LEGGE 28 gennaio 1994, n. 84

Riordino della legislazione in materia portuale.

note: Entrata in vigore della legge: 19-2-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/09/2020)
Testo in vigore dal: 24-2-2018
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                              Art. 18. 
                  (Concessione di aree e banchine) 
 
  1. L'((Autorita' di  sistema  portuale))  e,  dove  non  istituita,
ovvero  prima  del  suo  insediamento,  l'organizzazione  portuale  o
l'autorita' marittima danno in concessione le  aree  demaniali  e  le
banchine  comprese  nell'ambito  portuale   alle   imprese   di   cui
all'articolo  16,  comma  3,  per  l'espletamento  delle   operazioni
portuali, fatta salva l'utilizzazione  degli  immobili  da  parte  di
amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di funzioni attinenti ad
attivita' marittime e portuali. E' altresi' sottoposta a  concessione
da parte  dell'((Autorita'  di  sistema  portuale)),  e  laddove  non
istituita dall'autorita' marittima, la realizzazione e la gestione di
opere attinenti alle attivita' marittime e portuali collocate a  mare
nell'ambito  degli  specchi  acquei  esterni  alle   difese   foranee
anch'essi  da  considerarsi  a  tal  fine  ambito  portuale,  purche'
interessati dal traffico portuale e  dalla  prestazione  dei  servizi
portuali  anche  per  la  realizzazione  di  impianti  destinati   ad
operazioni di imbarco e  sbarco  rispondenti  alle  funzioni  proprie
dello scalo marittimo ((...)). Le concessioni sono  affidate,  previa
determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all'entita' dei
traffici  portuali  ivi  svolti,  sulla  base  di  idonee  forme   di
pubblicita',  stabilite  dal   Ministro   dei   trasporti   e   della
navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze,  con  proprio
decreto. Con il medesimo decreto sono altresi' indicati: 
    a) la durata della concessione, i poteri di vigilanza e controllo
delle Autorita' concedenti, le modalita' di rinnovo della concessione
ovvero di cessione degli impianti a nuovo concessionario; 
    b) i limiti minimi dei canoni che i concessionari sono  tenuti  a
versare. 
  1-bis. Sono fatti salvi, fino alla scadenza del titolo concessorio,
i canoni stabiliti dalle ((Autorita' di sistema portuale)) relativi a
concessioni gia' assentite alla data di entrata in vigore del decreto
di cui al comma 1. 
  2. Con il decreto di cui  al  comma  1  sono  altresi'  indicati  i
criteri cui devono attenersi le ((Autorita' di sistema  portuale))  o
marittime  nel  rilascio  delle  concessioni  al  fine  di  riservare
nell'ambito  portuale  spazi   operativi   allo   svolgimento   delle
operazioni portuali da parte di altre imprese non concessionarie. 
  3.  Con  il  decreto  di  cui  al  comma  1,  il  ((Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti)) adegua la disciplina  relativa  alle
concessioni di aree e banchine alle normative comunitarie. 
  4.  Per  le  iniziative  di  maggiore  rilevanza,   il   presidente
dell'((Autorita'  di  sistema  portuale))  puo'  concludere,   previa
delibera del comitato portuale, con le modalita' di cui al  comma  1,
accordi   sostitutivi   della   concessione   demaniale   ai    sensi
dell'articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241. 
  4-bis. Le concessioni per l'impianto e l'esercizio dei  depositi  e
stabilimenti di cui all'articolo 52 del codice  della  navigazione  e
delle  opere  necessarie  per  l'approvvigionamento   degli   stessi,
dichiarati strategici ai sensi della legge 23 agosto  2004,  n.  239,
hanno durata almeno decennale. (15) 
  5. Le concessioni o gli accordi  sostitutivi  di  cui  al  comma  4
possono comprendere anche la realizzazione di opere infrastrutturali. 
  6. Ai fini del rilascio della concessione di  cui  al  comma  1  e'
richiesto che i destinatari dell'atto concessorio: 
    a) presentino, all'atto della domanda, un programma di attivita',
assistito da idonee  garanzie,  anche  di  tipo  fideiussorio,  volto
all'incremento dei traffici e alla produttivita' del porto; 
    b) possiedano adeguate attrezzature  tecniche  ed  organizzative,
idonee anche dal punto di  vista  della  sicurezza  a  soddisfare  le
esigenze di un ciclo produttivo ed operativo a carattere continuativo
ed integrato per conto proprio e di terzi; 
    c) prevedano un organico di lavoratori rapportato al programma di
attivita' di cui alla lettera a). 
  7. In ciascun porto l'impresa concessionaria di  un'area  demaniale
deve esercitare direttamente l'attivita' per la quale ha ottenuto  la
concessione, non puo' essere al tempo stesso concessionaria di  altra
area demaniale nello stesso porto, a  meno  che  l'attivita'  per  la
quale richiede una nuova concessione sia differente da quella di  cui
alle concessioni gia' esistenti nella stessa area  demaniale,  e  non
puo' svolgere attivita' portuali in spazi diversi da  quelli  che  le
sono  stati  assegnati  in   concessione.   Su   motivata   richiesta
dell'impresa concessionaria, l'autorita' concedente puo'  autorizzare
l'affidamento  ad  altre  imprese  portuali,  autorizzate  ai   sensi
dell'articolo 16, dell'esercizio di  alcune  attivita'  comprese  nel
ciclo operativo. 
  8. L'((Autorita' di sistema portuale)) o,  laddove  non  istituita,
l'autorita' marittima sono  tenute  ad  effettuare  accertamenti  con
cadenza annuale al fine di verificare il permanere dei  requisiti  in
possesso al momento del rilascio  della  concessione  e  l'attuazione
degli investimenti previsti nel programma  di  attivita'  di  cui  al
comma 6, lettera a). 
  9. In caso di mancata osservanza degli obblighi  assunti  da  parte
del concessionario, nonche' di mancato raggiungimento degli obiettivi
indicati nel programma di attivita', di cui al comma 6,  lettera  a),
senza giustificato motivo, l'((Autorita'  di  sistema  portuale))  o,
laddove  non  istituita,  l'autorita'   marittima   revocano   l'atto
concessorio. 
  9-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche  ai
depositi e stabilimenti di prodotti petroliferi e chimici allo  stato
liquido, nonche' di altri prodotti affini, siti in ambito portuale. 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con  modificazioni  dalla
L. 4 aprile 2012, n. 35 ha disposto (con l'art. 57, comma 8-bis)  che
"Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8  si  applicano  anche  alla
lavorazione e allo  stoccaggio  di  oli  vegetali  destinati  ad  uso
energetico".