DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2000, n. 260

Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n. 1493/99, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, a norma dell'articolo 5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526.

note: Entrata in vigore del decreto: 22/9/2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/12/2016)
Testo in vigore dal: 22-9-2000
al: 27-3-2006
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
  Visto  il  regolamento  (CE) n. 1493/99 del Consiglio del 17 maggio
1999,  relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, e
successive modificazioni;
  Visto  il  regolamento  (CE) n. 1227/2000 della Commissione, del 31
marzo 2000, relativo a modalita' di applicazione del regolamento (CE)
n. 1493/99 del Consiglio;
  Visto  il  decreto-legge  7 settembre 1987, n. 370, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 novembre 1987, n. 460;
  Vista   la   legge   23   dicembre   1986,  n.  898,  e  successive
modificazioni;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 giugno 2000;
  Acquisito  il parere della conferenza permanente per i rapporti fra
lo  Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano reso
nella riunione del 20 luglio 2000;
  Acquisito  il  parere delle competenti commissioni parlamentari, ai
sensi dell'articolo 5 della citata legge n. 526 del 1999;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 agosto 2000;
  Su  proposta  del  Ministro  per  le  politiche  comunitarie  e del
Ministro  della giustizia, di concerto con i Ministri delle politiche
agricole e forestali e per gli affari regionali;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
       Violazioni in materia di vinificazione e distillazione
  1.  Chiunque  nella  preparazione dei mosti, dei vini e degli altri
prodotti  indicati  all'articolo 1, paragrafo 2, e all'allegato I del
regolamento  (CE)  n.  1493/99  del  Consiglio  del  17 maggio 1999 e
successive  modificazioni  e  disposizioni applicative, non osserva i
requisiti  stabiliti  nel  citato  allegato e' soggetto alla sanzione
amministrativa pecuniaria da lire seicentomila a lire sei milioni.
  2.  Chiunque procede alla introduzione di uve da tavola all'interno
di  stabilimenti  destinati  alla  vinificazione  di  uve  da vino e'
soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a
lire  dieci  milioni.  In tale caso si applica la sanzione accessoria
della  chiusura  dell'impianto  da  due  a  quattro mesi. Nel caso di
reiterazione  dell'illecito,  si  applica  la sanzione amministrativa
pecuniaria  da  lire  cinque  milioni  a  lire  sessanta milioni e la
sanzione  accessoria  della  chiusura dell'impianto da sei mesi ad un
anno.
  3.  Chiunque  procede  alla  vinificazione  di  uve  appartenenti a
varieta'  che  non figurano, ai sensi e per gli effetti dell'articolo
19  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99  e successive modificazioni e
disposizioni   applicative,  come  varieta'  di  uve  da  vino  nella
classificazione  delle  varieta' di viti per la provincia in cui tali
uve  sono  state  raccolte,  e' soggetto alla sanzione amministrativa
pecuniaria da lire cinquecentomila a lire cinque milioni; nel caso di
reiterazione  dell'illecito,  si  applica  la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire tre milioni a lire trenta milioni.
  4.  Chiunque  detiene,  pone  in vendita o somministra mosti o vini
elaborati   utilizzando   uve   in  difformita'  di  quanto  disposto
dall'articolo  42,  paragrafo  5,  del  regolamento (CE) n. 1493/99 e
successive modificazioni e disposizioni applicative, e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  pecuniaria  di  lire settantacinquemila per
ogni  ettolitro  o frazione di esso e, comunque, non inferiore a lire
cinquecentomila.
  5.  Chiunque  viola  i  divieti  di  sovrappressione  delle uve, di
pressatura   delle   fecce,   ovvero   l'obbligo   di  consegna  alla
distillazione dei sottoprodotti ottenuti dalla lavorazione delle uve,
previsti   dall'articolo   27  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99  e
successive modificazioni e disposizioni applicative, e' soggetto alla
sanzione   amministrativa   pecuniaria  da  lire  trentamila  a  lire
centocinquantamila  per  ogni  100  chilogrammi di prodotto. Chiunque
viola  il  divieto di rifermentazione delle vinacce per scopi diversi
dalla  distillazione  di  cui  al citato articolo 27 e' soggetto alla
sanzione   amministrativa  pecuniaria  da  lire  novantamila  a  lire
quattrocentocinquantamila  per  ogni cento chilogrammi di prodotto e,
comunque,   non   inferiore  a  lire  cinquecentomila;  nel  caso  di
reiterazione  dell'illecito  la sanzione amministrativa pecuniaria si
raddoppia   e  si  applica  la  sanzione  accessoria  della  chiusura
dell'impianto da tre mesi ad un anno.
  6.  Chiunque  viola  l'obbligo  di  consegna alla distillazione dei
prodotti,  previsto  dagli articoli 2, paragrafo 7, lettera a), e 28,
paragrafo  1,  ultimo  periodo,  del  regolamento  (CE)  n. 1493/99 e
successive modificazioni e disposizioni applicative, e' soggetto alla
sanzione   amministrativa  pecuniaria  di  lire  centomila  per  ogni
ettolitro o frazione di esso.
  7.  Chiunque  viola i limiti, le condizioni e le altre prescrizioni
in   materia   di   pratiche   e   trattamenti   enologici,  previsti
nell'articolo  43 e negli allegati IV, V e VI, lettere F, G ed H, del
regolamento (CE) n. 1493/99 e successive modificazioni e disposizioni
applicative,  e'  soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da
lire  quindici  milioni a lire novanta milioni. La stessa sanzione si
applica  in caso di violazione delle disposizioni di cui all'articolo
44,  paragrafi 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14, e all'articolo 45.
Se il fatto concerne esclusivamente variazioni non superiori al dieci
per  cento  dei limiti previsti nei predetti allegati, l'inosservanza
di  obblighi di presentazione all'autorita' competente delle previste
dichiarazioni  o  l'omessa  annotazione di operazioni sui registri di
cantina   o   sui  documenti  commerciali,  si  applica  la  sanzione
amministrativa pecuniaria di lire due milioni.
  8.  Chiunque viola le disposizioni stabilite negli articoli 48, 49,
51,  paragrafo  2,  e  52 e negli allegati VII e VIII del regolamento
(CE) n. 1493/99 e successive modificazioni e disposizioni applicative
relative alla designazione, denominazione, presentazione e protezione
dei  prodotti disciplinati dal suddetto regolamento, e' soggetto alla
sanzione  amministrativa  pecuniaria  da lire un milione a lire dieci
milioni.
  9. Chiunque, pur essendovi tenuto, non effettua le dichiarazioni di
raccolta,  di  produzione  e  di  giacenza  di  prodotti vitivinicoli
previste   dall'articolo   18  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99  e
successive   modificazioni  e  disposizioni  applicative,  ovvero  le
effettua   in   maniera   difforme,   e'   soggetto   alla   sanzione
amministrativa pecuniaria da lire seicentomila a lire sei milioni. Se
il  ritardo  nella  presentazione  delle  dichiarazioni  suddette non
supera   i   dieci   giorni   lavorativi,   si  applica  la  sanzione
amministrativa  pecuniaria  da lire centomila a lire seicentomila; la
stessa  sanzione  si  applica  a  chiunque presenti una dichiarazione
contenente errori o indicazioni inesatte non essenziali ai fini della
quantificazione  e  qualificazione  del  prodotto o del conseguimento
degli  aiuti  comunitari nonche' nel caso di dichiarazioni riferite a
superfici  non  superiori  a  0,50  ettari  e comunque per produzioni
inferiori a cento ettolitri o a dieci tonnellate.
  10.   Chiunque   viola   gli  obblighi  relativi  ai  documenti  di
accompagnamento,  alla  tenuta  dei  registri  e  alla documentazione
ufficiale  e  commerciale, previsti nel settore vitivinicolo ai sensi
dell'articolo  70  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99  e  successive
modificazioni  e  disposizioni applicative, e' soggetto alla sanzione
amministrativa  pecuniaria  da  lire un milione e duecentomila a lire
trenta  milioni.  Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da
lire  trecentomila a lire sette milioni e cinquecentomila nel caso di
indicazioni non essenziali ai fini della identificazione dei soggetti
interessati,  della  quantita'  e qualita' del prodotto o nel caso di
quantitativo di prodotto, oggetto di irregolarita', inferiore a cento
ettolitri  o  a  dieci  tonnellate  o, per i prodotti confezionati, a
dieci ettolitri.
          Avvertenza:
              Il  testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi   dell'art.   10,  comma  3  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
              Per  le  direttive  CEE  vengono forniti gli estremi di
          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          europee (GUCE).
          Nota al titolo:
              - Per  l'art.  5  della legge 21 dicembre 1999, n. 526,
          vedasi in note alle premesse.
          Note alle premesse:
              - L'art.   76   della   Costituzione   stabilisce   che
          l'esercizio  della  funzione  legislativa  non  puo' essere
          delegato al Governo se non con determinazione di principi e
          criteri  direttivi  e  soltanto  per  tempo  limitato e per
          oggetti definiti.
              - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
          al  Presidente  della Repubblica il potere di promulgare le
          leggi  e  di  emanare i decreti aventi valore di legge ed i
          regolamenti.
              - La    legge   21 dicembre   1999,   n.   526,   reca:
          "Disposizioni   per  l'adempimento  di  obblighi  derivanti
          dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee (legge
          comunitaria 1999)".
              - L'art.  5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, cosi'
          recita:
              "Art.   5   (Delega   al   Governo  per  la  disciplina
          sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). -
          1.  Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
          comunitarie  nell'ordinamento  nazionale, il Governo, fatte
          salve  le  norme  penali  vigenti,  e' delegato ad emanare,
          entro  due  anni  dalla  data  di  entrata  in vigore della
          presente  legge,  disposizioni  recanti  sanzioni  penali o
          amministrative  per  le violazioni di direttive comunitarie
          attuate  ai sensi della presente legge in via regolamentare
          o  amministrativa  e di regolamenti comunitari vigenti alla
          data del 31 luglio 1999 per i quali non siano gia' previste
          sanzioni penali o amministrative.
              2.  La  delega  e'  esercitata  con decreti legislativi
          adottati  a  norma dell'art. 14 della legge 23 agosto 1988,
          n.   400,   su  proposta  del  Ministro  per  le  politiche
          comunitarie e del Ministro della giustizia, di concerto con
          i Ministri competenti per materia; i decreti legislativi si
          informeranno   ai  principi  e  criteri  direttivi  di  cui
          all'art. 2, comma 1, lettera c).
              3.  Sugli  schemi  di  decreto  legislativo  di  cui al
          presente  articolo  il  Governo  acquisisce  i pareri delle
          competenti   Commissioni  parlamentari  che  devono  essere
          espressi entro sessanta giorni dalla ricezione degli schemi
          stessi.  Decorsi  inutilmente i termini predetti, i decreti
          legislativi possono essere comunque emanati.
              4.  Nello  stesso  termine  di cui al comma 1, e con le
          modalita'  di cui ai commi 2 e 3, il Governo e' delegato ad
          emanare   disposizioni   per   il   riordino   del  sistema
          sanzionatorio penale ed amministrativo per le violazioni in
          danno  del  bilancio  dell'Unione europea, conformemente ai
          principi  e  alle  indicazioni  contenute nella Convenzione
          relativa  alla  tutela  degli  interessi  finanziari  delle
          Comunita'  europee approvata a Bruxelles il 26 luglio 1995,
          nonche'  adeguate norme di coordinamento ed armonizzazione,
          per assicurare, in base ai principi della legge 24 novembre
          1981, n. 689, e del regolamento (CE/Euratom) n. 2988/95 del
          Consiglio  del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli
          interessi    finanziari    della    Comunita',   la   piena
          applicabilita'  nell'ordinamento  nazionale  delle sanzioni
          amministrative previste dai regolamenti comunitari".
              - Il  regolamento  (CE)  n.  1493/99  del Consiglio del
          17 maggio   1999  relativo  all'organizzazione  comune  del
          mercato  vitivinicolo,  e'  pubblicato in G.U.C.E n. L. 179
          del 14 luglio 1999.
              - Il  regolamento  (CE) n. 1227/2000 della Commissione,
          del  31 marzo 2000 relativo a modalita' di applicazione del
          regolamento (CE) n. 1493/99 del Consiglio, e' pubblicato in
          G.U.C.E n. L. 143 del 16 giugno 2000.
              - Il  decreto-legge  7 settembre  1987,  n.  370, reca:
          "Nuove norme in materia di produzione e commercializzazione
          dei    prodotti    vitivinicoli,   nonche'   sanzioni   per
          l'inosservanza di regolamenti in materia agricola".
              - La  legge 4 novembre 1987, n. 460, reca: "Conversione
          in  legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 settembre
          1987,  n. 370, recante nuove norme in materia di produzione
          e  commercializzazione  dei  prodotti vitivinicoli, nonche'
          sanzioni  per  l'inosservanza  di regolamenti comunitari in
          materia agricola".
              - La legge 23 dicembre 1986, n. 898, reca: "Conversione
          in  legge,  con modificazioni, del decreto-legge 27 ottobre
          1986,   n.  701,  recante  misure  urgenti  in  materia  di
          controlli  degli aiuti comunitari alla produzione dell'olio
          di  oliva.  Sanzioni  amministrative e penali in materia di
          aiuti comunitari nel settore agricolo".
          Note all'art. 1:
              - Per  il regolamento (CE) n. 1493/99 del Consiglio del
          17 maggio 1999 vedi note alle premesse.
              - L'art. 1, paragrafo 2 del succitato regolamento cosi'
          recita:
              "2. Essa disciplina i seguenti prodotti:
Codice NC    |Designazione delle merci
---------------------------------------------------------------------
a) ex 2009 60|Succhi di uva (compresi i mosti di uva)
---------------------------------------------------------------------
             |Altri mosti di uva, diversi da quelli parzialmente
2204 30 92   |fermentati, anche mutizzati diversamente che con alcole
---------------------------------------------------------------------
2204 30 94   |
---------------------------------------------------------------------
2204 30 96   |
---------------------------------------------------------------------
2204 30 98   |
---------------------------------------------------------------------
             |Vini di uve fresche, compresi i vini alcolizzati: mosti
             |di uva diversi da quelli della voce 2009, esclusi gli
             |altri mosti di uva delle sottovoci 2204 30 92,
b) ex 2204   |2204 30 94, 2204 30 96 e 2204 30 98
---------------------------------------------------------------------
c) 0806 10 93|Uve fresche diverse da quelle da tavola
---------------------------------------------------------------------
0806 10 95   |
---------------------------------------------------------------------
0806 10 97   |
---------------------------------------------------------------------
2209 00 11   |Aceti di vino
---------------------------------------------------------------------
2209 00 19   |
---------------------------------------------------------------------
d) 2206 00 10|Vinello
---------------------------------------------------------------------
2307 00 11   |Fecce di vino
---------------------------------------------------------------------
2307 00 19   |
---------------------------------------------------------------------
2308 90 11   |Vinaccia"
---------------------------------------------------------------------
2308 90 19   |
              - L'allegato  I  del  regolamento  (CE)  n. 1493/99 del
          Consiglio del 17 maggio 1999 cosi' recita:
                                                          "Allegato I
                      DEFINIZIONI DEI PRODOTTI
              Le seguenti definizioni si applicano:
                -  ai  prodotti ottenuti nella Comunita' a partire da
          uve raccolte all'interno della medesima, compresi i vini di
          cui al punto 15, sesto trattino, e
                -  ai prodotti diversi da quelli contemplati ai punti
          3,  4,  5, 6, 7, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18 e 24, allorche'
          essi:
                  - sono originari di Paesi terzi, oppure
                  -  sono  elaborati nella Comunita' a partire da uve
          raccolte all'esterno della medesima, nella misura in cui la
          loro   elaborazione   e'  ammessa  ai  sensi  del  presente
          regolamento.
              Le  definizioni  dei prodotti vitivinicoli ai quali non
          si  applica  il presente allegato sono adottate, per quanto
          necessario,  ai  sensi  del presente regolamento secondo la
          procedura  di  cui  all'art.  75.1.  Uve fresche: il frutto
          della  vite  utilizzato nella vinificazione, maturo o anche
          leggermente appassito, tale da consentire la pigiatura o la
          torchiatura   con  gli  ordinari  mezzi  di  cantina  e  da
          ingenerare una fermentazione alcolica spontanea.
              2.   Mosto   di   uve:  il  prodotto  liquido  ottenuto
          naturalmente  o con procedimenti fisici da uve fresche. Per
          il   mosto  di  uve  e'  ammesso  un  titolo  alcolometrico
          effettivo pari o inferiore a 1% vol.
              3.  Mosto  di  uve parzialmente fermentato: il prodotto
          proveniente dalla fermentazione di mosto di uve e avente un
          titolo alcolometrico volumico effettivo superiore a 1% vol.
          ed  inferiore  ai  tre  quinti del suo titolo alcolometrico
          volumico totale; tuttavia, taluni v.q.p.r.d., il cui titolo
          alcolometrico volumico effettivo e' inferiore ai tre quinti
          del  loro  titolo  alcolometrico  volumico  totale,  ma non
          inferiore  a  4,5% vol., non sono considerati come mosti di
          uve parzialmente fermentati.
              4.  Mosto  di  uve parzialmente fermentato ottenuto con
          uve parzialmente appassite: il prodotto della fermentazione
          parziale  di  un mosto di uve ottenuto con uve parzialmente
          appassite,  avente  un  tenore  totale  di zucchero minimo,
          prima   della   fermentazione,  di  272  g/l  e  un  titolo
          alcolometrico  volumico naturale ed effettivo non inferiore
          a  8% vol. Tuttavia, alcuni vini che corrispondono a queste
          definizioni  non  vengono  considerati  quali  mosto di uve
          parzialmente   fermentato  ottenuto  con  uve  parzialmente
          appassite.
              5.  Mosto  di  uve  fresche  mutizzato  con  alcole: il
          prodotto:
                -  avente  un titolo alcolometrico volumico effettivo
          pari o superiore a 12% vol. e inferiore a 15% vol., e
                -  ottenuto  mediante aggiunta ad un mosto di uve non
          fermentato avente un titolo alcolometrico volumico naturale
          non  inferiore  a  8,5%  vol.  e proveniente esclusivamente
          dalle varieta' di viti di cui all'art. 42, paragrafo 5;
                -  di  alcole  neutro  di  origine  vinica,  compreso
          l'alcole  proveniente dalla distillazione delle uve secche,
          avente  un  titolo  alcolometrico  volumico  effettivo  non
          inferiore a 95% vol.;
                -  o di un prodotto non rettificato proveniente dalla
          distillazione   di  vino  avente  un  titolo  alcolometrico
          volumico effettivo non inferiore a 52% vol. e non superiore
          a 80% vol.
              6.  Mosto  di  uve  concentrato:  il  mosto  di uve non
          caramellizzato:
                - ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto
          di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso
          il  fuoco  diretto,  in  modo  che  la  lettura  a 20 oC al
          rifrattometro,  utilizzato secondo metodo a stabilirsi, non
          sia inferiore a 50,9%;
                -  proveniente  esclusivamente dalle varieta' di viti
          di cui all'art. 42, paragrafo 5;
                -  ottenuto  da  mosto di uve avente almeno il titolo
          alcolometrico  volumico naturale minimo fissato per la zona
          viticola in cui le uve sono state raccolte.
              Tutti i prodotti succitati devono, per i vini liquorosi
          e i v.l.q.p.r.d.:
                -  provenire  da varieta' di viti che sono scelte tra
          quelle menzionata all'art. 42, paragrafo 5, e
                -  avere,  fatta  eccezione  per  taluni v.l.q.p.r.d.
          compresi  in  un  elenco  che  sara'  adottato,  un  titolo
          alcolometrico  volumico  naturale  iniziale non inferiore a
          12% vol.;
                b) e mediante aggiunta:
                  i) da soli o miscelati:
                    -  di  alcole  neutro di origine vinica, compreso
          l'alcole  ricavato dalla distillazione di uve secche con un
          titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 96%
          vol.;
                    -  di  distillato  di vino o di uve secche con un
          titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52%
          vol. e non superiore a 86% vol.;
                  ii) nonche', eventualmente, di uno o piu' d'uno dei
          prodotti seguenti:
                    - mosto di uve concentrato;
                    -  miscela di uno dei prodotti di cui al punto i)
          con  un mosto di uve di cui alla lettera a), primo e quarto
          trattino;
                  iii)  per taluni v.l.q.p.r.d. compresi in un elenco
          che sara' adottato.
              Per  il  mosto  di uve concentrato e' ammesso un titolo
          alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 1% vol.
