DECRETO LEGISLATIVO 28 gennaio 2008, n. 25

Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato.

note: Entrata in vigore del decreto: 2-3-2008 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/01/2022)
Testo in vigore dal: 22-10-2020
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 32 
                              Decisione 
 
  1. Fatto salvo quanto previsto  dagli  articoli  23,  29  e  30  la
Commissione territoriale adotta una delle seguenti decisioni: 
    a) riconosce lo status di rifugiato o la protezione  sussidiaria,
secondo  quanto  previsto  dagli  articoli  11  e  17   del   decreto
legislativo 19 novembre 2007, n. 251; 
    b) rigetta la domanda qualora non sussistano i presupposti per il
riconoscimento della protezione internazionale  fissati  dal  decreto
legislativo 19 novembre 2007, n. 251, o ricorra una  delle  cause  di
cessazione o esclusione dalla protezione internazionale previste  dal
medesimo decreto legislativo; 
    b-bis) rigetta la domanda per manifesta infondatezza nei casi  di
cui all'articolo 28-ter; 
    b-ter) rigetta la domanda se, in una  parte  del  territorio  del
Paese di origine, il richiedente non ha fondati motivi di  temere  di
essere perseguitato o non corre  rischi  effettivi  di  subire  danni
gravi o ha accesso alla protezione contro persecuzioni o danni gravi,
puo' legalmente e senza pericolo recarvisi ed esservi  ammesso  e  si
puo' ragionevolmente supporre che vi si ristabilisca. 
  1-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 21 OTTOBRE 2020, N. 130)).((12)) 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 AGOSTO 2015, N. 142. 
  3.  Nei  casi  in  cui  non  accolga  la  domanda   di   protezione
internazionale e ricorrano i  presupposti  di  cui  all'articolo  19,
commi 1 e 1.1, del decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.  286,  la
Commissione territoriale  trasmette  gli  atti  al  questore  per  il
rilascio di  un  permesso  di  soggiorno  ((biennale))  che  reca  la
dicitura   "protezione   speciale",   salvo   che   possa    disporsi
l'allontanamento verso  uno  Stato  che  provvede  ad  accordare  una
protezione analoga. Il permesso di soggiorno di cui al presente comma
e' rinnovabile,  previo  parere  della  Commissione  territoriale,  e
consente di svolgere attivita'  lavorativa  ((,  fatto  salvo  quanto
previsto in ordine alla convertibilita' dall'articolo 6, comma 1-bis,
del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286)).((12)) 
  ((3.1.  Nelle  ipotesi  di  rigetto  della  domanda  di  protezione
internazionale, ove ricorrano i requisiti  di  cui  all'articolo  19,
comma 2, lettera d-bis), del decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.
286, la Commissione territoriale trasmette gli atti al  Questore  per
il rilascio del permesso di soggiorno ivi previsto.)) ((12)) 
  ((3.2. Nei casi in cui la domanda di protezione internazionale  non
e' accolta e nel corso del procedimento emergono i presupposti di cui
all'articolo 31, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 1998,  n.
286, la Commissione territoriale  ne  informa  il  Procuratore  della
Repubblica presso  il  Tribunale  per  i  minorenni  competente,  per
l'eventuale attivazione delle misure  di  assistenza  in  favore  del
minore.)) ((12)) 
  3-bis. La Commissione territoriale trasmette, altresi', gli atti al
Questore  per   le   valutazioni   di   competenza   se   nel   corso
dell'istruttoria sono emersi  fondati  motivi  per  ritenere  che  il
richiedente e' stato vittima dei delitti di cui agli articoli  600  e
601 del codice penale. 
  4. La decisione di cui al comma 1,  lettere  b)  e  b-bis),  ed  il
verificarsi delle ipotesi previste dagli articoli 23 e 29  comportano
alla  scadenza  del  termine  per  l'impugnazione  l'obbligo  per  il
richiedente di lasciare il territorio nazionale, salvo  che  gli  sia
stato rilasciato un permesso di soggiorno ad  altro  titolo.  A  tale
fine, alla scadenza del termine per l'impugnazione,  si  provvede  ai
sensi dell'articolo 13, commi 4 e 5 del decreto legislativo 25 luglio
1998, n. 286, salvo gli effetti dell'articolo 35-bis, commi  3  e  4.
(8) 
 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, convertito con modificazioni dalla
L. 13 aprile 2017, n. 46, ha disposto (con l'art. 21, comma 1) che la
presente modifica si applica alle cause e ai procedimenti  giudiziari
sorti dopo il centottantesimo giorno dalla data di entrata in  vigore
del suindicato decreto.  Alle  cause  e  ai  procedimenti  giudiziari
introdotti anteriormente alla scadenza del termine di cui al  periodo
precedente si continuano ad applicare le disposizioni  vigenti  prima
dell'entrata in vigore del medesimo decreto. 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 21 ottobre 2020, n. 130 ha disposto (con l'art.  15,  comma
2) che "Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1,  lettere  a),
b, c), d) ed e) si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data
di entrata in vigore del presente  decreto  avanti  alle  commissioni
territoriali".