DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1965, n. 1124

Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2019)
Testo in vigore dal: 1-1-2019
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 85. 
 
  Se l'infortunio ha per conseguenza la morte, spetta  a  favore  dei
superstiti sotto indicati una rendita nella misura di cui  ai  numeri
seguenti ragguagliata al 100 per cento della  retribuzione  calcolata
secondo le disposizioni degli articoli da 116 a 120. Per i lavoratori
deceduti a decorrere dal 1º gennaio 2014 la rendita ai superstiti  e'
calcolata, in  ogni  caso,  sul  massimale  di  cui  al  terzo  comma
dell'articolo 116: 
    1) il cinquanta per cento al coniuge superstite fino alla morte o
a nuovo matrimonio; in questo secondo caso e'  corrisposta  la  somma
pari a tre annualita' di rendita; 
    2) il venti per  cento  a  ciascun  figlio  legittimo,  naturale,
riconosciuto o riconoscibile, e adottivo, fino al raggiungimento  del
diciottesimo anno di eta', e il quaranta per cento se  si  tratti  di
orfani di entrambi i genitori, e, nel caso di figli  adottivi,  siano
deceduti anche entrambi gli adottanti. Per i figli viventi  a  carico
del lavoratore infortunato al momento del decesso e che non  prestino
lavoro   retribuito,   dette   quote   sono   corrisposte   fino   al
raggiungimento del ventunesimo anno di eta', se  studenti  di  scuola
media o professionale, e per tutta la durata normale  del  corso,  ma
non oltre il ventiseiesimo anno di eta', se studenti universitari. Se
siano  superstiti  figli  inabili  al  lavoro  la  rendita  e'   loro
corrisposta finche' dura l'inabilita'. (55) 
  Sono compresi tra i superstiti  di  cui  al  presente  numero,  dal
giorno della nascita, i figli concepiti alla data dell'infortunio. 
  Salvo  prova  contraria,   si   presumono   concepiti   alla   data
dell'infortunio i nati entro trecento giorni da tale data; 
    3) in mancanza di superstiti di cui ai numeri 1), e 2), il  venti
per cento a ciascuno degli ascendenti e  dei  genitori  adottanti  se
viventi a carico del defunto e fino alla loro morte; 
    4) in mancanza di superstiti di cui ai numeri 1), e 2), il  venti
per cento a  ciascuno  dei  fratelli  e  sorelle  se  conviventi  con
l'infortunato e a suo carico nei limiti e nelle condizioni  stabiliti
per i figli. 
  La somma delle  rendite  spettanti  ai  suddetti  superstiti  nelle
misure a ciascuno come sopra assegnate non  puo'  superare  l'importo
dell'intera retribuzione calcolata come sopra. Nel  caso  in  cui  la
somma predetta  superi  la  retribuzione,  le  singole  rendite  sono
proporzionalmente ridotte entro  tale  limite.  Qualora  una  o  piu'
rendite  abbiano  in   seguito   a   cessare,   le   rimanenti   sono
proporzionalmente reintegrate sino alla concorrenza di detto  limite.
Nella  reintegrazione  delle  singole  rendite  non   puo'   peraltro
superarsi la quota spettante a ciascuno degli aventi diritto ai sensi
del comma precedente. 
  Oltre alle rendite di cui sopra e' corrisposto una volta  tanto  un
assegno ((di euro 10.000)) al coniuge superstite, o, in mancanza,  ai
figli, o, In mancanza di questi, agli ascendenti, o, in  mancanza  di
questi ultimi, ai fratelli e sorelle, ((...)). Qualora non esistano i
superstiti predetti, l'assegno e' corrisposto a chiunque dimostri  di
aver sostenuto spese in occasione della morte  del  lavoratore  nella
misura corrispondente alla spesa sostenuta, entro il  limite  massimo
dell'importo previsto per i superstiti aventi diritto a rendita. 
  Per gli addetti alla navigazione marittima ed alla pesca  marittima
l'assegno di  cui  al  precedente  comma  non  puo'  essere  comunque
inferiore ad una mensilita' di retribuzione. 
  Agli effetti del presente articolo sono  equiparati  ai  figli  gli
altri discendenti viventi a carico del defunto che  siano  orfani  di
ambedue i genitori  o  figli  di  genitori  inabili  al  lavoro,  gli
affiliati e gli esposti regolarmente affidati, e sono equiparati agli
ascendenti gli affilianti  e  le  persone  a  cui  gli  esposti  sono
regolarmente affidati.(18)(19a) 
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AGGIORNAMENTO (18) 
  la L. 10 maggio 1982, n. 251 ha disposto (con l'art.  21)  che  "Le
disposizioni della presente legge, ove non sia prevista  una  diversa
decorrenza, hanno effetto dal 1 gennaio 1982". 
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AGGIORNAMENTO (19a) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 18 - 21 dicembre 1985, n.  360
(in G.U. 1a s.s. 31/12/1985, n. 306) ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale "dell'art. 85 del  d.P.R.  30  giugno  1965,  n.  1124
(Testo unico  delle  disposizioni  per  l'assicurazione  obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro e le  malattie  professionali)  nella
parte in cui  nel  disporre  che,  nel  caso  di  infortunio  mortale
dell'assicurato,  agli  orfani  di  entrambi  i  genitori  spetta  il
quaranta per cento della rendita, esclude  che  tale  rendita  spetti
anche   all'orfano   dell'unico   genitore   naturale   che   lo   ha
riconosciuto". 
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AGGIORNAMENTO (55) 
  La Corte Costituzionale con sentenza del 11 - 27 marzo 2009 n. 86 (
in G.U. 1a s.s. 01.04.2009  n.  13)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale "dell'art. 85, primo comma, numero 2,  del  d.P.R.  30
giugno  1965,  n.  1124   (Testo   unico   delle   disposizioni   per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni  sul  lavoro  e  le
malattie professionali), nella parte in cui, nel  disporre  che,  nel
caso di infortunio mortale dell'assicurato, agli orfani di entrambi i
genitori spetta il quaranta per cento della rendita, esclude che essa
spetti nella stessa misura  anche  all'orfano  di  un  solo  genitore
naturale".