DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28

Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/03/2011 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/04/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 29-4-2022
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5 
 
                        Autorizzazione Unica 
 
  1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 6 e 7, la costruzione
e l'esercizio degli  impianti  di  produzione  di  energia  elettrica
alimentati  da  fonti   rinnovabili,   le   opere   connesse   e   le
infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio  degli
impianti, nonche' le modifiche  sostanziali  degli  impianti  stessi,
sono soggetti all'autorizzazione unica di  cui  all'articolo  12  del
decreto legislativo 29 dicembre 2003,  n.  387  come  modificato  dal
presente  articolo,  secondo  le  modalita'   procedimentali   e   le
condizioni previste dallo stesso decreto legislativo n. 387 del  2003
e dalle linee guida adottate ai  sensi  del  comma  10  del  medesimo
articolo 12, nonche' dalle  relative  disposizioni  delle  Regioni  e
delle Province autonome. 
  2. All'articolo 12, comma 4, del decreto  legislativo  n.  387  del
2003, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente:  «Fatto  salvo  il
previo   espletamento,   qualora   prevista,   della   verifica    di
assoggettabilita' sul progetto preliminare, di  cui  all'articolo  20
del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successive
modificazioni, il termine massimo per la conclusione del procedimento
unico non puo' essere superiore a novanta giorni, al netto dei  tempi
previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
152, e successive modificazioni, per il provvedimento di  valutazione
di impatto ambientale». 
  3. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, previa intesa con la Conferenza unificata, di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  sono  individuati,
per ciascuna tipologia di impianto e  di  fonte,  gli  interventi  di
modifica sostanziale degli impianti da assoggettare ad autorizzazione
unica, fermo restando il rinnovo dell'autorizzazione unica in caso di
modifiche  qualificate  come  sostanziali  ai   sensi   del   decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Gli interventi di modifica diversi
dalla modifica sostanziale, anche relativi a progetti  autorizzati  e
non ancora realizzati, sono assoggettati alla  procedura  abilitativa
semplificata di cui  all'articolo  6,  fatto  salvo  quanto  disposto
dall'articolo  6-bis.  Non  sono  considerati  sostanziali   e   sono
sottoposti alla disciplina di  cui  all'articolo  6,  comma  11,  gli
interventi da realizzare sui progetti e sugli  impianti  fotovoltaici
ed idroelettrici che,  anche  se  consistenti  nella  modifica  della
soluzione tecnologica utilizzata,  non  comportano  variazioni  delle
dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture
e dell'area destinata ad ospitare  gli  impianti  stessi,  ne'  delle
opere connesse a prescindere dalla  potenza  elettrica  risultante  a
seguito  dell'intervento.  Restano  ferme,   laddove   previste,   le
procedure di verifica di assoggettabilita' e valutazione  di  impatto
ambientale di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152.  Non
sono considerati sostanziali e sono sottoposti alla disciplina di cui
all'articolo 6, comma 11, gli interventi da realizzare sui progetti e
sugli impianti eolici, nonche' sulle relative opere connesse,  che  a
prescindere  dalla  potenza  nominale  risultante  dalle   modifiche,
vengono realizzati nello  stesso  sito  dell'impianto  eolico  e  che
comportano una  riduzione  minima  del  numero  degli  aerogeneratori
rispetto a quelli gia' esistenti o  autorizzati.  Fermi  restando  il
rispetto della normativa vigente in materia  di  distanze  minime  di
ciascun aerogeneratore da unita' abitative  munite  di  abitabilita',
regolarmente censite e stabilmente  abitate,  e  dai  centri  abitati
individuati dagli strumenti urbanistici vigenti, nonche' il  rispetto
