LEGGE 27 dicembre 1997, n. 449

Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica.

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2008
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                              Art. 40.
                       Personale della scuola

  1. Il numero dei dipendenti del comparto scuola deve risultare alla
fine  dell'anno  1999  inferiore  del  3  per cento rispetto a quello
rilevato  alla  fine  dell'anno 1997 , ferma restando la dotazione di
personale  di sostegno necessaria a coprire la richiesta nazionale di
integrazione  scolastica.  Tale  numero costituisce il limite massimo
del  personale  in  servizio.  Tra  i  dipendenti che dovranno essere
considerati  per i fini della programmazione sono inclusi i supplenti
annuali  e  i  supplenti  temporanei  con  la esclusione dei soggetti
chiamati  a svolgere supplenze brevi. La spesa per le supplenze brevi
non potra' essere nell'anno 1998 superiore a quella resasi necessaria
per  soddisfare  le esigenze dell'anno 1997. Con decreto del Ministro
della  pubblica  istruzione,  di concerto con il Ministro del tesoro,
del  bilancio  e della programmazione economica e con il Ministro per
la  funzione  pubblica,  previo parere delle Commissioni parlamentari
competenti   per   materia,   da   esprimere   entro   trenta  giorni
dall'avvenuta  trasmissione,  si  provvede  alla determinazione della
consistenza  numerica  del  personale alla data del 31 dicembre 1999.
Con  decreti  del  Ministro  della pubblica istruzione, previo parere
delle  Commissioni  parlamentari competenti per materia, da esprimere
entro  trenta  giorni  dall'avvenuta trasmissione, sono individuati i
criteri e le modalita' per il raggiungimento delle finalita' predette
mediante  disposizioni  sugli  organici funzionali di istituto, sulla
formazione  delle  cattedre  e  delle  classi, sul contenimento delle
supplenze   temporanee   di  breve  durata  assicurando  comunque  il
perseguimento  dell'obiettivo  tendenziale della riduzione del numero
massimo  di alunni per classe con priorita' per le zone svantaggiate,
per  le  piccole  isole, per le zone di montagna, nonche' per le aree
metropolitane  a  forte  rischio di devianza minorile e giovanile. In
attuazione dei principi generali fissati dalla legge 5 febbraio 1992,
n.   104,   e'  assicurata  l'integrazione  scolastica  degli  alunni
handicappati   con  interventi  adeguati  al  tipo  e  alla  gravita'
dell'handicap,    compreso   il   ricorso   all'ampia   flessibilita'
organizzativa  e  funzionale  delle classi prevista dall'articolo 21,
commi  8  e  9,  della  legge  15  marzo 1997, n. 59, ((. . .)) fermo
restando  il vincolo di cui al primo periodo del presente comma. Sono
abrogati  gli  articoli  72, 315, comma 3, 319, commi da 1 a 3, e 443
del  testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di
istruzione,  relative  alle  scuole di ogni ordine e grado, approvato
con  decreto  legislativo  16  aprile  1994,  n.  297. Anche in vista
dell'attribuzione  della  personalita'  giuridica e dell'autonomia di
cui  all'articolo  21,  commi da 1 a 4, della legge 15 marzo 1997, n.
59,   e'   consentita,   altresi'  alle  istituzioni  scolastiche  la
stipulazione  di  contratti  di  prestazione  d'opera con esperti per
particolari  attivita'  ed  insegnamenti,  purche' non sostitutivi di
quelli  curricolari,  per sperimentazioni didattiche e ordinamentali,
per l'ampliamento dell'offerta formativa e per l'avvio dell'autonomia
delle   istituzioni   scolastiche.   Al   fine   di  incrementare  la
preparazione tecnico-professionale dei giovani, dopo il conseguimento
del diploma finale di istruzione secondaria superiore, nel quadro del
sistema   formativo   integrato   e  della  programmazione  regionale
dell'offerta formativa, lo Stato e le regioni concordano modalita' di
intese  per la realizzazione, anche nelle istituzioni scolastiche, di
corsi  di  formazione  superiore non universitaria, anche mediante la
costituzione  di  forme associative con altri soggetti del territorio
ed  utilizzando  le  risorse  messe  a disposizione anche dall'Unione
europea,  dalle  regioni,  dagli  enti  locali e da altre istituzioni
pubbliche e private. ((43))
  2.  I docenti compresi nelle graduatorie dei concorsi per titoli ed
esami  ed  aventi  titolo alla nomina in ruolo sulle cattedre o posti
accantonati al 1 settembre 1992 secondo quanto previsto dall'articolo
3,  comma  22,  quarto periodo, della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
hanno  diritto,  a  decorrere  dall'anno  scolastico  1997-1998, alla
precedenza  assoluta  nel  conferimento  delle  supplenze  annuali  e
temporanee del personale docente nella provincia per cui e' valida la
graduatoria  del  concorso.  La  precedenza  opera  prima  di  quella
prevista  dall'articolo 522, comma 5, del testo unico di cui al comma
1.
