MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

DECRETO 25 gennaio 2001, n. 104

Regolamento recante le modalita' e i termini per l'affidamento delle materie oggetto degli esami di Stato ai commissari esterni e i criteri e le modalita' di nomina, designazione e sostituzione dei componenti delle commissioni degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.

vigente al 19/01/2022
Testo in vigore dal: 22-4-2001
attiva riferimenti normativi
                IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
  Vista  la  legge 10 dicembre 1997, n. 425, recante disposizioni per
la  riforma  degli  esami  di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore;
  Visto  l'articolo  205,  comma 1, del decreto legislativo 16 aprile
1994,  n.  297,  con  il  quale e' stata demandata al Ministero della
pubblica   istruzione   la   potesta'  regolamentare  in  materia  di
esecuzione delle disposizioni relative agli scrutini e agli esami;
  Visto  il  decreto  del  Presidente  della Repubblica del 23 luglio
1998, n. 323, con il quale e' stato emanato il regolamento che
  disciplina  gli  esami di Stato e, in particolare, gli articoli 9 e
  10; Visto il decreto ministeriale 8 novembre 1999, n. 518;
  Ritenuto, sulla base dei riscontri registrati negli esami dei primi
due  anni  di  attuazione  del  nuovo modello di esame, di modificare
parzialmente  i  criteri  e le modalita' di nomina e designazione dei
componenti delle commissioni degli esami di Stato;
  Visto l'articolo 16 della legge 19 novembre 1990, n. 341;
  Visto,  inoltre,  l'articolo  1,  comma  11, della legge 14 gennaio
1999, n. 4;
  Visto  l'articolo  17,  commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato, n. 195/2000, espresso
nell'adunanza  della sezione consultiva per gli atti normativi del 20
novembre 2000;
  Vista  la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 (nota
n. 9960 L.L.P. 1653 del 7 dicembre 2000);
                             A d o t t a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                   Partecipazione alle commissioni
  1.  La  partecipazione  ai  lavori delle commissioni degli esami di
Stato rientra tra gli obblighi inerenti lo svolgimento delle funzioni
proprie del personale della scuola.
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
          Note alle premesse:
              - La   legge   10   dicembre   1997,   n.   425,  reca:
          "Disposizioni   per   la   riforma  degli  esami  di  Stato
          conclusivi  dei  corsi  di  studio di istruzione secondaria
          superiore".
              - Il   testo   dell'art.  205,  comma  1,  del  decreto
          legislativo  16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo
          unico  delle disposizioni legislative vigenti in materia di
          istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) e'
          il seguente:
              "Art. 205. - 1. Con propri decreti da adottarsi secondo
          la  procedura  prevista  dall'art.  17,  commi 3 e 4, della
          legge  23  agosto  1988, n. 400, il Ministro della pubblica
          istruzione  emana  uno  o piu' regolamenti per l'esecuzione
          delle disposizioni relative agli scrutini ed agli esami. Il
          Ministro  della  pubblica istruzione determina annualmente,
          con  propria  ordinanza,  le  modalita' organizzative degli
          scrutini ed esami stessi".
              - Si riporta il testo degli articoli 9 e 10 del decreto
          del  Presidente  della  Repubblica  23  luglio 1998, n. 323
          (Regolamento   recante  disciplina  degli  esami  di  Stato
          conclusivi  dei  corsi  di  studio di istruzione secondaria
          superiore,   a   norma   dell'art.   1   della   legge   10
          dicembre 1997, n. 425):
              "Art.  9  (Commissione  d'esame).  -  1. La commissione
          d'esame e' nominata dal Ministero della pubblica istruzione
          ed  e' composta da non piu' di otto membri, dei quali il 50
          per  cento  interni  e  il  restante  50  per cento esterni
          all'istituto,   piu'  il  presidente  esterno;  le  materie
          affidate  ai  membri esterni sono scelte annualmente con le
          modalita'  e nei termini stabiliti con decreto del Ministro
          della  pubblica  istruzione, adottato a norma dell'art. 205
          del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile
          1994, n. 297.
              2.  Ogni  due  commissioni  d'esame  sono  nominati  un
          presidente   unico   e   commissari   esterni  comuni  alle
          commissioni  stesse, in numero pari a quello dei commissari
          interni di ciascuna commissione, e, comunque, non superiore
          a  quattro.  E',  in  ogni  caso,  assicurata  la nomina di
          commissari  interni  o  esterni  docenti  delle  discipline
          oggetto della prima e della seconda prova scritta.
              3.  Ad ogni singola commissione d'esame sono assegnati,
          di  norma,  non piu' di trentacinque candidati. I candidati
          interni  devono  appartenere  ad  una sola classe. Ciascuna
          commissione   di   istituto   legalmente   riconosciuto   o
          pareggiato  e'  abbinata  ad  una  commissione  di istituto
          statale.  I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse
          commissioni degli istituti statali e il loro numero massimo
          non  puo'  superare  il 50 per cento dei candidati interni.
