DECRETO LEGISLATIVO 4 giugno 1997, n. 143

Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale.

note: Entrata in vigore del decreto: 5-6-1997 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/02/2004)
Testo in vigore dal: 5-6-1997
                               Art. 2.
                 Ministero per le politiche agricole
  1. E' istituito il Ministero  per le politiche agricole, di seguito
denominato  Ministero, che  costituisce centro  di riferimento  degli
interessi nazionali  in materia  di politiche agricole,  forestali ed
agroalimentari.  A  tal  fine,  esso, di  intesa  con  la  Conferenza
permanente per  i rapporti  tra lo  Stato, le  regioni e  le province
autonome di  Trento e  di Bolzano, svolge  compiti di  elaborazione e
coordinamento  delle linee  di politica  agricola, agroindustriale  e
forestale, in  coerenza con quella comunitaria.  Esso svolge altresi'
funzioni  di  rappresentanza  degli interessi  nazionali  nelle  sedi
apposite    comunitarie,   di    cura   delle    inerenti   relazioni
internazionali,  ferme  restando  le  generali  competenze  di  altri
organi,  di esecuzione  degli  obblighi  comunitari e  internazionali
riferibili  a livello  statale, di  proposta in  materia di  funzioni
governative di  coordinamento ed  indirizzo nelle  materie di  cui al
presente decreto.
  2. Ferme restando, fino all'adozione di eventuali ulteriori decreti
legislativi ai  sensi dell'articolo 1  della legge 15 marzo  1997, n.
59, e fino alla ristrutturazione  prevista dal capo II della medesima
legge,  le   attribuzioni  di  altre  amministrazioni   centrali,  il
Ministero  svolge,  altresi',  per  quanto  gia'  di  competenza  del
soppresso Ministero  delle risorse agricole, alimentari  e forestali,
compiti  di disciplina  generale e  di coordinamento  nazionale nelle
seguenti  materie:  scorte  e approvvigionamenti  alimentari;  tutela
della qualita' dei prodotti  agroalimentari; educazione alimentare di
carattere  non  sanitario;  ricerca   e  sperimentazione,  svolte  da
istituti  e laboratori  nazionali; importazione  ed esportazione  dei
prodotti agricoli e alimentari,  nell'ambito della normativa vigente;
interventi di  regolazione dei  mercati; regolazione delle  sementi e
materiale   di  propagazione,   del  settore   fitosanitario  e   dei
fertilizzanti; registri  di varieta' vegetali, libri  genealogici del
bestiame e libri nazionali dei  boschi da seme; salvaguardia e tutela
delle  biodiversita' vegetali  e  animali,  dei rispettivi  patrimoni
genetici;  gestione   delle  risorse  ittiche  marine   di  interesse
nazionale;   impiego   di   biotecnologie  innovative   nel   settore
agroalimentare; specie cacciabili ai sensi dell'articolo 18, comma 3,
della legge 11 febbraio 1992, n. 157; grandi reti infrastrutturali di
irrigazione dichiarate  di rilevanza nazionale,  di cui alla  legge 8
novembre 1986, n. 752, e al decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96,
e successive modificazioni ed integrazioni.
  3. Spettano al Ministero i  compiti di riconoscimento e di sostegno
delle  unioni,   delle  associazioni  nazionali  e   degli  organismi
nazionali di certificazione; spettano,  altresi', i compiti relativi:
agli  accordi   interprofessionali  di  dimensione   nazionale;  alla
dichiarazione   di   eccezionali    avversita'   atmosferiche;   alla
prevenzione  e  repressione  delle  frodi nella  preparazione  e  nel
commercio  dei  prodotti  agroalimentari   e  ad  uso  agrario;  alla
raccolta, elaborazione e diffusione di  dati e informazioni a livello
nazionale,  ai fini  anche  del sistema  statistico  nazionale e  del
rispetto degli obblighi comunitari.
  4. Il  Ministero si articola in  non piu' di tre  dipartimenti, cui
sono preposti  dirigenti generali, tenendo conto  del principio della
rotazione  degli incarichi.  Con  regolamenti adottati  ai sensi  del
comma 4  -bis dell'articolo 17  della legge  23 agosto 1988,  n. 400,
introdotto dall'articolo 13,  comma 1, della legge 15  marzo 1997, n.
59,  entro sei  mesi dalla  data di  entrata in  vigore del  presente
decreto si provvede alla riorganizzazione degli uffici, anche al fine
di assicurare la tutela degli  interessi italiani in sede comunitaria
e  internazionale,   nonche'  alla  razionalizzazione   degli  organi
collegiali  esistenti, anche  mediante  soppressione, accorpamento  e
riduzione degli stessi e del numero dei componenti.
          Note all'art. 2:
            -  Il  testo dell'art.  1 della legge  15 marzo 1997,  n.
