DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2005, n. 142

Attuazione della direttiva 2002/87/CE relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario, nonche' all'istituto della consultazione preliminare in tema di assicurazioni.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/7/2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/06/2015)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 16-4-2014
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 15. 
                 Vigilanza supplementare equivalente 
 
  1.  Le  imprese  regolamentate  che  non  rientrano  nel  campo  di
applicazione della vigilanza supplementare  di  cui  all'articolo  2,
comma 2, e la cui impresa madre sia un'impresa  regolamentata  o  una
societa' di partecipazione finanziaria mista con sede  principale  in
un Paese  non  appartenente  all'Unione  europea  sono  sottoposte  a
vigilanza supplementare secondo i limiti e le modalita' indicate  nel
presente articolo. 
  2. L'autorita' di vigilanza italiana, che rivestirebbe il ruolo  di
coordinatore qualora  venissero  applicate  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 5, comma 3, verifica se le imprese regolamentate, di cui
al comma 1, siano sottoposte a vigilanza  da  parte  di  un'autorita'
competente  di  un  Paese  non   appartenente   all'Unione   europea,
equivalente alla vigilanza supplementare prevista dalle  disposizioni
del presente decreto. La verifica e' effettuata di iniziativa  oppure
su richiesta dell'impresa madre o di qualsiasi impresa  regolamentata
autorizzata nell'Unione europea. 
  3. L'autorita' di vigilanza italiana, di cui al comma  2,  consulta
le altre autorita' competenti  rilevanti  e  tiene  conto,  nei  modi
previsti dalle disposizioni dell'Unione europea,  degli  orientamenti
forniti dal comitato congiunto. Se l'autorita' di vigilanza  italiana
e' in disaccordo con la  decisione  adottata  da  un'altra  autorita'
competente  rilevante   puo'   ricorrere   rispettivamente   all'ABE,
all'AESFEM o  all'AEAP  per  la  risoluzione  delle  controversie  in
situazioni transfrontaliere prevista dalle  disposizioni  dell'Unione
europea. 
  4. Qualora  dalla  verifica  risulti  l'assenza  di  una  vigilanza
supplementare  equivalente,  le  autorita'  di   vigilanza   italiane
applicano  alle  imprese  regolamentate,  di  cui  al  comma  1,   le
disposizioni in  materia  di  vigilanza  supplementare  previste  dal
presente  decreto  oppure   i   metodi   alternativi   di   vigilanza
supplementare di cui al comma 5, che  consentano  di  conseguire  gli
obiettivi di vigilanza supplementare di cui all'articolo 2. 
  5. I metodi alternativi di vigilanza supplementare sono  concordati
dall'autorita' di vigilanza italiana, di cui al comma 2, con le altre
autorita' competenti rilevanti e comunicati alle autorita' competenti
interessate e alla Commissione europea. In  particolare,  l'autorita'
di vigilanza italiana di cui al comma 2 puo' disporre la costituzione
di  una  societa'  di  partecipazione  finanziaria  mista  con   sede
principale in un Paese dell'Unione europea e applicare  la  vigilanza
supplementare di cui al presente decreto alle  imprese  regolamentate
appartenenti al conglomerato finanziario facenti capo a tale societa'
di partecipazione. 
  6. ((Ferme restando le  norme  settoriali  sulla  cooperazione  con
autorita'  di  Stati  non  appartenenti  all'Unione   europea,))   Le
autorita' di vigilanza italiane possono negoziare accordi con  uno  o
piu'  Paesi  terzi  in  merito  alle  modalita'  di  esercizio  della
vigilanza supplementare sulle imprese regolamentate appartenenti a un
conglomerato  finanziario.  Il  risultato  di  tali  negoziati   ((e'
comunicato)) alla Commissione europea.