LEGGE 16 febbraio 1913, n. 89

Ordinamento del notariato e degli archivi notarili. (013U0089)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/03/1913 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/10/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-6-2007
aggiornamenti all'articolo
 
                              Art. 30. 
 
  Il notaio decade dalla nomina se, nel termine di  cui  all'articolo
24, non assume l'esercizio delle  sue  funzioni  e  non  adempie  gli
obblighi stabiliti dagli articoli 18 e 24. (49) 
 
  Nel caso di  trasferimento  di  notaio  in  esercizio,  il  mancato
adempimento, nel termine prescritto, dei predetti  obblighi  comporta
sia la decadenza della nomina nella nuova sede, sia  la  perdita  del
diritto ad esercitare le funzioni nella precedente residenza. 
 
  Tale diritto non si perde se il notaio prova  di  non  aver  potuto
compiere gli adempimenti suddetti per cause  indipendenti  dalla  sua
volonta'. 
 
  A seguito della decadenza dalla nomina la sede messa a concorso  e'
assegnata agli altri concorrenti, secondo l'ordine di graduatoria del
concorso. 
 
  ((Il notaio, inoltre, cessa dall'esercizio notarile per dispensa  o
interdizione dall'ufficio, rimozione, sospensione  o  destituzione)).
((65)) 
 
  Cessa poi temporaneamente dall'esercizio il notaro che per causa di
servizio militare rimanga assente dalla residenza  oltre  il  termine
dei permessi da esso ottenuti secondo l'art. 26; ma  al  termine  del
servizio militare dovra' essere riammesso all'esercizio del notariato
nel posto prima occupato. 
 
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AGGIORNAMENTO (49) 
  La L. 18 febbraio 1983, n. 45 ha disposto  (con  l'articolo  unico,
comma 1) che "I notai dichiarati decaduti ai sensi dell'articolo  30,
primo comma, della legge 16 febbraio 1913,  n.  89,  come  modificato
dagli articoli 10 della legge 30 aprile 1976, n. 197, e 6 della legge
10 maggio 1978, n. 177, e quelli dispensati  per  rinuncia  ai  sensi
dell'articolo 31 della medesima legge 16 febbraio 1913, n. 89,  sono,
a loro domanda, riammessi all'esercizio della professione con decreto
del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro di grazia e
giustizia, a condizione che non abbiano compiuto il 65° anno di eta',
e vengono ammessi a concorrere alle sedi vacanti  secondo  i  criteri
previsti dalla citata legge 30 aprile 1976, n. 197". 
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AGGIORNAMENTO (65) 
  Il D.Lgs. 1 agosto 2006, n. 249 ha disposto (con l'art.  54,  comma
1) che "Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,  8,
9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 28, 31, 37,  38,  39,  40,
41, 42, 43, 44, 45, 46, 48, 49 e  52  si  applicano  ai  procedimenti
disciplinari promossi dal 1° giugno 2007".