DECRETO LEGISLATIVO 26 ottobre 1995, n. 504

Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative.

note: Entrata in vigore del decreto: 14-12-1995 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/06/2022)
Testo in vigore dal: 29-4-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 50. 
(Art. 13, comma 5, ed art. 18 D.L. n. 271/1957 Art. 32, comma 3, D.L.
                            n. 331/1993) 
             Inosservanza di prescrizioni e regolamenti 
  
  1. Indipendentemente dall'applicazione delle pene previste  per  le
violazioni che costituiscono reato, per le infrazioni alla disciplina
delle accise stabilita dal presente  testo  unico  e  dalle  relative
norme di esecuzione, comprese la irregolare tenuta della contabilita'
o dei registri prescritti e la omessa o tardiva  presentazione  delle
dichiarazioni  e  denuncie  prescritte,  si   applica   la   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma di denaro ((da 500  euro  a
3.000 euro.)) 
  2. La  tenuta  della  contabilita'  e  dei  registri  si  considera
irregolare quando viene accertata  una  differenza  tra  le  giacenze
reali e le risultanze contabili superiore ai cali e alle  perdite  di
cui all'art.  4.  Per  gli  impianti  di  distribuzione  stradale  di
carburanti si considera irregolare la tenuta del registro di carico e
scarico quando la predetta differenza supera un dodicesimo  del  calo
annuo consentito per i singoli carburanti, riferito  alle  erogazioni
effettuate nel periodo preso a base della verifica;  per  i  depositi
commerciali di gasolio si considera irregolare la tenuta del registro
di carico e scarico quando la differenza supera il 3 per mille  delle
quantita' di gasolio assunte in carico nel periodo preso a base della
verifica. 
  3. La sanzione di cui al  comma  1  si  applica  anche  a  chiunque
esercita le attivita' senza la  prescritta  licenza  fiscale,  ovvero
ostacola, in qualunque modo, ai militari della Guardia di finanza  ed
ai funzionari dell'amministrazione finanziaria, muniti della speciale
tessera di  riconoscimento,  l'accesso  nei  locali  in  cui  vengono
trasformati, lavorati, impiegati o  custoditi  prodotti  soggetti  od
assoggettati ad accisa, salvo che il fatto costituisca reato. 
  4. L'estrazione di prodotti sottoposti ad  accisa  dopo  la  revoca
della licenza di cui  all'art.  5,  comma  2,  e'  considerata,  agli
effetti   sanzionatori,   tentativo   di   sottrarre   al   pagamento
dell'imposta il quantitativo estratto,  ancorche'  destinato  ad  usi
esenti od agevolati.