              7.  Mosto  di  uve concentrato rettificato: il prodotto
          liquido non caramellizzato:
                - ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto
          di uve effettuata con qualsiasi metodo autorizzato, escluso
          il  fuoco  diretto,  in  modo  che il valore indicato, alla
          temperatura di 20 oC, dal rifrattometro, utilizzato secondo
          un metodo da stabilirsi, non sia inferiore a 61,7%;
                   -   che   ha  subito  trattamenti  autorizzati  di
          disacidificazione  e di eliminazione dei componenti diversi
          dallo zucchero;
                - che presenta le seguenti caratteristiche:
                  - pH non superiore a 5 per un valore di 25o Brix;
                  -  densita'  ottica a 425 nm sotto spessore di 1 cm
          non  superiore  a  0,100  su mosto di uve concentrato a 25o
          Brix;
                  -  tenore  di  saccarosio non rivelabile con metodo
          analitico da stabilirsi;
                  -  indice  Foli-Ciocalteau non superiore a 6 per un
          valore di 25o Brix;
                  -    acidita'   titolata   non   superiore   a   15
          milliequivalenti/kg di zuccheri totali;
                  -  tenore  di anidride solforosa non superiore a 25
          mg/kg di zuccheri totali;
                  -  tenore  di  cationi  totali  non  superiore  a 8
          milliequivalenti/ kg di zuccheri totali;
                  -  conduttivita'  non superiore a 120 micro-Siemens
          per centimetro a 20oC e a 25o Brix;
                  -  tenore  di idrossimetilfurfurolo non superiore a
          25 mg/kg di zuccheri totali;
                  - presenza di mesoinositolo;
                  - proveniente esclusivamente dalle varieta' di viti
          di cui all'art. 42, paragrafo 5;
                  -  ottenuto da mosto di uve avente almeno il titolo
          alcolometrico  volumico naturale minimo fissato per la zona
          viticola in cui le uve sono state raccolte.
              Per  il mosto di uve concentrato rettificato e' ammesso
          un titolo alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore
          a 1% vol.
              8.  Succo di uve: il prodotto liquido non fermentato ma
          fermentescibile  ottenuto  con  trattamenti appropriati per
          essere consumato come tale; esso e' ottenuto:
                a) dall'uva fresca o dal mosto di uve, o
                b) mediante ricostituzione:
                  - dal mosto di uve concentrato, o
                  - dal succo di uve concentrato.
              Per  il succo di uve e' ammesso un titolo alcolometrico
          volumico effettivo pari o inferiore a 1% vol.
              9.  Succo  di  uve  concentrato:  il  succo  di uve non
          caramellizzato  ottenuto  mediante  disidratazione parziale
          del   succo   di   uve   effettuata  con  qualsiasi  metodo
          autorizzato,  escluso  il  fuoco  diretto,  in  modo che la
          lettura  a  20oC  al  rifrattometro,  utilizzato secondo un
          metodo da stabilirsi, non sia inferiore a 50,9%.
              Per  il  succo  di uve concentrato e' ammesso un titolo
          alcolometrico volumico effettivo pari o inferiore a 1% vol.
              10.  Vino:  il  prodotto  ottenuto esclusivamente dalla
          fermentazione  alcolica  totale  o parziale di uve fresche,
          pigiate o no, o di mosti di uve.
              11.  Vino nuovo ancora in fermentazione: il vino la cui
          fermentazione alcolica non e' ancora terminata e che non e'
          ancora separato dalle fecce.
              12. Vino atto a diventare vino da tavola: il vino:
                -  proveniente  esclusivamente dalle varieta' di viti
          di cui all'art. 42, paragrafo 5;
                - prodotto nella Comunita' e
                -  avente  almeno  il  titolo  alcolometrico volumico
          naturale  minimo  fissato  per  la  zona viticola in cui e'
          stato prodotto.
              13. Vino da tavola: il vino diverso dai v.q.p.r.d.:
                -  proveniente  esclusivamente dalle varieta' di viti
          di cui all'art. 42, paragrafo 5;
                - prodotto nella Comunita';
                -  avente,  dopo  le  eventuali operazioni menzionate
          all'allegato V, sezione D, un titolo alcolometrico volumico
          effettivo  non inferiore a 8,5% vol., purche' tale vino sia
          prodotto   esclusivamente   con  uve  raccolte  nelle  zone
          viticole A e B, e non inferiore a 9% vol. per le altre zone
          viticole,  nonche'  un titolo alcolometrico volumico totale
          non superiore a 15% vol.;
                -  fatte  salve eventuali deroghe che potranno essere
          adottate,  avente  inoltre  un'acidita'  totale espressa in
          acido  tartarico  non  inferiore  a  3,5  g/l,  ossia  46,6
          milliequivalenti per litro.
              Tuttavia per i vini prodotti su talune aree viticole da
          stabilirsi,  ottenuti  senza alcun arricchimento, il titolo
          alcolometrico  volumico  totale  puo'  essere  portato a un
          massimo di 20% vol.
              Il  vino  da  tavola  chiamato  "retsina" e' il vino da
          tavola  prodotto unicamente nel territorio geografico della
          Grecia  a  partire dal mosto di uve trattato alla resina di
          pino  di  Aleppo.  L'uso  di  resina  di  pino di Aleppo e'
          consentito solo per ottenere un vino da tavola "retsina" in
          condizioni definite dalla normativa greca vigente.
              14. Vino liquoroso: il prodotto:
                A. avente:
                  -  un  titolo  alcolometrico volumico effettivo non
          inferiore a 15% vol. e non superiore a 22% vol.;
                  -  un  titolo  alcolometrico  volumico  totale  non
          inferiore  a  17,5%  vol.,  fatta eccezione per determinati
          vini  liquorosi di qualita' prodotti in regioni determinate
          (v.l.q.p.r.d.)  i  quali  figurano  in  un elenco che sara'
          adottato;
              B. ottenuto:
                a) da:
                  - mosto di uve parzialmente fermentato;
                  - o da vino;
                  - o da una miscela dei prodotti suddetti;
                  -  o,  per  taluni  v.l.q.p.r.d. da determinare, da
          mosto di uve o dalla miscela di questo prodotto con vino;
                  -  dei  prodotti  di  cui  al  punto  i), da soli o
          miscelati;
                  - oppure di uno o piu' dei prodotti seguenti:
                  -  alcole  di  vino  o  di uve secche con un titolo
          alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 95% vol. e
          non superiore a 96% vol.;
                  -  acquavite  di  vino  o di vinaccia con un titolo
          alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52% vol. e
          non superiore a 86% vol.;
                  -   acquavite   di   uve   secche   con  un  titolo
          alcolometrico volumico effettivo non inferiore a 52% vol. e
          inferiore a 94,5% vol.;
                  -  nonche', eventualmente, di uno o piu' di uno dei
          prodotti seguenti:
                  - mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con
          uve parzialmente appassite;
                  -  mosto  di  uve concentrato ottenuto con l'azione
          del  fuoco  diretto, il quale, salvo per questa operazione,
          risponde alla definizione di mosto di uve concentrato;
                  - mosto di uve concentrato;
                  -  miscela  di  uno  dei prodotti di cui al secondo
          trattino  con un mosto di uve di cui alla lettera a), primo
          e quarto trattino.
              15.  Vino  spumante:  salvo  deroga di cui all'art. 44,
          paragrafo  3,  il  prodotto  ottenuto dalla prima o seconda
          fermentazione alcolica:
                - di uve fresche;
                - di mosto di uve;
                - di vino;
                - atti a diventare vino da tavola;
                - di vino da tavola;
                - di v.q.p.r.d.;
                -  di  vini  importati,  figuranti  in  un  elenco da
          stabilire,  ottenuti  da  varieta'  di  viti  e  da regioni
          viticole  aventi  caratteristiche  che li differenziano dai
          vini   comunitari,   caratterizzato   alla  stappatura  del
          recipiente   da   uno   sviluppo   di   anidride  carbonica
          proveniente   esclusivamente  dalla  fermentazione  e  che,
          conservato  alla  temperatura di 20oC in recipienti chiusi,
          presenta  una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica
          in soluzione e non inferiore a 3 bar.
              16. Vino spumante gassificato: il prodotto:
                - ottenuto da vino da tavola;
                -   caratterizzato   all'atto  della  stappatura  del
          recipiente   da   uno   sviluppo   di   anidride  carbonica
          proveniente,  in  tutto  o  in parte, dall'aggiunta di tale
          gas, e
                -  che,  conservato  a  20oC  in  recipienti  chiusi,
          presenta  una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica
          in soluzione e non inferiore a 3 bar.
              17. Vino frizzante: il prodotto:
                -  ottenuto  da  vino  da tavola o da v.q.p.r.d. o da
          prodotti  atti  a  diventare  vino  da tavola o v.q.p.r.d.,
          purche'   tali   vini   o  prodotti  presentino  un  titolo
          alcolometrico totale non inferiore a 9% vol.;
                -   avente  un  titolo  alcolometrico  effettivo  non
          inferiore a 7% vol.;
                -  che,  conservato  a  20oC  in  recipienti  chiusi,
          presenta  una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica
          endogena in soluzione non inferiore a 1 bar e non superiore
          a 2,5 bar;
                - presentato in recipienti di 60 litri o meno.
              18. Vino frizzante gassificato: il prodotto:
                -  ottenuto  da  vino  da  tavola, da v.q.p.r.d. o da
          prodotti atti a diventare vino da tavola o v.q.p.r.d.;
                -   avente  un  titolo  alcolometrico  effettivo  non
          inferiore  a  7%  vol. e un titolo alcolometrico totale non
          inferiore a 9% vol.;
                -  che,  conservato  a  20oC  in  recipienti  chiusi,
          presenta  una sovrappressione dovuta all'anidride carbonica
          in   soluzione   totalmente  o  parzialmente  aggiunta  non
          inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar;
                - presentato in recipienti di 60 litri o meno.
              19. Aceto di vino: l'aceto:
                - ottenuto esclusivamente dalla fermentazione acetica
          di vino;
                -  avente  un  tenore  di acidita' totale espressa in
          acido acetico non inferiore a 60 g/l.
              20.  Feccia  di  vino:  il  residuo che si deposita nei
          recipienti  contenenti vino, dopo la fermentazione, durante
          l'immagazzinamento  o dopo trattamento autorizzato, nonche'
          quello  ottenuto  dalla filtrazione o dalla centrifugazione
          di questo prodotto.
              Sono considerati feccia di vino anche:
                -   il   residuo   che  si  deposita  nei  recipienti
          contenenti  mosto  di uve durante l'immagazzinamento o dopo
          trattamento autorizzato;
                -  il  residuo  ottenuto  dalla  filtrazione  o dalla
          centrifugazione del prodotto.
              21.  Vinaccia:  il  residuo della torchiatura delle uve
          fresche, fermentato o no.
              22. Vinello: il prodotto ottenuto:
                -  dalla fermentazione delle vinacce vergini macerate
          nell'acqua, o
                -   mediante  esaurimento  con  acqua  delle  vinacce
          fermentate.
              23. Vino alcolizzato: il prodotto:
                -  avente  un titolo alcolometrico volumico effettivo
          non inferiore a 18% vol. e non superiore a 24% vol.;
                -  ottenuto  esclusivamente  mediante  aggiunta di un
          prodotto  non  rettificato, proveniente dalla distillazione
          di vino e avente un titolo alcolometrico volumico effettivo
          massimo  di  86%  vol.,  a  un vino non contenente zucchero
          residuo;
                  -  avente  un'acidita' volatile massima espressa in
          acido acetico di 1,5 g/l.
              24. Vino di uve stramature: il prodotto:
                -    ottenuto    nella    Comunita',    senza   alcun
          arricchimento, da uve raccolte nella Comunita', provenienti
          dalle  varieta'  di viti di cui all'art. 42, paragrafo 5, e
          comprese in un elenco che sara' adottato;
                -  avente  un  titolo alcolometrico volumico naturale
          superiore a 15% vol.;
                -  avente un titolo alcolometrico volumico totale non
          inferiore  a  16%  vol.  e un titolo alcolometrico volumico
          effettivo non inferiore a 12% vol.
              Gli  Stati  membri  possono  prevedere  un  periodo  di
          invecchiamento per questo prodotto".
              - L'art.  19  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.   19.   -  1.  Gli  Stati  membri  compilano  una
          classificazione delle varieta' di viti per la produzione di
          vino.  Tutte  le  varieta'  classificate  appartengono alla
          specie  Vitis  vinifera  o  provengono  da  un incrocio tra
          questa   specie   e  altre  specie  del  genere  Vitis.  La
          classificazione non puo' applicarsi alle varieta' seguenti:
                - Noah;
                - Othello;
                - Isabelle;
                - Jacquez;
                - Clinton e
                - Herbe'mont.
              2.  Nella  classificazione gli Stati membri indicano le
          varieta'  di  viti  atte  alla  produzione  di ciascuno dei
          v.q.p.r.d.  prodotti  nel  loro  territorio.  Tali varieta'
          appartengono alla specie Vitis vinifera.
              3.  Soltanto  le  varieta'  di  viti  menzionate  nella
          classificazione  possono  essere impiantate, reimpiantate o
          innestate  nella  Comunita'  per  la produzione di vino. La
          restrizione  non si applica alle viti utilizzate a scopo di
          ricerca ed esperimenti scientifici.
              4.  Le  superfici  piantate con varieta' di viti per la
          produzione  di  vino  non  menzionate nella classificazione
          devono   essere  estirpate,  tranne  nei  casi  in  cui  la
          produzione e' destinata esclusivamente al consumo familiare
          dei  viticoltori.  Gli  Stati  membri  adottano  le  misure
          necessarie per sorvegliare tale deroga.
              5.  Qualora  una varieta' di vite venga eliminata dalla
          classificazione,  le  relative  operazioni  di estirpazione
          vengono    eseguite   entro   quindici   anni   dalla   sua
          eliminazione".
              - L'art.  42,  paragrafo  5  del  succitato regolamento
          cosi' recita:
              "5.   Salvo  deroga,  soltanto  uve  appartenenti  alle
          varieta'  che  figurano  come varieta' di uve da vino nella
          classificazione  compilata  a norma dell'art. 19, nonche' i
          prodotti  che  ne derivano, possono essere utilizzati nella
          Comunita' per l'elaborazione di quanto segue:
                a) mosto di uve mutizzato con alcole;
                b) mosto di uve concentrato;
                c) mosto di uve concentrato rettificato;
                d) vino atto a diventare vino da tavola;
                e) vino da tavola;
                f) v.q.p.r.d.;
                g) vino liquoroso;
                h) mosto di uve parzialmente fermentato, ottenuto con
          uve parzialmente appassite;
                i) vino di uve stramature".
              - L'art.  27  del  Regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.  27.  -  1. Sono vietate la sovrappressione delle
          uve, pigiate o non, e la pressatura delle fecce di vino. E'
          parimenti  vietata  la  rifermentazione  delle  vinacce per
          scopi diversi dalla distillazione.
              2.  La  filtrazione e la centrifugazione delle fecce di
          vino  non  sono  considerate  pressatura  in presenza delle
          seguenti condizioni:
                a) se  i  prodotti  ottenuti  sono  di qualita' sana,
          leale e mercantile;
                b) se  le  fecce cosi' trattate non sono ridotte allo
          stato secco.
              3.   Le   persone   fisiche   o  giuridiche  ovvero  le
          associazioni di persone, ad eccezione delle persone e delle
          associazioni  di  cui al paragrafo 7, che abbiano proceduto
          alla  vinificazione devono consegnare alla distillazione la
          totalita'  dei  sottoprodotti  ottenuti dalla vinificazione
          stessa.
              4.    Il   quantitativo   di   alcole   contenuto   nei
          sottoprodotti,  rispetto  al volume di alcole contenuto nel
          vino  prodotto,  e'  almeno pari al 10% se il vino e' stato
          ottenuto  mediante  vinificazione  diretta  di  uve.  Salvo
          deroghe  da  contemplare per i casi giustificati in termini
          tecnici, esso non puo' essere inferiore al 5% se il vino e'
          stato  ottenuto  mediante vinificazione di mosti di uve, di
          mosti di uve parzialmente fermentate o di vino nuovo ancora
          in  fermentazione.  Qualora  tali  percentuali  non vengano
          raggiunte,   i   soggetti   obbligati   alla  distillazione
          consegnano una quantita' di vino di loro produzione in modo
          da  garantire  il rispetto di dette percentuali. Deroghe al
          paragrafo 3 e al primo comma del presente paragrafo possono
          essere disposte per categorie di produttori da determinare,
          per  talune  regioni  produttive e per i vini soggetti alla
          distillazione di cui all'art. 28.
              5.  L'obbligo  di  consegna  di cui al paragrafo 3 puo'
          essere  adempiuto con la consegna di vino ad un fabbricante
          di aceto.
              6.   Le   persone   fisiche   o  giuridiche  ovvero  le
          associazioni di persone, ad eccezione delle persone e delle
          associazioni   di   cui   al  paragrafo  7,  che  detengano
          sottoprodotti  provenienti  da  qualsiasi trasformazione di
          uve  diversa dalla vinificazione, sono tenute a consegnarli
          alla distillazione.
              7.   Le   persone   fisiche   o  giuridiche  ovvero  le
          associazioni  di  persone che procedano alla trasformazione
          dell'uva  raccolta  nella  zona  viticola  A  o nella parte
          tedesca  della  zona  viticola  B  o su superfici vitate in
          Austria  sono  tenute  a  ritirare,  previo  controllo  e a
          condizioni da determinare, i sottoprodotti ottenuti da tale
          trasformazione.
              8.  Le  persone  ovvero  le  associazioni soggette agli
          obblighi  di  cui  al  paragrafo 3 o al paragrafo 6 possono
          assolvere i suddetti obblighi ritirando, previo controllo e
          a   condizioni   da   determinare,  i  sottoprodotti  della
          vinificazione.
              9.  Il  prezzo  d'acquisto  delle vinacce di uve, delle
          fecce  di  vino e del vino consegnati alla distillazione ai
          sensi  del  presente  articolo  e'  pari a 0,995 euro per %
          vol/hl.
              10.  Il  prezzo pagato dal distillatore non puo' essere
          inferiore al prezzo d'acquisto.
              11. Il distillatore ha la seguente alternativa:
                a) beneficiare   di  un  aiuto  per  il  prodotto  da
          distillare,  a  condizione  che  il prodotto ottenuto dalla
          distillazione  abbia  un titolo alcolometrico di almeno 52%
          vol., oppure;
                b) consegnare  all'organismo d'intervento il prodotto
          ottenuto  dalla  distillazione,  purche'  abbia  un  titolo
          alcolometrico di almeno 92% vol.
              Se  prima  della  consegna  al  distillatore il vino e'
          stato  trasformato in vino alcolizzato, l'aiuto di cui alla
          lettera  a)  e erogato al produttore del vino alcolizzato e
          il  prodotto  ottenuto  dalla distillazione non puo' essere
          consegnato all'organismo d'intervento.
              12.  Puo'  essere  deciso  che  la consegna dell'alcole
          all'organismo  d'intervento  possa  essere sostituita dalla
          consegna  ad  un  operatore che abbia presentato un'offerta
          nell'ambito  delle  vendite  organizzate per lo smercio dei
          prodotti  della  distillazione  e  che  sia stato prescelto
          nell'ambito  della  procedura di cui all'art. 31, paragrafo
          1.
              13. I paragrafi da 1 a 12 non si applicano ai succhi di
          uve e ai succhi di uve concentrati ne' ai mosti di uve e ai
          mosti  di  uve  concentrati  destinati alla preparazione di
          succhi di uve".
              - L'art. 2 paragrafo 7, lettera a) del regolamento (CE)
          n. 1493/99 cosi' recita':
              "7.   Le   superfici  piantate  con  varieta'  di  viti
          classificate,  ai  sensi  dell'art.  19,  paragrafo 1, come
          varieta' di uve da vino, e:
                a) piantate a decorrere dal 1o settembre 1998, la cui
          produzione  puo'  essere  messa in circolazione soltanto se
          destinata  a distillerie ai sensi dell'art. 6, paragrafo 3,
          o  dell'art.  7,  paragrafo  4,  del  regolamento  (CEE) n.
          822/87, oppure".
              - L'art. 28 paragrafo 1, ultimo periodo del regolamento
          (CE) n. 1493/99 cosi' recita:
              "Art.   28.  -  1.  Salvo  deroga,  tali  vini  possono
          circolare soltanto se sono destinati ad una distilleria".
              - L'art. 43 del succitato regolamento cosi' recita:
              "Art.  43.  -  1. Le pratiche e i trattamenti enologici
          autorizzati sono stabiliti negli allegati IV e V.
              2. In particolare:
                -  le  pratiche e i trattamenti enologici autorizzati
          riguardanti     l'arricchimento,    l'acidificazione,    la
          disacidificazione  e  la  dolcificazione,  nonche' le norme
          relative  al  tenore  di  anidride  solforosa  e  al tenore
          massimo  di  acidita'  volatile  figurano  nell'allegato V,
          sezioni da A a G;
                -  le  pratiche e i trattamenti enologici autorizzati
          nonche'  le norme relative alla produzione di vino spumante
          e  di  vino  spumante di qualita' figurano nell'allegato V,
          sezioni H e I;
                -  le  pratiche e i trattamenti enologici autorizzati
          nonche' le norme relative alla produzione di vini liquorosi
          figurano nell'allegato V, sezione J".