          59,  e' il seguente:
            "Art. 1.  - 1. Il Governo  e' delegato ad emanare,  entro
          nove mesi dalla data  di entrata  in vigore  della presente
          legge, uno  o piu' decreti  legislativi  volti a  conferire
          alle   regioni e   agli   enti locali,   ai  sensi    degli
          articoli    5, 118   e 128   della Costituzione, funzioni e
          compiti amministrativi  nel rispetto  dei principi   e  dei
          criteri   direttivi   contenuti nella  presente  legge.  Ai
          fini  della presente  legge,   per   ''conferimento'',   si
          intende  trasferimento, delega o attribuzione di funzioni e
          compiti  e per ''enti locali'' si intendono le  province, i
          comuni, le comunita'  montane e  gli altri enti locali.
            2. Sono conferite alle  regioni    e  agli  enti  locali,
          nell'osservanza  del  principio  di   sussidiarieta' di cui
          all'art. 4,  comma 3, lettera a), della    presente  legge,
          anche ai  sensi dell'art. 3 della  legge 8 giugno 1990,  n.
          142,    tutte  le  funzioni    e i   compiti amministrativi
          relativi alla cura   degli interessi  e  alla    promozione
          dello  sviluppo delle rispettive  comunita', nonche'  tutte
          le   funzioni  e    i  compiti  amministrativi  locali  nei
          rispettivi    territori  in  atto  esercitati  da qualunque
          organo  o   amministrazione  dello   Stato,  centrali     o
          periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti pubblici.
            3.  Sono  esclusi   dall'applicazione dei commi 1 e 2  le
          funzioni e i compiti riconducibili alle seguenti materia:
            a)  affari   esteri  e    commercio   estero,     nonche'
          cooperazione  internazionale   e    attivita'  promozionale
          all'estero   di  rilievo nazionale;
            b) difesa,  forze armate, armi  e munizioni, esplosivi  e
          materiale strategico;
               c) rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose;
            d) tutela dei beni culturali  e  del  patrimonio  storico
          artistico;
               e) vigilanza sullo stato civile e sull'anagrafe;
            f)    cittadinanza,  immigrazione,   rifugiati  e   asilo
          politico, estradizione:
            g)   consultazioni  elettorali,   elettorato   attivo   e
          passivo,    propaganda       elettorale,      consultazioni
          referendarie  escluse  quelle regionali;
            h)   moneta,    sistema   valutario     e    perequazione
          delle  risorse finanziarie;
            i)     dogane,  protezione    dei  confini   nazionali  e
          profilassi internazionale;
               l) ordine pubblico e sicurezza pubblica;
               m) amministrazione della giustizia;
               n) poste e telecomunicazioni;
            o)   previdenza    sociale,   eccedenze   di    personale
          temporaneo  e strutturali;
               p) ricerca scientifica;
            q)   istruzione  universitaria,  ordinamenti  scolastici,
          programmi   scolastici,       organizzazione       generale
          dell'istruzione     scolastica     e  stato  giuridico  del
          personale;
               r) vigilanza in materia di lavoro e cooperazione.
            4. Sono inoltre esclusi dall'applicazione dei commi  1  e
          2:
            a) i compiti  di regolazione e controllo gia'  attribuiti
          con legge statale ad apposite autorita' indipendenti;
            a)      i   compiti    strettamente   preordinati    alla
          programmazione,  progettazione,       esecuzione          e
          manutenzione      di       grandi     reti infrastrutturali
          dichiarate di interesse nazionale con legge statale;
            c)  i  compiti  di  rilievo  nazionale  del  sistema   di
          protezione  civile, per la difesa del suolo, per  la tutela
          dell'ambiente e della salute,  per    gli  indirizzi,    le
          funzioni    e i   programmi  nel settore  dello spettacolo,
          per  la  ricerca,  la  produzione,  il   trasporto   e   la
          distribuzione   di   energia;   gli  schemi     di  decreti
          legislativi, ai fini della  individuazione    dei   compiti
          di    rilievo    nazionale,  sono predisposti previa intesa
          con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
          le  regioni e  le province autonome di Trento e Bolzano; in
          mancanza   dell'intesa,  il    Consiglio   dei     Ministri
          delibera  motivatamente   in   via  definitiva  su proposta
          del  Presidente  del Consiglio dei Ministri;
            d)  i   compiti  esercitati  localmente  in   regime   di
          autonomia  funzionale    dalle    camere    di   commercio,
          industria,  artigianato  e agricoltura e dalle  universita'
          degli studi;
            e) il coordinamento  dei rapporti con l'Unione europea  e
          i  compiti  preordinati    ad assicurare   l'esecuzione   a
          livello nazionale  degli obblighi derivanti   dal  Trattato
          sull'Unione europea  e dagli accordi internazionali.
            5.    Resta ferma  la  disciplina concernente  il sistema
          statistico nazionale, anche  ai fini del    rispetto  degli
          obblighi    derivanti  dal  Trattato  sull'Unione europea e
          dagli accordi internazionali.
