DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2003, n. 196

Codice in materia di protezione dei dati personali ((, recante disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche' alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE)).

note: Entrata in vigore del decreto: 1-1-2004, ad eccezione delle disposizioni di cui agli artt. 156, 176, commi 3, 4 ,5 e 6, e 182 che entrano in vigore il 30/7/2003; dalla medesima data si osservano altresi' i termini in materia di ricorsi di cui agli artt. 149, comma 8, e 150, comma 2. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2019)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2004
al: 18-9-2018
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                              Art. 143 
                    (Procedimento per i reclami) 
 
   1. Esaurita  l'istruttoria  preliminare,  se  il  reclamo  non  e'
manifestamente infondato e sussistono i presupposti per  adottare  un
provvedimento,  il  Garante,  anche  prima  della   definizione   del
procedimento: 
   a) prima di prescrivere le misure di cui alla lettera  b),  ovvero
il divieto o il blocco ai sensi della lettera c),  puo'  invitare  il
titolare, anche in contraddittorio con l'interessato,  ad  effettuare
il blocco spontaneamente; 
   b) prescrive al titolare le  misure  opportune  o  necessarie  per
rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti; 
   c) dispone il blocco o vieta, in tutto o in parte, il  trattamento
che risulta illecito o non corretto anche per effetto  della  mancata
adozione delle misure necessarie  di  cui  alla  lettera  b),  oppure
quando, in considerazione della natura dei dati  o,  comunque,  delle
modalita' del trattamento o degli effetti che esso puo'  determinare,
vi e' il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante
per uno o piu' interessati; 
   d) puo' vietare in  tutto  o  in  parte  il  trattamento  di  dati
relativi a singoli soggetti o a categorie di soggetti che si pone  in
contrasto con rilevanti interessi della collettivita'. 
   2. I provvedimenti  di  cui  al  comma  1  sono  pubblicati  nella
Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica   italiana   se   i   relativi
destinatari non sono facilmente identificabili per il numero o per la
complessita' degli accertamenti.