              - L'allegato IV del succitato regolamento cosi' recita:
                                                         "Allegato IV
               ELENCO DELLE PRATICHE E DEI TRATTAMENTI
                        ENOLOGICI AUTORIZZATI
              1.  Pratiche e trattamenti enologici che possono essere
          effettuati su uve fresche, sul mosto d'uve, sul mosto d'uve
          parzialmente   fermentato,  sul  mosto  d'uve  parzialmente
          fermentato  ottenuto  con  uve  parzialmente appassite, sul
          mosto   d'uve  concentrato  e  sul  vino  nuovo  ancora  in
          fermentazione:
                a) arieggiamento o aggiunta di ossigeno;
                b) trattamenti termici;
                c) centrifugazione   e   filtrazione,   con  o  senza
          coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro
          uso  non  lasci  residui  indesiderabili nei prodotti cosi'
          trattati;
                d) utilizzazione   di   anidride   carbonica,   detta
          altresi'  biossido  di carbonio, di argo o di azoto, soli o
          miscelati  tra  loro,  unicamente  per  creare un'atmosfera
          inerte e manipolare il prodotto al riparo dell'aria;
                e) utilizzazione di lieviti per vinificazione;
                f) applicazione   di   una   o  piu'  delle  pratiche
          seguenti, per favorire lo sviluppo dei lieviti:
                  -  aggiunta  di  fosfato  di  ammonio bibasico o di
          solfato di ammonio entro certi limiti;
                  -  aggiunta di solfito di ammonio o di bisolfito di
          ammonio entro certi limiti;
                  -  aggiunta  di dicloridrato di tiamina entro certi
          limiti;
                g) utilizzazione   di   anidride   solforosa,   detta
          altresi'  biossido  di zolfo, di bisolfito di potassio o di
          metabisolfito  di  potassio,  detto  altresi'  disolfito di
          potassio o pirosolfito di potassio;
                h) eliminazione     dell'anidride    solforosa    con
          procedimenti fisici;
                i) trattamento  dei  mosti bianchi e dei vini bianchi
          nuovi ancora in fermentazione con carbone per uso enologico
          entro certi limiti;
                j) chiarificazione  con  una  o  piu'  delle seguenti
          sostanze d'uso enologico:
                  - gelatina alimentare;
                  - colla di pesce;
                  - caseina e caseinati di potassio;
                  - ovalbumina e/o lattalbumina;
                  - bentonite;
                  -  diossido  di  silicio  sotto  forma  di gel o di
          soluzione colloidale;
                  - caolino;
                  - tannino;
                  - enzimi pectolitici;
                  -   preparato   enzimatico   di   betaglucanasi   a
          condizioni da determinare;
                k) utilizzazione  di  acido  sorbico  o di sorbato di
          potassio;
                l) uso  di  acido tartarico per l'acidificazione alle
          condizioni di cui all'allegato V, sezioni E e G;
                m) impiego  per la disacidificazione, alle condizioni
          previste  all'allegato  V, sezioni E e G, di uno o piu' dei
          prodotti seguenti:
                  - tartrato neutro di potassio;
                  - bicarbonato di potassio;
                  -  carbonato  di  calcio  contenente  eventualmente
          piccoli quantitativi di sale doppio di calcio degli acidi L
          (+) tartarico ed L (-) malico;
                  - tartrato di calcio;
                  - acido tartarico a condizioni da determinare;
                  -  preparato  omogeneo  di  acido  tartarico  e  di
          carbonato  di calcio in proporzioni equivalenti e finemente
          polverizzato;
                n) uso  di  resina  di pino di Aleppo a condizioni da
          determinare;
                o) uso di preparati di scorze di lieviti, entro certi
          limiti;
                p) uso   di   polivinilpolipirrolidone,  entro  certi
          limiti e a condizioni da determinare;
                q) uso  di  batteri  lattici  in sospensione vinica a
          condizioni da determinare;
                r) aggiunta  di lisozima entro limiti ed a condizioni
          da determinare.
              2.  Pratiche e trattamenti enologici che possono essere
          utilizzati  per il mosto di uve destinato alla preparazione
          di mosto di uve concentrato rettificato:
                a) arieggiamento;
                b) trattamenti termici;
                c) centrifugazione   e   filtrazione,   con  o  senza
          coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro
          uso  non  lasci  residui  indesiderabili nei prodotti cosi'
          trattati;
                d) utilizzazione   di   anidride   solforosa,   detta
          altresi'  biossido  di zolfo, di bisolfito di potassio o di
          metabisolfito  di  potassio,  detto  altresi'  disolfito di
          potassio o pirosolfito di potassio;
                e) eliminazione     dell'anidride    solforosa    con
          procedimenti fisici;
                f) trattamento con carboni per uso enologico;
                g) uso    di    carbonato    di   calcio   contenente
          eventualmente piccoli quantitativi di doppio sale di calcio
          degli acidi L (+) tartarico e L (-) malico;
                h) uso di resine scambiatrici di ioni a condizioni da
          determinare.
              3.  Pratiche e trattamenti enologici che possono essere
          applicati  per  il  mosto  di  uve parzialmente fermentato,
          destinato  al  consumo  umano diretto nello stato in cui si
          trova,  il  vino atto alla produzione di vino da tavola, il
          vino   da  tavola,  il  vino  spumante,  il  vino  spumante
          gassificato,   il   vino   frizzante,   il  vino  frizzante
          gassificato, i vini liquorosi ed i v.q.p.r.d.:
                a) utilizzazione  nei  vini secchi e in quantita' non
          superiori  al 5 %, di fecce fresche, sane o non diluite che
          contengano  lieviti provenienti dalla vinificazione recente
          di vini secchi;
                b) arieggiamento o immissione di argo o azoto;
                c) trattamenti termici;
                d) centrifugazione   e   filtrazione,   con  o  senza
          coadiuvante di filtrazione inerte, a condizione che il loro
          uso  non  lasci  residui  indesiderabili nel prodotto cosi'
          trattato;
                e) utilizzazione   di   anidride   carbonica,   detta
          altresi'  biossido  di carbonio, di argo o di azoto, soli o
          miscelati  tra  loro,  unicamente  per  creare un'atmosfera
          inerte e manipolare il prodotto al riparo dall'aria;
                f) aggiunta   di   anidride  carbonica,  entro  certi
          limiti;
                g) utilizzazione,   alle   condizioni   previste  dal
          presente regolamento, di anidride solforosa, detta altresi'
          biossido   di   zolfo,   di  bisolfito  di  potassio  o  di
          metabisolfito  di  potassio,  detto  altresi'  disolfito di
          potassio o pirosolfito di potassio;
                h) aggiunta   di   acido  sorbico  o  di  sorbato  di
          potassio,  purche'  il  tenore  finale di acido sorbico del
          prodotto  trattato,  immesso  al consumo umano diretto, non
          sia superiore a 200 mg/l;
                i) aggiunta   di  acido  L-ascorbico,  sino  a  certi
          limiti;
                j) aggiunta   di   acido   citrico,   ai  fini  della
          stabilizzazione del vino entro certi limiti;
                k) l'impiego per l'acidificazione di acido tartarico,
          alle condizioni previste all'allegato V, sezioni E e G;
                l) impiego  per la disacidificazione, alle condizioni
          previste  all'allegato  V, sezioni E e G, di uno o piu' dei
          prodotti seguenti:
                  - tartrato neutro di potassio;
                  - bicarbonato di potassio;
                  -  carbonato  di  calcio  contenente  eventualmente
          piccoli quantitativi di sale doppio di calcio degli acidi L
          (+) tartarico ed L (-) malico;
                  - tartrato di calcio;
                  - acido tartarico a condizioni da determinare;
                  -  preparato  omogeneo  di  acido  tartarico  e  di
          carbonato  di calcio in proporzioni equivalenti e finemente
          polverizzato;
                m) chiarificazione  con  una  o  piu'  delle seguenti
          sostanze d'uso enologico:
                  - gelatina alimentare;
                  - colla di pesce;
                  - caseina e caseinati di potassio;
                  - ovolbumina e/o lattolbumina;
                  - bentonite;
                  -  diossido  di  silicio  sotto  forma  di gel o di
          soluzione colloidale;
                  - caolino;
                  -   preparato   enzimatico   di   betaglucanasi   a
          condizioni da determinare.
                n) aggiunta di tannino;
                o) trattamento  dei  vini bianchi con carbone per uso
          enologico entro certi limiti;
                p) trattamento, a condizioni da stabilire:
                  -   dei   mosti   di  uve  parzialmente  fermentati
          destinati  come  tali  al  consumo  umano  diretto dei vini
          bianchi e rosati con ferrocianuro di potassio;
                  - dei vini rossi con ferrocianuro di potassio o con
          fitato di calcio;
                q) aggiunta   di   acido  metatartarico  entro  certi
          limiti;
                r) uso di gomma arabica;
                s) uso,   a   condizioni  da  determinare,  di  acido
          DL-tartarico,  denominato  anche  acido racemico, o del suo
          sale neutro di potassio, per ottenere la precipitazione del
          calcio in eccedenza;
                t) impiego   per   l'elaborazione  di  vini  spumanti
          ottenuti  dalla fermentazione in bottiglia e per i quali la
          separazione delle fecce e' effettuata mediante sboccamento:
                  - di alginato di calcio;
                o
                  - di alginato di potassio;
                t-bis)   impiego di lieviti per vinificazione, secchi
          o  in  sospensione  di  vino,  per  l'elaborazione dei vini
          spumanti;
                t-ter) aggiunta,    per   l'elaborazione   dei   vini
          spumanti,  di  tiamina  e di sali d'ammonio ai vini di base
          per   favorire  lo  sviluppo  dei  lieviti,  alle  seguenti
          condizioni:
                  -  per  i  sali nutritivi, fosfato di ammonio entro
          certi limiti;
                  - per i fattori di crescita, tiamina sotto forma di
          cloridrato di tiamina, entro certi limiti;
                u) uso  di  dischi  di  paraffina  pura impregnati di
          isotiocianato  di  allile  per creare un'atmosfera sterile,
          unicamente  negli  Stati  membri in cui e' tradizionalmente
          utilizzato   e   fino   a  quando  non  sia  vietato  dalla
          legislazione  nazionale, a condizione che vengano impiegati
          solo  recipienti  di  contenuto  superiore a 20 litri e che
          nessuna traccia di isotiocianato di allile sia presente nei
          vini;
                v) aggiunta,   per  favorire  la  precipitazione  del
          tartaro:
                  - di bitartrato de potassio;
                  -   di   tartrato  di  calcio  entro  limiti  ed  a
          condizioni da determinare;
                w) impiego  di  solfato di rame per l'eliminazione di
          un  difetto  di  gusto  o  di  odore del vino, sino a certi
          limiti;
                x) impiego  di  preparati  di scorze di lieviti entro
          certi limiti;
                y) uso di polivinilpolipirrolidone entro certi limiti
          e a condizioni da determinare;
                z) impiego  di batteri lattici in sospensione di vino
          a condizioni da determinare;
                z-bis) aggiunta   di   caramello,   ai   sensi  della
          direttiva  94/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
          del  30 giugno  1994, sulle sostanze coloranti destinati ad
          essere   utilizzate   nei   prodotti   alimentari(1),   per
          rafforzare il colore dei vini liquorosi e dei v.l.q.p.r.d;
                z-ter) aggiunta   di   lisozima  entro  limiti  ed  a
          condizioni da determinare.
              4.  Pratiche e trattamenti enologici che possono essere
          utilizzati   per   i   prodotti   menzionati   nella  frase
          introduttiva   del   punto  3,  unicamente  nell'ambito  di
          condizioni di impiego da determinare:
                a) apporto di ossigeno;
                b) trattamento  per  elettrodialisi  per garantire la
          stabiliz-zazione tartarica del vino;
                c) impiego  di  un'ureasi  per  diminuire il tasso di
          urea nei vini".
          (1)  Gazzetta  Ufficiale  L 237 del 10 settembre 1994, pag.
          13.      - L'allegato  V  del  regolamento  (CE) n. 1493/99
          cosi' recita:
                                                          "Allegato V
          LIMITI E CONDIZIONI DI TALUNE PRATICHE ENOLOGICHE
          A. Tenore di anidride solforosa.
              1.  Il  tenore  totale  di anidride solforosa dei vini,
          diversi  dai  vini  spumanti  e dai vini liquorosi non puo'
          superare,  al  momento  dell'immissione  al  consumo  umano
          diretto:
                a) 160 mg/l per i vini rossi;
                b) 210 mg/l per i vini bianchi e rosati.
              2.  In  deroga  al  punto 1, lettere a) e b), il tenore
          massimo  di  anidride solforosa, per quanto riguarda i vini
          aventi  un tenore di zuccheri residui, espresso in zucchero
          invertito, non inferiore a 5 g/l, e' portato a:
                a) 210  mg/l  per  i vini rossi e 260 mg/l per i vini
          bianchi e rosati;
                b) 300 mg/l per:
                  -   i   vini   aventi   diritto  alla  designazione
          "Spa"tlese conformemente alle disposizioni comunitarie;
                  -   i   v.q.p.r.d.   bianchi  aventi  diritto  alle
          denominazioni di origine controllata "Bordeaux supe'rieur ,
          "Graves  de Vayres , "Co'tes de Bordeaux , "Saint-Macaire ,
          "Premie'res  Coates  de  Bordeaux , "Sainte-Foix Bordeaux ,
          "Coates  de  Bergerac  (seguita  o  meno dalla designazione
          "Coates  de  Saussignac  ),  "Haut  Montravel  , "Coates de
          Montravel e "Rosette ;
                  -   i   v.q.p.r.d.   bianchi  aventi  diritto  alle
          denominazioni  di origine "Allela , "La Mancha , "Navarra ,
          "Penede's , "Rioja , "Rueda , "Tarragona e "Valencia ;
                  -  i  v.q.p.r.d. bianchi originari del Regno Unito,
          designati   e   presentati   conformemente  alla  normativa
          britannica  con  il  termine  "botrytis o con altri termini
          equivalenti, quali "noble harvest , "noble late Harvested o
          "special late Harvested ;
                c) 350   mg/l   per   i   vini  aventi  diritto  alla
          designazione  "Auslese  ,  conformemente  alle disposizioni
          comunitarie,  e  per  i  vini  bianchi designati come "vino
          superiore  a  denominazione di origine , conformemente alla
          legislazione  rumena,  e  aventi  diritto  a  uno  dei nomi
          seguenti:  Murfatlar,  Cotnari, Tirnave, Pietroasele, Valea
          Calugareasca;
                d) 400   mg/l   per   i   vini  aventi  diritto  alle
          designazioni  "Beerenauslese  , "Ausbruch , "Ausbruchwein ,
          "Trockenbeerenauslese   e  "Eiswein  ,  conformemente  alle
          disposizioni comunitarie, e per i v.q.p.r.d. bianchi aventi
          diritto   alle   denominazioni   di   origine   controllata
          "Sauternes  ,  "Barsac  , "Cadillac , "Ce'rons , "Loupiac ,
          "Sainte-Croix-du   Mont  ,  "Monbazillac  ,  "Bannezeaux  ,
          "Quarts  de  Chaume  ,  "Coteaux  du  Layon  ,  "Coteaux de
          l'Aubance "Graves Supe'rieures' e "Jurançon .
              3.  Qualora le condizioni climatiche lo richiedano, per
          talune  zone  viticole della Comunita' puo' essere concessa
          agli  Stati  membri  la facolta' di autorizzare, per i vini
          prodotti  nel  loro  territorio, un aumento di non oltre 40
          mg/l  dei  tenori  massimi  totale  di  anidride  solforosa
          inferiori a 300 mg/l previsti nella presente sezione.
              4.  Gli Stati membri possono adottare disposizioni piu'
          restrittive per i vini prodotti nel loro territorio.
          B. Tenore di acidita' volatile.
              1.  Il  tenore  massimo  di  acidita' volatile non puo'
          superare:
                a) 18  milliequivalenti  per litro per i mosti di uve
          parzialmente fermentati;
                b) 18 milliequivalenti per litro per i vini bianchi e
          rosati  nonche',  fino  al 31 dicembre 1989, per i prodotti
          ottenuti  dal  taglio  di  vino  bianco  con vino rosso nel
          territorio spagnolo;
                c) 20 milliequivalenti per litro per i vini rossi.
              2. I tenori di cui al punto 1 sono validi:
                -  per  i  prodotti ottenuti dalle uve raccolte nella
          Comunita',  nella  fase della produzione e in tutte le fasi
          di commercializzazione;
                -  per i mosti di uve parzialmente fermentati e per i
          vini  originari di paesi terzi, in tutte le fasi successive
          alla   loro   entrata   nel   territorio  geografico  della
          Comunita'.
              3. Possono essere previste deroghe al punto 1:
                a) per  alcuni  v.q.p.r.d.  e  alcuni  vini da tavola
          designati mediante un'indicazione geografica, quando:
                  -  hanno  subito  un  periodo  di invecchiamento di
          almeno due anni, oppure
                  - siano elaborati secondo metodi particolari;
                b) per  i  vini  con un titolo alcolometrico volumico
          totale   non  inferiore  a  13  %  vol.  o  eccezionalmente
          praticata    conformemente    alla   legislazione   vigente
          l'8 maggio 1970.
              4. L'aggiunta di mosto di uve concentrato o di mosto di
          uve  concentrato  rettificato  non  puo' avere l'effetto di
          aumentare il volume iniziale delle uve fresche pigiate, del
          mosto  di  uve,  del mosto di uve parzialmente fermentato o
          del vino nuovo ancora in fermentazione di oltre l'11% nella
          zona viticola A, l'8% nella zona viticola B e il 6,5% nella
          zona viticola C.
              5.  In  caso  di  applicazione delle disposizioni della
          sezione  C,  punto  4, i limiti dell'aumento di volume sono
          portati  rispettivamente  al  15%  nella  zona viticola A e
          all'11% nella zona viticola B.
              6.  La  concentrazione  non  puo'  avere  l'effetto  di
          ridurre di oltre il 20% il volume iniziale e in nessun caso
          di  aumentare  di  oltre  2%  vol.  il titolo alcolometrico
          volumico  naturale  del  mosto  di  uve,  del  vino  atto a
          diventare  vino  da  tavola o del vino da tavola oggetto di
          tali operazioni.
              7.  In nessun caso le suddette operazioni possono avere
          l'effetto di portare a oltre 11,5% vol. nella zona viticola
          A,  12%  vol.  nella zona viticola B, 12,5% vol. nelle zone
          viticole C I a) e C I b), 13% vol. nella zona viticola C II
          e   13,5%   vol.  nella  zona  viticola  C  III  il  titolo
          alcolometrico  volumico totale delle uve fresche, del mosto
          di  uve, dei mosto di uve parzialmente fermentato, del vino
          nuovo  ancora  in  fermentazione, del vino atto a diventare
          vino  da  tavola  o  del  vino  da  tavola  oggetto di tali
          operazioni.
              8. Tuttavia, per il vino rosso, il titolo alcolometrico
          volumico  totale dei prodotti di cui al punto 7 puo' essere
          portato  a  12%  vol.  nella zona viticola A e a 12,5% vol.
          nella zona viticola B.
              9. Il vino atto a diventare vino da tavola e il vino da
          tavola  non  possono  essere concentrati qualora i prodotti
          dai  quali  sono  stati  ottenuti  siano stati a loro volta
          oggetto  di una delle operazioni di cui al punto 1, lettere
          a) e b).
          E. Acidificazione e disacidificazione.
              1.  Le  uve  fresche,  il  mosto  di  uve  parzialmente
          fermentato, il vino nuovo ancora in fermentazione e il vino
          possono formare oggetto:
                a) nelle  zone viticole A, B, C I a) e C I b), di una
          disacidificazione parziale;
                b) nelle  zone  viticole C II e C III a), fatte salve
          le  disposizioni del punto 3, di un'acidificazione e di una
          disacidificazione;
                c) nella    zona    viticola    C    III    b),    di
          un'acidificazione.
              2.  L'acidificazione  dei  prodotti diversi dal vino di
          cui  al  punto  1  puo' essere effettuata soltanto entro un
          limite  massimo,  espresso in acido tartarico, di 1,50 g/l,
          ossia di 20 milliequivalenti per litro.
              3.  L'acidificazione  dei  vini  puo' essere effettuata
          soltanto   entro  un  limite  massimo,  espresso  in  acido
          tartarico,  di 2,50 g/l, ossia di 33,3 milliequivalenti per
          litro.
              4. La disacidificazione dei vini puo' essere effettuata
          soltanto   entro  un  limite  massimo,  espresso  in  acido
          tartarico,  di  1  g/l,  ossia di 13,3 milliequivalenti per
          litro.
              5.   Inoltre,   il   mosto   di   uve   destinato  alla
          concentrazione  puo'  essere sottoposto a disacidificazione
          parziale.
              6. Nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche
          eccezionali,   gli   Stati   membri   possono   autorizzare
          l'acidificazione  dei prodotti di cui al punto 1 nelle zone
          viticole  C  I  a) e C I b), alle condizioni contemplate al
          punto 1 per quanto riguarda le zone viticole C II, C III a)
          e C III b).
              7.  L'acidificazione e l'arricchimento, salvo deroga da
          decidersi  caso  per  caso,  nonche'  l'acidificazione e la
          disacidificazione  di  uno stesso prodotto, sono operazioni
          che si escludono a vicenda.
