DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2001, n. 226

Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57.

note: Entrata in vigore del decreto: 30-6-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 01/02/2012)
Testo in vigore dal: 30-6-2001
al: 8-7-2004
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                               Art. 3
                Attivita' connesse a quelle di pesca

  1.  Ai  fini  della  modernizzazione  e della razionalizzazione del
settore    e    in    ragione   della   preferenza   accordata   alla
multifunzionalita'  delle  relative  aziende ed in particolare per la
piu'  rapida e funzionale erogazione delle agevolazioni pubbliche, le
seguenti  attivita' sono connesse a quelle di pesca purche' non siano
prevalenti  rispetto  a  queste  ultime  e  siano effettuate mediante
l'utilizzazione  prevalente  di  prodotti derivanti dall'attivita' di
pesca  ovvero  di  attrezzature  o  risorse  dell'azienda normalmente
impiegate nell'attivita' ittica esercitata:
a) imbarco  di  persone  non facenti parte dell'equipaggio su navi da
   pesca  a  scopo  turistico-ricreativo,  sinteticamente  denominato
   pescaturismo;
b) attivita' di ospitalita', di ristorazione, di servizi, ricreative,
   culturali  finalizzate  alla  corretta  fruizione degli ecosistemi
   acquatici  e  delle  risorse della pesca, valorizzando gli aspetti
   socio-culturali  del  mondo dei pescatori, esercitata da pescatori
   professionisti  singoli  o  associati, attraverso l'utilizzo della
   propria    abitazione    o    struttura    nella    disponibilita'
   dell'imprenditore, sinteticamente denominate ittiturismo;
c) la  prima  lavorazione dei prodotti del mare, la conservazione, la
   trasformazione,  la  distribuzione  e  la  commercializzazione  al
   dettaglio  ed  all'ingrosso,  nonche' le attivita' di promozione e
   valorizzazione  che  abbiano ad oggetto prevalentemente i prodotti
   della propria attivita'.
  2.  Alle  opere  ed  alle  strutture  destinate  all'ittiturismo si
applicano  le  disposizioni  di  cui all'articolo 10, secondo e terzo
comma,  della  legge 28 gennaio 1977, n. 10, nonche' all'articolo 24,
comma   2,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  relativamente
all'utilizzo  di  opere  provvisionali  per  l'accessibilita'  ed  il
superamento delle barriere architettoniche.
          Note all'art. 3:
              - Si  trascrive  il testo del secondo e del terzo comma
          dell'art.  10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 (Norme per
          l'edificabilita' dei suoli):
              "2.  La  concessione  relativa a costruzioni o impianti
          destinati    ad   attivita'   turistiche,   commerciali   e
          direzionali  comporta  la  corresponsione  di un contributo
          pari   all'incidenza   delle   opere   di   urbanizzazione,
          determinata  ai  sensi  del  precedente art. 5, nonche' una
          quota  non  superiore al 10 per cento del costo documentato
          di  costruzione da stabilirsi, in relazione ai diversi tipi
          di attivita', con deliberazione del consiglio comunale.
              3.  Qualora  la destinazione d'uso delle opere indicate
          nei commi precedenti, nonche' di quelle nelle zone agricole
          previste  dal  precedente art. 9, venga comunque modificata
          nei  dieci  anni  successivi all'ultimazione dei lavori, il
          contributo  per  la  concessione  e'  dovuto  nella  misura
          massima corrispondente alla nuova destinazione, determinata
          con riferimento al momento della intervenuta variazione.".
              - Si  trascrive il testo del comma 2 dell'art. 24 della
          legge   5 febbraio   1992,   n.   104   (legge  quadro  per
          l'assistenza,  l'integrazione  sociale  e  i  diritti delle
          persone handicappate):
              "2.  Per  gli  edifici  pubblici  e  privati  aperti al
          pubblico  soggetti  ai  vincoli di cui alle leggi 1o giugno
          1939,  n.  1089,  e  successive  modificazioni, e 29 giugno
          1939,  n.  1497,  e  successive  modificazioni,  nonche' ai
          vincoli  previsti  da  leggi  speciali  aventi  le medesime
          finalita',   qualora   le   autorizzazioni  previste  dagli
          articoli  4  e  5  della  citata  legge n. 13 del 1989, non
          possano  venire concesse, per il mancato rilascio del nulla
          osta  da  parte  delle autorita' competenti alla tutela del
          vincolo,  la  conformita'  alle norme vigenti in materia di
          accessibilita'    e    di    superamento   delle   barriere
          architettoniche    puo'   essere   realizzata   con   opere
          provvisionali,  come  definite  dall'art. 7 del decreto del
          Presidente  della  Repubblica  7 gennaio  1956, n. 164, nei
          limiti della compatibilita' suggerita dai vincoli stessi.".