DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28

Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/03/2011 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/07/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 31-7-2021
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                               Art. 5 
 
                        Autorizzazione Unica 
 
  1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 6 e 7, la costruzione
e l'esercizio degli  impianti  di  produzione  di  energia  elettrica
alimentati  da  fonti   rinnovabili,   le   opere   connesse   e   le
infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio  degli
impianti, nonche' le modifiche  sostanziali  degli  impianti  stessi,
sono soggetti all'autorizzazione unica di  cui  all'articolo  12  del
decreto legislativo 29 dicembre 2003,  n.  387  come  modificato  dal
presente  articolo,  secondo  le  modalita'   procedimentali   e   le
condizioni previste dallo stesso decreto legislativo n. 387 del  2003
e dalle linee guida adottate ai  sensi  del  comma  10  del  medesimo
articolo 12, nonche' dalle  relative  disposizioni  delle  Regioni  e
delle Province autonome. 
  2. All'articolo 12, comma 4, del decreto  legislativo  n.  387  del
2003, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente:  «Fatto  salvo  il
previo   espletamento,   qualora   prevista,   della   verifica    di
assoggettabilita' sul progetto preliminare, di  cui  all'articolo  20
del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successive
modificazioni, il termine massimo per la conclusione del procedimento
unico non puo' essere superiore a novanta giorni, al netto dei  tempi
previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
152, e successive modificazioni, per il provvedimento di  valutazione
di impatto ambientale». 
  3. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del
mare, previa intesa con la Conferenza unificata, di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  sono  individuati,
per ciascuna tipologia di impianto e  di  fonte,  gli  interventi  di
modifica sostanziale degli impianti da assoggettare ad autorizzazione
unica, fermo restando il rinnovo dell'autorizzazione unica in caso di
modifiche  qualificate  come  sostanziali  ai   sensi   del   decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Gli interventi di modifica diversi
dalla modifica sostanziale, anche relativi a progetti  autorizzati  e
non ancora realizzati, sono assoggettati alla  procedura  abilitativa
semplificata di cui  all'articolo  6,  fatto  salvo  quanto  disposto
dall'articolo  6-bis.  Non  sono  considerati  sostanziali   e   sono
sottoposti alla disciplina di  cui  all'articolo  6,  comma  11,  gli
interventi da realizzare sui progetti e sugli  impianti  fotovoltaici
ed idroelettrici che,  anche  se  consistenti  nella  modifica  della
soluzione tecnologica utilizzata,  non  comportano  variazioni  delle
dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture
e dell'area destinata ad ospitare  gli  impianti  stessi,  ne'  delle
opere connesse a prescindere dalla  potenza  elettrica  risultante  a
seguito  dell'intervento.  Restano  ferme,   laddove   previste,   le
procedure di verifica di assoggettabilita' e valutazione  di  impatto
ambientale di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152.  Non
sono considerati sostanziali e sono sottoposti alla disciplina di cui
all'articolo 6, comma 11, gli interventi da realizzare sui progetti e
sugli impianti eolici, nonche' sulle relative opere connesse,  che  a
prescindere  dalla  potenza  nominale  risultante  dalle   modifiche,
vengono realizzati nello  stesso  sito  dell'impianto  eolico  e  che
comportano una  riduzione  minima  del  numero  degli  aerogeneratori
rispetto a quelli gia' esistenti o autorizzati. ((Fermi  restando  il
rispetto della normativa vigente in materia  di  distanze  minime  di
ciascun aerogeneratore da unita' abitative  munite  di  abitabilita',
regolarmente censite e stabilmente  abitate,  e  dai  centri  abitati
individuati dagli strumenti urbanistici vigenti, nonche' il  rispetto
della  normativa  in  materia  di  smaltimento   e   recupero   degli
aerogeneratori, i nuovi aerogeneratori)), a fronte di  un  incremento
del loro diametro, dovranno avere  un'altezza  massima,  intesa  come
altezza dal suolo raggiungibile  dalla  estremita'  delle  pale,  non
superiore  all'altezza  massima   dal   suolo   raggiungibile   dalla
estremita' delle pale dell'aerogeneratore gia' esistente moltiplicata
per il rapporto fra il diametro del rotore del nuovo aerogeneratore e
il  diametro  dell'aerogeneratore  gia'  esistente.  Restano   ferme,
laddove previste, le procedure di  verifica  di  assoggettabilita'  e
valutazione di impatto ambientale di cui  al  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152. 
  3-bis. Per "sito dell'impianto eolico" si intende: 
    a) nel caso  di  impianti  su  una  unica  direttrice,  il  nuovo
impianto e' realizzato sulla stessa  direttrice  con  una  deviazione
massima di un angolo di 10°, utilizzando la stessa lunghezza piu' una
tolleranza  pari  al  15  per  cento  della  lunghezza  dell'impianto
autorizzato, calcolata tra gli assi dei due aerogeneratori estremi; 
    b)  nel  caso  di  impianti  dislocati  su  piu'  direttrici,  la
superficie planimetrica complessiva del nuovo impianto e' all'interno
della superficie autorizzata,  definita  dal  perimetro  individuato,
planimetricamente, dalla linea che  unisce,  formando  sempre  angoli
convessi, i  punti  corrispondenti  agli  assi  degli  aerogeneratori
autorizzati piu' esterni, con una tolleranza complessiva del  15  per
cento. 
  3-ter. Per "riduzione  minima  del  numero  di  aerogeneratori"  si
intende: 
    a) nel caso in cui gli  aerogeneratori  esistenti  o  autorizzati
abbiano un diametro d1 inferiore o uguale a 70 metri, il  numero  dei
nuovi aerogeneratori  non  deve  superare  il  minore  fra  n1*2/3  e
n1*d1/(d2-d1); 
    b) nel caso in cui gli  aerogeneratori  esistenti  o  autorizzati
abbiano un diametro d1 superiore a 70  metri,  il  numero  dei  nuovi
aerogeneratori non deve superare  n1*d1/d2  arrotondato  per  eccesso
dove: 
      1) d1: diametro rotori gia' esistenti o autorizzati; 
      2) n1: numero aerogeneratori gia' esistenti o autorizzati; 
      3) d2: diametro nuovi rotori; 
      4)  h1:  altezza  raggiungibile  dalla  estremita'  delle  pale
rispetto  al  suolo  (TIP)  dell'aerogeneratore  gia'   esistente   o
autorizzato. 
  ((3-quater. Per  "altezza  massima  dei  nuovi  aerogeneratori"  h2
raggiungibile  dall'estremita'  delle  pale  si  intende,   per   gli
aerogeneratori di cui alla lettera a) del comma 3-ter,  due  volte  e
mezza l'altezza massima dal suolo  h1  raggiungibile  dall'estremita'
delle  pale   dell'aerogeneratore   gia'   esistente   e,   per   gli
aerogeneratori di cui alla lettera b)  del  citato  comma  3-ter,  il
doppio   dell'altezza   massima   dal    suolo    h1    raggiungibile
dall'estremita' delle pale dell'aerogeneratore gia' esistente)). 
  4. Qualora il procedimento  di  cui  all'articolo  12  del  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n.  387  sia  delegato  alle  Province,
queste ultime trasmettono alle Regioni, secondo  modalita'  stabilite
dalle  stesse,  le  informazioni  e  i  dati   sulle   autorizzazioni
rilasciate. 
  5. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 12  del  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 come modificato dal comma 2  del
presente articolo, si applicano ai procedimenti avviati dopo la  data
di entrata in vigore del presente decreto.