          F. Dolcificazione.
              1. La dolcificazione del vino da tavola e' autorizzata:
                a) quando  le  uve fresche, il mosto di uve, il mosto
          di  uve  parzialmente  fermentato,  il vino nuovo ancora in
          fermentazione, il vino atto a diventare vino da tavola o il
          vino   da   tavola  sono  stati  sottoposti  ad  una  delle
          operazioni  di  cui  alla  sezione D, punto 1, soltanto con
          mosto   di   uve   avente   al  massimo  lo  stesso  titolo
          alcolometrico   volumico  totale  del  vino  da  tavola  in
          questione;
                b) quando  i prodotti di cui alla lettera a) non sono
          stati  sottoposti  ad  una  delle  operazioni  di  cui alla
          sezione D, punto 1, soltanto con mosto di uve concentrato o
          mosto  di  uve  concentrato  rettificato  o  mosto  di uve,
          purche' il titolo alcolometrico volumico totale del vino da
          tavola in questione non venga aumentato di oltre 2% vol.
              2.   Nel  territorio  della  Comunita'  e'  vietata  la
          dolcificazione  dei  vini  importati  destinati  al consumo
          umano diretto e designati da un'indicazione geografica.
              3.  La  dolcificazione  dei  vini  importati diversi da
          quelli  di  cui  al  punto  2  e'  subordinata  a  norme da
          stabilirsi.
          G. Trattamenti.
              1.  Ciascuna  delle operazioni di cui alle sezioni D ed
          E,     ad    eccezione    dell'acidificazione    e    della
          disacidificazione  dei  vini,  e'  autorizzata  soltanto se
          effettuata, in condizioni da determinare, al momento in cui
          le   uve  fresche,  il  mosto  di  uve,  il  mosto  di  uve
          parzialmente   fermentato   o   il  vino  nuovo  ancora  in
          fermentazione  sono  trasformati  in  vino atto a diventare
          vino  da  tavola,  in  vino  da  tavola  o in altra bevanda
          destinata  al  consumo  umano  diretto  di  cui all'art. 1,
          paragrafo  2, diversa dal vino spumante o dal vino spumante
          gassificato, nella zona viticola in cui sono state raccolte
          le uve fresche utilizzate.
              2.    Lo    stesso    vale   per   la   concentrazione,
          l'acidificazione  e  la  disacidificazione  dei vini atti a
          diventare vini da tavola.
              3.  Le  concentrazioni  dei  vini da tavola deve essere
          effettuata  nella  zona viticola in cui sono state raccolte
          le uve fresche utilizzate.
              4.  L'acidificazione  e  la  disacidificazione dei vini
          possono    essere    effettuate    solo   nell'azienda   di
          vinificazione  e  nella  zona  viticola  in  cui sono state
          raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del vino.
              5.  Ciascuna  delle operazioni di cui ai punti da 1 a 4
          deve essere dichiarata alle autorita' competenti. Lo stesso
          vale  per  i  quantitativi  di  saccarosio, di mosto di uve
          concentrato  o  di  mosto  di  uve  concentrato rettificato
          detenuti,  per  l'esercizio  della  professione, da persone
          fisiche  o  giuridiche  o  da  associazioni  di persone, in
          particolare  dai  produttori,  dagli  imbottigliatori,  dai
          trasformatori,   nonche'   da  negozianti  da  determinare,
          contemporaneamente  e nello stesso luogo delle uve fresche,
          del  mosto di uve parzialmente fermentato o del vino sfuso.
          La  dichiarazione  di  questi  quantitativi  puo'  tuttavia
          essere  sostituita  da  una loro iscrizione sul registro di
          carico e di utilizzazione.
              6. Ciascuna delle operazioni di cui alla sezione E deve
          essere  iscritta sul documento di accompagnamento, sotto la
          cui   scorta  i  prodotti  cosi'  trattati  sono  messi  in
          circolazione.
              7.  Salvo  deroghe  motivate  da  condizioni climatiche
          eccezionali,  tali  operazioni  possono  essere  effettuate
          soltanto:
                a) anteriormente  al  1o gennaio, nelle zone viticole
          C;
                b) anteriormente al 16 marzo, nelle zone viticole A e
          B,  unicamente  per  i prodotti provenienti dalla vendemmia
          immediatamente precedenti a tali date.
              8.    Tuttavia,    la    concentrazione    a    freddo,
          l'acidificazione  e  la  disacidificazione dei vini possono
          essere praticate durante tutto l'anno.
          H. Vino spumante.
              1.  Ai fini del presente punto, nonche' del punto I del
          presente  allegato  e  del  punto  K  dell'allegato  VI, si
          intende per:
                a) "partita (cuve'e):
                  - il mosto di uve;
                  - il vino;
                  - il risultato della miscela di mosti di uve e/o di
          vini     con     caratteristiche     diverse,     destinati
          all'elaborazione di un tipo determinato di vino spumante;
                b) "sciroppo zuccherino (liqueur de tirage):
                  -  il  prodotto  destinato  ad essere aggiunto alla
          partita per provocare la formazione di spuma;
                c) "sciroppo di dosaggio (liqueur d'expe'dition):
                il  prodotto  destinato  ad  essere  aggiunto ai vini
          spumanti   per  conferire  loro  caratteristiche  gustative
          particolari.
              2.  Lo  sciroppo  di dosaggio puo' essere composto solo
          da:
                - saccarosio;
                - mosto di uve;
                - mosto di uve parzialmente fermentato;
                - mosto di uve concentrato;
                - mosto di uve concentrato rettificato;
                - vino, o
                -  una  miscela  di  questi  prodotti,  eventualmente
          addizionati di distillato di vino.
              3.  Fatto  salvo  l'arricchimento  dei componenti della
          partita   (cuve'e)   autorizzato   a   norma  del  presente
          regolamento,   e'  vietato  qualsiasi  arricchimento  della
          partita.
              4. Tuttavia, ogni Stato membro puo' autorizzare, per le
          regioni  e  le  varieta'  per le quali sia giustificato dal
          punto  di vista tecnico e secondo condizioni da stabilirsi,
          l'arricchimento   della   partita  (cuve'e)  nel  luogo  di
          elaborazione  dei  vini  spumanti.  Tale arricchimento puo'
          essere effettuato con l'aggiunta di saccarosio, di mosti di
          uve  concentrati o di mosti di uve concentrati rettificati.
          Lo  si  puo'  realizzare  con l'aggiunta di saccarosio o di
          mosti   di  uve  concentrati  allorche'  questo  metodo  e'
          tradizionalmente  o  eccezionalmente  praticato nello Stato
          membro interessato, conformemente alla legislazione vigente
          al  24 novembre  1974.  Cio'  nondimeno,  gli  Stati membri
          possono escludere l'uso di mosti di uve concentrati.
              5.  L'aggiunta  di  sciroppo zuccherino e l'aggiunta di
          sciroppo  di dosaggio non sono considerate un arricchimento
          ne'  una  dolcificazione. L'aggiunta di sciroppo zuccherino
          non  puo'  provocare  un  aumento  del titolo alcolometrico
          volumico  totale  della  partita  (cuve'e) superiore a 1,5%
          vol.  Tale  aumento viene misurato calcolando la differenza
          tra  il  titolo  alcolometrico  volumico della partita e il
          titolo  alcolometrico  volumico  totale  del  vino spumante
          prima dell'eventuale aggiunta dello sciroppo di dosaggio.
              6.  L'aggiunta di sciroppo di dosaggio viene effettuata
          in  modo  da  non  aumentare  di  oltre 0,5% vol. il titolo
          alcolometrico volumico effettivo del vino spumante.
              7.  E' vietata la dolcificazione della partita (cuve'e)
          e dei suoi componenti.
              8.    Oltre    alle    eventuali    acidificazioni    o
          disacidificazioni  effettuate  sui  suoi componenti a norma
          delle  altre disposizioni del presente allegato, la partita
          (cuve'e)   puo'   essere   oggetto   di   acidificazione  o
          disacidificazione.  L'acidificazione e la disacidificazione
          della partita si escludono reciprocamente. L'acidificazione
          puo'  essere  effettuata  soltanto entro il limite massimo,
          espresso   in  acido  tartarico,  di  1,5  g/li,  ossia  20
          milliequivalenti per litro.
              9.  Negli  anni caratterizzati da condizioni climatiche
          eccezionali,  il  limite  massimo  di  1,5  g/l,  ossia  20
          milliequivalenti  per litro, puo' essere portato a 2,5 g/l,
          ossia  34  milliequivalenti  per  litro, purche' l'acidita'
          naturale dei prodotti, espressa in acido tartarico, non sia
          inferiore a 3 g/l, ossia 40 milliequivalenti per litro.
              10.  L'anidride  carbonica  contenuta nei vini spumanti
          puo'  provenire soltanto dalla fermentazione alcolica della
          partita (cuve'e) da cui sono ottenuti i vini in questione.
              A  meno  che  non  si  tratti  di  quella  destinata  a
          trasformare  uve,  mosto di uve o mosto di uve parzialmente
          fermentato    direttamente   in   vino   spumante,   questa
          fermentazione   puo'  risultare  solo  dall'aggiunta  dello
          sciroppo zuccherino. Essa puo' aver luogo esclusivamente in
          bottiglie   o  in  recipienti  chiusi.  L'utilizzazione  di
          anidride carbonica nel caso del procedimento di travaso per
          contropressione  e'  autorizzata  sotto controllo e purche'
          non  aumenti la pressione dell'anidride carbonica contenuta
          nei vini spumanti.
              11.  Per  quanto  riguarda  i vini spumanti diversi dai
          vini spumanti di qualita' e dai v.s.q.p.r.d.:
                a) il  titolo  alcolometrico  volumico  totale  delle
          partite  (cuve'es)  destinate  alla  loro  elaborazione non
          dev'essere inferiore a 8,5% vol.;
                b) lo   sciroppo   zuccherino   destinato  alla  loro
          elaborazione puo' essere composto solo da:
                  - mosto di uve;
                  - mosto di uve parzialmente, fermentato;
                  - mosto di uve concentrato;
                  - mosto di uve concentrato rettificato, o
                  - saccarosio e vino;
                c) fatto  salvo  l'art.  44,  paragrafo  3, il titolo
          alcolometrico   volumico   effettivo,   compreso   l'alcole
          contenuto   nello   sciroppo   di   dosaggio  eventualmente
          aggiunto, non dev'essere inferiore a 9,5 % vol.;
                d) ferme  restando  disposizioni piu' restrittive che
          possono   essere  applicate  dagli  Stati  membri  ai  vini
          spumanti  prodotti nel proprio territorio, il tenore totale
          di anidride solforosa non puo' essere superiore a 235 mg/l;
                e) qualora  le  condizioni  climatiche in talune zone
          viticole  della  Comunita'  lo richiedano, gli Stati membri
          interessati possono autorizzare, per i vini di cui al punto
          i  prodotti  nel  loro  territorio,  che  il tenore massimo
          totale di anidride solforosa sia aumentato al massimo di 40
          mg/l,  fatto  salvo  che  i  vini  che hanno beneficiato di
          questa  autorizzazione  non siano spediti al di fuori degli
          Stati membri in questione.
          I. Vini spumanti di qualita'.
              1.   Il  titolo  alcolometrico  volumico  totale  delle
          partite   (cuve'es)  destinate  all'elaborazione  dei  vini
          spumanti di qualita' e' di almeno 9% vol.
              2. Lo sciroppo zuccherino destinato all'elaborazione di
          un vino spumante di qualita' puo' essere composto solo da:
                a) saccarosio;
                b) mosto di uve concentrato;
                c) mosto di uve concentrato rettificato;
                d) mosto   di   uve   o  mosto  di  uve  parzialmente
          fermentato  da  cui  puo'  essere  ottenuto  un vino atto a
          diventare vino da tavola;
                e) vini atti a diventare vini da tavola;
                f) vini da tavola,
              o
                g) v.q.p.r.d.
              3.  Per  quanto riguarda i vini spumanti di qualita' di
          tipo aromatico:
                a) salvo   deroga,   essi   possono  essere  ottenuti
          utilizzando,    per   costituire   la   partita   (cuve'e),
          esclusivamente  mosti  di  uve  o mosti di uve parzialmente
          fermentati  ottenuti dalle varieta' di viti figuranti in un
          elenco da compilare.
              Tuttavia, i vini spumanti di qualita' di tipo aromatico
          possono  essere  elaborati  utilizzando,  quali  componenti
          della  partita,  vini  ottenuti  dalle  uve  della varieta'
          "Prosecco  raccolte  nelle regioni del Trentino-Alto Adige,
          del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia;
                b) il   controllo   del   processo  di  fermentazione
          anteriormente  e  successivamente  alla  costituzione della
          partita   (cuve'e)  puo'  essere  effettuato,  per  rendere
          spumante  la  partita,  soltanto  mediante refrigerazione o
          altri processi fisici;
                c) e' vietata l'aggiunta di uno sciroppo di dosaggio;
                d) in  deroga  alla sezione K, punto 4, dell'allegato
          VI,  il  titolo  alcolometrico  volumico effettivo dei vini
          spumanti  di  qualita'  di  tipo  aromatico non puo' essere
          inferiore a 6% vol.;
                e) il  titolo  alcolometrico volumico totale dei vini
          spumanti  di  qualita'  di  tipo  aromatico non puo' essere
          inferiore a 10% vol.;
                f) in  deroga  alla  sezione  K, punto 6, primo comma
          dell'allegato  VI,  i  vini  spumanti  di  qualita' di tipo
          aromatico,  allorche'  sono conservati in recipienti chiusi
          alla temperatura di 20o, presentano una sovrappressione non
          inferiore a 3 bar;
                g) in  deroga  alla sezione K, punto 8, dell'allegato
          VI,  la  durata  del  processo  di  elaborazione  dei  vini
          spumanti  di  qualita'  di  tipo  aromatico non puo' essere
          inferiore a un mese.
              4.  Gli  Stati membri produttori possono definire tutte
          le   caratteristiche   o  condizioni  di  produzione  e  di
          circolazione  complementari  o  piu'  rigorose  per  i vini
          spumanti  di  qualita'  contemplati  dal  presente titolo e
          prodotti nel loro territorio.
              5.  Inoltre,  all'elaborazione  dei  vini  spumanti  di
          qualita' si applicano anche le norme di cui:
                - ai punti 1-10 della sezione H;
                - al punto 4 e ai punti 6-9 dell'allegato VI, sezione
          K,  fatto salvo il precedente punto 3, lettere d), f) e g),
          della presente sezione I.
          J. Vino liquoroso.
              1.  Per l'elaborazione dei vini liquorosi si utilizzano
          i seguenti prodotti:
                - mosto di uve parzialmente fermentato, o
                - vino, o
                -  una  miscela  dei  prodotti  di  cui ai precedenti
          trattini, o
                -  mosto  di uve o una miscela di questo prodotto con
          vino  per  taluni  v.l.q.p.r.d.  compresi  in un elenco che
          sara' adottato.
              2. Sono inoltre addizionati:
                a) per   quanto   riguarda   i  vini  liquorosi  e  i
          v.l.q.p.r.d. diversi da quelli di cui alla lettera b);
                i) i seguenti prodotti, da soli o miscelati:
                  -  alcole  neutro  ottenuto  dalla distillazione di
          prodotti  vitivinicoli,  comprese  le uve secche, avente un
          titolo alcolometrico non inferiore a 96% vol. e rispondente
          ai requisiti previsti dalle disposizioni comunitarie;
                  -  distillato  di  vino  o di uve secche, avente un
          titolo  alcolometrico  non  inferiore  a  52%  vol.  e  non
          superiore  a  86%  vol.,  e  rispondente  ai  requisiti  da
          determinare;
                ii) nonche',  eventualmente,  uno o piu' dei prodotti
          seguenti:
                  - mosto di uve concentrato;
                  -  prodotto  ottenuto  dalla  miscela  di  uno  dei
          prodotti  di  cui al punto i) con un mosto di uve di cui al
          punto 1, primo o quarto trattino;
                b) per  quanto  riguarda taluni v.l.q.p.r.d. compresi
          in un elenco che sara' adottato;
                i) i  prodotti  di  cui alla lettera a), punto i), da
          soli o miscelati;
                ii) oppure uno o piu' dei prodotti seguenti:
                  -  alcole di vino o di uve secche, avente un titolo
          alcolometrico  non  inferiore  a 95% vol. e non superiore a
          96%   vol.   e  rispondente  ai  requisiti  previsti  dalle
          disposizioni  comunitarie  o,  in mancanza di queste, dalle
          disposizioni nazionali in materia;
                  - acquavite di vino o di vinaccia, avente un titolo
          alcolometrico  non  inferiore  a 52% vol. e non superiore a
          86%   vol.   e  rispondente  ai  requisiti  previsti  dalle
          disposizioni  comunitarie  o,  in mancanza di queste, dalle
          disposizioni nazionali in materia;
                  -   acquavite  di  uve  secche,  avente  un  titolo
          alcolometrico  non  inferiore  a 52% vol. e non superiore a
          94,5%  vol.  e  rispondente  ai  requisiti  previsti  dalle
          disposizioni  comunitarie  o,  in mancanza di queste, dalle
          disposizioni nazionali in materia;
                iii) nonche',  eventualmente, uno o piu' dei prodotti
          seguenti:
                  - mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con
          uve parzialmente appassite;
                  -  mosto  di  uve concentrato ottenuto con l'azione
          del  fuoco  diretto  e  che,  salvo  per questa operazione,
          risponde alla definizione di mosto di uve concentrato;
                  - mosto di uve concentrato;
                  -  prodotto  ottenuto  dalla  miscela  di  uno  dei
          prodotti  di cui al punto ii) con un mosto di uve di cui al
          punto 1, primo o quarto trattino.
              3.  I  prodotti  di  cui  al  punto  1  utilizzati  per
          l'elaborazione   dei  vini  liquorosi  e  dei  v.i.q.p.r.d.
          possono  aver subito, se del caso, soltanto le pratiche e i
          trattamenti enologici di cui al presente regolamento.
              4. Tuttavia:
                a) l'aumento   del   titolo   alcolometrico  volumico
          naturale  puo'  risultare  soltanto  dall'utilizzazione dei
          prodotti di cui al punto 2;
                b) laddove  esista  una pratica tradizionale, possono
          essere  adottate  deroghe relative a prodotti specifici per
          consentire  allo  Stato  membro  interessato di autorizzare
          l'impiego  di  solfato  di  calcio,  purche'  il  tenore di
          solfato del prodotto cosi' trattato, espresso in solfato di
          potassio,  non  sia  superiore  a  2,5  g/l.  Tali prodotti
          possono   inoltre  essere  sottoposti  a  un'acidificazione
          supplementare  con  acido  tartarico, nel limite massimo di
          1,5 g/l.
              5. Fatte salve le disposizioni piu' restrittive che gli
          Stati  membri  possono  adottare  per  i vini liquorosi e i
          v.l.q.p.r.d.    elaborati   nei   loro   territorio,   sono
          autorizzati  su questi prodotti le pratiche e i trattamenti
          enologici previsti dal presente regolamento.
              6. Sono inoltre autorizzati:
                a) la  dolcificazione,  soggetta  a  dichiarazione  e
          registrazione,  purche'  i  prodotti  utilizzati  non siano
          stati  arricchiti  con  mosto di uve concentrato, per mezzo
          di:
                  -   mosto   di  uve  concentrato  o  mosto  di  uve
          concentrato  rettificato,  a  condizione  che l'aumento del
          titolo  alcolometrico volumico totale del vino in questione
          non sia superiore a 3% vol.;
                  -   mosto   di   uve   concentrato,  mosto  di  uve
          concentrato   rettificato   o  mosto  di  uve  parzialmente
          fermentato,  ottenuto  con  uve parzialmente appassite, per
          prodotti  da  stabilire  e  a  condizione che l'aumento del
          titolo  alcolometrico volumico totale del vino in questione
          non sia superiore a 8% vol.;
                  -   mosto   di  uve  concentrato  o  mosto  di  uve
          concentrato   rettificato,   per  vini  da  stabilire  e  a
          condizione  che l'aumento del titolo alcolometrico volumico
          totale del vino in questione non sia superiore a 8% vol.;
                b) l'aggiunta  di  alcole, distillato o acquavite, di
          cui  ai  punti  1  e  2,  per  compensare le perdite dovute
          all'evaporazione durante l'invecchiamento;
                c) l'invecchiamento   in   recipienti  posti  ad  una
          temperatura   non   superiore   a  50oC,  per  prodotti  da
          stabilire.
              7. Fatte salve le disposizioni piu' restrittive che gli
          Stati  membri  possono  adottare  per  i vini liquorosi e i
          v.l.q.p.r.d.  elaborati  nel  loro  territorio,  il  tenore
          totale di anidride solforosa di tali vini non puo' superare
          al momento della loro immissione al consumo umano diretto:
                a) 150  mg/l  se  il  tenore  di  zuccheri residui e'
          inferiore a 5 g/l;
                b) 200  mg/l  se  il  tenore  di  zuccheri residui e'
          superiore a 5 g/l.