della  normativa  in  materia  di  smaltimento   e   recupero   degli
aerogeneratori, i nuovi aerogeneratori, a fronte di un incremento del
loro diametro, dovranno avere un'altezza massima, intesa come altezza
dal suolo raggiungibile dalla estremita' delle  pale,  non  superiore
all'altezza massima dal suolo raggiungibile  dalla  estremita'  delle
pale dell'aerogeneratore gia' esistente moltiplicata per il  rapporto
fra il diametro del rotore del nuovo  aerogeneratore  e  il  diametro
dell'aerogeneratore gia' esistente. Restano ferme, laddove  previste,
le procedure  di  verifica  di  assoggettabilita'  e  valutazione  di
impatto ambientale di cui al decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.
152. ((Nel  caso  di  interventi  di  modifica  non  sostanziale  che
determinino un incremento della potenza installata e la necessita' di
ulteriori opere connesse  senza  incremento  dell'area  occupata,  la
realizzazione  delle  medesime  opere  connesse  e'   soggetta   alla
procedura  semplificata  di  cui  all'articolo  6-bis.  Per  le  aree
interessate  dalle  modifiche  degli  impianti  non   precedentemente
valutate sotto il  profilo  della  tutela  archeologica  resta  fermo
quanto previsto dall'articolo 25 del codice dei  contratti  pubblici,
di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50)). 
  ((3-bis. Per 'sito dell'impianto eolico' si intende: 
    a) nel caso di impianti su un'unica direttrice, il nuovo impianto
e' realizzato sulla stessa direttrice con una deviazione  massima  di
un angolo di 20°, utilizzando la stessa lunghezza piu' una tolleranza
pari al 20  per  cento  della  lunghezza  dell'impianto  autorizzato,
calcolata tra gli assi dei due  aerogeneratori  estremi,  arrotondato
per eccesso; 
    b)  nel  caso  di  impianti  dislocati  su  piu'  direttrici,  la
superficie planimetrica complessiva del nuovo impianto e' al  massimo
pari alla superficie autorizzata piu' una tolleranza complessiva  del
20 per cento; la superficie autorizzata  e'  definita  dal  perimetro
individuato, planimetricamente,  dalla  linea  che  unisce,  formando
sempre angoli  convessi,  i  punti  corrispondenti  agli  assi  degli
aerogeneratori autorizzati piu' esterni)). 
  3-ter. Per "riduzione  minima  del  numero  di  aerogeneratori"  si
intende: 
    a) nel caso in cui gli  aerogeneratori  esistenti  o  autorizzati
abbiano un diametro d1 inferiore o uguale a 70 metri, il  numero  dei
nuovi aerogeneratori  non  deve  superare  il  minore  fra  n1*2/3  e
n1*d1/(d2-d1); 
    b) nel caso in cui gli  aerogeneratori  esistenti  o  autorizzati
abbiano un diametro d1 superiore a 70  metri,  il  numero  dei  nuovi
aerogeneratori non deve superare  n1*d1/d2  arrotondato  per  eccesso
dove: 
      1) d1: diametro rotori gia' esistenti o autorizzati; 
      2) n1: numero aerogeneratori gia' esistenti o autorizzati; 
      3) d2: diametro nuovi rotori; 
      4)  h1:  altezza  raggiungibile  dalla  estremita'  delle  pale
rispetto  al  suolo  (TIP)  dell'aerogeneratore  gia'   esistente   o
autorizzato. 
  (( 3-quater. Per 'altezza massima dei  nuovi  aerogeneratori'  (h2)
raggiungibile dall'estremita' delle pale si intende il  prodotto  tra
l'altezza massima dal suolo (h1) raggiungibile dall'estremita'  delle
pale dell'aerogeneratore gia' esistente e il rapporto tra i  diametri
del  rotore  del  nuovo  aerogeneratore  (d2)  e  dell'aerogeneratore
esistente (d1): h2=h1*(d2/d1) )). 
  4. Qualora il procedimento  di  cui  all'articolo  12  del  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n.  387  sia  delegato  alle  Province,
queste ultime trasmettono alle Regioni, secondo  modalita'  stabilite
dalle  stesse,  le  informazioni  e  i  dati   sulle   autorizzazioni
rilasciate. 
  5. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 12  del  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 come modificato dal comma 2  del
presente articolo, si applicano ai procedimenti avviati dopo la  data
di entrata in vigore del presente decreto.