          Nel  caso  in  cui, per il numero di candidati esterni, non
          sia   possibile   rispettare   il   predetto   criterio  di
          ripartizione,   possono   essere   costituite   commissioni
          apposite con un numero maggiore di candidati esterni ovvero
          con soli candidati esterni.
              4.  Il presidente e' nominato tra i capi di istituti di
          istruzione  secondaria  superiore  statali  tra  i  capi di
          istituto   di   scuola   media   statale   in  possesso  di
          abilitazione   all'insegnamento   nella  scuola  secondaria
          superiore, tra i professori universitari di prima e seconda
          fascia  anche  fuori  ruolo, tra i ricercatori universitari
          confermati;  tra  i  capi  di  istituto  e  i docenti degli
          istituti   statali   di   istruzione  secondaria  superiore
          collocati  a  riposo  da meno di cinque anni, tra i docenti
          della  scuola  secondaria  superiore. I membri esterni sono
          nominati tra i docenti della scuola secondaria superiore. I
          membri  interni  sono  designati  dalle singole istituzioni
          scolastiche  tra  i  docenti  delle materie non affidate ai
          membri  esterni,  appartenenti  al  consiglio  della classe
          collegata  alla  commissione cui sono assegnati i candidati
          ovvero  tra i docenti che, sulla base dei regolamenti delle
          istituzioni  scolastiche  autonome,  hanno partecipato allo
          scrutinio   finale  dei  candidati  interni.  Nel  caso  di
          costituzione  di commissioni con soli candidati esterni, ai
          sensi  del  comma  3, ultimo periodo, i membri interni sono
          individuati tra i docenti anche di classi non terminali del
          medesimo istituto o di istituti dello stesso tipo.
              5.   I  criteri  e  le  modalita'  per  le  nomine  dei
          componenti le commissioni d'esame e per la designazione dei
          membri  interni da parte delle istituzioni scolastiche sono
          determinati  dal  Ministro della pubblica istruzione con il
          decreto di cui al comma 1.
              6.  I presidenti ed i membri esterni non possono essere
          nominati  nelle  commissioni d'esame operanti nella propria
          scuola,  in altre scuole del medesimo distretto o in scuole
          nelle  quali  abbiano  prestato  servizio  negli ultimi due
          anni.
              7.  Il presidente vigila sui lavori delle commissioni e
          li  coordina  in tutte le fasi assicurando la sua presenza,
          ove necessario, anche in quelle in cui i commissari operano
          per aree disciplinari.
              8. La partecipazione dei presidenti e dei commissari e'
          compensata, nella misura stabilita con decreto del Ministro
          della   pubblica   istruzione,  adottato  d'intesa  con  il
          Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
          economica,  entro  il  limite  di spesa di cui all'art. 23,
          comma  2,  della  legge  23  dicembre  1994,  n.  724, come
          interpretato dall'art. 1, comma 80, della legge 23 dicembre
          1996,  n.  662,  che,  a  tal fine, e' innalzato di lire 33
          miliardi.  I compensi sono onnicomprensivi e sostitutivi di
          qualsiasi  altro emolumento, ivi compreso il trattamento di
          missione,  e  sono differenziati in relazione alla funzione
          di  presidente,  di membro esterno o di membro interno e in
          relazione  ai tempi di percorrenza dalla sede di servizio o
          di abituale dimora a quella d'esame. Il compenso dei membri
          interni  tiene conto anche dell'eventuale svolgimento della
          funzione in piu' commissioni".
              "Art. 10 (Sostituzione dei componenti delle commissioni
          d'esame).   -   1.   La   partecipazione  ai  lavori  delle
          commissioni  d'esame  di  Stato del presidente e dei membri
          rientra  tra  gli  obblighi  inerenti  o  svolgimento delle
          funzioni  proprie  del  personale direttivo e docente della
          scuola.
              2.  Non  e'  consentito ai componenti le commissioni di
          rifiutare  l'incarico  o  di  lasciarlo,  salvo nei casi di
          legittimo   impedimento   per   motivi  che  devono  essere
          documentati e accertati.
              3.   La   competenza   a   provvedere  alle  necessarie
          sostituzioni  dei  componenti  delle commissioni d'esame e'
          dei provveditori agli studi, che dispongono le sostituzioni
          medesime sulla base dei criteri di cui all'art. 9, comma 5.
              4.  Il  commissario assente deve essere tempestivamente
          sostituito  per la restante durata delle operazioni d'esame
          nei casi di assenze successive all'espletamento delle prove
          scritte.
              5.  La  sostituzione dei membri interni viene disposta,
          su  designazione del capo d'istituto, con altro docente che
          appartenga  alla  stessa  classe,  allo stesso corso, o nel
          caso   che   cio'   non   sia  possibile  per  giustificato
          impedimento,   ad   altra  classe  del  medesimo  istituto,
          assicurando  che  non  si  tratti  di docenti di discipline
          affidate ai membri esterni".