              8.  Le varieta' di viti da cui sono ottenuti i prodotti
          di  cui  al  punto 1, utilizzate per l'elaborazione di vini
          liquorosi  e di v.l.q.p.r.d., sono scelte tra quelle di cui
          all'art. 42, paragrafo 5.
              9.   Il  titolo  alcolometrico  volumico  naturale  dei
          prodotti di cui al punto 1 utilizzati per l'elaborazione di
          un vino liquoroso diverso dai v. l.q.p.r.d. non puo' essere
          inferiore a 12% vol.".
              - La  lettera  F  dell'allegato  VI  del Regolamento n.
          1493/99 cosi' recita:
                                                         "Allegato VI
          F. Metodi di vinificazione e di elaborazione.
              1.  Gli  Stati  membri stabiliscono metodi specifici di
          vinificazione e di elaborazione per ciascun v.q.p.r.d.
              2.  Qualora  le  condizioni climatiche lo richiedano in
          una  delle  zone  viticole di cui alla sezione E, gli Stati
          membri  interessati  possono  autorizzare  un  aumento  del
          titolo   alcolometrico   volumico   naturale  (effettivo  o
          potenziale)  delle uve fresche, del mosto di uve, del mosto
          di  uve  parzialmente  fermentato, del vino nuovo ancora in
          fermentazione  e  del vino, atti a diventare v.q.p.r.d., ad
          eccezione  dei  prodotti destinati ad essere trasformati in
          v.l.q.p.r.d.  L'aumento  non  puo' superare i limiti di cui
          all'allegato V, sezione C, punto 3.
              3. Nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche
          eccezionalmente    sfavorevoli,    l'aumento   del   titolo
          alcolometrico di cui al punto 2 puo' essere portato fino ai
          limiti  di  cui  all'allegato  V,  sezione C, punto 4. Tale
          autorizzazione    non   pregiudica   la   possibilita'   di
          un'autorizzazione  analoga per i vini da tavola di cui allo
          stesso punto.
              4. L'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale
          puo'  essere effettuato secondo i metodi e le condizioni di
          cui   all'allegato  V,  sezione  D,  escluso  il  punto  7.
          Tuttavia,    gli    Stati    membri    possono    escludere
          l'utilizzazione del mosto di uve concentrato.
              5.   Il   titolo   alcolometrico  volumico  totale  dei
          v.q.p.r.d. non dev'essere inferiore a 9% vol. Tuttavia, per
          alcuni   v.q.p.r.d.   bianchi  compresi  in  un  elenco  da
          stabilire,   che   non   sono   stati   oggetto   di  alcun
          arricchimento,  il  titolo  alcolometrico  volumico  totale
          minimo dev'essere di 8,5% vol. Le disposizioni del presente
          punto   non   si   applicano   ai   v.s.q.p.r.d.   ne'   ai
          v.l.q.p.r.d.".
              - La  lettera  G  dell'allegato  VI  del regolamento n.
          1493/99 cosi' recita:
                                                         "Allegato VI
          G. Acidificazione, disacidificazione e dolcificazione.
              1.  Le  condizioni e i limiti per l'acidificazione e la
          disacidificazione  delle uve fresche, del mosto di uve, del
          mosto di uve parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora
          in  fermentazione  e del vino, atti a diventare v.q.p.r.d.,
          nonche' la procedura per la concessione di autorizzazioni e
          deroghe, sono stabiliti all'allegato V, sezione E.
              2.  La  dolcificazione  di  un  v.q.p.r.d.  puo' essere
          autorizzata da uno Stato membro soltanto se effettuata:
                a) conformemente  alle  condizioni e ai limiti di cui
          all'allegato V, sezione F;
                b) nella   regione   determinata   in  cui  e'  stato
          elaborato  il  v.q.p.r.d.  o  in  una  zona  situata  nelle
          immediate vicinanze, salvo eccezioni da determinare;
                c) con uno o piu' dei prodotti seguenti:
                  - mosto di uve;
                  - mosto di uve concentrato;
                  - mosto di uve concentrato rettificato.
              3. Il mosto di uve e il mosto di uve concentrato di cui
          al  punto  2,  lettera  c),  devono  provenire dalla stessa
          regione determinata in cui e' stato ottenuto il vino per la
          cui dolcificazione sono utilizzati.
              4.  Le  disposizioni  della  presente  sezione G non si
          applicano ai v.s.q.p.r.d. ne' ai v.l.q.p.r.d.".
              - La lettera H dell'allegato VI del Regolamento 1493/99
          cosi' recita:
                                                         "Allegato VI
          H.  Operazioni  d'arricchimento,  di  acidificazione  e  di
          disacidificazione.
              1.    Ciascuna    operazione   di   arricchimento,   di
          acidificazione e di disacidificazione di cui alla sezione F
          e  alla  sezione  G,  punto  1,  e' autorizzata soltanto se
          effettuata alle condizioni previste all'allegato V, sezione
          G.
              2.  Fatte  salve le disposizioni della sezione D, punto
          4, tali operazioni possono essere effettuate soltanto nella
          regione  determinata  in  cui  sono  state  raccolte le uve
          fresche utilizzate".
              -  I  paragrafi  4,  5,  7,  8,  9, 10, 11, 12, 13 e 14
          dell'art. 44 del Regolamento n. 1493/99 cosi' recitano:
              "4. Salvo disposizioni piu' restrittive applicate dagli
          Stati  membri  per  l'elaborazione  nel  loro territorio di
          prodotti non compresi nei codici NC 2204 10, 2204 21 e 2204
          29,  il  mosto  di  uve  fresche  mutizzato con alcole puo'
          essere   impiegato  soltanto  per  l'elaborazione  di  tali
          prodotti".
              "5.  Il  succo  di  uve  e  il succo di uve concentrato
          originari  della  Comunita'  non possono formare oggetto di
          vinificazione o essere aggiunti al vino. La destinazione di
          tali prodotti e' sottoposta a controllo. E' vietato mettere
          in  fermentazione  alcolica  questi prodotti nel territorio
          della Comunita'".
              "7.  I  vini  atti  a  diventare vini da tavola che non
          raggiungono  il  titolo  alcolometrico  volumico  effettivo
          minimo  dei  vini  da  tavola  possono  essere  immessi sul
          mercato  soltanto  per l'elaborazione di vini spumanti o se
          sono  destinati agli acetifici, alle distillerie o ad altri
          usi  industriali.  L'arricchimento di tali vini e il taglio
          degli  stessi con un vino da tavola onde portarne il titolo
          alcolometrico  volumico effettivo al livello prescritto per
          un  vino  da  tavola  possono  aver  luogo  soltanto  negli
          impianti del vinificatore o per conto di quest'ultimo".
              "8.  Le  fecce  di vino e le vinacce non possono essere
          impiegate  per ottenere vino o bevande destinate al consumo
          umano diretto, salvo alcole, acquavite o vinello".
              "9.  Il vinello, sempreche' lo Stato membro interessato
          ne  autorizzi  la  fabbricazione,  puo'  essere  utilizzato
          soltanto  per  la  distillazione o per il consumo familiare
          del singolo viticoltore".
              "10.   Il   vino  alcolizzato  puo'  essere  utilizzato
          soltanto per la distillazione".
              "11.  Il mosto di uve parzialmente fermentato, ottenuto
          con  uve  parzialmente  appassite,  puo'  essere  messo  in
          circolazione soltanto per l'elaborazione di vini liquorosi,
          unicamente   nelle  regioni  viticole  dove  tale  uso  era
          tradizionale  alla  data del 1o gennaio 1985, e dei vini di
          uve stramature".
              "12.  Le  uve fresche, il mosto di uve, il mosto di uve
          parzialmente  fermentato,  il  mosto di uve concentrato, il
          mosto  di  uve  concentrato  rettificato,  il  mosto di uve
          mutizzato  con  alcole,  il  succo di uve e il succo di uve
          concentrato  originari  di  Paesi  terzi non possono essere
          vinificati  o  addizionati  al  vino  nel  territorio della
          Comunita'".
              "13.  I  prodotti  di  cui  al paragrafo 12 non possono
          essere  sottoposti  a fermentazione alcolica nel territorio
          della Comunita'. La presente disposizione non si applica ai
          prodotti  destinati  alla  produzione  nel Regno Unito e in
          Irlanda  dei prodotti del codice NC 2206 00 per i quali, ai
          sensi  dell'allegato VII, sezione C, paragrafo 2, gli Stati
          membri   possono   autorizzare   l'utilizzazione   di   una
          denominazione composta recante il termine "vino ".
              "14.  Il taglio di un vino originario di un Paese terzo
          con  un  vino  della  Comunita' e il taglio, nel territorio
          geografico  della  Comunita',  di  vini  originari di paesi
          terzi sono vietati".
              - L'art. 45 del regolamento 1493/99 cosi' recita:
              "Art.  45.  -  1.  Fatte  salve  eventuali  deroghe,  i
          seguenti  prodotti  non possono essere offerti o avviati al
          consumo umano diretto:
                a) i  prodotti dei codici NC  2204 10, 220421, 220429
          e  220430  10, importati o no, che siano stati sottoposti a
          pratiche enologiche non ammesse dalla normativa comunitaria
          oppure, ove cio' sia consentito, dalle normative nazionali;
                b) i prodotti di cui all'art. 1, paragrafo 2, lettere
          a),  b)  e  c),  che  non  siano  di qualita' sana, leale o
          mercantile;
                c) i prodotti di cui all'art. 1, paragrafo 2, che non
          rispondano alle definizioni contenute nell'allegato I.
              2.  Le  deroghe  di  cui  al paragrafo 1 per i prodotti
          d'importazione  sono  adottate  secondo la procedura di cui
          all'art. 133 del trattato".
              - L'art. 48 del Regolamento n. 1493/99 cosi' recita:
              "Art.  48.  -  La  designazione  e la presentazione dei
          prodotti  di cui al presente regolamento, nonche' qualsiasi
          forma di pubblicita' relativa ai detti prodotti, non devono
          essere  erronee  e  tali  da creare confusione o indurre in
          errore  le  persone alle quali sono rivolte, in particolare
          per quanto riguarda:
                -   le   informazioni   di   cui  all'art.  47;  tale
          disposizione  si  applica  anche  qualora tali informazioni
          siano  utilizzate  in  una  traduzione, si riferiscano alla
          provenienza  effettiva  del  prodotto  o siano corredate di
          menzioni  quali  "genere  , "tipo , "metodo , "imitazione ,
          "marchio o simili;
                -   le   caratteristiche   dei   prodotti  quali,  in
          particolare,   la   natura,   la  composizione,  il  titolo
          alcolometrico   volumico,   il   colore,   l'origine  o  la
          provenienza,  la  qualita', la varieta' di vite, l'anno del
          raccolto o il volume nominale dei recipienti;
                -  l'identita'  e la qualita' delle persone fisiche o
          giuridiche  o di un'associazione di persone che partecipano
          o     hanno    partecipato    all'elaborazione    o    alla
          commercializzazione    del    prodotto,    in   particolare
          dell'imbottigliatore".
              - L'art.  49  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.  49. - 1. I prodotti la cui designazione o la cui
          presentazione   non   e'  conforme  alle  disposizioni  del
          presente  regolamento  o  alle  modalita'  adottate ai fini
          dell'attuazione  dello  stesso, non possono essere detenuti
          per  la  vendita o immessi sul mercato nella Comunita', ne'
          essere  esportati. Tuttavia, nel caso di prodotti destinati
          all'esportazione,  deroghe  alle  disposizioni del presente
          regolamento:
                -  possono  essere  autorizzate  dagli  Stati  membri
          qualora  la  normativa  del  Paese  terzo d'importazione lo
          richieda;
                -   possono   essere   previste  nelle  modalita'  di
          applicazione nei casi non contemplati nel primo trattino.
              2. Lo Stato membro sul territorio del quale si trova il
          prodotto   la  cui  designazione  o  presentazione  non  e'
          conforme  alle disposizioni di cui al paragrafo 1 adotta le
          misure   necessarie  per  comminare  sanzioni  in  caso  di
          infrazioni, in base alla gravita' delle stesse.
              Lo     Stato    membro    puo'    tuttavia    concedere
          un'autorizzazione  a detenere il prodotto in oggetto per la
          vendita  a  immettere  sul  mercato  nella  Comunita'  o  a
          esportare   il  prodotto,  purche'  la  designazione  o  la
          presentazione  di  tale  prodotto  sia  resa  conforme alle
          disposizioni di cui al paragrafo 1".
              - L'art. 51 paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1493/99
          cosi' recita:
              "2.  L'utilizzazione  di  un'indicazione geografica per
          designare  vini  da  tavola  ottenuti  da un taglio di vini
          ricavati  da  uve raccolte in aree di produzione diverse e'
          ammessa  se  l'85% almeno del vino da tavola risultante dal
          taglio proviene dall'area viticola di cui porta il nome.
              Tuttavia, l'utilizzazione, per designare vini da tavola
          bianchi,  di  un'indicazione geografica relativa ad un'area
          di  produzione  situata all'interno della zona viticola A o
          della zona viticola B e' ammessa soltanto se i prodotti che
          compongono  il  taglio sono ottenuti nella zona viticola in
          causa  o se il vino in questione e' ricavato dal taglio tra
          vini da tavola delle zona viticola A e vini da tavola della
          zona viticola B".
              - L'art.  52  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.  52. - 1. Se uno Stato membro attribuisce il nome
          di una regione determinata ad un v.q.p.r.d. nonche', se del
          caso,  ad  un  vino  destinato  ad  essere  trasformato nel
          v.q.p.r.d.  in  questione,  questo  nome  non  puo'  essere
          utilizzato  per  la  designazione  di  prodotti del settore
          vitivinicolo  che  non  provengono da questa regione e/o ai
          quali  questo  nome  non e' stato attribuito in conformita'
          alle normative comunitaria e nazionale in vigore. Lo stesso
          dicasi  se  uno  Stato  membro  ha attribuito il nome di un
          comune, di una frazione o di una localita' unicamente ad un
          v.q.p.r.d.  nonche', eventualmente, ad un vino destinato ad
          essere trasformato in tale v.q.p.r.d.
              Fatte  salve  le  disposizioni  comunitarie riguardanti
          specificamente  taluni tipi di v.q.p.r.d., gli Stati membri
          possono  consentire,  secondo  condizioni  di produzione da
          essi  fissate,  che  il nome di una regione determinata sia
          connesso  con  una  precisazione relativa alle modalita' di
          preparazione  o  al tipo di prodotto, ovvero con il nome di
          una varieta' di vigne od un suo sinonimo.
              In  deroga  al  primo  comma, il Consiglio, deliberando
          a maggioranza  qualificata  su  proposta della Commissione,
          puo'  decidere,  fino al 31 agosto 2001, di autorizzare che
          taluni  nomi  geografici  tradizionalmente  utilizzati  per
          designare  un  vino  da  tavola  e diventati il nome di una
          regione   determinata,   possano   continuare   ad   essere
          utilizzati anche per la designazione dei vini da tavola per
          tre campagne viticole al massimo.
              2.  Possono  essere  utilizzati per la designazione, la
          presentazione e la pubblicita' di una bevanda diversa da un
          vino o da un mosto di uve i nomi e le menzioni seguenti:
                - il nome di una varieta' di vigna;
                -   una   menzione   specifica  tradizionale  di  cui
          all'allegato  VII,  sezione A, punto 2, lettera c), secondo
          trattino,  quarto  doppio  trattino,  o  all'allegato VIII,
          sezione D, punto 2, lettera c), secondo trattino, oppure
                -  una  menzione  tradizionale  complementare  di cui
          all'allegato  VII,  sezione  B, punto 1, lettera b), quinto
          trattino, purche' sia attribuita da uno Stato membro per la
          designazione   di  un  vino  ai  sensi  delle  disposizioni
          comunitarie,   soltanto   a   condizione  che  sia  escluso
          qualsiasi  rischio  di confusione sulla natura, l'origine o
          la provenienza e la composizione di tale bevanda.
              3.  L'utilizzazione di un nome o di una menzione di cui
          al  punto  2  o  di  uno  dei  termini  "Hock  ,  "Claret ,
          "Liebfrauenmilch  e  "Liebfraumilch , anche se corredati di
          menzioni  quali  "genere  ,  "tipo  , "modo , "imitazione o
          simili, e' vietato per la designazione e la presentazione:
                -  di  una  merce  del  codice NC 2206, a meno che la
          merce  in questione provenga effettivamente dal luogo cosi'
          designato;
                - di una merce commercializzata con chiare istruzioni
          al  fine di ottenerne presso il consumatore una bevanda che
          imiti  il vino; tuttavia, puo' essere utilizzato il nome di
          una  varieta'  di  vite  se  la merce in questione proviene
          effettivamente  da  tale varieta', a meno che tale nome dia
          luogo a confusioni con il nome di una regione determinata o
          di  un'unita'  geografica  usato  per la designazione di un
          v.q.p.r.d.
              4.  Possono  essere  utilizzati per la designazione, la
          presentazione e la pubblicita' di una bevanda diversa da un
          vino o da un mosto di uve i nomi:
                - di una regione determinata;
                -  di un'unita' geografica piu' piccola della regione
          determinata,  purche'  questo  nome  sia  attribuito da uno
          Stato  membro per la designazione di un vino ai sensi delle
          disposizioni comunitarie, solo a condizione che:
                  a) per  i  prodotti dei codici NC 2009, 2202, 2205,
          2206,  2207, 2208 e 2209 nonche' per i prodotti ottenuti da
          una  materia  prima  vinicola  i  nomi e le menzioni dianzi
          citate siano riconosciuti nello Stato membro di origine del
          prodotto e che questo riconoscimento sia compatibile con il
          diritto comunitario;
                  b) per  le  bevande  diverse  da quelle di cui alla
          lettera  a),  sia  escluso  qualsiasi rischio di confusione
          circa   la   natura,   l'origine  o  la  provenienza  e  la
          composizione  di  queste  bevande.  Tuttavia,  anche  se il
          riconoscimento  di  cui alla lettera a) non ha avuto luogo,
          questi nomi possono continuare ad essere utilizzati fino al
          31 dicembre  2000,  fatta  salva l'osservanza della lettera
          b)".
              - L'allegato  VII del regolamento (CE) n. 1493/99 cosi'
          recita:
                                                        "Allegato VII
       DESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE, PRESENTAZIONE E PROTEZIONE
            DI TALUNI PRODOTTI DIVERSI DAI VINI SPUMANTI
              Ai fini del presente allegato si intende per:
                -  "etichettatura  ,  l'insieme  delle designazioni e
          delle  altre menzioni, contrassegni, illustrazioni o marchi
          caratterizzanti  il  prodotto  che  figurano  sullo  stesso
          recipiente,  compreso  il  dispositivo di chiusura, nonche'
          sul   pendaglio  appeso  al  recipiente.  Non  fanno  parte
          dell'etichettatura   alcune  indicazioni,  contrassegni  ed
          altri marchi da determinare;
                -"imballaggio   ,  gli  involucri  protettivi,  quali
          carta,  rivestimenti  di  paglia  d'ogni  genere, cartoni e
          casse  utilizzati per il trasporto di uno o piu' recipienti
          e/o  la  loro  presentazione  in  vista  della  vendita  al
          consumatore finale.
          A. Indicazioni obbligatorie.
              1. L'etichettatura:
                a) dei  vini  da tavola, dei vini da tavola designati
          con un'indicazione geografica e dei v.q.p.r.d.;
                b) dei  vini  originari  di  Paesi  terzi  diversi da
          quelli elencati alla lettera c) seguente;
                c) dei  vini liquorosi, dei vini frizzanti e dei vini
          frizzanti  gassificati  di  cui all'allegato I del presente
          regolamento,  nonche'  di  questi  vini  originari di Paesi
          terzi, contiene obbligatoriamente le seguenti indicazioni:
                  - la denominazione di vendita del prodotto;
                  - il volume nominale;
                  - il titolo alcolometrico volumico effettivo;
                  -  il  numero  di  lotto  ai  sensi della direttiva
          89/396/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1989, relativa alle
          diciture o marche che consentono di identificare la partita
          alla quale appartiene una derrata alimentare (1).
