LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161

Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis. (14G00174)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/11/2014 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/05/2017)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 2-2-2016
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                               Art. 19 
 
Delega al Governo in materia di inquinamento acustico. Armonizzazione
  della normativa nazionale con le direttive 2002/49/CE, 2000/14/CE e
  2006/123/CE e con il regolamento (CE) n. 765/2008. 
  1. Al fine di assicurare la completa armonizzazione della normativa
nazionale in  materia  di  inquinamento  acustico  con  la  direttiva
2002/49/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  25  giugno
2002,  relativa  alla  determinazione  e  alla  gestione  del  rumore
ambientale, e con la direttiva 2000/14/CE del  Parlamento  europeo  e
del Consiglio, dell'8 maggio 2000,  relativa  all'emissione  acustica
ambientale delle  macchine  e  attrezzature  destinate  a  funzionare
all'aperto, il Governo e' delegato ad adottare, ((entro  ventiquattro
mesi)) dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  uno  o
piu' decreti legislativi per il riordino dei provvedimenti  normativi
vigenti in materia di tutela dell'ambiente  esterno  e  dell'ambiente
abitativo dall'inquinamento acustico prodotto dalle  sorgenti  sonore
fisse e mobili, definite dall'articolo 2, comma 1, lettere c)  e  d),
della legge 26 ottobre 1995, n. 447. 
  2. I decreti legislativi di  cui  al  comma  1  sono  adottati  nel
rispetto delle procedure, dei principi e dei criteri direttivi di cui
agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n.  234,  nonche'
secondo i seguenti principi e criteri specifici: 
    a) coerenza dei piani  degli  interventi  di  contenimento  e  di
abbattimento  del  rumore   previsti   dal   decreto   del   Ministro
dell'ambiente 29 novembre 2000, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
n. 285 del 6 dicembre 2000, con i piani di azione, con  le  mappature
acustiche  e  con  le  mappe  acustiche  strategiche  previsti  dalla
direttiva 2002/49/CE e di cui agli articoli 2, comma 1,  lettere  o),
p) e q), 3 e 4 nonche' agli allegati 4 e 5 del decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 194, nonche'  con  i  criteri  previsti  dal  decreto
emanato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera f), della legge n.
447 del 1995, e successive modificazioni; 
    b)  recepimento  nell'ambito  della  normativa  nazionale,   come
disposto dalla direttiva 2002/49/CE  e  dal  decreto  legislativo  19
agosto 2005, n. 194,  dei  descrittori  acustici  diversi  da  quelli
disciplinati dalla legge n. 447 del 1995 e introduzione dei  relativi
metodi di determinazione a completamento  e  integrazione  di  quelli
introdotti dalla medesima legge n. 447 del 1995; 
    c)  armonizzazione  della  normativa  nazionale   relativa   alla
disciplina  delle  sorgenti  di  rumore  delle   infrastrutture   dei
trasporti e degli impianti industriali e  relativo  aggiornamento  ai
sensi della legge n. 447 del 1995; 
    d) adeguamento della  normativa  nazionale  alla  disciplina  del
rumore  prodotto  nell'ambito  dello  svolgimento   delle   attivita'
sportive; 
    e) adeguamento della  normativa  nazionale  alla  disciplina  del
rumore prodotto dall'esercizio degli impianti eolici; 
    f) adeguamento della disciplina dell'attivita' e della formazione
della figura  professionale  di  tecnico  competente  in  materia  di
acustica ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge n. 447 del 1995  e
armonizzazione con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo  e
del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del  mercato
interno, e con l'articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
e successive modificazioni; 
    g) semplificazione delle procedure autorizzative  in  materia  di
requisiti acustici passivi degli edifici; 
    h) introduzione nell'ordinamento nazionale  di  criteri  relativi
alla sostenibilita' economica degli obiettivi della legge n. 447  del
1995 relativamente agli interventi di contenimento e di  abbattimento
del  rumore  previsti  dal  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  29
novembre 2000, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  285  del  6
dicembre 2000, e dai regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11
della legge n. 447 del 1995, per il graduale e strategico adeguamento
ai principi contenuti nella direttiva 2002/49/CE; 
    i) adeguamento della disciplina  riguardante  la  gestione  e  il
periodo  di  validita'   dell'autorizzazione   degli   organismi   di
certificazione, previsti dalla direttiva 2000/14/CE,  alla  luce  del
nuovo iter  di  accreditamento  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.
765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9  luglio  2008,
che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato; 
    l) armonizzazione con la direttiva 2000/14/CE per quanto concerne
le competenze delle  persone  fisiche  e  giuridiche  che  mettono  a
disposizione  sul  mercato  macchine  e  attrezzature   destinate   a
funzionare all'aperto; 
    m) adeguamento  del  regime  sanzionatorio  in  caso  di  mancato
rispetto del livello  di  potenza  sonora  garantito  previsto  dalla
direttiva 2000/14/CE e definizione delle modalita'  di  utilizzo  dei
proventi  derivanti   dall'applicazione   delle   sanzioni   previste
dall'articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262. 
  3. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  su
proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e
del mare e del Ministro per gli affari europei, di  concerto  con  il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro  della
salute, con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
Ministro  dello  sviluppo  economico,  acquisito  il   parere   della
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 
  4. Dall'attuazione della delega legislativa prevista  dal  presente
articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri  per  la  finanza
pubblica. Le amministrazioni interessate  provvedono  all'adempimento
dei  compiti  ivi  previsti  con  le  risorse  umane,  finanziarie  e
strumentali disponibili a legislazione vigente.