LEGGE 30 luglio 1990, n. 218

Disposizioni in materia di ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli istituti di credito di diritto pubblico.

note: Entrata in vigore della legge: 21/8/1990 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/1999)
Testo in vigore dal: 15-6-1999
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2. 
                       Modalita' di attuazione 
  1. Per la realizzazione delle operazioni di cui all'articolo  1  il
Governo della Repubblica e' delegato ad emanare norme dirette a: 
    a) consentire agli  enti  creditizi  pubblici  di  effettuare  il
conferimento dell'azienda, anche ripartendolo  in  piu'  fasi,  e  di
continuare  eventualmente  l'esercizio  di  attivita'   residue.   Le
societa' per azioni di cui all'articolo 1 potranno proseguire,  anche
in via provvisoria, ed in vista del trasferimento dell'azienda  o  di
un ramo di essa ad altra societa', nelle attivita'  svolte  dall'ente
conferente o trasformato; 
    b) regolare la conversione in azioni dei titoli emessi dagli enti
creditizi prevedendo la convertibilita' delle quote di partecipazione
in azioni ordinarie, delle quote di risparmio in azioni di  risparmio
e la facolta' del titolare di quote di natura mista di optare per  la
conversione, anche in parte, in azioni di risparmio. A  tal  fine  le
societa' per azioni di cui all'articolo 1, anche se  non  quotate  in
borsa, possono emettere azioni di risparmio ai sensi dell'articolo 14
del  decreto-legge  8   aprile   1974,   n.   95,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216; ove non sopravvenga
la quotazione in borsa, l'ammontare delle azioni di risparmio  emesse
in sede di conversione delle quote non  potra'  essere  aumentato.  I
termini e le condizioni del concambio dovranno essere  approvati  dal
Ministro del tesoro, sentite  la  Banca  d'Italia  e  la  Commissione
nazionale per le societa' e la borsa. Le assemblee delle societa'  di
cui all'articolo 1 potranno provvedere ad ulteriori conversioni delle
azioni di risparmio in azioni ordinarie; 
    c) disciplinare gli enti che hanno effettuato i  conferimenti  di
cui all'articolo  1  e  specificamente  quelli  che  hanno  conferito
l'intera azienda. Ferma restando la disciplina  vigente  in  tema  di
organizzazione, lo statuto dovra' prevedere che oggetto dell'ente sia
la gestione di  partecipazioni  bancarie  e  finanziarie,  dirette  e
indirette, e  che  lo  scopo  si  ispiri  alle  finalita'  originarie
dell'ente. Lo statuto dovra' inoltre fissare i limiti per  l'acquisto
e la cessione di partecipazioni, prevedendo, in particolare,  che  la
cessione  di  azioni  delle  societa'  per  azioni   risultanti   dai
conferimenti dovra' essere approvata dal  Comitato  interministeriale
per il credito ed il risparmio, qualora l'ente  conferente  perda  il
controllo  della  maggioranza  delle  azioni  con  diritto  di   voto
nell'assemblea ordinaria  della  societa'  conferitaria.  Lo  statuto
potra', infine, prevedere  limitazioni  all'erogazione  degli  utili,
finalizzate alla costituzione di riserve utilizzabili  anche  per  la
sottoscrizione di aumenti di capitale; 
    d) introdurre una disciplina volta a garantire la permanenza  del
controllo diretto o indiretto  di  enti  pubblici  sulla  maggioranza
delle azioni con  diritto  di  voto  nell'assemblea  ordinaria  delle
societa' per azioni di cui all'articolo 1. In  casi  eccezionali,  al
fine di rafforzare il sistema creditizio italiano,  la  sua  presenza
internazionale, la sua dimensione patrimoniale, e di permettergli  di
raggiungere dimensioni che ne accrescano  la  capacita'  competitiva,
per  finalita'   di   pubblico   interesse,   uno   speciale   regime
autorizzatorio  potra'  consentire  deroghe  al  suddetto   principio
subordinando le relative operazioni: 
    1) alla presenza, negli statuti degli enti creditizi interessati,
di disposizioni volte a impedire che soggetti  individuali  o  gruppi
non   bancari   acquisiscano   posizioni   dominanti    e    comunque
pregiudizievoli per l'indipendenza dell'ente creditizio; 
    2) al parere della Banca d'Italia, che provvede all'istruttoria; 
    3) all'approvazione del Consiglio dei Ministri, con comunicazione
alle competenti commissioni parlamentari; 
    e) disciplinare le procedure per la vendita delle azioni al  fine
di assicurare trasparenza e congruita' applicando ad  essa  le  norme
sulle offerte pubbliche per i collocamenti sul mercato. 
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 17 MAGGIO 1999, N. 153 )). 
  3. All'articolo 4 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, e'  aggiunto,
in fine, il seguente comma: 
  "La richiesta di parere relativa al rinnovo di  un  mandato  in  un
ente pubblico che esercita attivita' creditizia o che, a  seguito  di
operazioni  di  conferimento  d'azienda,  detiene  partecipazioni  di
controllo, anche indirette, in enti creditizi costituiti in forma  di
societa' per azioni  deve  contenere  una  relazione  sull'evoluzione
tecnica dell'ente pubblico nel periodo di durata del mandato scaduto.
La disposizione si applica anche per  il  passaggio  fra  cariche  di
presidente e vicepresidente nel medesimo ente  ovvero  fra  gli  enti
pubblici precedentemente indicati".