              2.  La  denominazione  di  vendita  e'  costituita  dai
          seguenti elementi:
                a) per  i  vini  da  tavola i termini "vino da tavola
          nonche':
                  - nel caso di spedizione in un altro Stato membro o
          di
              esportazione, il nome dello Stato membro se le uve sono
          prodotte e vinificate in tale Stato;
                  -  i  termini  "me'lange  di  vini di diversi Paesi
          della   Comunita'   europea   per   i   vini  ottenuti  dal
          mescolamento di prodotti originari di piu' Stati membri;
                  - i termini "vino ottenuto in ..... da uve raccolte
          in  ..... completato dall'indicazione degli Stati membri in
          causa,  per  i vini vinificati in uno Stato membro ottenuti
          da uve raccolte in un altro Stato membro;
                  i  termini  "Retsina  o  "vino  tinto de mezcla per
          determinati vini da tavola;
                b) per i vini da tavola con indicazione geografica:
                  - il termine "vino da tavola ;
                  - il nome dell'unita' geografica;
                  -  una  delle  menzioni  seguenti  a  condizioni da
          determinare:  "Landwein  ,  "vin  de  pays  ,  "indicazione
          geografica  tipica  , "vino de latierra , "vinho regional o
          "Regional  wine  ,  quando  viene  usata una delle suddette
          menzioni,  l'indicazione della menzione "vino da tavola non
          e' obbligatoria;
                c) per i v.q.p.r.d.:
                  - il nome della regione determinata;
                  - fatte salve le eccezioni da stabilire;
                  -  la  menzione  "vino  di qualita' prodotto in una
          regione determinata o "v.q.p.r.d. , o
                  -  la menzione "vino liquoroso di qualita' prodotto
          in una regione determinata o "v.l.q.p.r.d. , o
                  -  la menzione "vini frizzanti di qualita' prodotti
          in regioni determinate o "v.f.q.p.r.d. , o
                  - una menzione specifica tradizionale inclusa in un
          elenco da adottare o diverse di queste menzioni se previste
          dalle disposizioni dello Stato membro interessato;
                d) per  i vini importati la parola "vino , completata
          obbligatoriamente  dal  nome  del Paese d'origine e, quando
          sono designati mediante un'indicazione geografica, dal nome
          dell'unita' geografica in questione;
                e) per i vini liquorosi la menzione "vino liquoroso ;
                f) per i vini frizzanti la menzione "vino frizzante ;
                g) per i vini frizzanti gassificati la menzione "vino
          frizzante gassificato ;
                h) per  i  vini  di  cui  alle  lettere  e), f) e g),
          originari di Paesi terzi, menzioni da determinare.
              3. L'etichettatura:
                a) dei   vini   da  tavola,  i  vini  da  tavola  con
          indicazione geografica e i v.q.p.r.d.;
                b) dei   vini  originari  di  Paesi  terzi,  contiene
          obbligatoriamente  oltre  alle menzioni di cui ai punti 1 e
          2, le seguenti indicazioni:
                  -  il  nome  o  la  ragione sociale, il comune e lo
          Stato  membro  dell'imbottigliatore  o, per i recipienti di
          volume nominale superiore a 60 litri, dello speditore;
                  -  per  i  vini  importati, l'importatore o, quando
          l'imbottigliamento  ha  avuto  luogo nella Comunita', dell'
          imbottigliatore.
              4.   L'etichettatura   dei  vini  liquorosi,  dei  vini
          frizzanti  e  dei  vini  frizzanti  gassificati, nonche' di
          questi   vini   originari   di  Paesi  terzi,  deve  essere
          completata da indicazioni da determinarsi, corrispondenti a
          quelle di cui ai punti 2 e 3.
          B. Indicazioni facoltative.
              1.   L'etichettatura   dei   prodotti   ottenuti  nella
          Comunita'    puo'    essere   completata   dalle   seguenti
          indicazioni, in base a condizioni da determinarsi:
                a) per  i  vini  da  tavola,  i  vini  da  tavola con
          indicazione geografica e i v.q.p.r.d.:
                  -  il nome, l'indirizzo e la qualita' della o delle
          persone che hanno partecipato alla commercializzazione;
                  - il tipo del prodotto;
                  -   un  colore  particolare  secondo  le  modalita'
          previste dallo Stato membro produttore;
                b) per  i vini da tavola con indicazione geografica e
          per i v.q.p.r.d.:
                  - l'anno di raccolta;
                  - il nome di una o piu' varieta' di vite;
                  - un riconoscimento, medaglia o concorso;
                  -  indicazioni relative a come e' stato ottenuto il
          prodotto o al metodo di elaborazione dello stesso;
                  -  menzioni  tradizionali  complementari secondo le
          modalita' previste dello Stato membro produttore;
                  - il nome di un'azienda;
                  - una menzione indicante l'imbottigliamento:
                    - nell'azienda viticola, o
                    - da un'associazione di aziende agricole, o
                    -   in  una  impresa  situata  nella  regione  di
          produzione  o,  per  quanto riguarda i v.q.p.r.d, nelle sue
          immediate vicinanze;
                c) per i v.q.p.r.d.:
                  -   l'indicazione   di  un'unita'  geografica  piu'
          piccola  della  regione  determinata  secondo  le modalita'
          previste dallo Stato membro produttore;
                  - l'indicazione di un'unita' geografica piu' grande
          della  regione determinata per precisare l'ubicazione di un
          v.q.p.r.d.;
                  -  una  menzione indicante l'imbottigliamento nella
          regione   determinata,   purche'   questa  indicazione  sia
          tradizionale   e   abituale   nella   regione   determinata
          interessata.
              2.  Per  i  vini  liquorosi,  i  vini frizzanti, i vini
          frizzanti  gassificati  e  per  i  vini  originari di Paesi
          terzi,  indicazioni  facoltative corrispondenti a quelle di
          cui al punto 1 sono da determinarsi.
              Il  presente  punto  non pregiudica la possibilita' per
          gli  Stati  membri  di  adottare disposizioni relative alla
          designazione  di questi prodotti fino all'entrata in vigore
          delle disposizioni comunitarie corrispondenti.
              3.  Per  i  prodotti  di  cui  alla sezione A, punto 1,
          l'etichettattura    puo'   essere   completata   da   altre
          indicazioni.
              4.   Gli   Stati   membri  produttori  possono  rendere
          obbligatorie  talune  indicazioni  di  cui  ai punti 1 e 2,
          proibirle  o limitarne l'utilizzazione, per i vini ottenuti
          nel loro territorio.
          C. Utilizzazione di menzioni specifiche.
              1. La denominazione:
                a) "vino  e'  riservata ai prodotti che corrispondono
          alla definizione di cui al punto 10 dell'allegato I;
                b) "vino  da  tavola  e'  riservata  ai  prodotti che
          corrispondono   alla   definizione   di  cui  al  punto  13
          dell'allegato I.
              2.  Fatte  salve  le  disposizioni per l'armonizzazione
          delle  legislazioni, il punto 1, lettera a) lascia tuttavia
          impregiudicata  la  possibilita'  per  gli  Stati membri di
          ammettere:
                -  l'utilizzazione della parola "vino accompagnata da
          un  nome  di frutta e sotto forma di denominazione composta
          per    la   designazione   di   prodotti   ottenuti   dalla
          fermentazione di frutta diversa dall'uva;
                -  altre denominazioni composte comportanti la parola
          "vino .
              3. La denominazione:
                a) "vino  liquoroso  e'  riservata  ai  prodotti  che
          corrispondono   alla   definizione   di  cui  al  punto  14
          dell'allegato  I,  o,  se  del  caso, ad una definizione da
          determinare  a  norma  della  parte  introduttiva  di detto
          allegato;
                b) "vino   liquoroso  di  qualita'  prodotto  in  una
          regione   determinata   o  "v.l.q.p.r.d.  e'  riservata  ai
          prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto
          14  dell'allegato  I  e  alle  disposizioni  specifiche del
          presente regolamento;
                c) "vino  frizzante  e'  riservata  ai  prodotti  che
          corrispondono   alla   definizione   di  cui  al  punto  17
          dell'allegato  I  o,  se  del  caso,  ad una definizione da
          determinarsi  a  norma  della  parte  introduttiva di detto
          allegato;
                d) "vino   frizzante  di  qualita'  prodotto  in  una
          regione   determinata  o  "v.f.q.p.r.d.'  e'  riservata  ai
          prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto
          17  dell'allegato  I  e  alle  disposizioni  specifiche del
          presente regolamento;
                e) "vino   frizzante   gassificato  e'  riservata  ai
          prodotti che corrispondono alla definizione di cui al punto
          18  dell'allegato  I  o, se del caso, ad una definizione da
          determinarsi  a  norma  della  parte  introduttiva di detto
          allegato.
              4.  Se  si fa uso delle dette denominazioni composte di
          cui   al   punto 2,   deve   essere   eliminata   qualsiasi
          possibilita' di equivoco con i prodotti di cui al punto 1.
          D. Lingue utilizzabili per l'etichettatura.
              1.  Le  indicazioni  sull'etichettatura sono redatte in
          una  o piu' linque ufficiali della Comunita' per consentire
          al  consumatore  finale  di comprendere facilmente ciascuna
          delle indicazioni.
              Tuttavia, l'indicazione:
                - del nome della regione determinata;
                - del nome di un'altra unita' geografica;
                -  delle  menzioni  specifiche  tradizionali  e delle
          menzioni tradizionali complementari;
                -  il  nome  delle  aziende  viticole  o  delle  loro
          associazioni,     nonche'     menzioni     relative    all'
          imbottigliamento,  sono  redatte  unicamente  in  una delle
          lingue  ufficiali  dello Stato membro sul cui territorio il
          prodotto e' stato elaborato. Per i prodotti originari della
          Grecia  le  indicazioni  di  cui  al  secondo comma possono
          essere  ripetute  in  una  o  piu'  lingue  ufficiali della
          Comunita'.
              Le  indicazioni  di cui al primo e secondo trattino del
          secondo  comma  possono  essere  redatte in una sola lingua
          ufficiale   della   Comunita'   qualora   quest'ultima  sia
          considerata  alla  stregua della lingua ufficiale di quella
          parte dei territorio del paese d'origine in cui si trova la
          regione   determinata  in  questione,  se  tale  lingua  e'
          utilizzata  tradizionalmente  e  abitualmente  nello  Stato
          membro interessato.
              Per i prodotti ottenuti ed immessi sul mercato nel loro
          territorio  gli  Stati  membri  possono  consentire  che le
          indicazioni  di cui al secondo comma siano redatte anche in
          una  lingua  diversa dalle lingue ufficali della Comunita',
          se   tale   lingua   e'   utilizzata   tradizionalmente   e
          abitualmente  nello Stato membro interessato o in una parte
          del  suo  territorio.  Inoltre, gli Stati membri produttori
          possono consentire, per i loro prodotti, che le indicazioni
          di cui al secondo comma siano redatte in un'altra lingua se
          essa   e'   quella  utilizzata  tradizionalmente  per  tali
          indicazioni.
              2. Possono essere decise ulteriori deroghe al punto 1.
          E. Codici.
              1.  Secondo  modalita'  da  stabilire,  si  utilizza un
          codice per indicare sull'etichettatura:
                -  di  un  prodotto  di  cui alla sezione A, punto 1,
          diverso   da  quello  di  cui  al  trattino  successivo,  e
          informazioni  relative, in tutto o in parte, al nome di una
          regione  determinata diversa da quella che puo' utilizzarsi
          per  la  designazione  del prodotto in questione. Tuttavia,
          gli   Stati   membri   possono   determinare  altre  misure
          appropriate  per  il  loro  territorio,  al fine di evitare
          possibilita'  di  equivoco  con  la  regione determinata in
          questione;
                -  di  un  vino  da tavola conformemente al secondo e
          terzo  trattino  della  sezione  A, punto 2, lettera a), la
          sede  sociale dell'imbottigliatore o dello speditore e, ove
          opportuno, il luogo di imbottigliamento e di spedizione.
              Secondo  modalita'  da stabilire, un codice puo' essere
          utilizzato   sull'etichettatura  dei  prodotti  di  cui  al
          presente allegato per le indicazioni di cui alla sezione A,
          punto  3,  in  quanto  lo  Stato  membro nel cui territorio
          questi prodotti sono imbottigliati l'abbia permesso. Questa
          utilizzazione e' subordinata alla condizione che figuri per
          esteso  sull'etichettatura  il nome o la ragione sociale di
          una   persona   o   di   un   gruppo   di  persone  diverse
          dall'imbottigliatore,    che    partecipa    al    circuito
          commerciale, nonche' il comune o frazione in cui ha la sede
          questa persona o questo gruppo.
          F. Marchi.
              1.  Laddove  la  designazione,  la  presentazione  e la
          pubblicita'  dei  prodotti  di  cui al presente regolamento
          sono  completate  da  marchi,  essi  non  possono contenere
          parole o parti di parole, contrassegni o illustrazioni:
                a) che  siano  di natura tale da causare confusione o
          indurre  in  errore  le  persone  cui sono rivolti ai sensi
          dell'art. 48, oppure
                b) che:
                  -  possano  essere  confusi  dalle persone cui sono
          destinati  con la designazione totale o parziale di un vino
          da  tavola,  di un vino liquoroso, di un vino frizzante, di
          un vino frizzante gassificato, di un v.q.p.r.d o di un vino
          importato   la   cui   designazione   e'   disciplinata  da
          disposizioni  comunitarie o con la designazione di un altro
          prodotto cui si faccia riferimento nel presente allegato, o
                  - siano identici alla designazione di tale prodotto
          senza  che  i  prodotti  utilizzati  per l'elaborazione dei
          prodotti  finali  di cui sopra abbiano diritto ad usufruire
          di    detta    designazione   o   presentazione.   Inoltre,
          l'etichettatura  utilizzata  per la designazione di un vino
          da  tavola,  di un vino liquoroso, di un vino frizzante, di
          un  vino  frizzante  gassificato,  di un v.q.p.r.d. o di un
          vino  importato  non  puo'  contenere  marchi che riportano
          parole o parti di parole, segni o illustrazioni che:
                a) nel caso di:
                  -  vini da tavola, vini liquorosi, vini frizzanti e
          vini   frizzanti   gassificati  includano  il  nome  di  un
          v.q.p.r.d;
                  -  v.q.p.r.d,  includano  il  nome  di  un  vino da
          tavola;
                  -  vini  importati, includano il nome di un vino da
          tavola o di un v.q.p.r.d;
                b) nel  caso  di  vini  da  tavola con un'indicazione
          geografica,   v.q.p.r.d   o   vini   importati,  contengano
          informazioni   false,   soprattutto   per  quanto  riguarda
          l'origine  geografica,  la  varieta'  di  vite,  l'anno  di
          raccolta o una menzione relativa ad una qualita' superiore;
                c) nel  caso  di  vini da tavola diversi da quelli di
          cui  alla lettera b), vini liquorosi, vini frizzanti e vini
          frizzanti  gassificati, contengano informazioni concernenti
          l'origine  geografica,  la  varieta'  di  vite,  l'anno  di
          raccolta o una menzione relativa ad una qualita' superiore;
                d) nel   caso   di   vini   importati,  possa  creare
          confusione  con un'illustrazione utilizzata per distinguere
          un  vino  da  tavola, vini liquorosi, vini frizzanti e vini
          frizzanti  gassificati,  un  v.q.p.r.d o un vino importato,
          designato mediante un'indicazione geografica.
              2.  In deroga alla lettera b) del primo comma del punto
          1,  il  titolare  di un marchio registrato per un vino o un
          mosto di uve che sia identico:
                  -  al  nome di un'unita' geografica piu' piccola di
          una  regione  determinata utilizzato per la designazione di
          un v.q.p.r.d., oppure
                  - al nome di un'unita' geografica utilizzato per la
          designazione  di  un  vino da tavola recante un'indicazione
          geografica, oppure
                  -  al  nome di un vino importato designato mediante
          un'indicazione  geografica,  puo', anche e non ha diritto a
          questo nome a norma del primo comma del punto 1, continuare
          ad usare tale marchio fino al 31 dicembre 2002 a condizione
          che il marchio in questione:
                a) sia  stato registrato al piu' tardi il 31 dicembre
          1985   dall'autorita'   competente   di  uno  Stato  membro
          conformemente  al  diritto  vigente  al  momento  di questa
          registrazione; e
                b) sia   stato   effettivamente  utilizzato  fino  al
          31 dicembre   1986   senza   interruzione   dopo   la   sua
          registrazione o, se quest'ultima e' anteriore al 1o gennaio
          1984, almeno dopo tale data.
              Inoltre,   il  titolare  di  un  marchio  conosciuto  e
          registrato  per  un  vino  o  un  mosto di uve che contenga
          termini  identici  al  nome di una regione determinata o al
          nome  di  un'unita'  geografica piu' piccola di una regione
          determinata  puo',  anche se non ha diritto a questo nome a
          norma  del  punto  1,  continuare  ad usare tale marchio se
          corrisponde all'identita' del suo titolare originario o del
          prestanome originario, purche' la registrazione del marchio
          sia   stata   fatta   almeno  venticinque  anni  prima  del
          riconoscimento  ufficiale  del nome geografico in questione
          da  parte  dello  Stato  membro  produttore  a  norma delle
          disposizioni  comunitarie  pertinenti per quanto riguarda i
          v.q.p.r.d. e il marchio sia stato effettivamente utilizzato
          senza interruzione.
              I  marchi  conformi  alle  condizioni  del  primo e del
          secondo  comma non possono essere opposti all'utilizzazione
          dei   nomi  delle  unita'  geografiche  utilizzati  per  la
          designazione di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola.
              3.  Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata
          su  proposta  della  Commissione,  decide  anteriormente al
          31 dicembre   2002   dell'eventuale   proroga  del  termine
          indicato al primo comma del punto 2.
              4.  Gli  Stati  membri  comunicano  alla  Commissione i
          marchi  di  cui  al punto 2, a mano a mano che essi vengono
          loro comunicati.
              La  Commissione  ne  informa  gli  organismi competenti
          degli  Stati  membri  preposti al controllo dell'osservanza
          delle disposizioni comunitarie nel settore vitivinicolo.
          G. Commercializzazione, controllo e protezione.
              1.   Sin  dal  momento  della  commercializzazione  del
          prodotto  in un recipiente di volume nominale non superiore
          a  60  litri,  tale  recipiente,  deve  essere etichettato.
          Questa  etichettatura dev'essere conforme alle disposizioni
          del presente regolamento; lo stesso dicasi per i recipienti
          di  volume  nominale  superiore  a  60  litri,  quando sono
          etichettati.
              2. Possono essere decise deroghe al punto 1.
              3.  Ogni  Stato  membro e' responsabile dei controllo e
          della  protezione  dei  v.q.p.r.d. e dei vini da tavola con
          indicazione  geografica  commercializzati  conformemente al
          presente regolamento.
              4.  I vini importati destinati al consumo umano diretto
          e  designati  mediante  un'indicazione  geografica  possono
          beneficiare,  ai  fini della loro commercializzazione nella
          Comunita'  e  su  riserva  di reciprocita', del controllo e
          della protezione di cui al punto 3.
              La  disposizione  di  cui  al  precedente  comma  viene
          attuata  tramite  accordi  negoziati e conclusi con i Paesi
          terzi  interessati secondo la procedura di cui all'art. 133
          del trattato".
          (1)  Gazzetta  ufficiale legge 186 del 30 giugno 1989, pag.
          21. - L'allegato VIII del Regolamento (CE) n. 1493/99 cosi'
          recita:
                                                       "Allegato VIII
            DESIGNAZIONE, DENOMINAZIONE, PRESENTAZIONE E
                    PROTEZIONE DEI VINI SPUMANTI
          A. Definizioni.
              1.  Il  presente  allegato  stabilisce  le norme per la
          designazione e la presentazione:
                a) dei  vini  spumanti definiti all'allegato I, punto
          15, elaborati nella Comunita';
                b) dei    vini    spumanti    gassificati    definiti
          all'allegato I, punto 16, originari della Comunita';
                c) dei  vini  spumanti definiti ai sensi del presente
          regolamento  secondo  la  procedura  di  cui  all'art.  75,
          originari dei Paesi terzi;
                d) dei  vini  spumanti  gassificati definiti ai sensi
          del  presente  regolamento  secondo  la  procedura  di  cui
          all'art. 75, originari dei Paesi terzi.
              I  vini spumanti di cui al primo comma della lettera a)
          comprendono:
                - "vini spumanti di cui all'allegato V, sezione H;
                -  "vini  spumanti di qualita' di cui all'allegato V,
          sezione I, e
                -  "vini spumanti di qualita' prodotti in una regione
          determinata  (v.s.q.p.r.d.) di cui all'allegato VI, sezione
          K.
              2. Ai fini del presente allegato, si intende per:
                -  "etichettatura  , il complesso delle menzioni, dei
          contrassegni,  delle  illustrazioni,  dei marchi o di altre
          designazioni, che caratterizzano il prodotto, apposti sullo
          stesso  recipiente,  compreso  il  dispositivo di chiusura,
          nonche'   sul   pendaglio   appeso   al  recipiente  e  sul
          rivestimento  del  collo  delle  bottiglie. Non fanno parte
          dell'etichettatura talune indicazioni, contrassegni e altri
          marchi da determinare;
              - "imballaggio , gli involucri protettivi, quali carte,
          rivestimenti  di  paglia  d'ogni  genere,  cartoni  e casse
          utilizzati per il trasporto di uno o piu' recipienti e/o la
          loro  presentazione  in  vista della vendita al consumatore
          finale;
                -  "elaboratore di un prodotto di cui al paragrafo 1,
          la persona fisica o giuridica ovvero l'associazione di tali
          persone  che procede all'elaborazione o vi fa procedere per
          proprio conto;
                -  "elaborazione  , la trasformazione di uve fresche,
          mosti  di  uve e di vini in un prodotto menzionato al punto
          1.
