DECRETO-LEGGE 22 aprile 2021, n. 52

Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19. (21G00064)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/04/2021
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 17 giugno 2021, n. 87 (in G.U. 21/06/2021, n. 146).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2021)
Testo in vigore dal: 25-12-2021
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                           Art. 9-septies 
 
 (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nel settore privato). 
 
  1. Dal 15 ottobre 2021 e fino al  ((31  marzo  2022)),  termine  di
cessazione  dello  stato  di  emergenza,  al  fine  di  prevenire  la
diffusione  dell'infezione  da  SARS-CoV-2,  a  chiunque  svolge  una
attivita' lavorativa nel settore privato e' fatto  obbligo,  ai  fini
dell'accesso ai luoghi in cui la predetta  attivita'  e'  svolta,  di
possedere  e  di  esibire,  su  richiesta,  la  certificazione  verde
COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 2. Resta fermo quanto  previsto
dagli articoli 9-ter, 9-ter.1 e 9-ter.2 del presente decreto e  dagli
articoli  4  e  4-bis  del  decreto-legge  1°  aprile  2021,  n.  44,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76. 
  2. La disposizione di cui al comma 1 si applica altresi' a tutti  i
soggetti che svolgono,  a  qualsiasi  titolo,  la  propria  attivita'
lavorativa o di formazione, anche  in  qualita'  di  discenti,  o  di
volontariato nei luoghi di cui  al  comma  1,  anche  sulla  base  di
contratti esterni. 
  3. Le disposizioni di cui ai commi  1  e  2  non  si  applicano  ai
soggetti esentati dalla somministrazione del vaccino  sulla  base  di
idonea certificazione medica rilasciata secondo  i  criteri  definiti
con circolare del Ministero della salute. 
  4. I datori di lavoro di cui al comma 1 sono tenuti a verificare il
rispetto delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 2. Per  i  lavoratori
di cui al comma 2 la verifica del rispetto delle prescrizioni di  cui
al comma 1, oltre che dai  soggetti  di  cui  al  primo  periodo,  e'
effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Per i lavoratori in
somministrazione la verifica del rispetto delle prescrizioni  di  cui
al comma 1 compete all'utilizzatore;  e'  onere  del  somministratore
informare  i  lavoratori  circa   la   sussistenza   delle   predette
prescrizioni. 
  5. I datori di lavoro di cui al comma 1 definiscono,  entro  il  15
ottobre 2021,  le  modalita'  operative  per  l'organizzazione  delle
verifiche  di  cui  al  comma  4,  anche   a   campione,   prevedendo
prioritariamente, ove possibile, che i controlli siano effettuati  al
momento dell'accesso ai luoghi di  lavoro,  e  individuano  con  atto
formale i  soggetti  incaricati  dell'accertamento  delle  violazioni
degli  obblighi  di  cui  ai  commi  1  e  2.  Le   verifiche   delle
certificazioni  verdi  COVID-19  sono  effettuate  con  le  modalita'
indicate dal  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri
adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10. Al fine di  semplificare
e razionalizzare le verifiche di cui al presente comma, i  lavoratori
possono richiedere di consegnare al proprio datore  di  lavoro  copia
della  propria  certificazione  verde  COVID-19.  I  lavoratori   che
consegnano la predetta certificazione,  per  tutta  la  durata  della
relativa  validita',  sono  esonerati  dai  controlli  da  parte  dei
rispettivi datori di lavoro. 
  6. I lavoratori di cui al comma 1, nel caso in cui  comunichino  di
non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o  qualora
risultino privi della predetta certificazione al momento dell'accesso
al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza  dei
lavoratori  nel   luogo   di   lavoro,   sono   considerati   assenti
ingiustificati fino alla presentazione della predetta  certificazione
e, comunque, non oltre il ((31 marzo 2022)),  termine  di  cessazione
dello stato  di  emergenza,  senza  conseguenze  disciplinari  e  con
diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per  i  giorni  di
assenza ingiustificata di cui al primo periodo  non  sono  dovuti  la
retribuzione ne' altro compenso o emolumento, comunque denominato. 
  7. Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo  il  quinto
giorno di assenza ingiustificata di cui al  comma  6,  il  datore  di
lavoro puo' sospendere il lavoratore per la durata  corrispondente  a
quella  del  contratto  di  lavoro  stipulato  per  la  sostituzione,
comunque per un periodo non  superiore  a  dieci  giorni  lavorativi,
rinnovabili fino al predetto termine del  ((31  marzo  2022)),  senza
conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione  del  posto
di lavoro per il lavoratore sospeso. 
  8. L'accesso di lavoratori ai luoghi di lavoro di cui al comma 1 in
violazione degli obblighi di cui ai commi 1 e  2  e'  punito  con  la
sanzione  di  cui  al  comma  9  e  restano  ferme   le   conseguenze
disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore. 
  9. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4 o  di
mancata adozione delle misure organizzative di cui  al  comma  5  nel
termine previsto, nonche' per la violazione di cui  al  comma  8,  si
applica l'articolo 4, commi 1, 3, 5 e 9, del decreto-legge  25  marzo
2020, n. 19, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22  maggio
2020, n. 35. Resta  fermo  quanto  previsto  dall'articolo  2,  comma
2-bis, del decreto-legge 16  maggio  2020,  n.  33,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. Per  le  violazioni
di cui al comma 8, la sanzione amministrativa prevista  dal  comma  1
del citato articolo 4 del decreto-legge n. 19 del 2020  e'  stabilita
nel pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500. 
  10. Le sanzioni di cui al comma 9 sono  irrogate  dal  Prefetto.  I
soggetti incaricati dell'accertamento  e  della  contestazione  delle
violazioni di cui al medesimo comma 9  trasmettono  al  Prefetto  gli
atti relativi alla violazione.