LEGGE 18 marzo 1958, n. 311

Norme sullo stato giuridico ed economico dei professori universitari.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/09/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 27-2-1962
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 17. 
 
  Il servizio prestato dai professori  di  ruolo  anteriormente  alla
loro nomina a straordinario, in gradi non inferiori al 6° di gruppo A
del cessato ordinamento, in carriere  o  in  qualifiche  o  categorie
corrispondenti di altri ruoli statali,  e'  computato,  agli  effetti
della anzianita' di professore ordinario, per non oltre quattro  anni
se prestato nel grado  6°  o  qualifiche  corrispondenti.  I  servizi
prestati in gradi o qualifiche superiori sono computati  per  intero,
agli effetti dei primi cinque anni  della  anzianita'  di  professore
ordinario, e per non  oltre  tre  anni  agli  effetti  dell'ulteriore
progressione nella anzianita' stessa. 
  Il servizio di ruolo prestato alle dipendenze dello Stato in  gradi
inferiori al 6° di gruppo A del cessato ordinamento, in carriere o in
qualifiche o categorie corrispondenti,  e'  computato,  agli  effetti
della anzianita' di professore ordinario; per meta' della  rispettiva
durata e, in ogni caso,  per  non  oltre  quattro  anni,  qualora  il
servizio computabile ecceda tale limite. 
  Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano  anche  nei
confronti di coloro che, a seguito  di  concorso  nazionale,  abbiano
svolto o svolgano la propria attivita' presso la scuola  archeologica
italiana di Atene, la Scuola  archeologica  di  Roma,  la  Scuola  di
storia moderna e contemporanea annessa all'Istituto storico  italiano
per  l'eta'  moderna  e  contemporanea  (categoria,  C),  la   Scuola
nazionale di studi medioevali annessa all'Istituto  storico  italiano
per il Medioevo (categoria  D)  e  la  Scuola,  annessa  all'Istituto
italiano per la storia antica (categoria B). 
  Il periodo di insegnamento ufficiale, reso presso le Universita'  e
gli Istituti di istruzione superiore,  anteriormente  alla  nomina  a
straordinario, da professori  gia'  inclusi  in  terna  o  dichiarati
maturi  nei  concorsi  a  cattedre  universitarie  o   col   possesso
dell'abilitazione alla libera docenza, e' valutato  per  la  meta'  e
comunque  per  non  oltre  quattro  anni  ai   fini   dell'anzianita'
occorrente per il conseguimento del terzo coefficiente di  stipendio.
((1)) 
  Le disposizioni di  cui  al  precedente  comma  si  applicano,  nei
confronti dei professori nominati in  ruolo  universitario  ai  sensi
dell'art. 16 del decreto legislativo luogotenenziale 5  aprile  1945,
n. 238, valutando  come  periodo  di  insegnamento  effettuato  anche
quello durante il quale, per ragioni politiche, non poterono ottenere
la conferma dell'incarico d'insegnamento universitario. 
  In nessun  caso  la  valutazione  dei  servizi  prestati  in  gradi
inferiori al 6° di gruppo  A  o  in  qualifiche  inferiori  a  quella
corrispondente a tale grado o dei servizi  prestati  in  qualita'  di
professore   ufficiale   puo'    comportare    complessivamente    un
riconoscimento superiore ai quattro anni. 
  Il riconoscimento dei servizi di  cui  al  presente  articolo  deve
essere chiesto dagli interessati, a pena di decadenza, entro un  anno
dalla data del decreto di nomina ad ordinario. Detto  termine  per  i
professori ordinari attualmente in servizio, decorre  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge. 
  Ai fini della determinazione  dell'anzianita'  dei  professori,  in
rapporto alla loro appartenenza al Corpo accademico e ai Consigli  di
facolta',   va   tenuto   conto   della   decorrenza   dell'effettiva
assegnazione dei professori stessi al ruolo dei  professori  ordinari
universitari. 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  La L. 26 gennaio 1962, n. 16 ha disposto (con l'art.  6,  comma  6)
che "La valutazione di cui al comma  quarto  dell'articolo  17  della
legge 18 marzo 1958, n. 311, e' estesa, limitatamente  ad  un  terzo,
anche  ai  periodo  d'insegnamento   prestato   antecedentemente   al
conseguimento della libera docenza, fermo restando comunque il limite
massimo complessivo di 4  anni  previsto  dal  comma  anzidetto".  Ha
inoltre disposto (con l'art. 24) che tale modifica ha effetto dal  1°
novembre 1961.