          B. Indicazioni obbligatorie.
              1.  Per  i  prodotti di cui alla sezione A, punto 1, la
          designazione sull'etichettatura comporta l'indicazione:
                a) di  una  menzione  che precisa la denominazione di
          vendita, conformemente alla sezione D, punto 2;
                b) del volume nominale del prodotto;
                c) di  una  menzione  relativa  al  tipo di prodotto,
          conformemente alla sezione D, punto 3;
                d) del   titolo   alcolometrico   volumico  effettivo
          secondo modalita' da stabilire.
              2.  Per  i  prodotti  di  cui  alla sezione A, punto 1,
          lettere   a)   e  b),  la  designazione  sull'etichettatura
          contiene oltre alle indicazioni elencate al punto 1:
                -  il nome o la ragione sociale dell'elaboratore o di
          un venditore stabilito nella Comunita' e
                -  il  nome del comune o della frazione e dello Stato
          membro  in  cui  la  suddetta  persona  ha  la sua sede, in
          conformita' della sezione D, punti 4 e 5.
              Tuttavia,  gli  Stati membri produttori possono rendere
          obbligatoria l'indicazione per esteso solo del nome o della
          ragione sociale dell'elaboratore.
              Qualora  sull'etichetta  figuri  il  nome  o la ragione
          sociale  dell'elaboratore  e  qualora  l'elaborazione abbia
          luogo in un comune, una frazione o uno Stato membro diversi
          da  quelli  di  cui  al  primo  comma, secondo trattino, le
          indicazioni  ivi  previste sono completate dall'indicazione
          del  nome del comune o della frazione in cui l'elaborazione
          e'  effettuata  e,  se  questa  ha  luogo in un altro Stato
          membro, dall'indicazione di quest'ultimo.
              3.  Per  i  prodotti  di  cui  alla sezione A, punto 1,
          lettere   c)   e  d),  la  designazione  sull'etichettatura
          contiene  oltre  alle  indicazioni  di  cui al paragrafo 1,
          l'indicazione:
                a) del nome o della ragione sociale dell'importatore,
          nonche' del comune e dello Stato membro in cui questi ha la
          sede;
                b) del nome o della ragione sociale dell'elaboratore,
          nonche' del nome del comune e del Paese terzo in cui questi
          ha la sede, in conformita' della sezione D, punti 4 e 5.
              4. La designazione sull'etichettatura contiene menzioni
          supplementari nei casi seguenti:
                -  per  i  prodotti  elaborati  con vini originari di
          Paesi  terzi,  quali  quelli previsti all'allegato I, punto
          15,  sesto  trattino,  la  designazione  sull'etichettatura
          indica   che  il  prodotto  e'  stato  elaborato  con  vini
          importati  e precisa il Paese terzo del quale e' originario
          il vino utilizzato per la costituzione della partita;
                -  per  i v.s.q.p.r.d. e' indicato sull'etichettatura
          il  nome  della  regione determinata nella quale sono state
          raccolte le uve utilizzate per l'elaborazione del prodotto;
                -  per i vini spumanti di qualita' del tipo aromatico
          di   cui   all'allegato   VI,   sezione  K,  punto  10,  la
          designazione  sull'etichettatura comporta l'indicazione del
          nome  della  varieta'  di  vite da cui sono stati ottenuti,
          oppure   la   menzione   "elaborato  con  uve  di  varieta'
          aromatiche .
          C. Indicazioni facoltative.
              1.  Per  i  prodotti di cui alla sezione A, punto 1, la
          designazione  sull'etichettatura  puo' essere completata da
          altre indicazioni, sempreche':
                - non rischino di creare confusione nella mente delle
          persone   cui   sono   destinate,  in  particolare  per  le
          indicazioni obbligatorie di cui alla sezione B e per quelle
          facoltative di cui alla sezione E;
                -  siano  rispettate,  se  del  caso, le disposizioni
          della sezione E.
              2.  Gli  organismi competenti in materia di vigilanza e
          di   controllo  nei  settore  del  vino  spumante  possono,
          osservando  le  norme  generali  di  procedura  adottate da
          ciascuno  Stato  membro,  esigere  dall'elaboratore  o  dal
          venditore  di  cui  alla  sezione  B, punto 2, primo comma,
          primo  trattino,  la  prova  dell'esattezza  delle menzioni
          utilizzate  per  la  designazione  e concernenti la natura,
          l'identita',  la  qualita', la composizione, l'origine o la
          provenienza  del  prodotto  in  questione  o  dei  prodotti
          utilizzati durante l'elaborazione dello stesso.
              Allorche' tale richiesta proviene:
                -  dall'organismo  competente  dello Stato membro nel
          quale  e'  stabilito l'elaboratore o il venditore, la prova
          e' richiesta direttamente a questi da detto organismo;
                - dall'organismo competente di un altro Stato membro,
          questo  fornisce  all'organismo  competente  del  Paese  di
          stabilimento  dell'elaboratore o del venditore, nell'ambito
          della loro diretta collaborazione, tutti gli elementi utili
          che  consentano  a  quest'ultimo di esigere la prova di cui
          trattasi;  l'organismo richiedente e' informato del seguito
          dato alla propria richiesta.
              Qualora  gli  organismi  competenti constatino che tale
          prova  non  e' stata fornita, le menzioni in questione sono
          considerate come non conformi al presente regolamento.
          D. Modalita' concernenti le indicazioni obbligatorie.
              1. Le indicazioni di cui alla sezione B:
                -  sono  raggruppate  nello  stesso  campo visivo sul
          recipiente e
                -  sono  presentate  in  caratteri chiari, leggibili,
          indelebili  e  sufficientemente  grandi  da risaltare sullo
          sfondo sul quale sono stampate e da poter essere nettamente
          distinte  dal  complesso  delle altre indicazioni scritte e
          dei disegni.
              E'  tuttavia  ammesso  che  le indicazioni obbligatorie
          relative  all'importatore  figurino  fuori del campo visivo
          nel   quale   sono   raggruppate   le   altre   indicazioni
          obbligatorie.
              2. Per l'indicazione della denominazione di vendita, ai
          sensi  della  sezione B, punto 1, lettera a), viene apposta
          una delle menzioni seguenti:
                a) per  un  vino  spumante  di  cui  all'allegato  V,
          sezione H, la menzione "vino spumante ;
                b) per   un   vino   spumante   di  qualita'  di  cui
          all'allegato  V,  sezione  I, diverso da quello di cui alla
          lettera  d)  del presente punto, la menzione "vino spumante
          di qualita' o "Sekt ;
                c) per   un  v.s.q.p.r.d.  di  cui  all'allegato  VI,
          sezione K:
                  -  la  menzione "vino spumante di qualita' prodotto
          in   una   regione  determinata  o  "v.s.q.p.r.d.  o  "Sekt
          bestimmter Anbaugebiete o "Sekt bA , o
                  -  una  menzione  specifica tradizionale scelta tra
          quelle di cui all'allegato VII, sezione A, punto 2, lettera
          c),  secondo  trattino,  quarto  sottotrattino, dallo Stato
          membro in cui e' avvenuta l'elaborazione e riprodotta in un
          elenco da adottare, o
                  -   uno  dei  nomi  delle  regioni  determinate  di
          v.s.q.p.r.d.  stabilito in applicazione della deroga di cui
          all'allegato  VII,  sezione A, punto 2, lettera c), secondo
          trattino, o
                  - due di queste menzioni usate congiuntamente.
              Tuttavia,  gli  Stati  membri  possono prescrivere, per
          taluni  v.s.q.p.r.d.  prodotti  sul  loro  territorio,  che
          talune menzioni di cui al primo comma siano usate da sole o
          congiuntamente;
                d) per   un   vino  spumante  di  qualita'  del  tipo
          aromatico  di  cui  all'allegato  V, sezione I, punto 3, la
          menzione "vino spumante aromatico di qualita' ;
                e) per un vino spumante originario di un Paese terzo:
                  - "vino spumante ovvero
                  -  "vino  spumante  di  qualita'  o "Sekt quando le
          condizioni per la sua elaborazione siano state riconosciute
          equivalenti a quelle di cui all'allegato V, sezione I.
              Per  tali vini spumanti, la denominazione di vendita e'
          associata  a un riferimento al Paese terzo nel quale le uve
          utilizzate sono state raccolte, vinificate e trasformate in
          vino  spumante. Se i prodotti utilizzati per l'elaborazione
          del  vino  spumante sono stati ottenuti in un Paese diverso
          da   quello  in  cui  l'elaborazione  ha  avuto  luogo,  in
          applicazione della sezione B, punto 3, il nome del Paese in
          cui  e'  avvenuta l'elaborazione deve risultare chiaramente
          tra le indicazioni che figurano sull'etichetta;
                f) per  un vino spumante gassificato originario della
          Comunita'  o  di un Paese terzo, la menzione "vino spumante
          gassificato  .  Se  la lingua usata per questa menzione non
          indica  l'aggiunta  di  anidride  carbonica, l'etichetta e'
          completata  con  i  termini  "ottenuto mediante aggiunta di
          anidride    carbonica    conformemente   a   modalita'   da
          determinare.
              3.  L'indicazione  della  menzione  relativa al tipo di
          prodotto  determinato  dal  tenore  di zucchero di cui alla
          sezione  B,  punto  1, lettera c), viene fatta mediante una
          delle menzioni seguenti, comprensibili nello Stato membro o
          nel  Paese  terzo  di  destinazione  in  cui il prodotto e'
          offerto al consumo umano diretto:
                  - "brut nature , "naturherb , "bruto natural , "pas
          dose'  ,  "dosage ze'ro , "dosaggio zero : se il suo tenore
          di  zucchero  e'  inferiore  a 3 g/l; tali menzioni possono
          essere usate unicamente per i prodotti che non hanno subito
          aggiunta di zucchero dopo la formazione della spuma;
                  -  "extra brut , "extra herb o "extra bruto : se il
          tenore di zucchero e' compreso tra 0 e 6 g/l;
                  - "brut , "herb o "bruto : se il tenore di zucchero
          e' inferiore a 15 g/l;
                  - "extra dry , "extra trocken o "extra seco : se il
          tenore di zucchero e' compreso tra 12 e 20 g/l;
                  -  "sec  ,  "trocken  , "secco o "asciutto', "dry ,
          "ton", "ISO  7>icnuo'", "ISO  1>seco", "torr" o "kuiva": se
          il tenore di zucchero e' compreso tra 17 e 35 g/l;
                  -  "demi-sec  , "halbtrocken , "abboccato , "medium
          dry   ,   "halvt qr",  ">ISO  7>çi'biçnio'",  ">ISO  1>semi
          seco", "meio seco", "halvtorr" o "poulikuiva": se il tenore
          di zucchero e' compreso tra 33 e 50 g/l;
                  -  "doux  ,  "mild  ,  "dolce  ,  "sweet  , "s qd ,
          ">ISO  7>aeoeyo'",   ">ISO  1>dulce"   ,  "doce",  "sot"  o
          "makea": se il tenore di zucchero e' superiore a 50 g/l.
              Se   il   tenore  di  zucchero  del  prodotto  consente
          l'indicazione  di due delle menzioni di cui al primo comma,
          l'elaboratore  o  l'importatore  puo'  usarne  una  sola, a
          propria scelta.
              In  deroga  alla  sezione B, punto 1, lettera c), per i
          vini  spumanti  di  qualita'  del  tipo  aromatico  di  cui
          all'allegato  V,  sezione  I,  punto 3 e i v.s.q.p.r.d. del
          tipo  aromatico di cui all'allegato VI, sezione K, punto 10
          la  menzione  relativa  al tipo di prodotto di cui al primo
          comma puo' essere sostituita dall'indicazione del tenore di
          zucchero espresso in grammi per litro, determinato mediante
          l'analisi.
              Per  indicare  il  tipo  del  prodotto  determinato dal
          tenore   di   zucchero,   sono  ammesse  nell'etichettatura
          unicamente le indicazioni di cui al primo e terzo comma.
              4.  Il  nome  o  la  ragione  sociale dell'elaboratore,
          nonche' il nome del comune, o della frazione, e dello Stato
          in cui questi ha la sede sono indicati:
                - per esteso, o
                -  per  quanto  riguarda  i  prodotti elaborati nella
          Comunita',  in  codice,  sempreche'  figurino per esteso il
          nome o la ragione sociale della persona o dell'associazione
          di  persone diverse dall'elaboratore che e' intervenuto nel
          circuito  commerciale del prodotto, nonche' il comune, o la
          frazione,   e  lo  Stato  membro  in  cui  tale  persona  o
          associazione hanno la sede.
              5.  Qualora  il  nome  di  un  comune o di una frazione
          figuri     sull'etichetta,    per    indicare    la    sede
          dell'elaboratore   o   di   un'altra   persona   che  abbia
          partecipato al circuito commerciale oppure per precisare il
          luogo dell'elaborazione e qualora tale indicazione comporti
          il  nome  di una regione determinata ai sensi dell'allegato
          VI, sezione A, diversa da quella che puo' essere utilizzata
          per  designare  il prodotto in questione, l'indicazione del
          nome avviene in base a un codice.
              Tuttavia,  gli Stati membri possono prescrivere, per la
          designazione dei prodotti elaborati nel proprio territorio,
          altre  opportune misure, in particolare per quanto riguarda
          la  dimensione  dei  caratteri  da  utilizzare  per  questa
          indicazione,   in   modo  da  evitare  confusioni  relative
          all'origine geografica del vino.
              6.  Le  menzioni  indicanti  il  modo  di  elaborazione
          possono essere stabilite dalle modalita' di applicazione.
          E. Impiego di alcuni termini specifici.
              1.  Il  nome  di  un'unita'  geografica, diversa da una
          regione  determinata,  di  dimensioni inferiori a uno Stato
          membro  o ad un Paese terzo puo' essere indicato unicamente
          per completare la designazione:
                - di un v.s.q.p.r.d.;
                -  di  un  vino  spumante  di  qualita'  cui e' stato
          attribuito,  mediante  le modalita' d'applicazione, il nome
          di tale unita' geografica, oppure
                -  di  un  vino spumante originario di un Paese terzo
          soggetto   a   condizioni   di   elaborazione  riconosciute
          equivalenti  a  quelle  di  un  vino  spumante  di qualita'
          recante  il nome di una unita' geografica, nell'allegato V,
          sezione I.
              Tale  indicazione  e' autorizzata soltanto a condizione
          che:
                a) sia  conforme alle disposizioni dello Stato membro
          o del Paese terzo in cui e' stata effettuata l'elaborazione
          del vino spumante;
                b) l'unita'  geografica  in  causa sia delimitata con
          precisione;
                c) tutte  le uve dalle quali il prodotto in questione
          e'  stato  ottenuto  provengano  da tale unita' geografica,
          fatta  eccezione  per  i  prodotti contenuti nello sciroppo
          zuccherino o nello sciroppo di dosaggio;
                d) per  un  v.s.q.p.r.d.  tale  unita' geografica sia
          situata entro i confini della regione determinata di cui il
          vino in causa reca il nome;
                e) per  i  vini spumanti di qualita', il nome di tale
          unita'   geografica  non  sia  previsto  per  designare  un
          v.s.q.p.r.d.
              In  deroga  al  secondo  comma,  lettera  c), gli Stati
          membri   possono  autorizzare  l'indicazione  del  nome  di
          un'unita'  geografica di dimensioni inferiori a una regione
          determinata   per   completare   la   designazione   di  un
          v.s.q.p.r.d.,  se  il prodotto e' stato ottenuto almeno per
          l'85% da uve raccolte in tale unita'.
              2.  Il  nome  di una varieta' di vite puo' essere usato
          unicamente per completare la designazione di un prodotto di
          cui alla sezione A, punto 1:
                - lettera a) oppure
                -  lettera  c), soggetto a condizioni di elaborazione
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione I o nell'allegato VI, sezione K.
              Si  puo'  indicare il nome di una varieta' di vite o di
          un sinonimo di tale nome soltanto se:
                a) la  coltivazione  di tale varieta' e l'impiego dei
          prodotti  da  essa ottenuti sono conformi alle disposizioni
          della  Comunita'  o  del  Paese  terzo  in  cui  sono state
          raccolte le uve utilizzate;
                b) tale  varieta'  figura  in  un  elenco  che  sara'
          adottato  dallo  Stato  membro in cui sono stati ottenuti i
          prodotti  utilizzati per la costituzione della partita; per
          quanto riguarda i v.s.q.p.r.d., tale elenco e' compilato in
          conformita'  dell'allegato VI, sezione B, punto 1 o sezione
          K, punto 10, lettera a);
                c) il nome di questa varieta' non puo' essere confuso
          con  il  nome  di  una  regione  determinata o di un'unita'
          geografica  usato  per  designare  un altro vino prodotto o
          importato nella Comunita';
                d) il  nome  di  tale  varieta' non e' ripetuto nella
          stessa espressione, salvo se esistono piu' varieta' recanti
          questo  stesso  nome  e se quest'ultimo figura in un elenco
          che  sara'  adottato  dallo  Stato  membro produttore. Tale
          elenco  e'  comunicato  alla Commissione che ne informa gli
          altri Stati membri;
                e) il  prodotto  e' interamente ottenuto da uve della
          varieta'  in  questione,  fatta  eccezione  per  i prodotti
          contenuti  nello  sciroppo  zuccherino  o nello sciroppo di
          dosaggio,   e   se  detta  varieta'  caratterizza  in  modo
          determinante il prodotto ottenuto;
                f) la    durata    del   processo   di   elaborazione
          comprendente  l'invecchiamento  nell'azienda di produzione,
          calcolata  a  decorrere  dalla  fermentazione  destinata  a
          rendere  spumante  la  partita,  non  e'  stata inferiore a
          novanta  giorni,  sempreche'  la durata della fermentazione
          destinata  a  rendere spumante la partita e la durata della
          presenza  della  partita  sulle  fecce  siano, come minimo,
          cosi' stabilite:
                  - 60 giorni;
                  -   30   giorni  se  la  fermentazione  avviene  in
          recipienti provvisti di dispositivi agitatori.
              Tuttavia  questa  disposizione  non  si applica ai vini
          spumanti  del tipo aromatico di cui all'allegato V, sezione
          I, punto 3 o all'allegato VI, sezione K, punto 10.
              In deroga al secondo comma, gli Stati membri produttori
          possono:
                - ammettere l'indicazione del nome di una varieta' di
          viti  se  il  prodotto  e' ottenuto almeno per l'85% da uve
          della  varieta'  in  causa,  fatta eccezione per i prodotti
          contenuti  nello  sciroppo  zuccherino  o nello sciroppo di
          dosaggio,  e  se  detta  varieta'  caratterizza  in  misura
          determinante il prodotto ottenuto;
                -  ammettere  l'indicazione  del  nome  di  due o tre
          varieta'  di  viti  se previsto dalla normativa dello Stato
          membro  produttore  e se tutte le uve da cui il prodotto e'
          stato  ottenuto  provengono  da  queste due varieta', fatta
          eccezione   per   i   prodotti   contenuti  nello  sciroppo
          zuccherino o nello sciroppo di dosaggio, e se la miscela di
          queste  varieta'  caratterizza  in  misura  determinante il
          prodotto ottenuto;
                -   limitare  l'indicazione  a  determinati  nomi  di
          varieta' di viti di cui al secondo comma.
              3.  La menzione "fermentazione in bottiglia puo' essere
          utilizzata solamente per designare:
                - un v.s.q.p.r.d.;
                - un vino spumante di qualita' oppure
                -  un  vino  spumante  originario  di un Paese terzo,
          soggetto  a  condizioni  di  elaborazione  che  sono  state
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione  I  o  nell'allegato  VI,  sezione K.  L'uso  della
          menzione prevista al primo comma e' ammesso solamente se:
                a) il   prodotto  utilizzato  e'  diventato  spumante
          mediante seconda fermentazione alcolica in bottiglia;
                b) la    durata    del   processo   di   elaborazione
          comprendente  l'invecchiamento nell'azienda di produzione e
          calcolata  a  decorrere  dalla  fermentazione  destinata  a
          rendere  spumante  la partita non e' stata inferiore a nove
          mesi;
                c) la  durata della fermentazione destinata a rendere
          spumante  la  partita  e  la  durata  della  presenza della
          partita sulle fecce sono state almeno di novanta giorni;
                d) il  prodotto  utilizzato  e'  stato separato dalle
          fecce  mediante  filtraggio  secondo il metodo di travaso o
          mediante sboccatura.
              4.   L'indicazione  delle  menzioni  "fermentazione  in
          bottiglia   secondo   il   metodo  tradizionale  o  "metodo
          tradizionale  o  "metodo  classico  o  "metodo tradizionale
          classico  nonche'  delle  menzioni  che  risultano  da  una
          traduzione   di  questi  termini,  puo'  essere  utilizzata
          solamente per designare:
                - un v.s.q.p.r.d.;
                - un vino spumante di qualita' oppure
                -  un  vino  spumante  originario  di  un Paese terzo
          soggetto  a  condizioni  di  elaborazione  che  sono  state
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione I o nell'allegato VI, sezione K.
