DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2006, n. 109

Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilita', nonche' modifica della disciplina in tema di incompatibilita', dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 25 luglio 2005, n. 150.

note: Entrata in vigore del decreto: 5-4-2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/06/2022)
Testo in vigore dal: 23-7-2015
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 13. 
          Trasferimento d'ufficio e provvedimenti cautelari 
  1.  La  sezione  disciplinare   del   Consiglio   superiore   della
magistratura, nell'infliggere una sanzione diversa dall'ammonimento e
dalla rimozione, puo' disporre il  trasferimento  del  magistrato  ad
altra sede o ad altro ufficio quando,  per  la  condotta  tenuta,  la
permanenza nella  stessa  sede  o  nello  stesso  ufficio  appare  in
contrasto con il buon andamento dell'amministrazione della giustizia.
((5)) 
Il  trasferimento  e'  sempre  disposto  quando  ricorre  una   delle
violazioni previste dall'articolo 2, comma 1, lettera a), nonche' nel
caso in cui e' inflitta la sanzione della sospensione dalle funzioni. 
  2. Nei casi di procedimento disciplinare per addebiti punibili  con
una sanzione diversa  dall'ammonimento,  su  richiesta  del  Ministro
della giustizia  o  del  Procuratore  generale  presso  la  Corte  di
cassazione, ove sussistano gravi elementi di  fondatezza  dell'azione
disciplinare e ricorrano motivi di particolare  urgenza,  la  Sezione
disciplinare del  Consiglio  superiore  della  magistratura,  in  via
cautelare e provvisoria, puo' disporre il trasferimento ad altra sede
o la destinazione ad altre funzioni del magistrato incolpato. 
 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 23 giugno - 16 luglio 2015, n.
170  (in  G.U.   1ª   s.s.   22/07/2015,   n.   29)   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale del comma  1,  secondo  periodo,  del
presente articolo limitatamente alle parole  da  «quando  ricorre»  a
«nonche'».