            6.  La    promozione  dello     sviluppo  economico,   la
          valorizzazione  dei sistemi   produttivi   e la  promozione
          della  ricerca applicata  sono interessi  pubblici  primari
          che  lo  Stato, le regioni,  le province, i comuni  e   gli
          altri   enti   locali     assicurano   nell'ambito    delle
          rispettive    competenze, nel   rispetto   delle   esigenze
          della  salute, della sicurezza   pubblica e della    tutela
          dell'ambiente".  -   Il testo dell'art. 18,  comma 3, della
          legge  11 febbraio 1992, n.  157, e' il seguente:
            "3.    Con decreto   del   Presidente del  Consiglio  dei
          Ministri,   su proposta del Ministro  dell'agricoltura    e
          delle  foreste,  d'intesa  con il   Ministro dell'ambiente,
          vengono recepiti  i nuovi  elenchi delle specie   di    cui
          al    comma   1,   entro   sessanta   giorni   all'avvenuta
          approvazione  comunitaria o   dall'entrata   nvigore  delle
          convenzioni internazionali. Il Presidente del Consiglio dei
          Ministri,  su  proposta del   Ministro  dell'agricoltura  e
          delle foreste,  d'intesa  con  il Ministro   dell'ambiente,
          sentito    l'Istituto nazionale   per la   fauna selvatica,
          dispone variazioni dell'elenco  delle specie cacciabili  in
          conformita'    alle vigenti   direttive comunitarie  e alle
          convenzioni internazionali   sottoscritte, tenendo    conto
          della  consistenza delle singole specie sul  territorio". -
          La   legge   8  novembre     1986,  n.  752,  reca:  "Legge
          pluriennale per l'attuazione di  interventi programmati  in
          agricoltura".  -  Il  decreto legislativo 3 aprile 1993, n.
          96, reca:  "Trasferimento delle  competenze dei   soppressi
          Dipartimento      per  gli  interventi  straordinari    nel
          Mezzogiorno e Agenzia   per la  promozione  dello  sviluppo
          del  Mezzogiorno,  a    norma  dell'art. 3 della   legge 19
          dicembre 1992, n. 488". - Il    testo  dell'art.  13  della
          legge 15 marzo 1997, n. 59, e' il seguente:
            "Art.  13. -  1. All'art. 17 della  legge 23 agosto 1988,
          n. 400, e successive modificazioni, e' aggiunto il seguente
          comma:
            ''4-bis.  L'organizzazione    e   la   disciplina   degli
          uffici   dei Ministeri  sono determinate,  con  regolamenti
          emanati   ai sensi   del comma   2,   su    proposta    del
          Ministro    competente   d'intesa   con   il Presidente del
          Consiglio  dei Ministri e con il  Ministro del tesoro,  nel
          rispetto    dei principi posti   dal decreto legislativo  3
          febbraio 1993,  n. 29,  e  successive   modificazioni,  con
          i  contenuti e  con l'osservanza dei criteri che seguono:
            a)  riordino degli  uffici di diretta collaborazione  con
          i Ministri ed  i   Sottosegretari di   Stato,    stabilendo
          che  tali   uffici   hanno esclusive competenze di supporto
          dell'organo di direzione politica e di raccordo tra  questo
          e l'amministrazione;
            b) individuazione  degli uffici  di livello  dirigenziale
          generale,     centrali    e         periferici,    mediante
          diversificazione tra  strutture con funzioni finali  e  con
          funzioni    strumentali  e loro organizzazione per funzioni
          omogenee  e secondo  criteri di flessibilita'    eliminando
          le duplicazioni funzionali;
            c)     previsione     di      strumenti    di    verifica
          periodica dell'organizzazione e dei risultati;
            d) indicazione e revisione  periodica  della  consistenza
          delle piante organiche;
            e)  previsione    di decreti ministeriali di   natura non
          regolamentare per la definizione dei  compiti delle  unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali''.
            2.  Gli    schemi di regolamento di  cui al comma 4  -bis
          dell'art. 17 della   legge 23   agosto    1988,  n.    400,
          introdotto    dal   comma 1   del presente   articolo, sono
          trasmessi alla  Camera dei  deputati ed   al  Senato  della
          Repubblica  perche'    su di essi   sia espresso  il parere
          delle Commissioni   parlamentari competenti    per  materia
          entro  trenta  giorni dalla data   della loro trasmissione.
          Decorso   il termine senza che    i  pareri    siano  stati
          espressi,  il Governo  adotta comunque  i regolamenti.
            3.  I  regolamenti  di  cui  al comma 4 -bis dell'art. 17
          della legge 23 agosto 1988,  n. 400, introdotto  dal  comma
          1  del    presente  articolo,  sostituiscono,  per   i soli
          Ministeri, i decreti  di cui  all'art. 6, commi 1  e 2, del
          decreto  legislativo  3    febbraio  1993,  n.    29,  come
          sostituito   dall'art.  4     del  decreto  legislativo  23
          dicembre 1993, n.  546, fermo   restando il comma    4  del
          predetto  art.  6.   I regolamenti gia' emanati  o adottati
          restano  in vigore fino alla  emanazione dei regolamenti di
          cui al citato art.   17, comma 4  -bis,    della  legge  23
          agosto  1988,   n.  400,   introdotto  dal   comma  1   del
          presente articolo".