MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

DECRETO 20 marzo 2003, n. 108

Regolamento recante norme per la ripartizione degli incentivi previsti dall'articolo 18, comma 1, della legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109, a favore del personale degli uffici tecnici incaricati della progettazione delle opere o lavori appaltati dal Ministero delle attivita' produttive.

vigente al 29/01/2022
Testo in vigore dal: 4-6-2003
               IL MINISTRO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

  Vista  la  legge  23 agosto 1988, n. 400, concernente la disciplina
dell'attivita'   di   Governo  e  ordinamento  della  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri, ed in particolare l'articolo 17, comma 3;
  Vista la legge 11 febbraio 1994, n. 109, recante la legge quadro in
materia  di  lavori  pubblici,  e  successive  modificazioni,  ed  in
particolare   l'articolo 18,  comma  1,  come  da  ultimo  sostituito
dall'articolo 13,  comma  4  della  legge  17 maggio  1999,  n.  144,
concernente  la  ripartizione  tra  il personale degli uffici tecnici
incaricati  della  progettazione, di una somma non superiore all'1,5%
dell'importo posto a base di gara di un'opera o lavoro;
  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999,
n.  554,  recante  il regolamento di attuazione della legge quadro in
materia  di  lavori  pubblici  11 febbraio 1994, n. 109, e successive
modificazioni;
  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, riguardante la
riforma  dell'organizzazione  del  Governo,  a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
175,  recante  il  regolamento  di organizzazione del Ministero delle
attivita' produttive;
  Considerato  che  il  citato  articolo 18,  comma  1,  della  legge
11 febbraio  1994,  n.  109,  prevede  altresi'  che  la ripartizione
dell'incentivo a favore del personale degli uffici tecnici incaricati
della  progettazione  sia  effettuata  con  le  modalita' e i criteri
previsti  in  sede  di  contrattazione  decentrata  ed  assunti in un
regolamento adottato dall'amministrazione;
  Visto il verbale dell'accordo raggiunto il giorno 26 marzo 2002 con
le   organizzazioni   sindacali  rappresentative  del  personale  del
Ministero  delle  attivita'  produttive in merito alle modalita' e ai
criteri di ripartizione degli incentivi;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 28 ottobre 2002;
  Vista  la  comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri,
ai  sensi  dell'articolo  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, effettuata con nota n. 2456 del 12 febbraio 2003;

                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.