              - Il  decreto  ministeriale  8  novembre  1999, n. 518,
          reca:  "Regolamento  recante  le  modalita' e i termini per
          l'affidamento delle materie oggetto degli esami di Stato ai
          commissari  esterni  e  i criteri e le modalita' di nomina,
          designazione    e   sostituzione   dei   componenti   delle
          commissioni  degli  esami  di Stato conclusivi dei corsi di
          studio di istruzione secondaria superiore".
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  16  della legge 19
          novembre  1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici
          universitari):
              "Art.  16  (Norme  finali).  - 1. Nella presente legge,
          nelle  dizioni  "ricercatori  o  "ricercatori confermati si
          intendono  comprese anche quelle di "assistenti di ruolo ad
          esaurimento   e   di  "tecnici  laureati  in  possesso  dei
          requisiti  previsti dall'art. 50 del decreto del Presidente
          della  Repubblica  11  luglio  1980,  n.  382, alla data di
          entrata  in  vigore  del  predetto  decreto ; nella dizione
          "corsi  di  diploma  si  intende  compresa  anche quella di
          "corsi  delle scuole dirette a fini speciali fino alla loro
          trasformazione o soppressione.
              2.  L'istituzione  e l'attivazione dei corsi di diploma
          universitario,   di   laurea,   di  specializzazione  e  di
          dottorato  di  ricerca, saranno attuate in conformita' alle
          disposizioni che regolano le procedure inerenti al piano di
          sviluppo  dell'universita', nei limiti del finanziamento di
          parte  corrente  del  piano  stesso, previsto dall'art. 17,
          comma  1, della legge 7 agosto 1990, n. 245, e tenuto conto
          altresi'  del concorso di ulteriori forme di finanziamento,
          quali  i fondi derivanti da: convenzioni con enti pubblici,
          con  particolare riferimento alle regioni nell'ambito delle
          competenze per la formazione professionale: convenzioni con
          soggetti privati; eventuali variazioni dei contributi degli
          iscritti;  trasferimenti del fondo sociale europeo, nonche'
          risparmi  conseguiti  con  una  piu'  flessibile ed intensa
          utilizzazione   dei   docenti   e   con  una  utilizzazione
          finalizzata  alle nuove esigenze dei posti di ruolo vacanti
          gia' previsti nella pianta organica alla data di entrata in
          vigore della presente legge.
              3.  Nella  prima  applicazione della presente legge, le
          universita'  che attivino un corso di diploma, oltre a dare
          inizio   ai   corsi   del   primo   anno,   provvedono   ai
          riconoscimenti,  ai sensi del comma 2 dell'art. 2, di esami
          sostenuti  in  un corso di laurea per studenti aspiranti al
          diploma;  qualora cio' risulti necessario per consentire il
          conseguimento  del  titolo, le universita' possono altresi'
          attivare anche insegnamenti previsti per gli ulteriori anni
          del corso.
              4.  Le  disposizioni  degli  statuti  che, alla data di
          entrata  in  vigore  della presente legge, prevedono scuole
          che  rilasciano  titoli  aventi  valore  di  laurea, ovvero
          scuole che nella loro unitaria costituzione sono articolate
          in  piu' corsi, anche autonomi, di diverso livello di studi
          per  il  conseguimento  di  distinti titoli finali, possono
          essere  confermate  dalle  universita' con atto ricognitivo
          adottato  dagli organi competenti, entro un anno dalla data
          di entrata in vigore della presente legge, da comunicare al
          Ministero  dell'universita'  e  della ricerca scientifica e
          tecnologica;  restano ferme le disposizioni concernenti gli
          istituti superiori ad ordinamento speciale.".
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  1, comma 11, della
          legge  14  gennaio 1999,  n. 4 (Disposizioni riguardanti il
          settore  universitario e della ricerca scientifica, nonche'
          il servizio di mensa nelle scuole):
                "11. Il secondo periodo del primo comma dell'art. 114
          del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,
          n.  382,  come  da  ultimo sostituito dall'art. 12, comma 5
          della legge 19 novembre 1990, n. 341, e' abrogato. All'art.
          12 della legge 19 novembre 1990, n. 341, ai commi 1, 3, 4 e
          6, nonche' al primo periodo del primo comma del citato art.
          114  del  decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio
          1980, n. 382, la parola "confermati e' soppressa".
              - Si  riporta il testo dell'art. 17, commi 3 e 4, della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
                "3. Con  decreto ministeriale possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza dei Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  Ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I   regolamenti  ministeriali  non  possono  dettare  norme
          contrarie  a  quelle  dei  regolamenti emanati dal Governo.
          Essi  debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
          dei Ministri prima della loro emanazione".
                "4. I  regolamenti  di cui al comma 1 e i regolamenti
          ministeriali  e  interministeriali,  che  devono  recare la
          denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere
          del   Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  e  alla
          registrazione  della  Corte  dei  conti  e pubblicati nella
          Gazzetta Ufficiale".