DECRETO LEGISLATIVO 16 luglio 2012, n. 109

Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare. (12G0136)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 09/08/2012 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/01/2016)
Testo in vigore dal: 29-1-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5 
 
                      Disposizione transitoria 
 
  1. I datori di lavoro italiani o  cittadini  di  uno  Stato  membro
dell'Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in  possesso
del titolo di soggiorno previsto dall'articolo 9 del testo  unico  di
cui al decreto legislativo 25  luglio  1998,  n.  286,  e  successive
modificazioni ed integrazioni che, alla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo  occupano  irregolarmente  alle  proprie
dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di
presentazione  della  dichiarazione  di  cui   al   presente   comma,
lavoratori  stranieri  presenti  nel  territorio  nazionale  in  modo
ininterrotto  almeno   dalla   data   del   31   dicembre   2011,   o
precedentemente, possono dichiarare la sussistenza  del  rapporto  di
lavoro   allo   sportello   unico   per   l'immigrazione,    previsto
dall'articolo 22 del decreto legislativo 286 del  1998  e  successive
modifiche e integrazioni.  La  dichiarazione  e'  presentata  dal  15
settembre al 15 ottobre 2012 con le modalita' stabilite  con  decreto
di natura non regolamentare del Ministro dell'interno di concerto con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per
la cooperazione internazionale e l'integrazione e  con  il  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  da  adottarsi  entro  venti  giorni
dall'entrata in  vigore  del  presente  decreto.  In  ogni  caso,  la
presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre  2011  deve  essere
attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici. 
  2. Sono esclusi dalla procedura  di  cui  al  presente  articolo  i
rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto  dal
comma 8 in materia di lavoro  domestico  e  di  sostegno  al  bisogno
familiare. 
  3. Non sono ammessi alla procedura prevista dal presente articolo i
datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi  cinque  anni,
anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito
di applicazione della pena su richiesta ai  sensi  dell'articolo  444
del codice di procedura penale, per: 
    a) favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e
dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso  altri  Stati  o  per
reati  diretti  al  reclutamento  di  persone   da   destinare   alla
prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori  da
impiegare in attivita' illecite; 
    b) intermediazione illecita e sfruttamento del  lavoro  ai  sensi
dell'articolo 603-bis del codice penale; 
    c) reati previsti dall'articolo 22, comma 12, del testo unico  di
cui al decreto legislativo 25  luglio  1998,  n.  286,  e  successive
modificazioni ed integrazioni. 
  4. Non e' ammesso, altresi', alla  procedura  di  cui  al  presente
articolo il datore di lavoro  che,  a  seguito  dell'espletamento  di
procedure di ingresso di cittadini stranieri  per  motivi  di  lavoro
subordinato ovvero di procedure di emersione  dal  lavoro  irregolare
non ha provveduto alla  sottoscrizione  del  contratto  di  soggiorno
presso lo sportello  unico  ovvero  alla  successiva  assunzione  del
lavoratore straniero, salvo cause  di  forza  maggiore  comunque  non
imputabili al datore di lavoro. 
  5. La dichiarazione di emersione di cui al comma  1  e'  presentata
previo   pagamento,   con   le   modalita'   previste   dal   decreto
interministeriale di cui al comma 1  del  presente  articolo,  di  un
contributo forfettario di  1.000  euro  per  ciascun  lavoratore.  Il
contributo non e' deducibile ai fini  dell'imposta  sul  reddito.  La
regolarizzazione delle somme dovute dal datore  di  lavoro  a  titolo
retributivo, contributivo e  fiscale  pari  ad  almeno  sei  mesi  e'
documentata all'atto della stipula del contratto di soggiorno secondo
le modalita' stabilite dal decreto ministeriale di cui al comma 1. E'
fatto salvo l'obbligo di  regolarizzazione  delle  somme  dovute  per
l'intero periodo in caso di rapporti di lavoro di durata superiore  a
sei mesi. 
  6. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto  fino  alla
conclusione del procedimento di cui al comma 1 del presente articolo,
sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del
datore di lavoro e del  lavoratore  per  le  violazioni  delle  norme
relative: 
    a) all'ingresso e al  soggiorno  nel  territorio  nazionale,  con
esclusione di quelle di cui all'articolo 12 del testo unico di cui al
decreto  legislativo  25  luglio   1998,   n.   286,   e   successive
modificazioni ed integrazioni; 
    b) al presente provvedimento e comunque all'impiego di lavoratori
anche se rivestano carattere finanziario,  fiscale,  previdenziale  o
assistenziale. 
