DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 1965, n. 758

Nuove norme sul cumulo di pensioni e stipendi a carico dello Stato e di Enti pubblici, in applicazione della legge 5 dicembre 1964, n. 1268.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 12/03/2012)
Testo in vigore dal: 27-3-2012
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                               Art. 4 
  Il cumulo dei trattamenti di cui al primo comma dell'art. 1, non e'
ammesso nei casi in cui il nuovo  servizio  costituisce  derivazione,
continuazione o rinnovo del precedente rapporto  che  ha  dato  luogo
alla pensione. 
  Il divieto di cumulo di cui al primo comma si applica nei casi di: 
    a) riammissione in servizio di personale civile; 
    b) richiamo di ufficiale, sottufficiale  o  militare  di  truppa,
titolare di pensione per il precedente servizio militare; 
    c) immissione nell'impiego civile di sottufficiale o graduato, in
applicazione delle particolari disposizioni  concernenti  riserva  di
posti in favore di dette categorie di militari; 
    d) nomina conseguita mediante concorso  riservato  esclusivamente
a, soggetti che hanno gia' prestato servizio ovvero a  tali  soggetti
insieme con appartenenti a particolari categorie di professionisti; 
    e) conferimento di incarichi di insegnamento in scuole o istituti
dello stesso grado di quelli presso cui e' stato prestato il servizio
precedente da incaricato; 
    f) nomina senza concorso nello Stato  o  negli  Enti  di  cui  al
precedente art. 1, conseguita in derivazione o  in  continuazione  o,
comunque,  in  costanza  di  un  precedente  rapporto   di   impiego,
rispettivamente, con lo Stato o con gli Enti stessi. 
  Nei casi in cui il  precedente  rapporto  abbia  dato  titolo  alla
liquidazione di un trattamento di pensione, il trattamento stesso  e'
sospeso. 
  Al termine del  nuovo  servizio  e'  liquidato  il  trattamento  di
quiescenza secondo il disposto del terzo comma dell'art. 2. ((2)) 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20, nel sopprimere  il  numero  552)
dell'art. 2268,  comma  1  del  D.Lgs.  15  marzo  2010,  n.  66,  ha
conseguentemente disposto (con l'art. 9, comma 1, lettera p),  numero
4)) il venir meno dell'abrogazione dell'intero provvedimento. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 10, comma 8, lettera a), numero 2))
che riprende vigore l'intero provvedimento.