DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n. 5

Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/7/2006, ad eccezione degli articoli 45, 46, 47, 151 e 152, che entrano in vigore il 16/01/2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/03/2006)
Testo in vigore dal: 17-7-2006
                              Art. 107.
                   Sostituzione dell'articolo 117
               del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267
  1.  L'articolo  117  del  regio  decreto  16 marzo 1942, n. 267, e'
sostituito dal seguente:
  "Art.  117  (Ripartizione finale). - Approvato il conto e liquidato
il  compenso  del  curatore, il giudice delegato, sentite le proposte
del curatore, ordina il riparto finale secondo le norme precedenti.
  Nel  riparto  finale  vengono  distribuiti anche gli accantonamenti
precedentemente  fatti.  Tuttavia,  se la condizione non si e' ancora
verificata  ovvero  se  il  provvedimento  non  e'  ancora passato in
giudicato,  la  somma  e'  depositata  nei modi stabiliti dal giudice
delegato,  perche',  verificatisi  gli  eventi indicati, possa essere
versata   ai   creditori  cui  spetta  o  fatta  oggetto  di  riparto
supplementare   fra  gli  altri  creditori.  Gli  accantonamenti  non
impediscono la chiusura della procedura.
  Il  giudice  delegato, nel rispetto delle cause di prelazione, puo'
disporre  che  a singoli creditori che vi consentono siano assegnati,
in  luogo  delle  somme agli stessi spettanti, crediti di imposta del
fallito non ancora rimborsati.
  Per  i creditori che non si presentano o sono irreperibili le somme
dovute sono nuovamente depositate presso l'ufficio postale o la banca
gia'  indicati  ai  sensi  dell'articolo  34. Decorsi cinque anni dal
deposito,  le  somme  non  riscosse dagli aventi diritto e i relativi
interessi,   se   non   richieste   da   altri   creditori,   rimasti
insoddisfatti,  sono  versate  a cura del depositario all'entrata del
bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  ad apposita unita' previsionale di
base dello stato di previsione del Ministero della giustizia.
  Il  giudice,  anche  se e' intervenuta l'esdebitazione del fallito,
omessa  ogni formalita' non essenziale al contraddittorio, su ricorso
dei   creditori  rimasti  insoddisfatti  che  abbiano  presentato  la
richiesta  di  cui  al  quarto  comma, dispone la distribuzione delle
somme non riscosse in base all'articolo 111 fra i soli richiedenti.".