              L'uso  di  una  delle menzioni di cui al primo comma e'
          ammesso solamente se il prodotto utilizzato:
                a) e'  stato trasformato in spumante mediante seconda
          fermentazione alcolica in bottiglia;
                b) e'  rimasto  senza  interruzione  sulle  fecce per
          almeno   nove   mesi   nella   stessa   azienda  sin  dalla
          costituzione della partita;
                c) e' stato separato dalle fecce mediante sboccatura.
              5.  Una  menzione  relativa  al metodo di elaborazione,
          inclusiva del nome di una regione determinata o di un'altra
          unita' geografica o di un termine derivato da uno di questi
          nomi puo' essere utilizzata solamente per designare:
                - un v.s.q.p.r.d.;
                - un vino spumante di qualita' oppure
                -  un  vino  spumante  originario  di  un paese terzo
          soggetto  a  condizioni  di  elaborazione  che  sono  state
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione I o nell'allegato VI, sezione K.
              L'uso   di  tale  menzione  e'  ammesso  solamente  per
          designare  un  prodotto  che  ha  diritto  a un'indicazione
          geografica di cui al primo comma.
              6.  Sono  riservate, per quanto riguarda i v.s.q.p.r.d.
          che soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 4, secondo
          comma:
                a) la   menzione   "Winzersekt   per  i  v.s.q.p.r.d.
          elaborati  in  Germania  e  la  menzione  "Hanersekt  per i
          v.s.q.p.r.d.   elaborati   in  Austria  che  soddisfano  le
          condizioni seguenti:
                  -  essere ottenuti con uve vendemmiate nella stessa
          azienda  vinicola,  comprese le associazioni di produttori,
          in  cui  l'elaboratore,  ai sensi della sezione D, punto 4,
          effettua     la     vinificazione     dell'uva    destinata
          all'elaborazione dei v.s.q.p.r.d.;
                  -  essere  commercializzati dall'elaboratore di cui
          al primo trattino e presentati con etichette che contengano
          indicazioni    sull'azienda   vinicola,   sul   vitigno   e
          sull'annata.
              Nelle modalita' d'applicazione possono essere stabilite
          condizioni supplementari per l'utilizzazione della menzione
          "Winzersekt  e  per  l'impiego  di  menzioni equivalenti in
          altre lingue della Comunita'. Secondo la medesima procedura
          uno  Stato  membro  puo'  essere  autorizzato  a  prevedere
          modalita' speciali, in particolare piu' restrittive.
              Le  menzioni  previste  nei  commi  precedenti  possono
          essere utilizzate solo nella lingua d'origine;
                b) la    menzione    "cre'mant    e'   riservata   ai
          v.s.q.p.r.d.:
                  -  ai  quali  lo  Stato membro in cui e' effettuata
          l'elaborazione attribuisce questa menzione, associandola al
          nome della regione determinata;
                  -   che  sono  stati  ottenuti  da  mosti  prodotti
          mediante  torchiatura  di  uve intere per quanto riguarda i
          v.s.q.p.r.d.  bianchi, entro il limite di 100 litri per 150
          kg di uve vendemmiate;
                  - che hanno un tenore massimo di anidride solforosa
          di 150 g/l;
                  -  che  hanno  un tenore di zucchero inferiore a 50
          g/l e
                  -  che sono stati ottenuti rispettando le eventuali
          regole  particolari  supplementari  stabilite  per  la loro
          elaborazione e designazione dallo Stato membro nel quale ha
          avuto luogo l'elaborazione.
              Tuttavia,   in   deroga   al   primo  trattino,  per  i
          v.s.q.p.r.d.   cui   lo   Stato   membro   interessato  non
          attribuira'  la  menzione  "cre'mant  secondo  la  presente
          disposizione,  i  produttori  di  tali v.s.q.p.r.d. possono
          utilizzare    tale    menzione   purche'   essi   l'abbiano
          tradizionalmente   utilizzata  durante  almeno  dieci  anni
          anteriormente al 10 luglio 1996.
              Lo Stato membro interessato comunica alla Commissione i
          casi nei quali fa ricorso a tale deroga.
              7. L'annata di raccolta puo' essere indicata unicamente
          per completare la designazione di:
                - un v.s.q.p.r.d.;
                - un vino spumante di qualita' oppure
                -  un  vino  spumante  originario  di  un Paese terzo
          soggetto  a  condizioni  di  elaborazione  che  sono  state
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione I o nell'allegato VI, sezione K.
              L'indicazione   dell'annata   di  raccolta  e'  ammessa
          solamente  se  il  prodotto e' ottenuto almeno per l'85% da
          uve raccolte durante l'annata in causa, fatta eccezione per
          i  prodotti  contenuti  nello  sciroppo  zuccherino o nello
          sciroppo di dosaggio.
              Per  i  v.s.q.p.r.d. elaborati nei loro territorio, gli
          Stati  membri  possono tuttavia stabilire che l'indicazione
          dell'annata di raccolta e' ammessa solamente se il prodotto
          e' interamente ottenuto da uve raccolte durante l'annata in
          causa,  fatta  eccezione  per  i  prodotti  contenuti nello
          sciroppo zuccherino o nello sciroppo di dosaggio.
              8.   L'uso  di  una  menzione  indicante  una  qualita'
          superiore e' ammesso solamente per:
                - un v.s.q.p.r.d.;
                - un vino spumante di qualita' oppure
                -  un  vino  spumante  originario  di  un Paese terzo
          soggetto  a  condizioni  di  elaborazione  che  sono  state
          riconosciute equivalenti a quelle previste nell'allegato V,
          sezione I o nell'allegato VI, sezione K.
              9.  Uno  Stato  membro  o  un  Paese  terzo puo' essere
          indicato  con  il  suo  nome  o  con  l'aggettivo  da  esso
          derivato,  combinato con la denominazione di vendita di cui
          alla  sezione D, punto 2, soltanto se il prodotto stesso e'
          stato ottenuto esclusivamente con uve raccolte e vinificate
          nel  territorio  dello  stesso  Stato membro o dello stesso
          Paese  terzo  nel  quale  e'  avvenuta  l'elaborazione  del
          prodotto.
              10.  La  designazione  di  uno dei prodotti di cui alla
          sezione A, punto 1 puo' essere accompagnata da una menzione
          o  da  un  contrassegno  riferentisi a una medaglia o ad un
          premio ottenuti tramite la partecipazione ad un concorso, o
          ad  una  qualsiasi altra distinzione, solo a condizione che
          tali   distinzioni  siano  state  attribuite,  da  un  ente
          ufficiale  o  ufficialmente  riconosciuto  a tal fine, a un
          quantitativo determinato del prodotto in questione.
              11.  L'uso  delle  menzioni  "Premium  o  "Riserva puo'
          essere utilizzato solamente per completare:
                - l'indicazione "vino spumante di qualita' o
                -  l'indicazione  di  una  delle menzioni di cui alla
          sezione D, punto 2, lettera c).
              La   menzione   "Riserva  puo',  se  del  caso,  essere
          completata   da   una   qualificazione  supplementare  alle
          condizioni stabilite dallo Stato membro produttore.
              12.  Se  del caso, le modalita' di applicazione possono
          stabilire:
                a) condizioni per l'uso:
                  - della menzione di cui al punto 8;
                  -   delle   menzioni   relative   ad   un  modo  di
          elaborazione diverse da quelle di cui ai punti da 3 a 6;
                  -   delle   menzioni   relative  a  caratteristiche
          particolari  delle  varieta'  di viti da cui il prodotto e'
          stato ottenuto;
                b) un elenco delle menzioni di cui alla lettera a).
          F.    Lingue    che    possono    essere   utilizzate   per
          l'etichettatura.
              Le indicazioni di cui:
                -  alla  sezione  B sono redatte in una o piu' lingue
          ufficiali  della  Comunita',  in  modo  che  il consumatore
          finale   possa  comprendere  facilmente  ciascuna  di  tali
          indicazioni;
                -  alla  sezione  C sono redatte in una o piu' lingue
          ufficiali della Comunita'.
              Per  i  prodotti  messi  in  circolazione  nel  proprio
          territorio,  gli  Stati  membri possono consentire che tali
          indicazioni  siano  redatte  anche in una lingua diversa da
          una  lingua ufficiale della Comunita', sempreche' l'impiego
          di  questa  lingua  sia d'uso corrente e tradizionale nello
          Stato membro interessato o in parte del suo territorio.
              Tuttavia:
                a) per i v.s.q.p.r.d. od i vini spumanti di qualita',
          l'indicazione:
                  -  del  nome  della regione determinata di cui alla
          sezione B, punto 4, secondo trattino;
                  -  del  nome  di  un'altra unita' geografica di cui
          alla  sezione  E, punto 1, e' fatta unicamente nella lingua
          ufficiale  dello  Stato  membro nel cui territorio e' stata
          effettuata   l'elaborazione;   per   i  prodotti  precitati
          elaborati   in  Grecia,  tali  indicazioni  possono  essere
          ripetute  in  una  o  piu'  altre  lingue  ufficiali  della
          Comunita';
                 b) per i prodotti originari di Paesi terzi:
                  -  l'uso di una lingua ufficiale del Paese terzo in
          cui  e'  avvenuta  l'elaborazione e' ammesso, sempreche' le
          indicazioni  di  cui  alla sezione B, punto 1 siano redatte
          anche in una lingua ufficiale della Comunita';
                  -  la  traduzione  in  una  lingua  ufficiale della
          Comunita'  di talune indicazioni di cui alla sezione C puo'
          essere disciplinata da modalita' d'applicazione;
                c) per   i   prodotti  originari  della  Comunita'  e
          destinati  all'esportazione,  le  indicazioni  di  cui alla
          sezione  B,  punto 1, redatte in una lingua ufficiale della
          Comunita' possono essere ripetute in una lingua diversa.
          G. Presentazione.
              1.  I  prodotti  di cui alla sezione A, punto 1 possono
          essere  detenuti  per  la  vendita  e messi in circolazione
          solamente in bottiglie di vetro:
                a) chiuse con:
                  -  un  tappo  a  forma di fungo, in sughero o altre
          sostanze  ammesse  ad entrare in contatto con gli alimenti,
          trattenuto  da  un  fermaglio, coperto eventualmente da una
          capsula  e  rivestito  da  una  lamina che ricopra tutto il
          tappo   e   interamente   o  parzialmente  il  collo  della
          bottiglia;
                  - un altro dispositivo di chiusura adeguato, quando
          si  tratti  di  bottiglie  con  un  contenuto  nominale non
          superiore a 0,20 litri, e
                b) provviste di un'etichettatura conforme al presente
          regolamento.
              Il  dispositivo  di  chiusura  di  cui  al primo comma,
          lettera  a),  primo  e  secondo  trattino  non  puo' essere
          rivestito da una capsula o da una lamina contenenti piombo.
              Tuttavia,  per  i prodotti di cui alla sezione A, punto
          1,  che  sono  ottenuti  mediante  seconda fermentazione in
          bottiglia  di  cui alla sezione E, punti 3 e 4, determinate
          eccezioni   per   i   vini   spumanti  ancora  in  fase  di
          elaborazione,   chiusi   con   tappo   provvisorio   e  non
          etichettati, possono essere:
                a) definite   dallo   Stato   membro   produttore,  a
          condizione che tali vini:
                  - siano destinati a diventare v.s.q.p.r.d.;
                  -  circolino unicamente tra elaboratori all'interno
          della regione determinata in questione;
                  - siano muniti di un documento di accompagnamento e
                  - costituiscano oggetto di controlli specifici;
                b) applicate,   sino   al   31 dicembre   2001,  agli
          elaboratori  di  vini  spumanti  di qualita' che sono stati
          espressamente  autorizzati dallo Stato membro interessato e
          che  rispettano  le  condizioni  stabilite  daquest'ultimo,
          segnatamente  in  materia  di  controllo.  Anteriormente al
          30 giugno  2000  gli  Stati  membri interessati trasmettono
          alla  Commissione  una  relazione sull'applicazione di tali
          eccezioni.   La  Commissione,  se  del  caso,  presenta  le
          proposte necessarie per la sua proroga.
              2.  Secondo  modalita'  da  stabilire,  possono  essere
          imbottigliati in bottiglie di tipo "sciampagnotte o simili,
          munite  di  un  dispositivo  di chiusura di cui al punto 1,
          lettera a), in previsione della vendita, dell'immissione in
          circolazione o dell'esportazione, unicamente:
                - i prodotti di cui alla sezione A, punto 1;
                - le bevande per le quali tale imbottigliamento e' di
          uso tradizionale e:
                  -  rispondenti alle definizioni di vino frizzante o
          di  vino  frizzante  gassificato  di  cui  ai punti 17 e 18
          dell'allegato I oppure;
                  -  ottenute  mediante fermentazione alcoolica di un
          frutto o di un'altra materia prima agricola, segnatamente i
          prodotti  di  cui  all'allegato  VI, sezione C, punto 2 e i
          prodotti  disciplinati dal regolamento (CEE) n. 1601/91 del
          Consiglio,  del  10 giugno  1991,  che stabilisce le regole
          generali  relative  alla  definizione,  alla designazione e
          alla  presentazione  dei  vini  aromatizzati, delle bevande
          aromatizzate  a base di vino e dei cocktail aromatizzati di
          prodotti vitivinicoli (1), oppure;
                  - aventi un titolo alcolometrico volumico effettivo
          non superiore a 1,2% vol.;
                -   i   prodotti   che,   nonostante   tale  tipo  di
          imbottigliamento,  non  sono atti a ingenerare confusione o
          indurre  in  errore  il  consumatore  quanto  all'effettiva
          natura del prodotto stesso.
              3.  Le  modalita'  di  etichettatura  che  non  formino
          oggetto    del    presente   regolamento   possono   essere
          disciplinate  dalle modalita' di applicazione del medesimo,
          in particolare per quanto concerne:
                a) l'apposizione delle etichette sui recipienti;
                b) la dimensione minima delle etichette;
                c) la  ripartizione sulle etichette degli elementi di
          designazione;
                d) la   dimensione   dei   caratteri  stampati  sulle
          etichette;
                e) l'uso di contrassegni, illustrazioni o marchi.
              4.  Fatto  salvo  il  punto  5,  se l'imballaggio di un
          prodotto  di  cui  alla sezione A, punto 1, reca una o piu'
          indicazioni   riferentisi   al   prodotto  imballato,  tali
          indicazioni devono essere conformi al presente regolamento.
              5.  Se  i recipienti contenenti un prodotto di cui alla
          sezione  A,  punto  1,  sono  presentati  per la vendita al
          consumatore  finale  in  un imballaggio, questo deve essere
          rivestito   di   un'etichettatura   conforme   al  presente
          regolamento.
              Sono  adottate  modalita'  intese  ad evitare un rigore
          eccessivo  nel  caso di imballaggi specifici contenenti, in
          piccole  quantita', i prodotti di cui alla sezione A, punto
          1, soli o associati ad altri prodotti.
          H. Marchi.
              1.   Se   la   designazione,   la  presentazione  e  la
          pubblicita'  concernenti  i prodotti di cui alla sezione A,
          punto  1  sono  completate  con  marchi,  questi ultimi non
          possono  contenere  parole, parti di parole, contrassegni o
          illustrazioni:
                a) che  siano  di  natura tale da creare confusioni o
          indurre  in  errore  le  persone alle quali si rivolgono ai
          sensi dell'art. 48, o;
                b) che  possono  essere  confusi  con la designazione
          totale  o  parziale  di  un  vino  da tavola, di un vino di
          qualita'  prodotto  in  una regione determinata compreso un
          v.s.q.p.r.d.  o di un vino importato la cui designazione e'
          disciplinata  da norme comunitarie o con la designazione di
          un  altro  prodotto  di  cui alla sezione A, punto 1, o che
          siano  identici  alla  designazione di tale prodotto, senza
          che i prodotti utilizzati per la costituzione della partita
          del  vino  spumante  in  questione  abbiano  diritto a tale
          designazione o presentazione.
              2.  In deroga al punto 1, lettera b), il titolare di un
          marchio conosciuto e registrato per un prodotto di cui alla
          sezione  A, punto 1, che contempla termini identici al nome
          di   una   regione  determinata  o  al  nome  di  un'unita'
          geografica  piu'  piccola di una regione determinata, puo',
          anche se non ha diritto all'impiego di questo nome ai sensi
          del   punto  1,  continuare  ad  usare  questo  marchio  se
          corrisponde all'identita' del suo titolare originario o del
          prestanome originario, purche' la registrazione del marchio
          sia  stata  fatta  almeno  25 anni prima del riconoscimento
          ufficiale  del  nome geografico in questione da parte dello
          Stato  membro produttore a norma dell'art. 54, paragrafo 4,
          per  quanto  riguarda  i  v.q.p.r.d. e il marchio sia stato
          effettivamente utilizzato senza interruzioni.
              I  marchi  conformi alle condizioni del primo comma non
          possono  essere  opposti  all'utilizzazione  dei nomi delle
          unita'  geografiche  utilizzati  per la designazione, di un
          v.q.p.r.d.
          I. Disposizioni generali.
              1. Fatto salva la sezione F, punto 1, ogni Stato membro
          ammette  la  designazione  e  la  presentazione di prodotti
          menzionati  alla  sezione A,  punto  1,  originari di altri
          Stati   membri   e   messi   in  circolazione  nel  proprio
          territorio,  ove  esse  siano  conformi  alle  disposizioni
          comunitarie  e  ammesse  in virtu' del presente regolamento
          nello Stato membro in cui il prodotto e' stato elaborato.
              2.  La  designazione, la presentazione e la pubblicita'
          di  prodotti diversi da quelli di cui alla sezione A, punto
          1,  non  possono  indicare,  implicare  o  suggerire che il
          prodotto in questione e' un vino spumante.
              3.  Le  denominazioni di vendita di cui alla sezione D,
          punto  2  sono riservate ai prodotti citati alla sezione A,
          punto 1.
              Tuttavia,  gli  Stati  membri  possono ammettere che il
          termine "vino spumante possa essere utilizzato, sotto forma
          di  denominazione  composta,  per  la  designazione  di una
          bevanda   del   codice   NC 2206   00   91  ottenuta  dalla
          fermentazione  alcolica  di un frutto o di un'altra materia
          prima  agricola,  se  l'utilizzazione di tali denominazioni
          composte   e'   di  uso  tradizionale,  conformemente  alla
          legislazione esistente il 29 novembre 1985.
              4. Le denominazioni composte di cui al punto 3, secondo
          comma figurano sull'etichettatura in caratteri dello stesso
          tipo, dello stesso colore e di altezza tale da distinguerle
          nettamente dalle altre indicazioni.
              5.  I v.s.q.p.r.d. possono essere messi in circolazione
          soltanto se il tappo reca il nome della regione determinata
          cui  detti vini hanno diritto e le bottiglie sono munite di
          etichetta fin dalla partenza dal luogo di elaborazione.
              Per  l'etichettatura  possono  tuttavia  essere ammesse
          deroghe, purche' sia assicurato un controllo adeguato.
              6. Sono adottate modalita' di applicazione del punto 5;
          lo  stesso  dicasi per le disposizioni derogatorie relative
          all'apposizione  sul  tappo di cui al punto 5, primo comma,
          qualora,  all'atto  del  controllo  da parte dell'autorita'
          competente,  un  vino  spumante  non  sia riconosciuto come
          v.s.q.p.r.d.".
          (1) Gazzetta ufficiale L 149 del 14 giugno 1991, pagina 1.
              - L'art.  18  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.  18.  -  1.  I  produttori  di uve destinate alla
          vinificazione  nonche'  i  produttori  di  mosto  e di vino
          dichiarano ogni anno i quantitativi di prodotti dell'ultimo
          raccolto.  Gli  Stati  membri  possono  inoltre  imporre ai
          commercianti   di   uve  destinate  alla  vinificazione  di
          dichiarare  ogni  anno  i quantitativi dell'ultimo raccolto
          immessi in commercio.
              2. I produttori di mosto e di vino e i commercianti che
          non  siano  rivenditori  al  minuto  dichiarano ogni anno i
          quantitativi  di  mosto  e  di  vino  da essi detenuti, che
          provengano  sia dal raccolto della campagna in corso sia da
          raccolti  precedenti. Il mosto ed i vini importati da paesi
          terzi sono menzionati a parte".
              - L'art.  70  del  regolamento  (CE)  n.  1493/99 cosi'
          recita:
              "Art.  70.  -  1.  I prodotti disciplinati dal presente
          regolamento  possono  circolare nella Comunita' soltanto se
          accompagnati      da      un      documento     controllato
          dall'amministrazione.
              2. Le persone fisiche o giuridiche o le associazioni di
          persone  che  detengono tali prodotti per l'esercizio della
          loro   professione,   in   particolare  i  produttori,  gli
          imbottigliatori,   i   trasformatori   e  i  negozianti  da
          determinare,  hanno  l'obbligo di tenere registri nei quali
          devono  essere  fra l'altro indicate le entrate e le uscite
          dei prodotti in oggetto.
              3.  Le  modalita' d'applicazione del presente articolo,
          in  particolare la natura e il tipo del documento di cui al
          paragrafo  1, nonche' le deroghe al presente articolo, sono
          adottate secondo la procedura di cui all'art. 75".