REGIO DECRETO 18 novembre 1923, n. 2440

Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilita' generale dello Stato. (023U2440)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/11/1923 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/04/2020)
Testo in vigore dal: 23-11-1923
al: 14-6-1924
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                              Art. 56. 
 
 
  Possono  essere  autorizzate,  presso  l'istituto  incaricato   del
servizio di tesoreria, aperture di credito  a  favore  di  funzionari
delegati per il pagamento delle seguenti spese, sia  in  conto  della
competenza dell'esercizio, sia in conto residui: 
 
    1° le spese di riscossione delle  entrate  indicate  in  apposito
elenco per capitoli, da unirsi alla legge di approvazione dello stato
di previsione della spesa del ministero delle finanze; 
 
    2° spese da farsi ad economia; 
 
    3° spese fisse ed indennita', quando non  siano  prestabilite  in
somma certa; 
 
    4° assegni fissi e indennita' degli ufficiali,  sottufficiali  ed
uomini di truppa, spese di mantenimento della truppa e dei quadrupedi
e altre spese di funzionamento dei  corpi,  istituti  e  stabilimenti
dell'esercito, della marina e dell'aeronautica, servizi di rimonta  e
acquisto di cavalli stalloni; 
 
    5° paghe ed assegni ai corpi organizzati militarmente a  servizio
dello Stato; 
 
    6° retribuzioni al personale  dell'amministrazione  delle  poste,
dei telegrafi e dei telefoni; 
 
    7° somme da  pagarsi  all'estero  e  per  fornire  i  fondi  alle
legazioni,  consolati  e  missioni  all'estero,  nonche'  alle   navi
viaggianti fuori dello Stato; 
 
    8° pagamenti in conto, dipendenti da contratti  con  associazioni
cooperative di produzione e lavoro o consorzi di cooperative,  ovvero
da altri contratti di forniture e lavori pei quali  l'amministrazione
giudichi opportuno tale forma di pagamento; 
 
    9° spese da farsi in occorrenze straordinarie, per le  quali  sia
indispensabile il pagamento immediato; 
 
    10° ogni altra spesa per la quale leggi e regolamenti  consentano
il pagamento a mezzo di funzionari delegati. 
 
  Per le spese indicate ai numeri 2, 3, 6 e 9 l'apertura  di  credito
puo' farsi solo in quanto l'emissione  degli  assegni  a  favore  dei
creditori,   da   parte   dell'amministrazione   centrale,    risulti
incompatibile con le necessita' dei servizi. Per le  spese  stesse  e
per quelle di cui al numero 10, l'importo  dell'apertura  di  credito
per ciascun capitolo non puo'  superare  le  lire  250,000,  salvo  i
maggiori  limiti  stabiliti  da  speciali  disposizioni  di  leggi  o
regolamenti. 
 
  Per le spese di cui al numero 8 devono farsi  aperture  di  credito
distintamente per ogni contratto di fornitura e lavoro.