LEGGE 2 dicembre 1991, n. 390

Norme sul diritto agli studi universitari.

note: Entrata in vigore della legge: 27-12-1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/2012)
Testo in vigore dal: 27-12-1991
al: 14-6-2012
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
                    (Uniformita' di trattamento) 
  1. Con decreto emanato dal Presidente del Consiglio  dei  ministri,
previa deliberazione del Consiglio  dei  ministri,  su  proposta  del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e  tecnologica,
di seguito denominato "Ministro", sentiti il Consiglio  universitario
nazionale (CUN) e la Consulta nazionale di cui all'articolo  6,  sono
stabiliti ogni tre anni: 
   a) i criteri per la determinazione del merito e  delle  condizioni
economiche degli studenti, nonche' per la definizione delle  relative
procedure di  selezione,  ai  fini  dell'accesso  ai  servizi  e  del
godimento degli interventi di cui alla presente legge  non  destinati
alla generalita'  degli  studenti.  Le  condizioni  economiche  vanno
individuate sulla base della  natura  e  dell'ammontare  del  reddito
imponibile e dell'ampiezza del nucleo familiare; 
   b) le tipologie minime e i relativi livelli  degli  interventi  di
cui al comma 2 dell'articolo 3; 
   c) gli indirizzi per la graduale riqualificazione  della  spesa  a
favore degli interventi riservati ai capaci  e  meritevoli  privi  di
mezzi. 
  2. Il decreto  di  cui  al  comma  1  e'  emanato  sei  mesi  prima
dell'inizio  del  primo  dei  tre  anni  accademici  di  riferimento,
acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province  autonome,  di  cui  all'articolo  12
della legge 23 agosto 1988, n. 400. In prima applicazione il  decreto
e' emanato entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge e rimane in vigore fino alla fine dell'anno accademico
successivo a quello in corso alla  data  di  emanazione  del  decreto
stesso. 
          Nota all'art. 4: 
             -  L'art.  12  della  legge  n.   400/1988   (Disciplina
          dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della  Presidenza
          del Consiglio dei Ministri) e' il seguente: 
             "Art. 12 (Conferenza permanente per i  rapporti  tra  lo
          Stato,  le  regioni  e  le  province  autonome).  -  1.  E'
          istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
          la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,  le
          regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  con
          compiti  di  informazione,  consultazione  e  raccordo,  in
          relazione agli indirizzi di politica generale  suscettibili
          di incidere nelle materie di competenza regionale,  esclusi
          gli indirizzi generali relativi alla politica estera,  alla
          difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia. 
             2.  La  Conferenza  e'  convocata  dal  Presidente   del
          Consiglio dei Ministri almeno ogni sei  mesi,  ed  in  ogni
          altra  circostanza  in  cui  il   Presidente   lo   ritenga
          opportuno,  tenuto  conto   anche   delle   richieste   dei
          presidenti delle regioni  e  delle  province  autonome.  Il
          Presidente  del  Consiglio   dei   Ministri   presiede   la
          Conferenza,  salvo  delega  al  Ministro  per  gli   affari
          regionali o, se tale incarico non e' attribuito,  ad  altro
          Ministro. La Conferenza e' composta  dai  presidenti  delle
          regioni a statuto speciale e  ordinario  e  dai  presidenti
          delle province autonome. Il Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri invita alle riunioni della Conferenza  i  Ministri
          interessati agli argomenti iscritti all'ordine del  giorno,
          nonche' rappresentanti di amministrazioni dello Stato o  di
          enti pubblici. 
             3. La Conferenza dispone di una segreteria, disciplinata
          con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  di
          concerto con il Ministro per gli affari regionali. 
             4.  Il  decreto  di  cui  al  comma  3  deve   prevedere
          l'inclusione nel contingente della segreteria di  personale
          delle regioni o delle province autonome, il cui trattamento
          economico resta a carico delle regioni o delle province  di
          provenienza. 
             5. La Conferenza viene consultata: 
               a) sulle linee generali dell'attivita'  normativa  che
          interessa direttamente le regioni  e  sulla  determinazione
          degli obiettivi di  programmazione  economica  nazionale  e
          della  politica  finanziaria  e  di  bilancio,   salve   le
          ulteriori attribuzioni previste in  base  al  comma  7  del
          presente articolo; 
               b) sui criteri generali relativi  all'esercizio  delle
          funzioni statali di indirizzo e di  coordinamento  inerenti
          ai rapporti tra lo Stato, le regioni, le province  autonome
          e gli enti infraregionali, nonche' sugli indirizzi generali
          relativi  alla  elaborazione  ed  attuazione   degli   atti
          comunitari che riguardano le competenze regionali; 
               c) sugli altri argomenti per i quali il Presidente del
          Consiglio  dei  Ministri  ritenga  opportuno  acquisire  il
          parere della Conferenza. 
             6. Il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  o  il
          Ministro appositamente delegato,  riferisce  periodicamente
          alla commissione parlamentare per  le  questioni  regionali
          sulle attivita' della Conferenza. 
             7. Il Governo e' delegato  ad  emanare,  entro  un  anno
          dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,
          previo  parere  della  commissione  parlamentare   per   le
          questioni regionali  che  deve  esprimerlo  entro  sessanta
          giorni  dalla  richiesta,  norme  aventi  valore  di  legge
          ordinaria intese a provvedere al riordino ed alla eventuale
          soppressione degli altri  organismi  a  composizione  mista
          Stato-regioni previsti sia da leggi  che  da  provvedimenti
          amministrativi in modo da  trasferire  alla  Conferenza  le
          attribuzioni delle commissioni, con  esclusione  di  quelle
          che operano sulla base di competenze  tecnico-scientifiche,
          e rivedere  la  pronuncia  di  pareri  nelle  questioni  di
          carattere  generale  per  le  quali  debbono  anche  essere
          sentite tutte le regioni e province autonome,  determinando
          le modalita' per l'acquisizione di tali pareri, per la  cui
          formazione possono votare, solo i presidenti delle  regioni
          e delle province autonome".