DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1 (Raccolta 2018) (1)

Codice della protezione civile. (18G00011)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/02/2018
La presente legge è stata erroneamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale con numero di inserzione in Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana "224".
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 03/12/2020)
Testo in vigore dal: 27-2-2020
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                               Art. 13 
 
Strutture operative del Servizio nazionale  della  protezione  civile
(Articoli 1-bis, comma 3, e 11 legge 225/1992) 
 
  1. Oltre al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che  opera  quale
componente  fondamentale  del  Servizio  nazionale  della  protezione
civile, sono strutture operative nazionali: 
    a) le Forze armate; 
    b) le Forze di polizia; 
    c) gli enti e  istituti  di  ricerca  di  rilievo  nazionale  con
finalita' di protezione civile,  anche  organizzati  come  centri  di
competenza, l'Istituto nazionale di geofisica  e  vulcanologia  e  il
Consiglio nazionale delle ricerche; 
    d) le strutture del Servizio sanitario nazionale; 
    e) il volontariato  organizzato  di  protezione  civile  iscritto
nell'elenco  nazionale  del  volontariato   di   protezione   civile,
l'Associazione della Croce rossa italiana e il  Corpo  nazionale  del
soccorso alpino e speleologico; 
    f) il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente; 
    g) le strutture preposte alla gestione dei servizi  meteorologici
a livello nazionale. 
    ((g-bis) le articolazioni centrali e  periferiche  del  Ministero
per i beni e le attivita' culturali e per  il  turismo  appositamente
organizzate per la gestione delle attivita' di messa in  sicurezza  e
salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze  derivanti
da calamita' naturali.)) 
  2. Concorrono, altresi', alle attivita' di  protezione  civile  gli
ordini e i collegi professionali e i rispettivi  Consigli  nazionali,
anche  mediante  forme  associative  o   di   collaborazione   o   di
cooperazione  appositamente  definite  tra  i   rispettivi   Consigli
nazionali nell'ambito di aree omogenee, e gli enti, gli istituti e le
agenzie nazionali che svolgono  funzioni  in  materia  di  protezione
civile e aziende, societa' e altre organizzazioni pubbliche o private
che svolgono funzioni utili per le finalita' di protezione civile. 
  2-bis. Il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei ministri, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, i comuni e i commissari delegati di cui all'articolo  25,
comma 7, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente
e senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica,
possono  porre  in  essere  attivita'  connesse  con  la  valutazione
dell'impatto  e  il  censimento  dei  danni  alle  strutture  e  alle
infrastrutture  pubbliche  e  private  ((,  ai   beni   culturali   e
paesaggistici in raccordo con il Ministero dei beni e delle attivita'
culturali e del turismo, fatte salve  le  competenze  delle  Province
autonome  di  Trento  e  Bolzano)),   in   occasione   degli   eventi
emergenziali di  protezione  civile  di  cui  all'articolo  7,  anche
mediante accordi o convenzioni con i Consigli  nazionali  di  cui  al
comma 2 del presente  articolo,  anche  ove  costituiti  nelle  forme
associative o di collaborazione o di cooperazione di cui al  medesimo
comma 2, che vi provvedono avvalendosi  dei  professionisti  iscritti
agli ordini e collegi professionali ad essi afferenti. 
  3. Le Regioni, relativamente ai rispettivi ambiti  territoriali,  e
nei limiti delle  competenze  loro  attribuite,  possono  individuare
proprie strutture operative  regionali  del  Servizio  nazionale,  in
ambiti operativi diversi da quelli di riferimento delle strutture  di
cui al comma 1. 
  4.  Le  strutture  operative  nazionali   e   regionali   svolgono,
nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali,  salvo  quanto
previsto dal comma 5, le attivita' previste dal presente decreto. Con
le direttive di cui  all'articolo  15,  si  provvede  a  disciplinare
specifiche forme di  partecipazione,  integrazione  e  collaborazione
delle strutture operative nel  Servizio  nazionale  della  protezione
civile. 
  5. Le modalita' e le procedure relative  al  concorso  delle  Forze
armate  alle   attivita'   previste   dal   presente   decreto   sono
disciplinate, secondo quanto previsto in materia dagli  articoli  15,
89, comma 3, 92 e 549-bis del decreto legislativo 15 marzo  2010,  n.
66, con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  sulla
proposta del  Capo  del  Dipartimento  della  protezione  civile,  di
concerto  con  il  Ministro   della   difesa,   adottato   ai   sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,  n.  400.((Con
il medesimo decreto si provvede alla definizione delle modalita', dei
requisiti e delle condizioni con cui, su richiesta delle autorita' di
protezione civile, in occasione di  eventi  di  cui  all'articolo  7,
comma  1,  lettera  c),  limitatamente  alla  durata  delle  relative
esigenze emergenziali, il personale militare puo' eseguire  lavori  e
realizzare opere temporanee,  anche  avvalendosi  delle  deroghe,  in
materia  di  norme   tecniche,   autorizzazioni   ovvero   titoli   e
abilitazioni,  eventualmente  previste  con  le  ordinanze   di   cui
all'articolo 25.))