  3.   La   dotazione   organica   di   insegnanti  di  sostegno  per
l'integrazione  degli  alunni handicappati e' fissata nella misura di
un   insegnante  per  ogni  gruppo  di  138  alunni  complessivamente
frequentanti   gli   istituti  scolastici  statali  della  provincia,
assicurando,  comunque,  il  graduale  consolidamento,  in misura non
superiore all'80 per cento, della dotazione di posti di organico e di
fatto  esistenti  nell'anno  scolastico  1997-1998, fermo restando il
vincolo   di  cui  al  primo  periodo  del  comma  1.  I  criteri  di
ripartizione  degli  insegnanti  di  sostegno  tra i diversi gradi di
scuole  ed,  eventualmente,  tra le aree disciplinari dell'istruzione
secondaria,  nonche'  di  assegnazione ai singoli istituti scolastici
sono  stabiliti  con  i  decreti  di  cui  al comma 1, assicurando la
continuita'  educativa  degli insegnanti di sostegno in ciascun grado
di   scuola.  Progetti  volti  a  sperimentare  modelli  efficaci  di
integrazione,  nelle  classi  ordinarie,  e ad assicurare il successo
formativo  di alunni con particolari forme di handicap sono approvati
dai  provveditori  agli  studi,  che  possono disporre l'assegnazione
delle   risorse   umane   necessarie   e  dei  mezzi  finanziari  per
l'acquisizione  di  strumenti  tecnici  e ausili didattici funzionali
allo  sviluppo  delle  potenzialita'  esistenti  nei medesimi alunni,
nonche'  per  l'aggiornamento  del personale. Le esperienze acquisite
sono messe a disposizione di altre scuole.
  4.  Al fine del raggiungimento degli obiettivi indicati al comma 1,
si  procede,  altresi',  alla revisione dei criteri di determinazione
degli  organici  del  personale  amministrativo,  tecnico, ausiliario
della  scuola,  ivi  compresi gli istituti di educazione, nelle forme
previste dall'articolo 31 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29,  e  successive  modificazioni  ed integrazioni, tenendo conto dei
compiti   connessi  all'esercizio  dell'autonomia  delle  istituzioni
scolastiche ed evitando duplicazioni di competenze tra aree e profili
professionali.
  5.  In  coerenza  con  i  poteri  di  organizzazione  e di gestione
attribuiti  sono  rimesse  alle  singole  istituzioni  scolastiche le
decisioni  organizzative,  amministrative e gestionali che assicurano
efficacia  e funzionalita' alla prestazione dei servizi, consentendo,
tra  l'altro, alle stesse istituzioni, anche consorziate fra loro, di
deliberare l'affidamento in appalto dei servizi di pulizia dei locali
scolastici  e delle loro pertinenze, previa riduzione della dotazione
organica  di  istituto,  approvata  dal provveditore agli studi sulla
base  di criteri predeterminati idonei anche ad evitare situazioni di
soprannumero  del  personale,  in  misura tale da consentire economie
nella  spesa.  Con  decreto  del  Ministro del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica,  su  proposta  del  Ministro  della
pubblica  istruzione,  previo accertamento delle economie realizzate,
sono  effettuate  le  occorrenti  variazioni  di bilancio. In sede di
contrattazione  decentrata  a  livello provinciale sono ridefinite le
modalita'  di  organizzazione del lavoro del personale ausiliario che
non svolga attivita' di pulizia.
  6.  Dall'attuazione  dei  commi  1,  3,  4  e 12 devono conseguirsi
complessivamente risparmi pari a lire 442 miliardi per l'anno 1998, a
lire 1.232 miliardi per l'anno 1999 ed a lire 977 miliardi per l'anno
2000. Le predette somme sono calcolate al netto dei risparmi di spesa
destinati alla costituzione del fondo di cui al comma 7.