  7. Con il decreto di cui al  comma  1  sono  altresi'  stabiliti  i
limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione  del
rapporto di lavoro. 
  8. Nella dichiarazione di emersione cui al comma 1 e'  indicata  la
retribuzione convenuta non inferiore a quella  prevista  dal  vigente
contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e, in caso di
lavoro  domestico,  l'orario  lavorativo  non  inferiore   a   quello
stabilito dall'articolo 30-bis, comma 3, lettera c), del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999,  n.
394. 
  9.   Lo   sportello   unico    per    l'immigrazione,    verificata
l'ammissibilita' della dichiarazione  e  acquisito  il  parere  della
questura  sull'insussistenza  di  motivi  ostativi  all'accesso  alle
procedure ovvero al rilascio del permesso di  soggiorno,  nonche'  il
parere della competente direzione territoriale del lavoro  in  ordine
alla capacita' economica del datore di lavoro e alla congruita' delle
condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la  stipula  del
contratto di soggiorno e per la  presentazione  della  richiesta  del
permesso di  soggiorno  per  lavoro  subordinato,  previa  esibizione
dell'attestazione di avvenuto pagamento del contributo  forfetario  e
della regolarizzazione di cui al comma  5.  La  sussistenza  di  meri
errori materiali non costituisce di per se' causa di inammissibilita'
della dichiarazione di  emersione.  La  mancata  presentazione  delle
parti  senza  giustificato  motivo   comporta   l'archiviazione   del
procedimento.  Contestualmente  alla   stipula   del   contratto   di
soggiorno, il datore  di  lavoro  deve  effettuare  la  comunicazione
obbligatoria di assunzione al Centro per l'Impiego ovvero, in caso di
rapporto di lavoro domestico, all'INPS. Restano ferme le disposizioni
relative  agli  oneri  a  carico  del  richiedente  il  permesso   di
soggiorno. 
  10. Nei casi in  cui  non  venga  presentata  la  dichiarazione  di
emersione  di  cui   al   presente   articolo   ovvero   si   proceda
all'archiviazione del procedimento o al rigetto della  dichiarazione,
la sospensione di cui al comma 6 cessa, rispettivamente, alla data di
scadenza del  termine  per  la  presentazione  ovvero  alla  data  di
archiviazione del  procedimento  o  di  rigetto  della  dichiarazione
medesima. Si  procede  comunque  all'archiviazione  dei  procedimenti
penali e amministrativi a carico del datore di lavoro nel caso in cui
l'esito negativo del procedimento derivi da motivo indipendente dalla
volonta' o dal comportamento del datore di lavoro. 
  11. Nelle  more  della  definizione  del  procedimento  di  cui  al
presente articolo, lo straniero non puo' essere espulso,  tranne  che
nei casi previsti al  successivo  comma  13.  La  sottoscrizione  del
contratto   di   soggiorno,   congiuntamente    alla    comunicazione
obbligatoria di assunzione di cui  al  comma  9  e  il  rilascio  del
permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il  datore  di
lavoro e per il lavoratore, l'estinzione dei reati e  degli  illeciti
amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 6. 
  11-bis. Nei casi in cui la dichiarazione di emersione sia rigettata
per cause imputabili  esclusivamente  al  datore  di  lavoro,  previa
verifica da parte dello  sportello  unico  per  l'immigrazione  della
sussistenza del rapporto di lavoro, dimostrata  dal  pagamento  delle
somme di cui al comma  5,  e  del  requisito  della  presenza  al  31
dicembre 2011 di cui al comma 1, al lavoratore  viene  rilasciato  un
permesso di soggiorno per attesa occupazione. I procedimenti penali e
amministrativi di cui al comma  6,  a  carico  del  lavoratore,  sono
archiviati. Nei confronti del datore di lavoro si applica il comma 10
del presente articolo. 
  11-ter. Nei casi di cessazione del rapporto di  lavoro  oggetto  di
una dichiarazione di emersione non ancora definita, ove il lavoratore
sia in possesso del requisito della presenza al 31 dicembre  2011  di
cui al comma 1, la procedura di emersione si  considera  conclusa  in
relazione al lavoratore, al quale e' rilasciato un permesso di attesa
occupazione ovvero, in presenza  della  richiesta  di  assunzione  da
parte di un nuovo datore di lavoro,  un  permesso  di  soggiorno  per
lavoro subordinato, con contestuale  estinzione  dei  reati  e  degli
illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 6. 
  11-quater. Nell'ipotesi prevista dal comma  11-ter,  il  datore  di
lavoro  che  ha  presentato  la  dichiarazione  di  emersione   resta
responsabile per il pagamento delle somme di cui al comma 5 sino alla
data di comunicazione della cessazione del rapporto  di  lavoro;  gli
uffici procedono comunque alla verifica dei requisiti prescritti  per
legge in capo al datore di lavoro che ha presentato la  dichiarazione
di emersione, ai fini dell'applicazione del  comma  10  del  presente
articolo. 
  12.  Il  contratto  di  soggiorno  stipulato  sulla  base  di   una
dichiarazione di emersione contenente dati non rispondenti al vero e'
