo  9001
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per  l'anno  1992,
all'uopo parzialmente utilizzando l'apposito accantonamento. 
  14. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 8 della legge 8
novembre 1991, n. 360, si  intendono  riferite  anche  all'erogazione
della somma di cui all'articolo 10 del decreto-legge 22 aprile  1991,
n. 134, per le finalita' ivi previste. 
  15. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.