  1.  Gli  incentivi,  di cui all'articolo 18 della legge 11 febbraio
1994,  n.  109,  e  successive  modifiche e integrazioni, inerenti la
progettazione dei lavori, sono riferiti ai soli lavori effettivamente
appaltati,  compresa  l'eventuale  redazione di perizie di variante e
suppletive.
  2.   Il   personale   destinatario   del  compenso  e'  individuato
dall'articolo 18, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
da  ultimo sostituito dall'articolo 13, comma 4 della legge 17 maggio
1999,  n.  144,  tra  il  responsabile  unico  del  procedimento, gli
incaricati  della  redazione del progetto, del piano della sicurezza,
della  direzione  dei  lavori  e  del  collaudo,  nonche'  tra i loro
collaboratori.
  3.   La   percentuale   effettiva,  nel  limite  massimo  dell'1,5%
dell'importo  posto  a  base  di  gara  o di trattativa dei lavori da
realizzare, e' stabilita dal presente regolamento in base alle classi
di spesa definite agli articoli 3, 4 e 5.
          Avvertenza:
              Le    note    qui   pubblicate   sono   state   redatte
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma  3 del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
              -  Il  testo  dell'art.  17  della legge 23 agosto 1988
          (pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n.
          214),  recante:  «Disciplina  dell'attivita'  di  Governo e
          ordinamento  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri»,
          come  modificato  dall'art. 11 della legge 5 febbraio 1999,
          n.  25,  dall'art.  74  del  decreto legislativo 3 febbraio
          1993,  n. 29, dall'art. 72 del decreto legislativo 30 marzo
          2001,  n.  165 e dall'art. 13 della legge 15 marzo 1997, n.
          59, e' il seguente:
              «Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
          pronunziarsi  entro novanta giorni dalla richiesta, possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d) l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge;
                e) (lettera soppressa).
              2.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.
              3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
              4.  I  regolamenti  di  cui al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali  ed  interministeriali,  che  devono recare la
          denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale.
              4-bis.  L'organizzazione  e  la disciplina degli uffici
          dei  Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
          sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
          d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
          il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,  con  i  contenuti  e  con  l'osservanza dei
          criteri che seguono:
                a) riordino  degli  uffici  di diretta collaborazione
          con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
          tali   uffici   hanno   esclusive  competenze  di  supporto
          dell'organo  di direzione politica e di raccordo tra questo
          e l'amministrazione;
                b) individuazione    degli    uffici    di    livello
          dirigenziale  generale,  centrali  e  periferici,  mediante
          diversificazione  tra  strutture  con funzioni finali e con
          funzioni  strumentali  e  loro  organizzazione per funzioni
          omogenee  e  secondo criteri di flessibilita' eliminando le
          duplicazioni funzionali;
                c) previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
          dell'organizzazione e dei risultati;
                d)    indicazione   e   revisione   periodica   della
          consistenza delle piante organiche;
                e) previsione  di  decreti ministeriali di natura non
          regolamentare  per  la definizione dei compiti delle unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali.».
              -  Il  testo dell'art. 18 della legge 11 febbraio 1994,
          n.  109  (pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale 19 febbraio
          1994,  n.  41), recante: «Legge quadro in materia di lavori
          pubblici»,  come  modificato dalla legge 17 maggio 1999, n.
          144, e' il seguente:
              «Art. 18 (Incentivi e spese per la progettazione). - 1.
          Una  somma  non  superiore  all'1,5  per cento dell'importo
          posto  a  base di gara di un'opera o di un lavoro, a valere
          direttamente  sugli  stanziamenti di cui all'art. 16, comma
          7,  e'  ripartita,  per ogni singola opera o lavoro, con le
          modalita'  ed  i criteri previsti in sede di contrattazione
          decentrata   ed   assunti   in   un   regolamento  adottato
          dall'amministrazione,   tra   il   responsabile  unico  del
          procedimento e gli incaricati della redazione del progetto,
          del  piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del
          collaudo  nonche'  tra i loro collaboratori. La percentuale
          effettiva,  nel  limite  massimo  dell'1,5  per  cento,  e'
          stabilita  dal  regolamento  in rapporto all'entita' e alla
          complessita'  dell'opera  da  realizzare.  La  ripartizione
          tiene  conto  delle  responsabilita' professionali connesse
          alle  specifiche  prestazioni  da  svolgere. Le quote parti
          della  predetta  somma corrispondenti a prestazioni che non
          sono  svolte dai predetti dipendenti, in quanto affidiate a
          personale    esterno    all'organico   dell'amministrazione
          medesima,  costituiscono  economie. I commi quarto e quinto
          dell'art.  62  del  regolamento approvato con regio decreto
          23 ottobre  1925, n. 2537, sono abrogati. I soggetti di cui
          all'art.  2,  comma  2,  lettera  b),  possono adottare con
          proprio provvedimento analoghi criteri.
              2. Il 30 per cento della tariffa professionale relativa
          alla  redazione  di  un  atto  di  pianificazione  comunque
          denominato  e'  ripartito,  con  le  modalita' ed i criteri
          previsti   nel   regolamento  di  cui  al  comma 1,  tra  i
          dipendenti   dell'amministrazione   aggiudicatrice  che  lo
          abbiano redatto.
              2-bis.   A   valere  sugli  stanziamenti  iscritti  nei
          capitoli  delle  categorie X e XI del bilancio dello Stato,
          le   amministrazioni   competenti   destinano   una   quota
          complessiva  non superiore al 10 per cento del totale degli
          stanziamenti  stessi alle spese necessarie alla stesura dei
          progetti  preliminari,  nonche'  dei progetti definitivi ed
          esecutivi,  incluse  indagini  geologiche  e  geognostiche,
          studi  di  impatto  ambientale  od  altre rilevazioni, alla
          stesura  dei  piani  di  sicurezza e di coordinamento e dei
          piani  generali  di  sicurezza quando previsti ai sensi del
          decreto  legislativo  14 agosto  1996, n. 494, e agli studi
          per     il     finanziamento    dei    progetti,    nonche'
          all'aggiornamento    ed    adeguamento    alla    normativa
          sopravvenuta  dei  progetti  gia' esistenti d'intervento di
          cui  sia  riscontrato  il perdurare dell'interesse pubblico
          alla  realizzazione  dell'opera.  Analoghi criteri adottano
          per  i  propri  bilanci  le regioni e le province autonome,
          qualora  non vi abbiano gia' provveduto, nonche' i comuni e
          le  province e i loro consorzi. Per le opere finanziate dai
          comuni, province e loro consorzi e dalle regioni attraverso
          il ricorso al credito, l'istituto mutuante e' autorizzato a
          finanziare  anche  quote  relative  alle  spese  di  cui al
          presente    articolo,   sia   pure   anticipate   dall'ente
          mutuatario.
              2-ter. I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto di
          lavoro  a tempo parziale non possono espletare, nell'ambito
          territoriale   dell'ufficio   di   appartenenza,  incarichi
          professionali per conto di pubbliche amministrazioni di cui
          all'art.  1,  comma  2,  del decreto legislativo 3 febbraio
          1993, n. 29, e successive modificazioni, se non conseguenti
          ai rapporti d'impiego.
              2-quater.  E'  vietato  l'affidamento  di  attivita' di
          progettazione,   direzione  lavori,  collaudo,  indagine  e
          attivita'   di  supporto  a  mezzo  di  contratti  a  tempo
          determinato  od  altre procedure diverse da quelle previste
          dalla presente legge.».
              -   Il   decreto   del   Presidente   della  Repubblica
          21 dicembre   1999,   n.  554  (pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale  28 aprile  2000,  n.  98)  reca: «Regolamento di
          attuazione  della  legge  11 febbraio  1994, n. 109 - legge
          quadro   in   materia  di  lavori  pubblici,  e  successive
          modificazioni».
              -   Il  decreto  legislativo  30 luglio  1999,  n.  300
          (pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  30 agosto 1999, n.
          203)  reca:  «Riforma  dell'organizzazione  del  Governo, a
          norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59».
              -  Il  decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo
          2001, n. 175 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio
          2001,  n.  214)  reca:  «Regolamento  di organizzazione del
          Ministero delle attivita' produttive».
          Nota all'art. 1:
              -  Per  il  testo  dell'art. 18 della legge 11 febbraio
          1999, n. 109, si vedano le note alle premesse.