nullo ai sensi dell'articolo 1344 del codice civile. In tal caso,  il
permesso di soggiorno eventualmente rilasciato e' revocato  ai  sensi
dell'articolo  5,  comma  5,  del  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni. 
  13. Non possono essere ammessi alla procedura prevista dal presente
articolo i lavoratori stranieri: 
    a) nei confronti dei quali sia stato emesso un  provvedimento  di
espulsione ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2,  lettera  c),  del
testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.  286,  e
dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito,
con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155,  e  successive
modificazioni ed integrazioni; 
    b)  che  risultino  segnalati,  anche  in  base  ad   accordi   o
convenzioni internazionali in vigore per l'Italia, ai fini della  non
ammissione nel territorio dello Stato; 
    c) che risultino condannati, anche con sentenza  non  definitiva,
compresa quella pronunciata anche a  seguito  di  applicazione  della
pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di  procedura
penale, per uno dei reati previsti  dall'articolo  380  del  medesimo
codice; 
    d) che comunque  siano  considerati  una  minaccia  per  l'ordine
pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi  con  i  quali
l'Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli
alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone.  Nella
valutazione della pericolosita' dello straniero si tiene conto  anche
di eventuali condanne, anche con sentenza  non  definitiva,  compresa
quella pronunciata a seguito di applicazione della pena su  richiesta
ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura  penale,  per  uno
dei reati previsti dall'articolo 381 del medesimo codice. 
  14. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2016, N. 10)). 
  15. Salvo che il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque
presenta false  dichiarazioni  o  attestazioni,  ovvero  concorre  al
fatto, nell'ambito della procedura di emersione prevista dal presente
articolo, e' punito ai sensi dell'articolo 76 del testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.  445.
Se il fatto e' commesso attraverso la contraffazione o  l'alterazione
di documenti oppure con l'utilizzazione di uno di tali documenti,  si
applica la pena della reclusione da  uno  a  sei  anni.  La  pena  e'
aumentata se il fatto e' commesso da un pubblico ufficiale. 
  16.  In  funzione  degli  effetti  derivanti  dall'attuazione   del
presente articolo, il livello di finanziamento del Servizio sanitario
nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato e'  incrementato  di
43 milioni di euro per l'anno  2012  e  di  130  milioni  di  euro  a
decorrere dall'anno 2013. Con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze, sentita la Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo
Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e  di  Bolzano,  i
predetti importi sono ripartiti tra le regioni in relazione al numero
dei lavoratori extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo. 
  17. Agli oneri netti derivanti dal presente articolo, pari a  43,55
milioni di euro per l'anno 2012, a 169 milioni  di  euro  per  l'anno
2013, a 270 milioni di euro per l'anno 2014 e a 219 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2015, si provvede, quanto a 43,55 milioni di euro
per l'anno 2012 a valere sulle maggiori entrate assegnate al bilancio
dello Stato dal decreto di cui al comma 14 e, quanto a 169 milioni di
euro per l'anno 2013, a 270 milioni per l'anno 2014 e a  219  milioni
di euro a decorrere dall'anno 2015, mediante corrispondente riduzione
dei trasferimenti statali  all'INPS  a  titolo  di  anticipazioni  di
bilancio per la  copertura  del  fabbisogno  finanziario  complessivo
dell'Ente, per effetto delle maggiori entrate contributive  derivanti
dalle disposizioni di cui al presente articolo. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 16 luglio 2012 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Monti, Presidente del Consiglio dei 
                                Ministri 
 
                                Moavero Milanesi, Ministro per gli 
                                affari europei 
 
                                Fornero, Ministro del lavoro e delle 
                                politiche sociali 
 
                                Terzi di Sant'Agata, Ministro degli 
                                affari esteri 
 
                                Severino, Ministro della giustizia 
 
                                Grilli, Ministro dell'economia e 
                                delle finanze 
 
                                Cancellieri, Ministro dell'interno 
 
                                Riccardi, Ministro per la 
                                cooperazione internazionale e 
                                l'integrazione 
 
Visto, il Guardasigilli: Severino