DECRETO LEGISLATIVO 23 aprile 2004, n. 124

Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-5-2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/09/2020)
Testo in vigore dal: 24-9-2015
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                              Art. 13. 
   (Accesso ispettivo, potere di diffida e verbalizzazione unica) 
 
  1. Il personale ispettivo accede presso i luoghi di lavoro nei modi
e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle  attivita'
di verifica compiute nel corso del  primo  accesso  ispettivo,  viene
rilasciato al datore di lavoro o alla persona presente all'ispezione,
con l'obbligo alla  tempestiva  consegna  al  datore  di  lavoro,  il
verbale di primo accesso ispettivo contenente: 
    a) l'identificazione dei lavoratori trovati intenti al  lavoro  e
la descrizione delle modalita' del loro impiego; 
    b) la  specificazione  delle  attivita'  compiute  dal  personale
ispettivo; 
    c) le eventuali dichiarazioni rese dal datore di lavoro o da  chi
lo assiste, o dalla persona presente all'ispezione; 
    d) ogni richiesta,  anche  documentale,  utile  al  proseguimento
dell'istruttoria finalizzata all'accertamento degli  illeciti,  fermo
restando quanto previsto dall'articolo 4, settimo comma, della  legge
22 luglio 1961, n. 628. 
  2. In caso di constatata inosservanza delle norme di  legge  o  del
contratto collettivo in materia di lavoro e  legislazione  sociale  e
qualora  il  personale  ispettivo  rilevi  inadempimenti  dai   quali
derivino sanzioni amministrative,  questi  provvede  a  diffidare  il
trasgressore  e   l'eventuale   obbligato   in   solido,   ai   sensi
dell'articolo  6  della  legge  24  novembre  1981,  n.   689,   alla
regolarizzazione delle inosservanze comunque materialmente  sanabili,
entro il termine di trenta giorni dalla  data  di  notificazione  del
verbale di cui al comma 4. 
  3.  In  caso  di  ottemperanza  alla  diffida,  il  trasgressore  o
l'eventuale obbligato in solido e' ammesso al pagamento di una  somma
pari all'importo della sanzione  nella  misura  del  minimo  previsto
dalla legge ovvero nella misura pari  ad  un  quarto  della  sanzione
stabilita in misura fissa, entro il termine di quindici giorni  dalla
scadenza del termine di cui al comma  2.  Il  pagamento  dell'importo
della  predetta  somma   estingue   il   procedimento   sanzionatorio
limitatamente alle inosservanze oggetto di  diffida  e  a  condizione
dell'effettiva ottemperanza alla diffida stessa. 
  4. All'ammissione alla procedura  di  regolarizzazione  di  cui  ai
commi  2  e  3,   nonche'   alla   contestazione   delle   violazioni
amministrative di cui all'articolo 14 della legge 24  novembre  1981,
n. 689, si provvede da parte del personale  ispettivo  esclusivamente
con la notifica di un unico verbale di accertamento e  notificazione,
notificato al trasgressore e all'eventuale obbligato  in  solido.  Il
verbale di accertamento e notificazione deve contenere: 
    a)  gli  esiti  dettagliati  dell'accertamento,  con  indicazione
puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati; 
    b) la diffida a regolarizzare gli inadempimenti sanabili ai sensi
del comma 2; 
    c) la possibilita' di estinguere gli illeciti  ottemperando  alla
diffida e provvedendo al pagamento della somma  di  cui  al  comma  3
ovvero pagando la medesima somma nei casi di illeciti gia' oggetto di
regolarizzazione; 
    d) la possibilita' di estinguere gli  illeciti  non  diffidabili,
ovvero quelli oggetto  di  diffida  nei  casi  di  cui  al  comma  5,
attraverso il pagamento della sanzione in  misura  ridotta  ai  sensi
dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689; 
    e) l'indicazione degli strumenti di  difesa  e  degli  organi  ai
quali  proporre  ricorso,   con   specificazione   dei   termini   di
impugnazione. 
  5.  ((L'adozione  della  diffida  interrompe  i  termini   per   la
presentazione dei ricorsi di cui agli articoli 16 e 17  del  presente
decreto, fino alla scadenza del termine per compiere gli  adempimenti
di  cui  ai  commi  2  e  3)).  Ove  da  parte  del  trasgressore   o
dell'obbligato in solido non sia stata  fornita  prova  al  personale
ispettivo dell'avvenuta regolarizzazione e del pagamento delle  somme
previste, il verbale unico di cui al  comma  4  produce  gli  effetti
della contestazione e  notificazione  degli  addebiti  accertati  nei
confronti del trasgressore e della persona  obbligata  in  solido  ai
quali sia stato notificato.((7)) 
  6. Il potere di diffida nei casi previsti  dal  comma  2,  con  gli
effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5, e' esteso anche agli
ispettori e ai funzionari amministrativi degli enti e degli  istituti
previdenziali per le inadempienze da essi rilevate. Gli  enti  e  gli
istituti previdenziali svolgono tale attivita' con le risorse umane e
finanziarie esistenti a legislazione vigente. 
  7. Il potere di diffida di cui al comma 2 e' esteso agli  ufficiali
e agenti di polizia giudiziaria che accertano, ai sensi dell'articolo
13 della legge 24 novembre 1981, n. 689,  violazioni  in  materia  di
lavoro e legislazione sociale.  Qualora  rilevino  inadempimenti  dai
quali derivino sanzioni amministrative, essi provvedono  a  diffidare
il   trasgressore   e   l'eventuale   obbligato   in   solido    alla
regolarizzazione delle inosservanze comunque materialmente  sanabili,
con gli effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5. 
 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 149, ha disposto  (con  l'art.  11,
comma 1, alinea) che la presente modifica decorre dalla data indicata
dai decreti di cui all'articolo 5, comma 1 del D.Lgs. medesimo.