  7.   I  risparmi  derivanti  dall'applicazione  del  comma  1,  con
esclusione delle economie derivanti dalla riduzione di spesa relativa
alle  supplenze  brevi,  stimati,  in  ragione  d'anno  in lire 1.110
miliardi  per  il 1999 e in lire 1.260 miliardi a decorrere dall'anno
2000,  sono destinati, dall'anno scolastico 1999-2000, nel limite del
50 per cento, quantificato in lire 185 miliardi per l'anno 1999 ed in
lire 630 miliardi a decorrere dall'anno 2000, alla costituzione di un
apposito  fondo  da iscrivere nello stato di previsione del Ministero
della  pubblica istruzione, da ripartire con decreti del Ministro del
tesoro,  del  bilancio  e della programmazione economica, su proposta
del  Ministro  della pubblica istruzione, da destinare all'incremento
dei  fondi  di istituto per la retribuzione accessoria del personale,
finalizzata  al  sostegno delle attivita' e delle iniziative connesse
all'autonomia  delle  istituzioni  scolastiche.  Le  risorse  che  si
rendono  disponibili  sono  ripartite  su  base  provinciale.  Previa
verifica  delle  economie derivanti dall'applicazione del comma 5, il
predetto  fondo  viene  integrato, a decorrere dall'anno 2000, di una
ulteriore  quota  pari  al  60 per cento da calcolarsi sulle economie
riscontrate,  al  netto  delle  somme  da  riassegnare  alle  singole
istituzioni  scolastiche  per  la stipula dei contratti di appalto di
cui al medesimo comma 5.
  8. Con periodicita' annuale, si provvede alla verifica dei risparmi
effettivamente  realizzati  in  applicazione  del comma 1, al fine di
accertarne  la corrispondenza con lo stanziamento del fondo di cui al
comma 7.
  9.  Fermo restando quanto disposto dall'articolo 1, comma 24, della
legge  28  dicembre  1995, n. 549, e dall'articolo 1, comma 77, della
legge  23 dicembre 1996, n. 662, e' attribuita agli uffici periferici
del  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
economica  la competenza all'ordinazione dei pagamenti, a mezzo ruoli
di  spesa  fissa,  delle  retribuzioni  spettanti  al personale della
scuola con nomina del capo d'istituto su posti di supplenze annuali e
supplenze  fino  al  termine  delle  attivita'  didattiche, in attesa
dell'assunzione degli aventi diritto.
  10.   I   concorsi   per   titoli  ed  esami  a  cattedre  e  posti
d'insegnamento nelle scuole secondarie possono essere indetti al fine
di  reclutare  docenti  per  gli insegnamenti che presentano maggiore
fabbisogno  e  per  ambiti  disciplinari  comprensivi di insegnamenti
impartiti  in  piu' scuole e istituti anche di diverso ordine e grado
ai quali si puo' accedere con il medesimo titolo di studio.
  11.  E'  estesa  all'anno  scolastico  1998-99  la  validita' delle
graduatorie  dei concorsi per titoli ed esami del personale docente e
a  posti di coordinatore amministrativo, nonche' delle graduatorie di
conferimento  delle  supplenze  del personale docente e del personale
amministrativo tecnico ed ausiliario.
  12.  Con  effetto  dall'anno  scolastico  1997-1998  sono aboliti i
compensi  giornalieri  ai  componenti  delle  commissioni di esami di
licenza media.
  13.  Le  disposizioni  di cui al presente articolo non si applicano
alla  regione  Valle  d'Aosta e alle province autonome di Trento e di
Bolzano  che  disciplinano  la  materia  nell'ambito delle competenze
derivanti dai rispettivi statuti e dalle norme di attuazione.
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AGGIORNAMENTO (43)
  Successivamente  la  Corte  Costituzionale  con  sentenza  22  - 26
febbraio  2010,  n. 80 (in G.U. 1a s.s. 3/3/2010, n. 9) ha dichiarato
l'illegittimita' costituzionale dell'art. 2, comma 414 della legge n.
244  del  2007,  (che ha modificato il comma 1 del presente articolo)
"nella  parte  in cui esclude la possibilita', gia' contemplata dalla
legge 27 dicembre 1997, n. 449, di assumere insegnanti di sostegno in
deroga,  in  presenza nelle classi di studenti con disabilita' grave,
una  volta  esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa
vigente."